lamed

12. Lamed. Scala per il Paradiso

Lamed o Lamedh (ל) è la dodicesima lettera di alcuni alfabeti semitici nell’ordine abjad,

come l’alfabeto ebraico, quello fenicio, quello aramaico e quello arabo.

Il suo valore fonetico è L e corrisponde alla L (elle) dell’alfabeto latino, alla Λ (lambda) dell’alfabeto greco e alla л dell’alfabeto cirillico.

 

 

Lettere corrispondenti E’la terza lettera che si forma sulla lingua

E’ la settima delle lettere semplici

Forma Pungolo;  Kaf – Vau – Yod ;
Valore Ghematrico forma 36
Nome Lamed – Mem – Daleth = insegnare, istruire, imparare
Valore ghematrico nome 74
Valore numerico 30
Valore di posizione 12
Mese Tishrei
Festività Rosh ha Shannà – Capodanno ebraico
Zodiaco Bilancia
Tribù Efraim
Organo Intestino
Senso Accoppiamento; Fertilità e Impotenza
Sentiero
Tarocchi La Giustizia

 

 

 

Forma

lamed

 

Origini. L’ideogramma più antico è un pungolo, scritto come un punto interrogativo, da cui ha origine il grafema fenicio simile alla nostra L, e la lettera Lamed dell’ebraico quadrato.

 

 

Il Pungolo.

Con il pungolo, il conduttore di buoi toccava l’animale per spronarlo a camminare. Si tratta del potere di controllare gli istinti, frenandoli o spronandoli, stimolandone la forza per utilizzarla ai propri fini. Questi istinti, possono essere intesi come forze primordiali, energia non ancora canalizzata.

E’ uno strumento che si ricollega al pastorale del vescovo, così come allo scettro del re. In pratica è il Bastone del Comando, ed è prerogativa di tutti coloro che guidano verso l’avvenire (maestri). E’ la bacchetta magica che simboleggia la volontà del magista.

Il termine Maestro, in ebraico si dice Alluf, parola formata dalle lettere Alef – Lamed – Vau – Qof. Alef e Lamed sono il bue e il pungolo; da sole formano la parola divina El, ma “el” è anche la preposizione che indica la direzione “verso”. Lette al contrario, Lamed – Alef, formano la parola “lo” che significa “no, non” e possiamo interpretarlo come il voltare le spalle al divenire, oppure come il movimento verso l’Alef, verso l’origine, il Nulla, il Non essere. E in effetti nel linguaggio biblico “al” è spesso anche una negazione.

In sintesi, possiamo affermare l’equazione secondo cui El  sta a Lo come l’Essere sta al Non Essere (El : Lo = Essere : Non Essere).

 

La Torre che Vola in Aria.

La Lamed è la più alta delle lettere dell’Alfabeto ebraico, e nello Zohar è chiamata “Torre che vola in aria”. Essa è l’origine di ogni aspirazione a liberarsi dalla grossolanità e dalla pesantezza per innalzarsi nelle sfere celesti.

Al negativo ciò può limitarsi ad un idealismo romantico, viziato da false pretese emotive; al positivo invece diventa un’ascesi spirituale, compiuta non in modo privato e segreto, ma tramite un mutato atteggiamento nel campo dei rapporti interpersonali.

La Lamed è all’origine di ogni forza ascensionale che ci porta a superare le leggi di gravità e a scoprire la vastità della libertà dello spirito.

Lamed è tutto il contrario di ciò che trattiene, prende, attacca, possiede; è l’opposto della sete e del desiderio di possesso che possono rendere l’individuo egoista e aggressivo. Rappresenta, invece, l’espansione, che è l’immagine simbolica del braccio teso che abbraccia ed espande il proprio campo d’azione o il proprio orizzonte, o meglio ancora dell’ala dell’uccello che si dispiega per prendere il volo, partire, evadere, elevarsi in cielo. Ancora, Lamed prende sotto la propria ala protettiva, distende, allarga, collega, riunisce, protegge. Come agente di collegamento permette a tutti gli elementi di organizzarsi, di mettersi in movimento e quindi di espandersi.

