tau

22. Tau. Il Sigillo di Dio e la Porta del Cielo

La lettera fenicia è all’origine della Tav ebraica, del Τau dell’alfabeto greco, della T dell’alfabeto latino e della Т cirillica. 

La lettera Tav o Tau è l’ultima dell’Alfabeto Ebraico, dunque quella che lo sigilla, che chiude i sentieri della discesa dell’Energia nel mondo della materia rappresentato dall’ultima Sefirah dell’Albero della Vita, Malkuth.

Tau chiude un ciclo e ne inizia un altro: essa è infatti l’ultimo gradino di discesa nella Creazione e il primo passo di risalita verso la nostra fonte creatrice.

 

Lettera Tau T; Th.

E’ la settima delle 7 lettere doppie.

E’ la quinta lettera fissata nella lingua.

Forma Croce; marchio; sigillo.

Il marchio rimasto nell’anima da precedenti reincarnazioni.

Caino ricevette un segno sulla fronte, simbolo della  caduta ma anche di protezione.

Marchio posto sulle anime destinate alla vita eterna.

Ultima lettera della parola ‘emet’ (verità), ultima lettera dell’alfabeto, sigillo dell’opera di Dio.

Daleth +Nun = giudicare ; svuotamento del sé e umiltà

Valore Ghematrico forma Daleth (4) + Nun (50) = 54
Nome Simbolo  (Sym-ballein = mettere insieme).

Sigillo: impressione. Segreto dei fossili: impressione del mondo del Tohu rimasta in questo mondo. Ciò che è rimasto della caduta di quel mondo spirituale e sviluppato.

In aramaico Tau significa “di più, ancora”.

Apertura verso l’infinito.

Valore ghematrico nome Tau(400)+Vau(6)=406; Gente della Terra; popolino,  gente ignorante e ineducata
Valore numerico: 400 Anni dell’esilio in Egitto, fase ultima della discesa e della creazione dei mondi inferiori.

400 miglia persiane: la lunghezza e la larghezza ideale della Terra d’Israele.

400 mondi di gioia e di beatitudine: il compimento di ogni desiderio dell’anima.

400 è il numero del compimento.

Valore di posizione 22
Mese ——
Festività ——
Zodiaco Luria: Giove; Sabato

Donnolo: Luna; Venerdì

Inglesi: Saturno

Francesi: Sole

Tribù Dan
Organo Luria: Bocca; Donnolo: Orecchio sx
Senso – Virtù Luria: Bellezza; Donnolo: Sovranità – Schiavitù
Sentiero Malkuth – Yesod
Tarocchi XXI. Il Mondo

 

Forma

 

Origini

Il segno che ha dato forma a questa lettera è stato sin dai tempi più remoti fino al IIV sec. a.C. una croce a “X”. Nell’antichità la croce ha sempre rappresentato il segno di una unità fondamentale, che racchiude in sé tutti gli elementi separati. A questo livello ritroviamo l’espressione di ciò che il simbolo in quanto significante: dal greco sym-ballein “gettare insieme, riunire”, che è l’opposto di dia-ballein “dividere”, termine greco dal quale deriva la parola “diavolo”. L’ebraico quadrato ha adottato un segno aramaico per scrivere la lettera Tau.

 

Sigillo

La Tau rappresenta il segno lasciato da un sigillo. È l’ultima lettera dell’Alefbeth, quella che lo sigilla. È il luogo più basso, il termine della discesa, la lettera più vicina alle Qelipoth, i gusci che contengono le scintille divine che occorre liberare. Per questo Tau è la lettera dell’Olam-ha Tohu (Mondo della Confusione).

 

La Croce

La croce implica la dualità, è contraddizione, ed esprime in sé il paradosso in grado di riunificare gli opposti. La barra orizzontale è la Terra, la barra verticale è il cielo, così la croce rappresenta il connubio tra cielo e terra, tra lo spirito e la materia.

Ogni matrimonio degli opposti è crocefissione.

Il ritorno all’Unità costringe a crocifiggersi ad ogni braccio della croce, ad ogni terra interiore conquistata, ad ogni livello di coscienza interiorizzato.

Il matrimonio non ha nulla che vedere con il compromesso, ma è un passaggio a un’unità conquistata in un nuovo campo di consapevolezza, dopo che i due poli sono stati acquisiti nella loro piena accezione, avendo vissuto entrambi una morte.

La croce è morte e resurrezione, la fine da cui ha origine un nuovo inizio, Tau è l’ultimo passo prima della Creazione che sfocia in Malkuth, ed il primo passo nel processo di risalita.

Tau presiede alle affinità nel senso più stretto, cioè a ciò che permette a due individui di accordarsi, e in senso più lato, a ciò che rende capace l’individuo di  sentirsi in accordo con tutto ciò che lo circonda, dal granello di polvere più vicino alla stella più lontana.

In altre parole Tau rompe il principio vita-morte rivelato da Alef, imprigionato nel Beth.  Permette di essere al di là della vita e della morte, è lo strumento di una liberazione.

