alef

1. Alef. Il Soffio Vitale

Alef o Aleph è la prima lettera dell’alfabeto fenicio e dell’Alfabeto Ebraico.

Corrisponde alla lettera alfa del greco, all’arabo alif e alla A latina.

La lettera ebraica Alef non si pronuncia, è muta, assume il suono della vocale della parola. Inoltre è una consonante, non una vocale.

Lettera Alef E’ la prima lettera incisa nella gola

E’ la prima delle Lettere Madri.

E’ la voce del respiro prima di ogni parola. Il respiro è anima (Pneuma).

Forma Acque Superiori e Acque Inferiori con il Firmamento in mezzo.

Yod Vau Yod = 26 (valore del Tetragramma)

Corona; corna

Nome Aleph = Aleph+Lamed+Peh = 831 =12 =3 con peh finale

Alef Peh Lamed = Afal = oscurare = 111=3 con phe

 

Bue; Mandria

Valore numerico 1 1 = base e chiave di ogni numero, di ogni conto.

1 Ehad. Valore numerico di Ehad = 13 = ahavah = amore = Alef+He+Beth+He = Agudah = Alef+Ghimel+Daleth+He = Unione; Hadad = He+Daleth+Daleth = 4° re di Edom

Valore di posizione 1
Mese
Festività
Zodiaco Elemento Aria nel Mondo;

Umido nell’Anno;

Torace nel Corpo maschile Emesh e femminile Asham

Tribù
Organo Torace, polmoni
Senso Spirito; Aria; Umido;
Sentiero L’Undicesimo Sentiero è chiamato la Coscienza Scintillante (o infuocata), poiché è l’essenza del velo posto prima dell’ordinata sistemazione dei Poteri. Chi percorre questa via acquisisce una speciale dignità – può stare faccia a faccia con la Causa delle Cause.
Tarocchi Inglesi = Il Matto  –   Francesi = Il Mago

 

Forma

 

Ideogramma

La lettera più anticamente conosciuta è il geroglifico egiziano che disegna una testa di bue cornuto . Anche l’ideogramma del Sinai è identico, ma successivamente, nella scrittura cananea, cade orizzontalmente verso destra, e da qui prende origine l’Alfa greco, per poi capovolgersi rispetto alla grafia iniziale e dare origine alla A latina.

L’ Alfa greco e la “a” latina riprendono le corna in orizzontale che prendono informazioni dal mondo anziché dal cielo; il cielo esteriore è il simbolo del cielo interiore.

 

 

Yod Vau Yod

L’ebraico quadrato adotta la Alef composta da due punti e una linea, cioè due Yod e una Vau.

Le corna, rappresentate dalle due Yod, sono orientate una verso l’alto e l’altra verso il basso.

La parola corna è molto simile alla parola corona che in ebraico si dice qeren; le corna sono, dunque, un simbolo di potere e di forza, ma sono anche antenne alzate verso il cielo e affondate nella terra per ricevere informazioni.

Dunque la forza è il sapere, la conoscenza, che nel caso dell’Alef è rappresentata dall’unione tra ciò che sta in alto e ciò che sta in basso (nel mondo), ciò che sta dentro e ciò che sta fuori (nell’individuo).

Nel Mondo, le due Yod rappresentano le Acque Superiori e le Acque Inferiori, che formano l’insieme dell’emotività umana, affettiva e istintuale.

Le Acque Superiori rappresentano la Sapienza Divina (Chockmah) nascosta nella creazione, che è stata fatta “con sapienza”, cioè usando la sapienza come “materia prima”.

Le Acque Inferiori sono la conoscenza umana.

La linea –Vau- che unisce i due punti è il “Segreto del Firmamento”, il canale che congiunge le Acque Superiori e quelle Inferiori.

Stelle e pianeti sono dunque l’anello di congiunzione tra il finito (la Yod inferiore) e l’infinito (la Yod superiore).

Le Acque superiori sono “Luce che circonda i mondi”, mentre le Acque Inferiori sono la “Luce che riempie i mondi” e il firmamento, il canale che le unifica, è il Segreto della restrizione (tzimtzum) e dell’impressione (reshimo), descritte nell’articolo La Creazione dell’Universo.

