he

5. He. Il Suono di Dio

La He è la quinta lettera di molti alfabeti semitici, tra cui quello fenicio, quello aramaico, l’alfabeto ebraico, siriaco e arabo.

Il suo valore fonemico è quello di una fricativa glottidale sorda pronunciata ħ.

Dalla He si sono generate la e latina, la ε greca, l’etrusco, il cirillico Е. 

He, come per tutte le lettere fenicie, rappresenta una consonante, ma gli equivalenti latini, greci e cirillici sono tutti venuti a rappresentare suoni vocalici.

Nell’ebraico, quando la lettera He si trova alla fine di una parola, viene usata per indicare una vocale -a,

e in questo senso funziona come Aleph, Vau e Yod in una mater lectionis,

(madre di lettura, cioè una consonante di un abjad adoperata per trascrivere suoni vocalici)

indicando la presenza di una vocale lunga.

                  

Lettera E’ la quarta lettera incisa nella gola

E’ la prima delle lettere semplici

Forma Ternario;

3 dimensioni spaziali

Pensiero, Parola, Azione

Auto-espressione

3 manifestazioni divine

Nome Finestra

Hai! (dolore); Hey! (sorpresa); Ecco! (meraviglia)

Valore numerico 5
Valore di posizione 5
Mese Nisan (dalla Luna Nuova di Marzo)
Festività Pessach = peh (bocca) sach (parlare) = bocca che parla

Parlare significa consegnarsi.

Zodiaco Ariete
Tribù Yehuda
Organo Luria: Gamba dx  –  Donnolo: Fegato
Senso Luria: Parlare  –  Donnolo: Vista e Cecità
Sentiero Il Quindicesimo Sentiero è chiamato la Coscienza Costituente, poiché costituisce l’Essenza della Creazione nella pura oscurità. Secondo i Maestri della via contemplativa, si tratta di quella oscurità alla quale si fa riferimento nelle Scritture, “e densa oscurità la sua fascia che l’avvolge”.
Tarocchi Inglesi: l’Imperatore  –  Francesi: Il Papa

 

 

Forma

 

Origini

Il geroglifico egiziano rappresenta un uomo stilizzato con le braccia alzate al cielo. Successivamente la parte bassa viene fatta sparire e in seguito viene orientato a sinistra. Nel Testo di Elefantina troviamo la lettera più simile a quella adottata dall’ebraico.

Nelle lingue protosemitiche nordoccidentali esistevano ancora tre fricative sorde: l’uvulare ḫ, la glottale h, e la faringale ḥ.

Nella scrittura Wadi el-Hol, queste apparivano espresse dalle derivative di:

  • ḫayt = filo
  • hillul = giubilo
  • ḥasir = tribunale

Nell’alfabeto fenicio, ḫayt e ḥasir si fondono in heth “recinto”, mentre hillul viene sostituito da he “finestra”.

 

Le 3 dimensioni

Sul piano fisico, le 3 linee rappresentano le 3 dimensioni: lunghezza, larghezza, profondità.

La He è la lettera dei limiti che definiscono lo spazio di ciascun essere, vivente e non, differenziandolo dallo spazio infinito.

A livello psichico è la lettera della capacità di riconoscere i propri limiti: il saper dire di no, il non invadere né farsi invadere.

Sul piano metafisico, le 3 dimensioni sono i 3 rivestimenti che l’anima deve indossare per poter rivelarsi e interagire nella realtà inferiore: pensiero, parola, azione.

 

Queste sono anche le 3 fasi successive del cammino dal segreto al manifesto:

Pensiero: è dato dalla sincronia di reazioni elettro-chimiche. E’ la linea orizzontale superiore della lettera He, e definisce la larghezza o ampiezza di vedute della persona. In Cabala si tratta del legame tra la Sapienza e l’Intelligenza, Hockmah e Binah, le due Sefiroth legate ai vari processi intellettuali e conoscitivi.

Parola: il pensiero si concretizza assoggettandosi alle regole logico-linguistiche. E’ la linea verticale destra della lettera He, che definisce la lunghezza, l’estendersi del pensiero verso il basso, una forma meno nobile ma rivelata e comunicabile, ossia la parola. Questo è anche il mondo dell’emozione, e la lunghezza indica la qualità della calma e del non arrabbiarsi facilmente, chiamata Erekh Apaim, o “respiro lungo”.

Azione: il restringimento della coscienza arriva al massimo, concretizzandosi fisicamente. L’azione è rappresentata dalla linea a sinistra che è staccata dal corpo della lettera He. Si tratta della profondità con la quale è necessario penetrare nel mondo fisico, se si vuole che il proprio agire riesca a modificare ciò che è esterno, separato.

 

 

Auto-espressione.