La liberazione che permette di superare il binomio vita-morte è l’essere cosciente nel qui ed ora. In questo caso la linea orizzontale della croce rappresenta lo spazio, mentre la linea verticale è il tempo. L’incrocio delle due linee è il momento presente, il qui ed ora. Restando presenti a se stessi nel qui ed ora, si annulla il passato e il futuro, e l’attimo presente diviene infinito, immortale. Tale è l’unione del Cielo, che con le rotazioni dei suoi pianeti scandisce il tempo, e della Terra, il mondo della caduca materialità.

Tau è la coscienza dell’essere umano crocefissa, inchiodata, fissata tra spazio e tempo, in quell’istante inafferrabile in cui l’infinito sposa il finito. 

 

Daleth + Nun

La Tau è formata da una Daleth nella quale è innestata una Nun. Insieme queste due lettere formano la parola Dan, che significa “giudicare”.

I primi mondi si basavano sulla sola forza del giudizio severo (Geburah), ed è per questo motivo che venivano ciclicamente distrutti, ogni qualvolta il peso negativo dei peccati non era più sopportabile. Il Mondo della Rettificazione invece utilizza la qualità della Compassione, a metà strada tra Severità e Amore, tra le Sefiroth Geburah e Hesed, esattamente dove si trova Da’at, la conoscenza. 

Per quanto riguarda l’anima, la Daleth e la Nun indicano le qualità dell’umiltà e della mancanza di senso egoico.

La Daleth e la Nun sono le lettere intermedie del Nome di Dio Adonai, il nome divino di  che Malkuth, il sigillo dell’Albero della Vita. 

La lettera tau è la prima della parola tefillà = preghiera, unione; e della parola teshuvà = ritorno, conversione, il “voltarsi verso l’altro”; della Torah = Legge, Pentateuco.

 

La Porta

La forma grafica della tau rimanda alla figura della porta (sha’àr).

La porta rappresenta il passaggio da un luogo all’altro, da una condizione di vita a un’altra, ed anche misura di ciò che può passere e ciò che non può. 

In tutte la Bibbia la Porta è un’identità cosmologica: è la Porta della casa, del Tempio, della città, è la porta del cielo, delle cateratte, la porta che rinchiude il mare o il regno dei morti, oppure suggello dell’anima intesa come spirito vitale (nefesh).

La Porta è il suggello che separa il segreto dell’interiorità dai gesti visibili, i gesti concreti dalle condizioni metafisiche, spirituali.

La porta è immagine incline a farsi discorso, a trasmettere messaggi e addirittura a parlare, a lamentarsi e a piangere. Ad esempio le porte delle città diventano realtà esistenziali, vive: “Si lamenteranno e gemeranno le sue porte ed essa, Sion, desolata siederà per terra”. (Is. 3, 26).

A quei tempi le città erano chiuse dalle mura, quindi la porta diventava il luogo di scambio culturale, sociale, fisico, spirituale; dalla porta le persone entravano e uscivano, facevano mercato, si fermavano i cammelli. 

Inoltre, poiché nelle città non esistevano piazze, l’unico spazio ampio era quello adiacente alla porta, che diventava anche il luogo dove si amministrava la giustizia, dove si riunivano i saggi: quando succedeva qualche cosa si riunivano i capi tribù, gli anziani, e facevano giudizio. Quindi la porta diventava il Testimone, simbolo anche della giustizia che veniva esercitata in quel luogo, e talvolta si giurava “sulla porta della città”.

Gesù disse: «E’ più facile per un cammello passare per la cruna dell’ago, che per un ricco entrare nel regno dei Cieli». Attenzione: non dice per la cruna di un ago, ma per la cruna d’ago. La cruna d’ago era una porta aperta nelle mura di Gerusalemme, appositamente stretta, perché non passassero gli animali ma solo una persona alla volta. Un cammello sarebbe potuto  passare soltanto in ginocchio e senza alcun carico.

La porta del Cielo è dunque la Via Stretta, la via dove può passare il Qadosh, il Santo, il Separato.

Attraverso questa porta non si può portare con sé nessun bagaglio, né compagnia. Ci si entra da soli, unici e soli, monos. 

Dalla parola “monos” deriva il termine “monaco”: il monaco è dunque solo e unico, nel senso che ha integrato tutte le parti di sé in un insieme armonico e si è liberato del superfluo.

In ebraico “porta” e “misura” si dicono con la stessa parola “sha’àr”.

, e poiché un detto talmudico afferma che nel mondo sarebbero state create cinquanta misure d’intelligenza, cioè il Nel Talmud è scritto che sul Sinai Dio consegnò a Mosè 50 porte/misure di intelligenza, ma trattenne l’ultima, la cinquantesima, presso se stesso. Per cui a Mosè diede quarantanove porte, poiché e conduce a Dio. Quest’ultima porta è il Messia. 

