C.G. Leland e Aradia, il Vangelo delle Streghe

 

Come le nuvole temporalesche

si sciolgono in gocce risplendenti,

così i grandi miti dei tempi antichi

si frantumano in tante piccole leggende

che, infine, proprio come gocce di pioggia,

tornano a riunirsi in rivi solitari

o laghi silenziosi;

persino i miti minori si ricompongono

attraverso le acque cadute.

(Charles Godfrey Leland,1824-1903)

 

 

 

Charles Godfrey Leland nacque a Filadelfia il 15 agosto 1824, da Charlotte Godfrey e Henry Leland, e fu l’ultimo discendente di un’antica e ricca famiglia di origine britannica, stabilitasi in America nel 1636.

Cherles mostrò sempre un certo compiacimento per la coincidenza di essere nato nel giorno della celebrazione della Beata Vergine per i Cristiani, e del Buddha per le religioni orientali, interpretando il suo giorno di nascita come un segno del fato. Inoltre affermava che il suo innato interesse per i sentieri occulti e la magia, derivasse da un rito propiziatorio al quale venne sottoposto quando era ancora in fasce.

Secondo Leland, il rito sarebbe stato stato effettuato dalla sua nutrice, una donna di origini olandesi, la quale utilizzò una Bibbia, un coltello, una chiave, delle candele accese, delle monete e del sale, al fine di assicurare al piccolo Charles fortuna e protezione nella sua vita, durante la quale sarebbe diventato un iniziato ed un mago.

In effetti la vita di C.G. Leland fu, come egli stesso dichiarò, uno straordinario romanzo, nella cui trama si fusero creatività, avventura e magia.

Fin da ragazzo Charles fu attratto dal mistero, e credeva fermamente nel potere della magia e dell’occulto. Nelle sue memorie non mancano episodi significativi riguardanti le sue facoltà magiche. Visse la sua intera esistenza con un grande senso della predestinazione per la ricerca nel mondo occulto.

La sua vita fu quindi caratterizzata da appassionate ricerche degli occulti meandri del regno arcano, dal contatto diretto con i maggiori esponenti dell’ermetismo, da straordinarie esperienze vissute al fianco di maghi, stregoni e indovini, compiendo un percorso iniziatico all’interno di tradizioni e culture inaccessibili ai profani.

Fu così che C.G. Leland, definito dai biografi un genio eclettico, divenne artista, scrittore, giornalista, umorista, avvocato, poeta, esploratore, antiquario, poliglotta, educatore, rivoluzionario e, non ultimo, occultista. La sua casa era un vero e proprio tesoro di straordinarie rarità magiche: oggetti, talismani, radici, amuleti, medaglie, statuette, strumenti cerimoniali,… senza contare l’immensa collezione di libri e manoscritti esoterici, prime edizioni di inestimabile valore e testi introvabili. Leland definiva questa sua collezione “il mio museo”.

A soli 18 anni mostrava padronanza dei classici della letteratura esoterica e, per nulla intimorito dalle oggettive difficoltà connesse alla ricerca ed allo studio dei testi in lingua originale, aveva già tradotto il Pimandro di Ermete Trismegisto da un’antico manoscritto latino.

Dopo essersi laureato a Princeton, con un anno di ritardo a causa di un episodio di insubordinazione in cui riuscì a coinvolgere l’intera classe, continuò gli studi a Heidelberg in Germania, a Monaco di Baviera e alla Sorbona di Parigi. Qui, Charles si lasciò coinvolgere nei moti rivoluzionari del 1848, che portarono alla proclamazione della Seconda Repubblica, e  a cui partecipò anche Alphons Louis Constant, in seguito conosciuto con lo pseudonimo Eliphas Levi.

Più tardi combatté per la Guerra Civile americana, per la causa Unionista, e partecipò alla famosa battaglia di Gettysburg.

Nel frattempo girò in lungo e in largo l’Europa, visitò l’Egitto, fondò scuole per lo studio delle Arti Minori e Applicate, creò giornali scrisse una miriade di articoli e libri di cui curò personalmente ogni dettaglio, dalle originali copertine, alla ricercata veste di stampa, alle stupende illustrazioni.

L’interesse per le tradizioni popolari portò Leland ad approfondire lo studio diretto di culture pressoché sconosciute agli ambienti della ricerca ufficiale: zingari, pellerossa, antichi ordini esoterici.

