Creazione

La Creazione dell’Universo

L’Antico dei Giorni. William Blake, 1794.

Nella Cabala l’Antico dei Giorni è il sesto Partzufim, il più remoto ed inaccessibile,

che non fa parte degli eventi della Creazione in quanto precedente alla Creazione stessa.


Prima di aver creato ogni apparenza, prima di aver prodotto ogni forma, Egli era solo, senza forma, nella profondità del suo Nulla. Egli era Ain, il non-Essere, L’Essere non rivelato.

Dunque Egli ha dato origine alla Creazione da ciò che Egli non è: dal Nulla.

Ma il Nulla conteneva in potenza il Tutto. Fu così che dall’abissale Nulla eruppe la Totalità: Ain Sof, Infinito.

L’Infinito, per definizione, contiene tutto, dunque aveva in sé anche il limite. Con il limite la Creazione poteva Essere.

 

Ain, il Nulla

Dall’Infinito, Egli si manifestò a se stesso: emerse il Dio Vivente, Ain Sof Aur, Luce Infinita. Egli è come un cerchio, il cui centro è ovunque e la circonferenza da nessuna parte.

Dunque tre furono i Piani dell’Esistenza Negativa che precedette la manifestazione:

  1. Ain, il Nulla; il Non-Essere; lo stato di negatività
  2. Ain Sof, l’ Infinito, il Tutto
  3. Ain Sof Aur, la Luce Infinita, il Dio Vivente.

 

 

Tzimtzum, la Restrizione

Il primo di tutti i Suoi Atti, fu una contrazione, un movimento verso l’interno di Se stesso: da Se stesso in Se stesso. Lo Tzimtzum. Così egli rese vacante una parte del suo Essere dalla quale si ritrasse: limitò Se stesso, da Se stesso in Se stesso.

Da questa parte vacante, da questa “piccola idea”, si creò lo spazio primordiale.

Ma nel suo ritrarsi, Egli lasciò dietro di sé una traccia: Reshimu, un residuo della Luce dall’Ain Sof, che divenne poi l’illegittima Tenebra nel mondo della Creazione.

Dopo il Suo ritrarsi, Egli compì il suo secondo Atto: procedette fuori d Sè, si dispiegò nello spazio primordiale che aveva prodotto per dare inizio alla rivelazione.

Il Suo rivelarsi fu quindi un atto di contrazione e di espansione, regressione e progressione, flusso e riflusso: il ritmo del respiro divino è il Moto per cui tutta la creazione ha consistenza. Se questo cessasse, tutto crollerebbe e avrebbe fine.

 

Il Punto

Quando irruppe la Luce nello spazio primordiale, scaturì una fiamma. Dal centro di questa fiamma scaturì una Sorgente da cui fluirono i colori. Questa Sorgente è il Principio, la Causa prima della Creazione: il Punto.

Il passaggio dal Nulla all’Essere è il Punto, il germe delle dimensioni. Dal Punto si forma il Tutto. Il Tutto è Uno.

Libero da ogni attributo e da ogni possibilità di cambiamento, Egli si manifestò vibrando, creando, irradiando da Se stesso in Se stesso dieci Sorgenti di Luce, le dieci Sefiroth.

In esse Egli plasmò tutte le forme, e scolpì ogni impronta. Tale è la Saggezza divina (Chochmah, la seconda Sefirah), la Sapienza di Dio.

La sua Saggezza si dispiegò nella Sua Intelligenza (Binah, la terza Sefirah), ed ebbe origine la differenziazione. Nella Sua intelligenza, tutte le forme sono già formate (archetipi). Questa è la Mistica della Madre.

Le sette Sefiroth successive, scaturite da Binah, sono i sette giorni, ovvero i sette stadi originari della Creazione.

 

La Shekinah

La Creazione è in Lui, ed Egli pervade la Sua Creazione.

Egli dimora (shianen) nella Sua Creazione.

Nella Sua Creazione, la Sheekinah è la Sua onnipresenza.

Lo Splendore della Shekinah è l’onnipresenza di Dio, la sua immanenza nel creato. Essa è l’Amore di Dio, ovvero l’Unione di Dio con tutto ciò che Egli ha creato.

 

Adam Kadmon

Ebbe così origine Adam Kadmon, l’Uomo Primordiale. L’Essere Primordiale Cosmico che in sé comprende e compenetra tutti i mondi.

Adam Kadmon è la prima forma, la più alta forma attraverso cui Egli si è manifestato. E’ l’Anima Universale che contiene tutte le Anime.

 

Shevirat ha-Kelim – La Rottura dei Recipienti

La Luce Divina irruppe nello spazio primordiale in fiamme vive, dispiegandosi nei più svariati stadi. Vennero allora emanati i recipienti per contenerla e organizzarla: le Sefiroth, Sfere di Luce.

