chet

8.Chet. Il Paradosso

Chet (o hēț, cheth, kheth, ẻth) è l’ottava lettera dell’alfabeto fenicio e di quello ebraico. Da essa si evolsero la eta greca (η), la acca latina (h) e la И (o forse la Й) cirillica.

Nell’ebraico israeliano moderno ha di solito valore di una consonante, con un suono identificato con [χ] nell’alfabeto fonetico internazionale, in ebraico una sorta di fusione tra Het e Kaf.

Nelle chat in ebraico, nei forum internet e servizi di rete sociale la lettera Ḥet ripetuta più volte (חחחחחחחחחח) significa una sonora risata, simile all’inglese LOL.

Lettera Chet E’ la seconda lettera fissata nella gola

E’ la quarta delle lettere semplici

Forma Zayin Vau = 13

 

Vav e Zayin unite in alto: consumazione dell’unione tra uomo e donna.

Estensione del loro amore nell’infinito.

Luce diretta e luce riflessa.

Terzo fattore, proveniente dall’alto, che permette l’unione tra i poli opposti.

Porta, portale: potenza di entrare e di uscire.

Nome Chet+Yod+Tau

Chet+Tau+Alef = peccato; mancare il bersaglio

Chet+Tau = paura, spavento, terrore

Chet+Yod = vita

Valore ghematrico nome 418
Simbolo Steccato, recinto
Valore numerico 8

Vertici del cubo, i punti in cui l’infinito entra nel finito, i punti di origine.

Segreto dell’ascendere da ogni rivelazione finita fino all’esperienza dell’infinito.

 

Valore di posizione 8
Mese Tammuz (dalla luna nuova di giugno a quella di luglio)
Festività 17° di Tamuz
Zodiaco Luria: Cancro   –   Donnolo: Cancro
Tribù Reuven
Organo Luria: Mano dx  –  Donnolo: Stomaco
Senso Luria: Vista   –   Donnolo: Parlare e Mutismo
Tarocchi Inglesi: Il Carro  –   Francesi: La Giustizia

 

 

 

Forma

Origine

chetIl geroglifico fenicio ha una forma tale che nell’esoterismo ricorda molto un altare doppio cubo. Questo tipo di altare rappresenta simbolicamente le due realtà in cui agisce l’officiante: quella psichica e quella fisica.

Tuttavia questo geroglifico ricorda anche il problema della duplicazione del cubo, ossia la costruzione di un cubo avente volume doppio rispetto a quello di un cubo di spigolo dato,. Questo problema costituisce, assieme al problema della trisezione dell’angolo e a quello della quadratura del cerchio, uno dei tre problemi classici della geometria greca.

 

 

Portale, doppia porta

La forma della Chet ricorda quella di un portale, una “doppia porta”; non a caso vale 8 = 2 x 4, e la Daleth (Porta) vale 4.

È la porta tramite la quale il nascituro viene alla luce, la porta della nascita fisica. Nel suo grado più alto è la “Porta di Dio, attraverso la quale vengono i giusti” (Salmo 118, 20), ovvero la porta della rinascita spirituale realizzata dai più nobili tra gli esseri umani, quelli che sono in pace con Dio.

La Chet è una “doppia porta”, tramite la quale si entra e si esce. In natura ciò è quanto succede alle particelle sub-atomiche, che si spostano in continuazione da un livello di energia superiore ad uno inferiore e viceversa.

Al livello dell’anima la Chet rappresenta la capacità di accedere ai segreti della Consapevolezza divina, per poi rientrare nello stato normale, onde portare avanti il proprio compito in terra. Lo Zohar mette in guardia dall’entrare nelle Stanze dei Segreti Superni senza poi sapere come uscirne, e dice che la potenza dell’uscire è superiore a quella dell’entrare.

 

 

Zayin Vau = 13

Osservandola da vicino, la Chet è composta da una Vav a destra e da una Zayin a sinistra, unite da una linea piegata ad angolo. Si tratta del segreto dell’unione tra il maschile (la Vau) e il femminile (la Zayin), sancita e benedetta dalla discesa della Shekhinà, la Presenza Divina, che viene a garantire la stabilità del legame. Non a caso il matrimonio ebraico si svolge sotto un baldacchino steso al di sopra degli sposi, ad indicare la presenza della Luce Avvolgente che benedice l’unione. Insieme queste due lettere danno il numero 13, che è il numero della parola echad, (Alef Chet Daleth) che significa uno, unico, indiviso. 

 

 

Utero

Ma la Chet suggerisce anche l’immagine di un recipiente rovesciato, che è il segreto dell’utero, il recipiente che contiene il frutto più prezioso: la vita umana.

È un recipiente paradossale, in quanto in ogni recipiente naturale ha l’apertura in alto e il fondo è in basso, mentre l’utero è fatto esattamente al contrario.