Durante il suo soggiorno in Inghilterra conclusosi nel 1879, approfondì la cultura celtica e conobbe Sir Edward Bulwer Lytton, autore del noto romanzo Zanoni, il quale oltre ad iniziarlo ai segreti dell’alchimia e dell’ermetismo, gli diede modo di consolidare il legame con Eliphas Levi, dal quale poi apprese la cabala e la magia cerimoniale ed evocatoria.

Qualche anno dopo, sempre grazie a Lytton, Leland entrò in contatto in Italia con l’ èlite esoterica partenopea, siciliana, romana e fiorentina, conoscendo anche il conte Angelo de Gubernatis, scrittore, linguista e orientalista italiano, nonché figura emblematica dello studio del folklore delle memorie popolari italiane, e autore della Mithologie des Plantes.

Il conte de Gubernatis, accolse Leland e le sue ricerche con grande stima ed interesse, introducendolo in ambienti culturali esclusivi, animati da personaggi che si rivelarono determinanti per le sue indagini.

Secondo quanto riferisce il Leland nelle sue memorie, per mezzo di queste ricerche conobbe, nel 1886, una donna detta Maddalena, una cartomante fiorentina che lo iniziò all’Antica Religione, e dalla quale ottenne moltissimo materiale per i suoi libri. Infatti nella sua biografia, compilata a cura della nipote Elizabeth Rodins Pennel, è riportato che nel 1888 Leland fu iniziato ad un culto stregonico ancora attivo in certe regioni italiane, denominato appunto “della Toscana-Romagna”, da una strega che si celava sotto lo pseudonimo di Maddalena.

Maddalena fu la stessa strega che, un anno prima, a Colle Val d’Elsa, aveva consegnato a Leland un manoscritto – un vero e proprio Libro del Comando – dal quale sarebbe poi derivata la sua opera principale.

Ecco come lo stesso Leland ci racconta l’episodio.

«Con una di queste donne intrecciai rapporti amichevoli nel 1886, e da allora mi sono avvalso del suo aiuto per raccogliere qui e là, tra le sue consorelle del rito segreto, le tradizioni dei tempi antichi di cui esse erano a conoscenza. È vero che ho attinto anche ad altre fonti, ma questa donna, in seguito a una lunga pratica, è riuscita a comprendere perfettamente ciò che pochi arrivano a capire o, semplicemente, ciò che io andavo cercando, e come ottenerlo da quelle come lei.
Dopo molti anni questa donna riuscì a procurarmi, insieme ad altre strane “reliquie” del passato, il seguente “Vangelo”, che io posseggo in una trascrizione di suo pugno. Un completo resoconto circa la sua natura, unitamente a molti dettagli, è presente nell’appendice. Non so se la mia informatrice abbia derivato una parte di queste tradizioni da fonti scritte o dalla narrazione orale, ma ritengo principalmente da quest’ultima».

C.G. Leland ricevette così l’iniziazione all’Antica Religione, e per lui si spalancarono le porte del mondo oscuro della stregoneria italiana, che egli stesso definì «..un culto incommensurabilmente antico, la cui esistenza, tralasciando la sua ricchezza ed estensione, non era neppure sospetta alla maggioranza degli italiani».

Nel 1888 prese vita uno dei suoi sogni più ambiziosi: la realizzazione della “International Folk Lore Society” che in poco tempo potè vantare ben 14 filiali in tutto il mondo.

Nel 1893 Leland e il Conte de Gubernatis fondarono la “Società Nazionale per le Tradizioni Popolari Italiane” istituita sotto “l’Alto Patronato di S. M. la Regina Margherita”, e l’autorevole rivista dell’associazione, sulla quale comparve per la prima volta la recensione curata dal de Gubernatis, di “Etruscan Roman Remains in popular traditions” pubblicato a Londra.

“Aradia the gosplel of the Witches of Italy”, “Etruscan Roman Remains”, e “Legend of Florence”, costituiscono il maggior contributo, mai realizzato prima, alla comprensione di una parte degli aspetti esoterici del culto di Diana, perpetrato in Italia fin dai tempi del neolitico.

Leland morì nel 1903, nel giorno dell’equinozio di primavera, un anno dopo la sua adorata moglie Isabel, purtroppo senza aver compiuto del tutto i suoi lavori di ricerca.

 

Aradia, il Vangelo delle Streghe

Aradia, il Vangelo delle Streghe d’Italia, venne pubblicato a Londra in prima edizione nel 1899, e da allora è considerato un classico della stregoneria.