 

La Scala di Giacobbe.

La forma della Lamed è stata paragonata alla Scala di Giacobbe (Sullam), la cui base tocca la terra e la cui cima arriva al cielo, e lungo la quale gli angeli salgono e scendono. Tutto ciò è un bellissimo simbolo di unificazione degli opposti, dell’Alto e del Basso.

Non a caso, la forma della Lamed ingloba un semicerchio e una retta, il moto rettilineo e quello circolare. Il modo più esatto di rappresentarsela in tre dimensioni è dunque quello di una scala a chiocciola, ovvero di una spirale, che si innalza verso il cielo.

La Lamed non esprime solo la Potenza dell’anima di ascendere, ma anche la capacità di discendere, intese come aspirazione ed inspirazione.

 

Il Serpente.

La lettera Lamed ricorda l’immagine del serpente che si solleva verso l’alto. La tradizione ebraica afferma che, prima del peccato dell’Adam, il serpente camminava eretto come gli esseri umani ed era il re degli ammali. Solo dopo il peccato, il Creatore decretò al serpente che «tu camminerai, striscerai, sul tuo ventre». Ciò implica che prima il serpente non strisciasse affatto, perciò nell’ebraismo si pensa che prima camminasse eretto e fosse, si dice, il re degli animali.

Nella lettura numerica, vi è l’equivalenza numerica tra il termine Mashiàch (Messia) e nachàsh, (serpente), entrambi con valore ghematrico 358. Questa equivalenza, dicono i rabbini, dimostra che la redenzione operata dal Messia avverrà rettificando gli aspetti dell’esistenza umana che sono decaduti al punto di “strisciare per terra”. Per farla breve, il Messia rimetterà tutti in piedi, tutti risorgeranno.

 

Kaph + Vau + Yod.  

Guardando la lettera Lamed da vicino, si possono riconoscere in essa una Kaf in basso, una Vau al centro e una Yod sopra. Si potrebbe semplicemente pensarla come un razzo a tre stadi: la parte circolare in basso è la prima spinta, che la porta in orbita intorno alla terra. Poi viene la Vav, il viaggio ascensionale verso gli spazi esterni. Infine anche questo vettore viene superato, e rimane solo la navicella trasportante la consapevolezza, la Yod, indirizzata alla scoperta dell’infinito. Dal punto di vista della Consapevolezza divina, le tre lettere componenti della Lamed rappresentano i tre livelli della realtà: Mondi, Anime e Divinità.

 

 

Nome

 

Insegnare e Imparare. 

Lamed vuol dire sia insegnare (lelamed) che imparare (lilmud); insegnare e imparare sono, praticamente, la stessa identica cosa.

Con la lettera Lamed inizia la parola lev, cuore, che è sede della coscienza che guida i rapporti con tutte le realtà create. Primariamente, lev presiede ai rapporti con gli esseri umani, le cui vite, dicono i maestri rabbini, devono imparare a fondersi, poiché è proprio attraverso le relazioni, evolvendo il nostro modo di relazionarci, che si raggiungere un comportamento sapiente. Senza il perfezionamento delle relazioni, non si raggiunge la maturazione spirituale.

L’insegnamento che viene dal cuore arricchisce la saggezza del proprio cuore, così che ogni interazione, a sua volta, può accrescere tale saggezza.

I rapporti possono essere sintetizzati nelle azioni di parlare e ascoltare. Ascoltare è il comandamento per eccellenza di Israele: Shemà Israel, Ascolta Israele. Chi non è in grado di ascoltare, non potrà mai sapere. Ascoltare è accogliere totalmente l’altro in se stesso,

Parlare invece significa consegnarsi all’altro, è la consegna di sé per diventare l’altro, fuori da se stesso.