Le prime tre Sefiroth accolsero la Luce e la contennero; ma la Luce che colpì le Sefiroth inferiori, all’improvviso, fu troppo forte. Forse fu per il troppo rigore (Geburah) o forse per la troppa indulgenza (Gedulah).

I Vasi si ruppero in frammenti che caddero disperdendosi, e la Luce Divina irruppe all’esterno.

Parte della Luce che era contenuta nei Vasi tornò alla Sorgente originaria, ma il resto precipitò insieme ai frammenti dei Vasi.

La rottura dei Vasi provocò il Chaos, il mondo del Thohu e del Bohu, inanis et vacua, la profondità del Grande Abisso, rifugio dell’oscurità e del male.

Nell’Abisso precipitarono Scintille di Luce Divina, che diedero forma e struttura, a forze amorfe, dette Qelipoth.

Fu allora che l’anima del Messia volle precipitare anch’essa e da allora è tenuta prigioniera dalle Qelipoth.

 

Qelipoth – I Gusci

Dai frammenti presero sostanza i Qelipoth, gusci vuoti in cui le scintille di Luce rimasero imprigionate. Racchiuse in questi gusci, le Scintille assunsero gli attributi di ciò che è finito, determinato.

I Qelipoth sono dunque il Male: la Separazione della Shekinah dall’En Soph.

 

L’Esilio della Shekinah

L’unione originaria dell’En Soph con la Shekinah venne turbata dalla rottura dei vasi, quando le Scintille della Shekinah piombarono nell’oscurità e rimasero intrappolate nei Qelipoth.

Ciò che era unito, divenne separato. Tale è l’esilio della Shekinah, che avrà termine con la sua liberazione ed il suo ritorno alla Sorgente, celebrando l’Unione, nell’era della redenzione.

 

Formazione dell’Albero della Vita

Dall’Adam Kadmon scaturì un secondo Raggio di Luce, per riorganizzare la confusione scatenata dalla rottura dei vasi. Le Sefiroth emanate da questo secondo raggio di Luce, non si ruppero, e contennero la Luce stessa.

Si formò dell’Albero della Vita.

Tale riorganizzazione è suddivisa in stadi propri del processo cosmico, detti Shemmittoth: periodi di sviluppo cosmico esistenti prima o dopo questo nostro mondo.

 

I Partzufim

La rottura dei vasi segnò una svolta drammatica nelle relazioni tra l’Adam Kadmon e tutto ciò che si è sviluppato sotto di lui.

Il Raggio dell’Essenza divina che discese su Adam Kadmon, adoperandolo come veicolo per manifestarsi, si trasformò in tetragramma: Yod – Hey – Vau – Hey.

Ogni lettera rappresenta una manifestazione dell’En Soph.

Yod è l’Uno, la Causa Prima.

La prima Hey è la manifestazione di Dio a se stesso.

Vau è la transizione della manifestazione da un piano superiore a uno inferiore (dal mondo delle idee al mondo della materia).

La seconda Hey è la manifestazione dell’En Soph in un piano di esistenza inferiore (il mondo materiale).

Ogni lettera si manifesta attraverso entità particolari dette Partzufim: facce, fisionomie. Ain Soph è il Deus Asconditus, che solo nei Partzuphin può essere percepito.

Il trattino superiore della Yud è Arikh Anpin, il Volto Infinitamente Lungo, un onnipervadente presenza di coesione, che attraversa l’intero creato come se fosse una rete di fili sottilissimi, che unisce e tiene insieme le miriadi di creature, ed è l’origine di ogni guarigione.

Gli altri sono i quattro archetipi fondamentali:

Yod è Abba, il Padre

Hey è Ima, la Madre

Vav è Zeir Anpin (volto in miniatura), il Figlio

Hey è Nuqva (femmina), la Figlia

Essi sono strutture equilibrate e stabili, costituite da un’insieme di Sefiroth collegate tra loro. Dunque la relazione immediata tra l’En Soph e le Sefiroth è data dai Partzufim. Ciascuno di essi opera in modo peculiare, e colma la distanza tra Dio e il Creato.

 

Tiqqhun –  La Redenzione

Al momento della rottura dei Recipienti, l’anima del Messia, figurato come il Santo Serpente, che risiedeva nella Luce divina, volle precipitare anch’essa per estrarre dalle Qelipoth le Scintille di Luce, costringendo i gusci del male a spaccarsi dall’interno.

Questo è il processo del Tiqqun, la Redenzione. E’ un processo di restaurazione dell’armonia primeva, che comprende e pervade tutti i mondi nascosti e visibili per far sì che ritornino alla loro Unità e alla loro condizione originaria.

Sarà allora che l’esilio della Shekinah avrà fine.

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