Purtroppo C.G. Leland morì poco prima di dare alle stampe londinesi, a quanto risulta, un’edizione riveduta, corretta e ampliata di almeno quattro capitoli.

L’opera ricomparve 60 anni più tardi, a Edimburgo, in una mediocre edizione, poi nel 1971 in un’edizione più dignitosa della Hero Press di New York,  e nel 1974 edito da C. Daniel Company di Londra.

Una versione indubbiamente interessante anche se totalmente apocrifa, è apparsa nel 1981 in California, curata dal gruppo “The Shadow’s Edge” con il titolo “The book of the holy witches, Gospel of Aradia”.

La cosa curiosa è che nell’edizione originale, le filastrocche e le invocazioni sono scritte in italiano, e naturalmente sono infarcite di errori e di espressioni dialettali, con accanto la traduzione in inglese. Quindi, per quasi un secolo, nessuno si è preoccupato di tradurre il libro e di proporlo ai lettori italiani, e la pecca è tanto più grave se si pensa che Aradia è dedicato espressamente alle tradizioni del nostro paese e della nostra cultura.

Lo stesso ci spiega, nelle sue memorie:

«…. ci sono in Italia molte streghe, indovine o maghe, che predicono il futuro per mezzo delle carte, fanno strane cerimonie in cui dovrebbero essere invocati gli spiriti, fanno e vendono amuleti, e si comportano generalmente come si pensa facciano quel tipo di persone, siano essi Voodoo negri in America, o streghe in qualsiasi altra parte. Ma la strega italiana è per certi versi una cosa diversa da queste: in molti casi proviene da una famiglia in cui la sua vocazione, o arte, è esercitata da molte generazioni.

… Nel nord Italia, come la letteratura attesta, sebbene ci siano state raccolte di fiabe e superstizioni popolari per merito di alcuni studiosi, non è mai esistito il minimo interesse per la singolare tradizione delle streghe, né alcun sospetto che essa abbracci un’incredibile quantità di vecchie leggende e miti del periodo romano minore, come attesta Ovidio, anche se la sua importanza non venne colta interamente, né da lui né da altri scrittori latini. Questa ignoranza fu grandemente rafforzata da maghi e streghe, rendendo maggiormente segrete le loro tradizioni, spinti a questo dalla paura dei preti. Infatti questi ultimi contribuirono immensamente, senza rendersene conto, al mantenimento di questa tradizione, poiché il fascino del proibito è molto grande e la stregoneria, come il tartufo, cresce meglio ed ha un sapore più intenso, quando è nascosta profondamente ».

La prima edizione italiana di Aradia, il Vangelo delle Strege d’Italia, risale al 1991, ad opera della Rebis, in collaborazione con l’ Associazione Culturale Ars Aurea di Firenze.

L’origine e il significato del nome Aradia, che nel Vangelo è riferito alla figlia di Diana, rimane ancora oggi un enigma irrisolto. Tuttavia, Leland in un commento al testo, ci spiega che esso deriverebbe da “Herodias”, e che questo nome non ha nulla a che fare con la cinica seduttrice biblica del Nuovo Testamento, ma bensì ad una versione antica di Lilith, partorita dalla fusione delle Regine del Cielo ariane e semitiche.

E’ curioso notare che, scomponendo il nome in sillabe secondo un ordine logico che potrebbe assimilarsi alla Cabala fonetica degli ermetisti, si ottengono numerose varianti molto interessanti e fonemi che si avvicinano alla verità più di qualsiasi altra ricerca etimologica.

Infine lo stesso Leland, nella prefazione del libro, ci informa:

«… la stregoneria è conosciuta come la Vecchia Religione di cui Diana è la Dea e  sua figlia Aradia è il Messia al femminile; e questo piccolo lavoro espone come quest’ultima venne alla luce, scese in terra, iniziò streghe e maghi, e ritornò in cielo».

 

Diana e Lucifero

aradiaSecondo il Vangelo delle Streghe, Diana fu la prima ad essere creata, prima della creazione stessa. In lei c’erano tutte le cose.

Da se stessa, ella trasse fuori la prima oscurità. Dunque Diana si divise in due: si separò in Luce e Tenebra. La tenebra, principio femminile, mantenne il nome Diana, mentre la Luce, principio maschile si chiamò Lucifero.