 

 

Nell’individuo, Alef è la lettera dell’integrità personale. Ci insegna che, quando siamo veramente integri, nel nostro Essere, entrambe le dimensioni sono in equilibrio.

Queste due dimensioni sono rappresentate dalle due Yod, come abbiamo già detto, in relazione alle Acque Superiori e alle Acque Inferiori.

Lo Yod superiore si riferisce all’Io chiamato Nefesh Elokit (la coscienza Superiore, intellettuale).

Lo Yod inferiore si riferisce all’Io animale, Nefesh Behamit (la coscienza istintiva).

La Vau diagonale mette in relazione queste due coscienze e le equilibra in una posizione di autostima, verso il riconoscimento dei nostri talenti e della nostra unicità.

Da qui è possibile scegliere il proprio comportamento, in modo che l’Io (Yod Superiore) possa comunicare se stesso agli altri (Yod Inferiore), creando rapporti intrecciati e armoniosi.

 

 

Infinito ed Eterno

Alef indica un principio impossibile da definire umanamente, in quanto umanamente siamo capaci di concentrare la nostra attenzione solo su un oggetto, mentre Alef, nel momento in cui lo si fissa, già non è più quello.

I cabalisti dicono che questo principio è nel medesimo istante “tutto ciò che è e tutto ciò che non è”. Lo paragonano a qualcosa che passa incessantemente dalla vita alla morte e viceversa, all’infinito, che vive e muore, muore e vive nello stesso istante.

 

 

Alef nello Zohar

Nello Zohar, la Alef non si presenta al creatore: la Alef è una lettera muta, non chiede. Interrogata da Dio dichiara: in un mondo fatto di diversità e pluralità io non ho posto, perché io sono Uno, non sono multiplo. Non c’è posto per me. “Anche Io sono UNO” disse il Creatore. Allora Alef divenne il simbolo dell’Unità divina, e tutte le osservanze (comandamenti, precetti) iniziano con Alef.

L’essere UNO, non è inteso col significato che noi diamo al nostro numero 1, ma è inteso come “tutto è uno”, tutto è una cosa sola. Quindi “Io sono Uno” va inteso come l’insieme di tutto, l’origine di tutte le cose, ancora non differenziate, il Caos da cui tutto si genera. Quindi quell’Uno, è simbolicamente meglio rappresentato dallo zero.

 

Alef Sofit

Barà = Beth Resh Alef = creare

Creando, Dio pone la corona (Alef) sul capo (Resh) della sua creazione (Beth).

Creando sua Figlia, il Regno (Malkuth), Dio la sposa.

Ma la Figlia è fuggita dal palazzo rifiutando le Nozze e torna solo dopo molti errori e prostituzioni, dopo aver fatto crescere la totalità del suo Albero, diventando il frutto della Conoscenza.

Solo allora la Figlia resta incinta del Figlio divino, pur essendo Vergine, non sposata. Il concepimento avviene prima delle nozze.

 

 

Nome

 

Bue

Alef significa bue, ma anche mandria, moltitudine di mucche.

Ciò simboleggia il bisogno di portare la molteplicità all’unità. Una delle interpretazioni di questa necessità consiste nel porre il giogo alle proprie forze istintuali, alle proprie passioni sensuali, senza reprimerle ma riconoscendo in esse la presenza del soffio vitale divino (Alef) per riunirle nell’unità armonizzata della personalità.

Il bue (o toro) è da sempre simbolo di forza bruta e di fertilità intesa come energia maschile creatrice.

Lo si trova in tutte le culture, a partire dall’Età preistorica, in cui veniva raffigurato nelle pitture rupestri sulle pareti delle grotte, ed è stato spesso l’offerta sacrificale più gradita agli dei.

Successivamente, il giogo che veniva attaccato al collo del bue addomesticato, lo rende simbolo di sottomissione paziente, di forza pacifica e di mitezza.