La Chet ha a che fare con le varie fasi della gravidanza e del parto, che di per sé è il passaggio materiale da una dimensione all’altra.

La Chet ha a che fare anche con la prima infanzia del neonato, con il periodo in cui è ancora in simbiosi con la madre, caratterizzato dal bisogno di essere curati e nutriti, nonché la capacità di nutrire e curare.

Questo rapporto madre-figlio è fondamentale e, nel caso sia disfunzionale, può recare ferite che bucano gli strati più profondi della psiche umana, sia della madre che del bambino, in particolare nei soggetti particolarmente fragili.

La Chet corrisponde al segno del Cancro, che è il segno della Luna. In questo caso la Luna, in quanto simbolo della psiche è contrapposta al Sole, che invece è simbolo del razionale, viene meno con la notte, scompare puntualmente al calar della tenebra. La luna, invece, è presente di notte, ma rimane anche quando c’è il Sole, quando le tenebre si dissolvono e la Luna rimane visibile.

Quindi c’è questa contrapposizione, tra la razionalità e la psiche (identificata nella lettera Vau).

 

 

Steccato

La barriera che si erge tra lo stato di coscienza e l’inconscio è una protezione, uno steccato, che alcune tradizioni personificano nel Guardiano della Soglia.

I vari aspetti terrifici che la mitologia attribuisce al Guardiano, sono gli aspetti dell’energia stessa, le maschere attribuitegli dal mentale non ancora purificato.

Tale purificazione non ha niente a che vedere con la purificazione morale, ma con l’energia dinamica che collega i due poli opposti puro-impuro, luce-tenebra. Se l’Uomo non evita l’energia e combatte con essa, penetra e diventa lui stesso tale energia.

Il Guardiano della Soglia ferma l’uomo per testare la sua capacità di calarsi dentro le leggi cosmiche per conquistare la donna e realizzare le nozze con se stesso.

Il Serpente che ferisce Issah (la sposa interiore, l’energia) al calcagno, simboleggia i demoni, le energie condannate a mangiare la polvere (cadute nel subconscio) che si rivoltano contro noi stessi.

Di fronte a tali Serpenti occorre costruire un Serpente che arde: il proprio doppio, il proprio fratello, la propria ombra, la propria energia vitale: chi rifiuta il proprio fratello si distrugge. Chi scavalca lo steccato e accetta il fratello serpente dentro e fuori di sé, trova la vita.

Vita e steccato sono inseparabili: lo steccato è alla nascita dello Yod.

La morte psicologica è uno steccato che fa parte della vita e consente di entrare nella “vita reale”, altrimenti l’esperienza terrena non è che un’illusione.

Nella Genesi, il Serpente è l’animale più scaltro ma anche il più saggio: esso rappresenta il recinto della coscienza. In questa prova, il Serpente invita Eva a nutrirsi del frutto dell’Albero della Conoscenza della dualità. Da qui, l’ordine di Dio agli umani di moltiplicarsi, che comporta la crescita dell’unità, conquistata al di là di tutte le dualità integrate.

Mangiare il frutto della Conoscenza duale prima di essere diventato Uno, è l’Illusione dell’Unità: credendo di essere Uno, non si può più diventarlo. Le nozze non realizzate sono la morte, il Serpente diventa una potenza di morte anziché di vita.

Chet rappresenta movimento va dall’esterno verso l’interno, rivelando l’immagine dell’inspirazione volontaria, rappresenta la volontà dell’individuo di attingere dalla sostanza primordiale, l’etere degli occultisti, la Luce Avvolgente, ma per attuare ciò occorre fare uno sforzo.

Nulla può essere dato all’uomo dall’esterno, tutti gli eventi suscitano dall’interno.

Il solo evento che determina l’apertura di una successiva riserva di energia è l’allestimento delle strutture che la canalizzano. 

 

 

Nome

 

Cheth = חית =Cheth Yod Tau          Peccato – Paura – Vita

Chet+Thet+Alef  = peccato;

Chet+Tau = paura, spavento, terrore

Chet+Yod+Mem = vita

 

La parola formata dalle lettere Chet Yod Tau letta “chaiut”, significa vitalità, indicando l’energia alla base di ogni processo organico.

È l’esperienza della pulsazione e della crescita, prima fisica, poi emotiva e intellettuale, ed infine spirituale. La vita è infatti desiderio di crescita e di espansione.

 

Il legame tra vita e paura viene evidenziato da un verso dei Proverbi di Salomone:

Il Timore di Dio è (la fonte) della vita.

 

Va notato come qui le paure trasformate in Timor di Dio, sono il principio che salvaguarda la continuità della vita, il cui segreto consiste nel continuo passaggio tra due stati opposti: l’esperienza della paura e quella dell’amore, del desiderio di unione, che è il motore del fluire di forza vitale.