La He rappresenta la volontà di creare, è la forza che spinge a nascere, a manifestarsi nell’immanenza del mondo esterno, ad esprimere le proprie qualità nascoste.

 

 

Le tre Manifestazioni Divine.

  1. Egli riempie tutti i mondi. Si riferisce alla Luce immanente, ed è la linea staccata della He, dato che la rivelazione della Luce immanente avviene in ogni creatura, a seconda della sua capacità ricettiva, in un modo che sembra “staccato” dalla sorgente superiore di Luce.
  2. Egli circonda tutti i mondi. È la Luce trascendente, la quale, sebbene sia presente ovunque, appare come un qualcosa che “circonda” la realtà. È la linea verticale a destra, attaccata visibilmente alla sua sorgente superiore. Nel contempo essa discende e penetra la creazione, e ciò significa che la Luce trascendente può venire percepita perfino a livello dei sensi e dell’esperienza umana.
  3. Tutto è un niente nei suoi confronti”. Si riferisce all’Essenza Divina, indicata dalla linea superiore orizzontale, in quanto si trova in uno stato di equanimità, e sovrasta ogni altra possibile realtà.

 

 

Nome

 

I tre significati.

Il suono della lettera He può avere tre significati:

  • Henì (Yod He Nun) = grido di dolore simile all’ “Hai!”

Rappresenta un dolore consapevole, profondo. A livello fisico è la fase della nascita, del distacco dalla madre; a livello psicologico è il senso di separazione, di solitudine; a livello cosmologico è la Rottura dei Recipienti.

  • Hey (He Yod) esclamazione di buona sorpresa; richiamo per attirare l’attenzione.

Superamento della pena della nascita e della separazione. Scoperta delle potenzialità individuali, dell’indipendenza e della libertà. Decisione di realizzare se stessi secondo le proprie doti. Maturità psicologica.

  • Hinè (He Nun He) esclamazione simile a “Ecco”!

Si percepisce un’intelligenza superiore ed esterna che interviene. Corrisponde ad una Nascita Spirituale.

 

 

Finestra

La finestra è l’apertura attraverso cui passa l’aria, intesa come soffio di vita che in ebraico si dice hed הד (He Daleth ) e significa anche eco, risonanza, vibrazione. Hed è il soffio che passa attraverso una fessura ed emette un suono.

L’associazione antropomorfica del respiro con l’atto altruistico più profondo di Dio – la Creazione – è menzionata nella Bibbia: “Ed Egli soffiò l’anima vivente nelle sue (di Adamo) narici.”

La lettera He significa, dunque, respiro. Pronunciala sottovoce ed il suono che sentirai è il suono del respiro.

La parola ebraica per “respiro” è neshima, mentre la parola per “anima” è neshamà. La connessione è ovvia. Focalizzarsi sul respiro significa focalizzarsi sulla forza vitale stessa.

Come il soffio passa attraverso un’apertura dando origine al suono, He rappresenta l’ingresso nella dimensione della materia sotto forma di vibrazione.

Nel Vangelo secondo Giovanni, leggiamo:

In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio, e il Verbo era Dio

 

Siamo stati educati a interpretare il termine Verbo come “parola”, ma altre traduzioni e tradizioni (più antiche e non meno importanti di quella cristiana) ci rivelano che il Verbo usato dall’evangelista Giovanni in realtà coinciderebbe con il Suono, quale strumento capace di mettere in moto e in ordine i componenti inerti dell’universo e di costruire, con la vibrazione, il Creato.

 

 

La vibrazione primordiale creatrice 

Questa teoria trova riscontro in moltissime culture antiche, ma anche nella scienza moderna si è ipotizzato un postulato simile: si tratta della discussa fisica quantistica con la teoria delle stringhe vibranti all’origine della materia.

Secondo il paradigma del “modello standard”, adottato in larga parte dai fisici per descrivere l’architettura dell’Universo, la materia è composta da varie particelle, corpuscoli puntiformi indivisibili, come ad esempio i quark, che si combinano in vari modi giungendo a formare protoni, neutroni e l’ampia gamma di particelle e di molecole che costituiscono l’Universo.

La moderna teoria delle stringhe non nega il ruolo essenziale di queste particelle, ma ritiene che esse non siano puntiformi, ma siano costituite da un sottile filamento di energia, centinaia di miliardi di volte più piccolo di un nucleo atomico. Un filamento di energia che è paragonabile a una cordicella, come quella di un violino o di una chitarra, in continua vibrazione. Così come una corda di violino può vibrare in modi diversi producendo differenti note musicali, anche i filamenti della teoria delle stringhe possono vibrare in più modi producendo, a seconda dell’intensità, particelle con massa e proprietà diverse tra di loro.

