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L’Ottava Sefirah: Hod, lo Splendore

 

Nome Hod He – Vau – Daleth
Appellativo Gloria – Splendore
Valore Numerico 15
Immagine Ermafrodito
Albero Hod si trova sotto Gevurah e di fronte a Netzach; Yesod è a sud-est di Hod; Tifereth è a nord-est. 

Ha quattro percorsi che conducono a Gevurah, a Tiphereth , a Netzach e a Yesod .

E’ alla base del pilastro della severità.

E’ la seconda Sefirah del terzo ternario (Netzach – Hod – Yesod).

Nome divino – Atziluth Elohim Tzabaoth
Nome arcangelico – Briah Michael (simile a Dio) capo degli Arcangeli
Nome angelico – Yetzirah Beni Elohim, I Figli degli Dei
Qelipoth Samael (Samech – Mem – Lamed) il Menitore, Veleno di Dio – Governato Adramelech
Idea-intelligenza Thoth; Anubi; Ermes; Mercurio; Loki;
Astrologia Kokab: Mercurio;

Cabala luriana: Urano

Essere Umano Lombi e gambe
Esperienza Spirituale Visione di splendore
Virtù Veridicità
Vizio Falsità, disonestà
Simboli  
Otto di Bastoni Rapidità
Otto di Coppe Successo abbandonato
Otto di Spade Forza abbreviata
Otto di Denari Prudenza
Colore in Aziluth Violetto-porpora
Colore in Briah Arancione
Colore in Yetzirah Rosso ruggine
Colore in Assiah Nero-gialliccio maculato di bianco
VIII Comandamento Non Rubare
III° Illuminazione Energia e Splendore

Nome He – Vau – Daleth.

Le lettere He – Daleth, formano la parola “hed = eco”.

Le lettere He – Daleth – Resh, formano la parola “hadar = gloria, splendore”.

“Gloria” è una delle parole più comuni nella Bibbia. Nell’Antico Testamento , la parola è usata per tradurre diverse parole ebraiche , tra cui Hod (הוד) e kabod , mentre nel Nuovo Testamento viene usata per tradurre la parola greca doxa (δόξα).

La parola kaboodebu (KBD) in origine significa “peso” o “pesantezza”. La stessa parola viene poi usata per esprimere importanza, onore e maestà.

Le versioni greche della Bibbia ebraica hanno tradotto questo concetto con la parola doxa, che è stata poi usata estesamente nel Nuovo Testamento. Doxa originariamente significa “giudizio, opinione” e per estensione, “buona reputazione, onore”. Supponendo che queste diverse parole e usi si riferiscano a un concetto unico, S. Agostino lo rende come “clara notitia cum laude” , “celebrità brillante con lode”.

Valore numerico 15. E’ il valore della lettera Samech, e di uno dei modi di scrivere la lettera He (He-Yod). Yod-He è uno dei più importanti nomi di Dio, detto anche l’Unione Superiore. 15 è il valore numerico del 41° dei 72 nomi di Dio (He-He-He); delle parole “aviv” che significa primavera, “zov” che significa fuoriuscita del sangue mestruale, e “ga’avah” che significa orgoglio.

Ermafrodito. Ermafrodito è un personaggio della mitologia greca, figlio di Ermes e di Afrodite. Nato sul monte Ida e cresciuto dalle Naiadi, era in origine un ragazzo bellissimo. Un giorno però rifiutò l’amore della ninfa Salmace, la quale lo avvinghiò all’improvviso mentre Ermafrodito si immergeva nelle acque di un lago. Compiendo questo gesto, la ninfa desiderò di essere unita al giovane per sempre, e da allora i due divennero un essere unico. Questo simbolismo rivela l’aspetto bipolare maschile-femminile della Sefirah Hod.

Posizione sull’Albero. Hod è alla base del pilastro della Severità. Hod è dunque la prima energia formante che incontriamo nel nostro percorso di ascesa. Hod appartiene alla triade inferiore, formata da Hod, Netzach e Yesod, dove Hod e Netzah rappresentano rispettivamente la forza e la forma di ciò che si trova sul piano psichico dell’individuo, che si riflette nel suo inconscio in Yesod, ed infine si manifesta in Malkuth.

Hod è la Sefirah dove si formano i pensieri, animati dalle energie di Netzah. In Hod, sul nostro piano mentale razionale, possiamo agire controllando i nostri pensieri, e dandogli forma consapevolmente. Per questo motivo Hod è ritenuta essere la sfera della magia: in essa si formulano le forme che sono animate dalle forze naturali della sfera di Netzach, ed è quindi possibile intervenire sui contenuti inconsci di Yesod.