Quando tale amore si esprime al livello dell’anima, la lettera Chet diventa Chaiei ha-neshamà, la Vita dell’Anima. Si tratta di una crescente attenzione al benessere di altre anime che sono connesse con l’essenza della propria.

 

Ad un livello spirituale, la Chet diventa Chaiei ha-Chaim, la Vita di tutte le Vite, una comprensione che impedisce di sprofondare nelle preoccupazioni egocentriche e mondane. È inoltre da tale livello che proviene l’impeto che porterà alla Resurrezione dei Morti.

 

 

Numero 8

 

Condotto nella notte sotto la forma del sonno, l’Uomo deve liberarsi delle strutture del 6. La morte delle strutture mentali avviene nel 7, mentre con l’8 si libera una nuova scarica di energia.

Nella propria tenebra si incontra il Serpente, il Guardiano della Soglia, lo steccato che deve essere superato.

Otto è il numero della resurrezione, il giorno dopo il settimo. Nell’ebraismo il settimo giorno è il sabato, quindi il giorno della resurrezione è la domenica.

Otto sono i sacri vestimenti del Primo Sacerdote del Tempio (Esodo 28). Quattro sono le spezie per l’olio di unzione e quattro per l’incenso (Es. 30:23). Otto sono gli strumenti musicali (sette più il coro) che accompagnano i Leviti durante il Servizio. Otto sono i giorni della Milà. Otto sono i fili dello Tzitzit.

Risorgere implica che la persona sia ristabilita nella sua unità, nella sua interezza; tutte le parti componenti sono integrate in maniera armoniosa. L’uomo risorto diventa Monaco, termine che deriva dal greco monos e significa “uno”. Il monaco non è dunque la persona che se ne sta da solo, ma quello che vive da 1, che è unico in se stesso, come Dio è Uno, unico in se stesso, come Alef è l’Uno, l’unità che esprime il principio divino.

Il numero 8 rappresenta la capacità dell’uomo di trascendere (andare oltre) i limiti dell’esistenza fisica.

Esprime la trascendenza dall’ordine naturale, che culmina invece col 7. Ritroviamo il messaggio del “recipiente capovolto”, e la chiamata a superare la natura. Otto è l’entrata nella dimensione al di là del tempo. Otto sono i vertici del cubo, i punti ove l’infinito entra nel finito, i punti di origine.

Se osservassimo un cubo di materiale opaco, ci accorgeremmo che degli otto vertici ne sarebbero visibili solo 7, mentre l’ottavo rimane nascosto, comunque lo si guarda.

L’8 rappresenta dunque l’elemento nascosto, invisibile, misterioso, che esprime una completezza superiore a quella del 7. Tuttavia, essendo l’otto legato al cubo, simbolo dello stesso universo (come affermato dal Libro della Formazione), esso ha un carattere oltremodo fisico e concreto.

In altre parole, l’8 esprime un “mistero” realizzato e sperimentato nel mondo fisico. Otto è il numero del Messia. La salvaguardia della vita infatti richiede spesso un grande sacrificio di se stessi.

Otto è il segreto dell’ascendere da ogni rivelazione finita per giungere all’esperienza dell’infinito. A tale livello 8 diventa lo stesso numero dell’Infinito, come si vede dal suo stesso simbolo matematico, che è una 8 posizionato orizzontalmente.

 

 

Uilizzi della Chet

Chayim = Chet Yod Mem =vita

Chay = Chet Yod = la vita = vita e il limite sono inseparabili

Chesì = Cheth Tzade Yod = metà; l’Unità è al di là del limite

Chayut = Chet Yod Tau = vitalità

Chat = Chet Tau = terrore, paura, spavento

Chet = Chet Teth Alef = peccato = mancare il bersaglio, l’obiettivo; peccare significa mancare l’obiettivo.

Ah = Alef Chet = fratello = colui nel quale Dio si fa steccato = il Serpente

Nahas = Nun Chet Shin = serpente

Chob = Chet Beth = il seno = la casa dietro lo steccato è la parte più intima dell’essere

Chabba = Chet Beth Alef = nascondersi = l’Alef si nasconde in seno alla creazione

Chabaha = Chet Beth He = nascondere

Chawwah = Chet Vau He = Eva = madre di ogni vita, riserva di energia interna che consente ad Adam di compiere la sua vocazione

Chen = Cheth Nun = grazia = energia che insieme al rigore manifesta l’amore divino

Chereb = Chet Resh Beth = spada

Chesed = Cheth Samekh Daleth = la misericordia, la grazia.  La Grazia è il segreto dietro lo steccato, essa guida al culmine di se stesso (Cheth Daleth). Chesed è un braccio divino

Din =Daleth Yod Nun = giustizia, rigore. L’altro braccio divino

 


 

Cosa ne pensi?

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.