Ciò che accomuna la visione moderna della teoria delle stringhe a quella cosmologica delle antiche civiltà, è il fatto di considerare la vibrazione alla base della Creazione. Non c’è da stupirsi: la vita stessa emana frequenze, in ogni sua forma, sia essa colore, luce, suono, materia, DNA, emozione o pensiero. 

Tutto è vibrazione. Quest’affermazione si è perduta nel tempo, ma già Pitagora se ne faceva portavoce: “Anche ciò che sembra inerte come una pietra possiede una certa frequenza di vibrazioni”.

E sentite cosa diceva il fisico Max Planck: “Avendo consacrato tutta la mia vita alla Scienza più razionale possibile, lo studio della materia, posso dirvi almeno questo a proposito delle mie ricerche sull’atomo: la materia come tale non esiste! Tutta la materia non esiste che in virtù di una forza che fa vibrare le particelle e mantiene questo minuscolo sistema solare dell’atomo.”

 

 

Numero 5

 

Cinque è il numero della forza dell’auto-espressione (la quinta casa in astrologia). Si riferisce in particolare alla capacità di parlare, che coinvolge 5 organi: labbra, denti, palato, lingua, gola, suddividendo le lettere in 5 gruppi, come descritto nell’articolo relativo all’Alfabeto ebraico.

5 = dita della mano = auto-espressione

5 Ghevurot = forze del giudizio severo = dita mano destra

5 Chasadim = forze dell’amore = dita mano sinistra

La Torah è composta da 5 libri: Bereshit (Genesi), Shemet (Esodo), Va-Yqra (Levitico), Be-Midbar (Numeri), Dvarim (Deuteronomio); perciò è anche chiamata Chumash, termine che deriva da Chamesh che significa “cinque”.

Ne resoconto de primo giorno della Creazione, la parola “luce” compare 5 volte, e sempre 5 è il numero delle Redenzioni operate da Dio in tutta la storia d’Israele, l’ultima delle quali è la Redenzione Messianica.

Nel Quinto Giorno della Genesi Dio crea i pesci nel mare e gli uccelli nel cielo. Il pesce è il seme del mondo nel Ma, l’uccello è il seme nel mondo del Mi.

Nel Talmud, sezione Sahedrin, sono descritte le 5 ore per la creazione di Adamo:

  1. fu raccolta la polvere
  2. venne formato un golem
  3. gli vennero attaccati gli arti
  4. gli venne insufflata l’anima
  5. si alzò sulle sue gambe

Cinque sono i livelli dell’anima: Nefesh (Anima animale), Ruach (Spirito o anima libera), Neshamà (Anima Superiore); Chaià (Anima cosmica), Yechidà (Anima divina).

Cinque sono i Partzufim che corrispondono al Tetragrammaton Yod He Vau He 

Trattino superiore della Yud = Arikh Anpin = volto infinitamente lungo

Yud = abba = padre

Hey = ima = madre

Vav = zeir anpin = volto in miniatura, chiamato anche figlio

Hey = Nuqva = femmina, chiamata anche figlia

Nel Tetragramma le due He rappresentano la Shekinah, la parte femminile di Dio nonché la sua presenza nel Creato, nelle sue due posizioni: elevata e abbassata. La seconda He è Malkhut.

E ancora: le due He sono le braccia e le gambe, mentre Yod e Vau sono la testa e la colonna vertebrale di un omino stilizzato detto Lui/Lei.

Il Tetragrammaton = Yod He Vau He = 26

Amore = Alef He Beth He = 13

Echad = He Chet Daleth = Unità = 13

 

 

Utilizzi della He

Unita a delle parole, la lettera He può avere tre ruoli differenti, con significati diversi.

  • Può essere una preposizione, un articolo determinativo oppure un pronome relativo. Per esempio: yeled = ragazzo; hayeled = il ragazzo.
  • Può essere un prefisso che indica una frase interrogativa. Per esempio: Yadata = tu sapevi; hayadata? = sapevi?
  • Può essere un suffisso dopo toponimi che indicano movimento verso il luogo geografico. Per esempio: Yerushalayim = Gerusalemme; Yerushalaymah, verso Gerusalemme.

He è una lettera ebraica spesso usata per rappresentare il nome di Dio, poiché sta ad indicare “Hashem”, che significa “Il Nome”. Nella Scrittura, Hashem è scritto come He con un apostrofo gheresh: ה׳ . L’indicazione della lettera He, in questo caso, è un modo di pronunciare “Dio” senza dirne il nome. 

Dato che He rappresenta il numero 5 in ghematria, la lettera viene spesso rinvenuta in amuleti, simboleggiando le cinque dita della mano, simbolo talismanico molto comune.

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