La Diana-Tenebra si innamorò della sua metà, suo fratello e figlio Lucifero, perciò bramò con grande passione di accogliere di nuovo in sé stessa la Luce, e da quel desiderio nacque l’Alba.

Ma Lucifero non ricambiando il desiderio di Diana, fuggì da lei, come il topo fugge davanti al gatto.

Diana, triste di non poter congiungersi con l’amato, chiese consiglio agli Spiriti che furono prima del Principio, e questi le svelarono che per risorgere avrebbe dovuto prima cadere, che per divenire la più grande di tutte le Dee doveva prima divenire mortale.

Così, come Lucifero era caduto fuggendo via dal cielo, anche Diana cadde e discese sulla Terra, dove insegnò agli uomini la Magia e la Stregoneria, donde ebbero origine le streghe, le fate e i folletti, e tutti coloro che sono simili all’uomo ma non mortali. Finché, un giorno, Diana trovò suo fratello.

Lucifero possedeva un meraviglioso gatto bianco, che egli amava più d’ogni cosa al mondo, e che dormiva con lui ogni notte. Ed era quel gatto splendido una fata, ma Lucifero di questo non sapeva nulla.

Così Diana scambiò le sue sembianze con quelle del gatto e giacque con suo fratello: la Luce era stata conquistata dalla Tenebra e dalla loro unione nacque Aradia.

Il mattino seguente, Lucifero scoprì l’inganno e si adirò terribilmente, ma Diana gli cantò un potente sortilegio che era come il brusio delle api, così egli si placò e desiderò l’amore di lei. Questa fu la prima fascinazione, come un arcolaio che filava la vita.

Da quel momento Diana filò la vita di tutti gli uomini e Lucifero girò la ruota.

Ma giunse il giorno in cui la Dea volle manifestare la sua grandezza, ed una notte, al raduno di tutte le Streghe dichiarò che avrebbe oscurato i cieli e trasformato le stelle in topi.

Andò in strada, prese la vescica di un bue, moltissimi topi e un soldo di Strega ovvero una moneta che ha il bordo tagliente come la lama di un coltello. Con la moneta tagliò la terra, e con la terra e i topi riempì la vescica di bue, quindi iniziò a soffiarci dentro fino a farla esplodere: la terra si mutò in cielo e i topi si mutarono in stelle e pioggia e per tre giorni piovve a dirotto.

Da quel giorno Diana divenne la Regina delle Streghe, la Gatta che governa sulle stelle-topo, sui cieli e sulla pioggia.

* Il nome di Lucifero è da intendersi nel suo significato etimologico di “portatore di Luce”, che si sovrappone nell’immaginario al popolare dio Apollo, detto anche Apollo Smintheus, Apollo il Topo; i gatti bianchi erano considerati sacri e adorati nei suoi templi.

 

Aradia

Giunsero i tempi in cui vi erano sulla terra molti uomini ricchi che rendevano schiavi i poveri e li trattavano crudelmente: in ogni palazzo c’erano torture, e in ogni castello c’erano prigionieri.

Molti schiavi fuggivano, rifugiandosi nelle campagne, e per sopravvivere divennero ladri assassini e malfattori, ma questo era comunque preferibile alla schiavitù.

Diana, vedendo tutto ciò, disse a sua figlia Aradia:

E’ vero che tu sei uno spirito

Ma tu sei nata per essere ancora

Mortale, e tu devi andare

Sulla Tera e fare da maestra

A donne e a uomini che avranno

volontà di imparare la tua scuola

che sarà composta di stregonerie.

Non devi essere come la figlia di Caino,

E della razza di quelli che son divenuti

Scellerati infami a causa dei maltrattamenti

Come Giudei e Zingari

Tutti ladri e briganti

Tu non diventerai.

 

E fu così che Aradia divenne la prima Strega venuta al mondo, la prima Strega a divenire mortale per discendere fra gli uomini per insegnare loro l’arte della stregoneria per combattere gli oppressori e rendere le persone libera da ogni sorta di schiavitù. Ed infine insegnò che, quando ella avesse lasciato la Terra, per qualsiasi cosa avessero avuto bisogno, dovevano recarsi in un luogo deserto nella selva, in una notte in cui la Luna fosse piena ed alta nel cielo, e adorare lo Spirito della Grande Madre Bianca, la quale avrebbe insegnato i segreti della Magia a coloro che ancora non li avessero appresi, per essere liberi.

 

LETTURE CONSIGLIATE

          

Cosa ne pensi?

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.