In Hod siamo in grado di controllare le energie mentali, avendo potere di direzione a discapito però della fluidità. Le energie formate si irrigidiscono, e stagnano nel nostro inconscio: per questo motivo occorre scioglierle. Hod è dunque il principio coagulante della nostra mente, opera la funzione di sintesi, condensando in simboli le energie libere di Netzah. Chiunque abbia raggiunto un sufficiente grado di sviluppo della volontà indipendente, è in grado di lavorare a livello di Hod, controllando i propri pensieri.

Come scrive Dion Fortune nella sua opera La Cabala Mistica:

Hod è la sfera della formazione delle energie di Netzach, per questo è la sfera in cui realmente lavora il magista, la cui volontà formula le forme che canalizzano le forze naturali Netzach, che le animano. Senza il contatto con Netzach, le forme rimangono vuote, inanimate; con Netzach, essendo la Sfera dell’emozione, i contatti avvengono mediante simpatia. In questo modo è possibile costituire dei pensieri-forma.

Se non c’è alcuna Venere nella nostra natura, alcuna capacità di rispondere al richiamo dell’amore, i cancelli della sfera di Netzach non si apriranno mai, e non sarà possibile dare vita alle forme-pensiero. Parimenti, se non abbiamo alcuna capacità di immaginazione, la Sfera di Hod sarà per noi un libro chiuso, dunque non sarà possibile creare forme mentali né plasmare i pensieri.

Nel percorso a spirale in cui discende l’energia, essa passa da Binah, la matrice di tutte le forme, da Chesed che organizza le unità di Binah in strutture complesse interagenti tra loro, e da Hod che coagula questi principi e li proietta su un livello più basso.

L’energia che passa da Chokmah, principio dinamico, si riflette in Geburah, che opera la dissociazione e la separazione, liberando in tal modo l’energia latente; ciò si riflette in Netzach, la Forza della Natura.

Tifereth rappresenta la consapevolezza superiore, in cui l’individualità umana si unisce con la personalità. Netzach e Hod rappresentano gli aspetti forma e forza della consapevolezza. Dato che la consapevolezza umana si sviluppa in in Malkuth, è una consapevolezza di forme derivata dall’esperienza delle sensazioni fisiche, le condizioni di Malkuth si riflettono all’indietro, in Yesod Hod e Netzach, e in grado minore in Tifereth, dove incontrano la consapevolezza superiore dell’individualità.

Elohim Tzabaoth. Hod è  la Sfera in cui le forze della natura assumono forma sensibile. La parola Elohim אלהים è il plurale maschile del nome femminile  singolare Elohah אלוה, a sua volta una forma espansa del sostantivo “El”  אֵל che significa “dio”. I nomi elohah  e el  sono usati sia come nomi propri che come generici, nel qual caso sono intercambiabili con elohim, che in alcuni passi delle Sacre Scritture viene tradotto con “angeli”. Tutti e tre i Sefiroth nel Pilastro della Severità dell’Albero, hanno la parola Elohim come parte del nome-Dio. Tetragrammaton Elohim, in Binah, Elohim Gebor, in Geburah; e Elohim Tzabaoth in Hod. La parola Tzabaoth significa “una schiera” o “un esercito”. Abbiamo dunque il paradosso della moltitudine nell’unità, e dell’ermafrodito.

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L’Arcangelo Michael uccide il Diavolo. Guiodo Reni (1575-1642)

Arcangelo Michael. L’arcangelo Michael, il cui nome in ebraico significa “chi è come Dio”, viene rappresentato come l’archetipo del guerriero, con la spada sguainata nella mano destra e una bilancia nella mano sinistra, come simbolo di giustizia ed equità. Di solito è raffigurato nell’atto di sconfiggere il suo più grande nemico, Satana, talvolta rappresentato come un serpente o un drago.

Il serpente schiacciato dall’Arcangelo Michael rappresenta la forza primitiva, il serpente fallico dei freudiani, dunque l’energia vitale in tutta la sua potenza sottomessa da Michael, che rappresenta quindi una potenza limitativa. E’ così che in Hod l’energia vitale viene domata e incanalata, impedendo che straripi dai limiti che danno forma alla nostra dimensione.