Consegnarsi e accogliere sono le due azioni che manifestano l’Amore, che è unione e totalità. Si dice dunque che l’amore genera amore perché il consegnarsi implica l’essere accolti, e l’accogliere implica accettare l’altro in sé. In questo modo si diviene un tutt’uno.

Tale è anche l’Amore nella realtà nuziale, erotica, che diventa l’esperienza della reciprocità di un’azione. Da qui nasce l’idea dell’amore inteso come donazione reciproca, che nasce dall’accoglienza reciproca, che nasce dall’ascolto reciproco.

A tale proposito, non si può non ricordare l’importantissimo precetto della Torah:

«Non ti vendicherai e non serberai rancore contro i figli del tuo popolo, ma amerai il tuo prossimo come te stesso. Io sono il Signore» .(Levitico 19,18)

II progresso del rapporto con Dio dipende dal miglioramento del rapporto con il prossimo.  Il rapporto con il prossimo è un’alleanza che manifesta l’Alleanza con Dio.

Simon Jacobson scrive: “Amare è un modo per parlare con Dio”. Quando si guarda qualcuno negli occhi e si prova amore, si trascende il mondo fisico e ci si connette a Dio, ci si imbeve di divinità. In questo caso un bacio diventa immortale, metafisica.

Gesù amplia il concetto:

«Vi è stato detto amerai il prossimo tuo come te stesso; ma io vi dico amerai il tuo nemico».

 

La parola LAMED forma l’acrostico “Lev Mevin Da’at” che significa “Cuore che Comprende la Conoscenza”. La conoscenza della Lamed è quella del cuore che unifica emozione ed intelletto. Lamed è la forza che fa scendere l’erudizione dalla testa al centro del cuore, colorandola con la giusta tonalità emotiva. In tal modo la frattura mente-sentimento viene sanata.

Ma Lamed è anche la forza che permette ai sentimenti di ascendere al pensiero, e quindi di rivelarsi nella mente, permettendo la piena comprensione, e di conseguenza il controllo, di ogni fenomeno emotivo.

La conoscenza della Lamed è Da’at, termine usato anche per descrivere il rapporto sessuale tra marito e moglie. La Lamed dunque ha a che fare con l’unione maschile-femminile.

 

 

Numero 30

 

Il trenta viene da 3, che è il numero divino, e dal 10 che è la stessa Torah (il decalogo). È il numero dei giorni del mese che, in ebraico, possiede due nomi: Yareach (Luna) e Chodesh (Nuovo), dunque si riferisce al ciclo lunare che scandisce il tempo.

Nell’esoterismo, la Luna corrisponde alla Sefirah Yesod, il Fondamento, il fallo, nonostante abbia un simbolismo femminile.

Secondo i testi del nostro Maestro contemporaneo N. Crivelli, la Luna è Malkuth, il Regno, per acquisire il quale sono necessari 30 attributi. Sia la Luna che Malkhut sono simboli femminili, e sono inoltre legati al cuore, un’altra delle corrispondenze fondamentali della Lamed.

In tutto ciò troviamo come alla base del potere unificatore del ciclo temporale ci sia una qualità femminile, che è anche quella capace di tingere lo studio della Lamed di tonalità affettive, legandolo al cuore.

Ogni Luna Nuova corrisponde un mese, al quale corrisponde un Segno Zodiacale che a sua volta possiede 30° dello Zodiaco. Ciò significa che ogni Segno corrisponde ad un ciclo intero (mese), al termine del quale la consapevolezza arriva ad un nuovo gradino, superiore al precedente. Vediamo in ciò nuovamente la potenza della Lamed, che permette l’elevazione e la nobilitazione di sé.

Secondo il Talmud, Trenta è l’età della forza, senza la quale la “torre” non potrebbe volare. Trenta è l’età in cui una persona incomincia ad avere peso socialmente, e la Lamed rappresenta l’entrata piena ed oggettiva nella rete dei rapporti sociali più complessi.

30 è anche la ghematria della parola yihè che significa “sarà”: è la promessa di impegnarsi a realizzare le potenzialità mostrate nella giovinezza, promettendo di fare ancora di meglio nel futuro.