Tuttavia, Alef è una delle Tre Lettere Madri, quindi rappresenta al contempo anche l’energia femminile ricettiva. In questo caso troviamo il simbolo della vacca sacra, anch’essa presente in molte culture come emblema della Madre Universale. 

La giovenca, bovino di sesso femminile, solo eccezionalmente poteva essere usata a scopi cultuali.

Nella Bibbia, il libro dei Numeri fa riferimento alla giovenca rossa “senza macchia, senza difetti e che non abbia mai portato il giogo”, con le cui ceneri si preparava l’acqua lustrale per purificarsi dopo aver toccato un morto. 

Alef è quindi sia il Padre che la Madre, anzi è l’unione del Padre e della Madre ed il sacrificio che quest’unione comporta.

 

 

Corna e Corona

Le parole corna e corona derivano dallo stesso termine ebraico qerem che significa irraggiamento, splendore, gloria.

Gli studiosi di etimologia ritengono che qerem derivi della radice indoeuropea ker, e pretendono, forse a ragione, che anche il termine coro (nel senso di danza in tondo accompagnata da canto) che deriva dal latino chorus e dal greco choròs, derivi dalla stessa radice indoeuropea. 

E’ indubbio che tali termini sono collegati alla circolarità e che il primo aspetto simbolico che può essere evocato è proprio quello del cerchio geometrico, come nel caso della corona, oppure l’arco di cerchio o la spirale come nel caso del corno e del coro. 

Restando sempre in ambito geometrico, ricordiamo che la circolarità è legata al concetto di perfezione e, a causa della sua non calcolabilità facendo uso esclusivo dei numeri razionali, è anche legata al concetto di incommensurabile. 

La corona è un simbolo di dignità mentre le corna, possono sono uno strumento di difesa e di offesa. Entrambi i simboli sono collegati ad un’elevazione a potenza della forza e della supremazia.

In genere è un’autorità religiosa che incorona un’autorità civile, ma l’incoronazione elimina qualsiasi rapporto di sudditanza e può equiparare, sotto un certo aspetto, il conferente e il conferito. La corona rappresenta un riconoscimento e una promessa.

In tutti i templi a base quadrata, la cupola sostenuta da più archi circolari o da volte a crociera, rappresenta la “corona” del tempio, il passaggio dall’immanenza alla trascendenza, dalla Terra al Cielo.

Le corna, nella cabala, sono considerate dei ricettori di informazioni. Essere “in-formati” significa possedere l’energia formante all’interno di se stessi; non si tratta quindi di insegnamenti intellettuali ma di esperienze vissute ed interiorizzate.

Diverse divinità dei pantheon politeisti, in determinate manifestazioni della loro potenza, venivano rappresentati con le corna. Corna lunari o corna solari. In genere quelle bovine appartengono al regno lunare mentre quelle arietine a quello solare (in parziale corrispondenza con i segni zodiacali e alchemici).

Le grandi corna di cervo o d’alce erano invece parte del corredo degli shamani. In tali vesti, le corna ramificate si collegano ad una natura primitiva, a metà strada tra il vegetale e l’animale, dove l’estendersi della ramificazione verso i cieli estende la potenza, come una raggiera, ma soprattutto come le radici dell’Albero Cosmico, in ogni direzione, e si riallaccia alla radianza della corona. 

Un aspetto particolare delle corna decidue del cervo è la loro connessione alla ciclicità dell’anno. Il loro cadere e rinnovarsi annualmente ne fa un simbolo solare per eccellenza.

Anche i capelli sono simbolo di forza in-formante, come possiamo comprendere attraverso la storia di Sansone.

 

 

Insegnare

Alefkha Hockmah (Giobbe 33,33): Ti insegnerò la Sapienza.

Allef significa insegnare. Ad informare (in-formare = formare dentro) e insegnare (in-segnare = segnare dentro) è la vita stessa, conferendo dignità e potere.

 

 

Campione, Capo, Re, Sposo

Chi è in-formato, cioè formato dentro, è colui che ha alzato le proprie corna o la propria corona verso il proprio centro e possiede un’esperienza che dona forza, diventando così il campione, il capo, il re e, infine, lo sposo.