Tra le Massime Antroposofiche di Rudolf Steiner, leggiamo: 

I veri pensatori sono coloro che servono Michele, che essi considerano come il reggitore del pensiero cosmico. Michele infatti libera i pensieri dal giogo del cervello e gli apre il mondo del cuore… In lui l’immagine del mondo diviene rivelazione piena di saggezza che svela l’intelletto del mondo quale divina azione universale. In questa azione universale, vive la sollecitudine del Cristo per l’umanità; mediante la rivelazione universale di Michele, tale sollecitudine può così rivelarsi al cuore degli uomini. 

Ben Elohim. L’ordine degli Angeli in Hod è quello dei Ben Elohim, i Figli di dio, o figli degli Dei, in riferimento ai figli angeli caduti che si accoppiarono che le figlie degli uomini, come descritto nella Genesi 6,1-4.

«Quando gli uomini cominciarono a moltiplicarsi sulla faccia della terra e nacquero loro delle figlie,avvenne che i figli di Dio videro che le figlie degli uomini erano belle, e presero per loro mogli tutte quelle che essi scelsero.

E l’Eterno disse: «Lo Spirito mio non contenderà per sempre con l’uomo, perché nel suo traviamento egli non è che carne; i suoi giorni saranno quindi centoventi anni».

Vi erano dei giganti sulla terra a quei tempi, e anche dopo, quando i figli di DIO si accostarono alle figlie degli uomini e queste partorirono loro dei figli. Essi sono gli eroi che esistettero nei tempi antichi, sono gli uomini famosi di quei tempi».

Altrove, nel corpus documentale ugaritico, si riscontra che i Ben Elohim erano i 70 figli di Astarte e di El, che erano le divinità titolari dei popoli del mondo conosciuto, e il loro matrimonio “hieros gamos” con le figlie degli uomini diede origine ai loro governanti. 

Ecco di nuovo il concetto del ‘Dio delle Schiere’ o eserciti.

Uno dei concetti più importanti della scienza arcana riguarda il funzionamento del Creatore tramite gli intermediari. Il non iniziato e il profano concepiscono Dio che lavora come un muratore che mette mattone su mattone con le proprie mani, dando forma all’edificio. L’iniziato invece concepisce Dio che lavora come il Grande Architetto dell’Universo, disegnando i suoi progetti sul piano degli archetipi. Qui vengono i veggenti, gli arcangeli, per le loro istruzioni, questi ultimi dirigendo le schiere degli umili lavoratori che mettono pietra su pietra secondo il disegno archetipale dell’Altissimo.

Qelipoth, Samael. Samael סמאל è citato per la prima volta nell’apocrifo libro di Enoch, dove viene incluso fra gli angeli che si unirono alle donne umane, ribellandosi a Dio. Nelle traduzioni greche viene chiamato Sammane o Samiel  Con quest’ultimo nome viene citato dal padre della Chiesa Ireneo di Lione, riferendosi a lui quale oggetto di culto degli Ofiti, o Naasseni (in ebraico “nahash” significa serpente), termine con cui si individuano tutti i sistemi gnostici, che veneravano il Serpente corruttore di Adamo ed Eva, ritenuto elargitore agli uomini della conoscenza del Bene e del Male preclusa dal Dio del Vecchio Testamento, creatore del mondo, ma ritenuto dalla gnosi inferiore al Dio supremo. Nello gnosticismo, Samael è rappresentato come un serpente con la testa di leone.

Secondo la religione ebraica è un arcangelo nella tradizione Talmudica e post-Talmudica, ha il ruolo di accusare gli uomini di fronte a Dio, e per questo talvolta gli è attribuito l’epiteto di “mentitore”. E’ inoltre un arcangelo seduttore e distruttore, spesso associato all’angelo della morte. È considerato arbitrario, buono e nel contempo crudele. Venne identificato come l’angelo custode di Esaù e patrono dell’Impero Romano. Il nome Samael è etimologicamente ambiguo, ma quello più utilizzato nel misticismo ebraico è “Veleno/Punizione di Dio” ricavato da Sam’Ha’El.

 

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Adramelech, dal Dizionario Infernale di A.S. Collin de Plancy, 1818.

Demone. Adramelech.E’ il demone che governa le Qelipoth di Samael, citato nella lista dei principali demoni stabilita dalla Chiesa durante il primo concilio di Braga, in Portogallo, dall’ 8 settembre 1566 al marzo 1567.