In sintesi, 30 è il Numero della forza che permette l’entrata nel futuro.

30 è il Numero di Yehudà, il Re d’Israele, ed è la ghematria del 22° Nome divino, Yod-Yod-Yod. 

 

 

Utilizzi della Lamed

 

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Lev = Lamed+Beth = cuore, coraggio = il pungolo dirige la casa dell’uomo verso il suo divenire; la casa è il cuore sul piano fisico, il coraggio su quello psichico, la coscienza su quello spirituale.

Bal = Beth+Lamed = non, niente, affatto

Dio ha detto ad Israele: “Figlio mio, se sei guidato da questi due termini – cuore, che rappresenta la sincerità, e non, che rappresenta la coscienza di ciò che si deve evitare, allora hai ubbidito a tutta la Torah” (Otiot Rabbi Akiva)

Nell’alfabeto, le lettere Beth e  Lamed, formanti la parola LEV (cuore), sono precedute dalle lettere Alef e Kaf, che formano, a loro volta, la parola ACH (ma). Il termine “ma” indica, generalmente, una limitazione. Ma le stesse Beth e Lamed sono seguite dalle lettere Ghimel e Mem, che insieme formano la parola GAM (anche), un termine che indica un di più a quanto appena detto. Ciò conferma il detto dei Saggi : non importa se si fa troppo poco o si esagera, l’importante è fare con il cuore. 

Lebad = Lamed+Beth+ Daleth = solitudine. Il pungolo spinge l’Uomo a lasciare la sua casa per passare una porta, così egli si trova solo.

Badal = (anagramma di lebad) Beth+Daleth+Lamed = separare. Verbo che sovrintende la creazione; stessa potenza energetica di Lebad; col pungolo si avvia l’Uomo verso la sua altra parte.

Lebadoh = Lamed+ Beth+Daleth+Vau = isolato o separato da se stesso

Ledah = Lamed+Daleth+He = nascita. La nascita ha in sè il trauma della separazione. Ricordiamo che la separazione è la radice di ogni dolore.

Luz = Lamed+Vau+Zayin = equivale alla “e” di congiunzione. E’ il nome della terra su cui poggia la scala di Giacobbe, significa il mandorlo; la mandorla è simbolo di luce e di eternità nascoste dentro il guscio delle tenebre e del tempo. Troviamo questa parola nell’aureola dei santi come ultima opera dello Zaiyn nell’Uomo: la mandorla orlata è la luce compiuta, quella il cui guscio è scoppiato: l’Uomo divenuto luce ha fatto cadere le sue pelli.

Lah = Lamed+Chet = fresco, umido, verde, succoso. Elementi di chi, per superare lo steccato, deve riscoprire in sé l’umido, la sua energia vitale.

Hel = Chet+Lamed = bastione, muro.

Lot = Lamed+Teth = velo. Lamed mette in movimento l’ultimo steccato, lo scudo.

Tal = Teth+Lamed = rugiada. Umido del levarsi della luce.

Kol = Kaf + Lamed = tutto

Kalah = Kaf + Lamed + He = completare, terminare.

Melekh = Mem+Lamed+Kaf = Re. Lamed è la lettera più alta dell’alfabeto ebraico, e si trova tra la Kaf e la Mem. Questa parola si trova leggendo queste tre lettere in ordine inverso nell’alfabeto ebraico. La Lamed allude al Re, che siede sopra al trono, la Mem allude a Malkuth, il Regno di Dio, mentre la Kaf allude al Kissè Hakavod, il Trono Glorioso di Dio.

Li = Lamed + Yod = a me. Lamed è la più alta lettera dell’alfabeto, mentre la più bassa è la Yod. Insieme formano la parola LI (a me). Come è scritto nel Cantico dei Cantici: Io appartengo al mio Amato e il mio Amato mi appartiene.

אני לדודי ודודי לי

Ani LeDodi VeDodi Li

 

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