 L’Alef è lo sposo divino, energia vitale penetrante, che è in ogni cosa e in tutto il Creato, che si ritrae (smette di creare, generare) affinché la sposa sia, Beth, la Creazione.

 Lo sposo si ritrae affinché la sposa sia (mistero del Sabbat) e creandola a propria immagine e somiglianza le conferisce il suo potere di sposo in modo che ella possa esercitarlo su se stessa e, informata del potere delle corna, abbia autorità sulle energie non ancora integrate in lei, al fine di crescere a misura di sposa.

 

 

Numero 1

 

Il numero uno è associato a due diversi concetti: l’uno numerabile e il concetto di unità. Così Alef rappresenta l’unità e l’unicità del Principio Creatore.

L’1 numerabile è il primo dei numeri interi, l’unità matematica. L’1 è la base e la chiave di ogni altro numero.

Spiritualmente parlando, 1 si riferisce al valore prezioso dell’individualità realizzata: ogni persona è un essere unico ed irripetibile, ed ognuno di noi deve scoprire queste sue qualità individuali.

In questo caso Alef è “l’uno che si conta”, il valore inestimabile dell’individualità e dell’unicità dell’anima umana.

Tuttavia, esistono tante anime e tante persone, e la loro interazione corrisponde a tutta la grande varietà dei numeri interi. In questo caso, l’1 può viene inteso come l’unificazione di tutte le varie unità.

Da qui, abbiamo due concetti fondamentali.

Ogni parte (anima) contiene il Tutto (Dio), così come ogni numero contiene l’1. Il Tutto, l’Unità come somma delle parti, trascende la somma delle parti.

L’Uno è dunque l’origine delle parti, ma anche l’Unione delle parti.

 

 

Giorno 1 della Genesi

Elohim separa la luce dalle tenebre: esce dalla sua inconoscibilità manifestando se stesso. Questa manifestazione consiste, dunque, nel dualismo Luce e Tenebre, Uno e Molti, Tutto e Uno.

 

 

Utilizzi dell’Alef

 

Adam = Alef + Dam (Daleth Mem)= Alef + sangue = anima e sangue = 1 + 44 = 45 = 9.

Le tre lettere che formano la parola ADAM (Alef Daleth Mem) alludono all’unicità dell’essere umano: Alef per ADAM (uomo), Daleth per DIBUR (la capacità di parlare), Mem per MAASE (la capacità di fare).

Barà = ברא   = Beth Resh Alef = creare = Contiene la Creazione (Beth) e il Creatore (Alef), congiunti attraverso la Testa (Resh)

Is = Alef Shin = sposo = 301 = 4

Issah = Alef Shin He = sposa = 306 = 9

Insieme danno 607= 6+7 = 13 oppure 4+9 = 13

Echad = Alef Chet Daleth = Unità = 13 = la metà di 26, il Tetragramma.

Amen = Alef Mem Nun = fede; certezza = 91 = 10

Af =  אף = Alef Peh =  naso = 81

Apayim = אפים = Alef Peh Yod Mem = narici (plurale di af = naso) = 131

Nafah  נפח = = Nun Peh Cheth = soffiare = 138

Nismat hayyim = נשמת חיים = Nun Shin Mem Tau    Cheth Yod Yod Mem = spirito di vita = 858

E’ il soffio divino che riceve l’Uomo, lo Spirito di Vita. La parola nismat è costruita con shem, il nome, dunque il Soffio è il dono stesso del Nome.

L’Uomo ha in potenza l’Elohim nel suo schema, nel suo nome. Questa è la trappola in cui ci troviamo: la nostra unica libertà consiste nel diventare il nostro Nome. Uscire dal nostro Nome è sperimentare la trappola al rovescio, uscire dal soffio e morire.

Es hayyim = עצ   היים = Ayin Tsade   He Yod Yod Mem = Albero della Vita = 970 + 625

Il Soffio e l’Albero si completano, sono due poli della stessa realtà.

 

Efoh = איפה = Alef Yod Peh He = dove = 96

Composta dalla domanda ey = Alef Yod = dove? E dalla risposta poh= Peh He = qui

 


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