Adramelech è il Grande cancelliere degli Inferi, intendente del guardaroba del sovrano dei demoni, presidente dell’alto consiglio dei diavoli, è l’ottavo dei dieci arcidiavoli, cancelliere dell’ordine della mosca (grande croce), un ordine fondato da Belzebù.

In passato era collegato ad Asmodai, in quanto uno dei potenti troni.

Veniva adorato dagli Assiri, soprattutto a Sépharvaïm, dove bruciavano i bambini sopra i suoi altari. Ha l’apparenza di un pavone, o di un mulo, o di un dragone, secondo i rabbini, oppure ancora ha il corpo umano con la testa di gufo. 

Una profezia vuole che Adramelech sarà uno dei padri degli arcidemoni che porterà il suo potere all’Inferno e libererà Satana dalle sue sofferenze.

Idea-Intelligenza. Questa sfera comprende sia il dio Toth, dio della scienza e dei libri, associato ad Ermete Trismegisto, sia l’Ermes ellenico, di cui ricordiamo la fluente dialettica fascinosa ed ingannevole,  e la geniale astuzia creativa. 

Astrologia. Hod è la sfera del pianeta Mercurio, Kokab in ebraico, che governa i segni zodiacali Gemelli (dove ha domicilio diurno) e Vergine (dove ha domicilio notturno).

Corpo umano. La gamba sinistra è associata nell’anima con il potere di avanzare continuamente, con la determinazione e la perseveranza nata da un profondo impegno interiore, verso la realizzazione degli obiettivi di vita. La gamba sinistra (Hod) e la gamba destra (Netzach) svolgendo insieme le loro funzioni, permettono di camminare e insieme sono i lombi nella persona, definiti anche come le due metà di un unico corpo. I Sefiroth Hod e Netzach vengono talvolta considerati come un’unica Sefirah associata al nome divino Tzabaoth che, quando segue il nome Havayah si riferisce alla Sefirah di Netzach, mentre quando segue il nome Elohim, si riferisce alla Sefirah di Hod.  Netzach e Hod sono definiti nello Zohar come “le scale della giustizia”. Netzach merita mentre Hod concede (“riconosce” o “confessa”). Come i due fianchi del corpo sono responsabili dello stato generale dell’equilibrio.

Esperienza Spirituale. La Visione di Splendore è la percezione della gloria di Dio dietro l’apparenza delle cose create. Hod rende concrete le emozioni provenienti da Geburah. È la capacità dinamica dell’individuo, applicata al mutare delle circostanze esterne. È la velocità di cambiamento, l’adattarsi a nuove esigenze. È il saper perdere, cioè il non abbattersi per le sconfitte, ma l’imparare da esse ciò che va cambiato. È il senso degli affari e del vivere in società. Corrisponde alla qualità della Semplicità, che nella Cabala è spiegata come la capacità di non preoccuparsi troppo del futuro.

 

L’Otto nei Tarocchi. L’Otto di coppe, il cui nome segreto è Successo abbandonato: il seme delle coppe sta sotto l’influenza di Venere e rappresenta i diversi aspetti delle influenze dell’amore. “Successo Abbandonato”, l’inibizione della reazione istintiva che darebbe soddisfacimento – in altre parole, sublimazione – è la chiave dei poteri di Hod. 

Nell’appellativo segreto dell’Otto di Spade, il Signore della Forza Abbreviata: abbiamo in queste parole una chiara immagine del controllo, e frenaggio del potere dinamico, affinché questo possa essere posto sotto controllo.

Nell’Otto di Denari, che rappresenta la natura di Hod manifestantesi sul  piano materiale, abbiamo il Signore della Prudenza: ancora una volta un’influenza controllante e inibente.

Tutte e tre queste carte negative, inibenti, sono assommate sotto la presidenza dell’Otto di Bastoni, che rappresenta l’azione della sfera di Hod sul piano spirituale, e questa carta è chiamata il Signore della Rapidità.Vediamo, perciò, che mediante inibizioni e freni sui piani inferiori viene resa disponibile l’energia dinamica del piano più alto. Nella sfera di Hod la mente razionale impone queste inibizioni, non come repressione o estirpazione, ma come sublimazione della natura animale dell’anima, dirigendole mediante la loro limitazione e impedendo la diffusione, in modo da condensarle, trattenendo e indirizzando le forze naturali verso i fini che sono voluti.

Questo potere di direzione e di controllo è ottenuto soltanto a scapito della fluidità, e Hod di conseguenza è appropriatamente detto essere il riflesso di Binah tramite Chesed.

I fisici ci dicono che la luce è resa visibile solamente come cielo azzurro per effetto del suo riflesso sulle polvere di particelle dell’atmosfera. Un’atmosfera assolutamente senza polvere è un’atmosfera assolutamente scura. Lo stesso dicasi per la Metafisica dell’Albero: la gloria di Dio può solamente brillare nella manifestazione quando ci sono forme che la manifestano.

 

VIII Comandamento. Non rubare. E’ l’astenersi dal prendere ciò che non ci appartiene. Questa astensione non si limita alla volontà di sottrarre oggetti ad altri, ma si estende anche all’appropriazione indebita di meriti e capacità, all’abuso di fiducia, all’approfittare di persone o situazioni.

L’atto del prendere da altri trova le sue radici nell’invidia, nella gelosia, nella competizione, nel desiderio di possesso, nel senso di insicurezza, dalla sensazione di non avere abbastanza, nell’avidità. Tutto questo ha inizio da un senso di mancanza, il quale genera il desiderio.

La personalità cerca di affermare sé stessa facendo propri elementi in cui si identifica, ma che non le appartengono. Solo spogliandoci da queste false identificazioni potremo trovare noi stessi. 

Il desiderio e la brama inducono a sviluppare aspettative e attaccamento, entrambi causa di dolore e sofferenza. Occorre invece operare un distacco, osservare in modo disinteressato, per poter dirigere e formare le nostre energie. Senza aver sviluppato il distacco necessario dal risultato voluto, finiremo con l’essere dominati dal desiderio stesso, con l’essere ossessionati. 

E’ paradossale incontrare questo comandamento proprio nella Sfera in cui presiede l’Idea-Intelligenza Mercurio, che era esattamente il protettore dei commercianti, dei ladri e delle astuzie in generale. Non rubare non si riferisce, dunque, solo al non appropriarsi di beni materiali che appartengono ad altri, ma anche a idee pensieri e meriti altrui. Non rubare è un comandamento che invita ad essere se stessi, a sviluppare le proprie personali potenzialità, a scoprire cosa davvero si vuole.

Il comandamento non rubare indica anche un saper prendere solo ciò che è necessario, senza accaparrare più di quanto serva, senza fare scorte e mettere da parte, senza preoccuparsi del futuro. Ciò induce ad un vivere semplice, il saper godere di ciò che la vita offre, sviluppando al contempo una certa fiducia nella vita stessa e nel divino.

 

III Illuminazione. Energia e Splendore

La Terza Illuminazione analizza lo splendore della natura, specificando che attraverso tale percezione gli esseri umani possono imparare ad osservare i campi di energia. Dopo questa presa di coscienza la percezione dell’universo fisico cambia rapidamente, ad esempio riconoscendo che certi luoghi irradiano più energia di altri.

La percezione della bellezza indica ad ognuno quanto è vicino ad avvertire l’energia. Dopo aver preso coscienza dell’energia, ci si accorge che è sulla stessa linea d’onda della bellezza. Le cose che noi riteniamo meravigliose possono essere diverse, ma le caratteristiche di base che attribuiamo loro sono simili: nitidezza delle forme e colori vivaci, pieni e brillanti. Splendore, appunto.

Ci sono due momenti della giornata in cui è più facile vedere i campi di energia: all’alba e al tramonto. Vedere i campi di energia e accedere a questo modo di percepire il mondo fisico si diffonde attraverso una specie di contagio: quando una persona sta con qualcuno che vede i campi energetici di solito comincia a vederli a sua volta.

Vedere i campi di energia riporta un principio base della fisica quantistica: non possiamo osservare il mondo subatomico (con gli occhi o con sistemi di misurazione) senza alterarlo. Ad esempio, il fatto che la luce sia un’onda di energia o una particella di materia fisica dipende dall’osservatore, che scegliere se focalizzarsi su una particella o su un onda. Se la luce farà la sua comparsa come particella o come onda dipendono dalla nostra scelta. Questo dualismo onda-particella è uno dei pilastri della fisica quantistica, ed ha conseguenze sorprendenti nella nostra vita. Ciò accade anche quando le particelle appaiono in luoghi in cui, secondo le leggi dell’Universo conosciute da noi, ciò non sarebbe possibile: in due posti diversi nello stesso momento, avanti e indietro nel tempo.

La terza Illuminazione inaugura una nuova visione della vita, stabilendo che l’universo fisico è composto da energia pura, la quale reagisce a ciò che noi pensiamo.

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