La riflessione cabalistica richiama i 50 giorni che intercorrono tra Pasqua e la Festa delle Settimane (Shavu’ot), le Pentecoste; questi 50 giorni sono messi in relazione con le 50 porte.

Lo Zohar recita: “Cinquanta porte: queste porte chiudono (concludono) i cinquanta giorni della Torah, i cinquanta anni del Giubileo e le cinquantamila generazioni sulle quali il Santo farà ritornare e riposare il proprio spirito” (Zohar, III. 1 36a).

 

 

Nome

 

Simbolo

Tau significa “impressione, simbolo”. Tau è il segno che Dio fece sulla fronte di Caino, a ricordo della nobiltà della sua anima caduta. Da un lato questo segno mostrava a tutti il suo peccato, ma dall’altro lo proteggeva dall’essere ucciso, come prevedeva la pena dell’omicidio. Non è un caso che il segno sia fatto sulla fronte: fronte = emsah = mem-ayin-he, è l’anagramma di seme = semah = ayin-mem-he.

Il Regno del mondo di Atziluth, l’unico perfettamente rettificato tra i quattro universi descritti dalla Cabala, si imprime a guisa di sigillo sui mondi inferiori, segnando in essi la loro radice di appartenenza.

Qui in basso, nel Regno di Assiah, la consapevolezza di tale impressione si manifesta nel sentire continuamente la presenza di un qualcosa di superiore, al di là di ogni cosa che possiamo comprendere. Chi avverte ciò, riceve un segno sulla fronte, in corrispondenza coi centri di coscienza superiori, e la sua vita diventa piena di significato e di scopo.

Nella sua accezione migliore, la Tau è il segno posto sulla fronte delle anime destinate a ricevere il premio della vita eterna. Si dice: “Tau fa morire, Tau fa vivere”.

È dunque una lettera che descrive uno stato altamente paradossale, poiché ha a che fare sia con le energie inferiori che con lo scoprire in esse la radice più alta che esista.

In aramaico Tau significa “ancora, di più”. Pur essendo al termine della scala, la Tau è pregna del desiderio dell’infinito, è la sorgente dell’aspirazione a tornare in alto.

La lettera Tau è la prima della parola תפילה tefilah che significa preghiera, e della parola teshuvà che significa ritorno, conversione, il voltarsi verso l’altro, nonché della Torah.

 

Numero 400

400 erano gli uomini armati che accompagnavano Esaù quando andò ad incontrare il fratello Giacobbe che tornava dal lungo esilio; l’esilio d’Egitto, il più terribile e pericoloso fra tutti gli esili d’Israele, durò 400 anni; 400 fu il prezzo in Sheqel d’argento che Abramo dovette pagare per acquistare la caverna di Makhpela.

Là si trovano sepolte quattro coppie di “anime viventi” (gli tzadikim non muoiono mai): Adamo ed Eva, Abramo e Sara, Isacco e Rivka, Giacobbe e Lea.

Si tratta degli archetipi di ogni coppia di anime gemelle, e ognuna di esse ha una conoscenza perfetta dei segreti dell’altra. L’Intelligenza possiede 50 porte, quindi ogni coppia aveva 100 porte, in tutto 400, il numero della totalità della conoscenza esoterica, estesa e vissuta nel rapporto di coppia.

400 parasang (misura di lunghezza), sia in lungo che in largo, è la dimensione che la terra d’Israele possiederà nei tempi messianici. 400 è dunque il numero della completezza totale e realizzata, sia materialmente che spiritualmente.

 

 

Il Sentiero di Tau

Da Malkuth, la sfera della materia, del mondo che ci circonda, a Yesod la sfera dell nostro subconscio e inconscio. Dunque Tau, il primo passo della risalita, è un movimento autocentrato, una concentrazione, che porta la nostra attenzione e la nostra consapevolezza dall’esterno all’interno di noi stessi.

Assumere consapevolezza del proprio subconscio aiuta a comprendere anche perché ci accade quello che ci accade, anche se vorremmo tutt’altro. Ciò che è contenuto nel nostro inconscio infatti si manifesta attraverso di noi nel mondo che ci circonda, sempre attraverso la Via di Tau, intesa questa volta come discesa dell’Energia nella Materia.

Allineare il proprio inconscio con la mente cosciente, permette la comprensione ed il dominio del mondo materiale. 


 

2 pensieri riguardo “22. Tau. Il Sigillo di Dio e la Porta del Cielo

  1. La lettera tau è il simbolo della porta celeste. Malkuth è il regno e la frase del padre nostro : ” te te malkuthah”, la dice lunga anche su certe sette stelle. TE TE , sono le pleiadi, o TOHU, il mondo spirituale e perfetto. La trasformazione del seme tau umano , è in avanzamento e presto si riunirà per volare nei mondi superiori, superando la fase del divide et impera ( dia ballein) ed entrare nel sym ballein. Dall’asse verticale , temporale, del tempo diverso di Tohu o Ub, gli Ubaid, attendono la vostra risalita, L’elemento separato della terra, si riunirà agli Ubshu’ukinna, o aNUNnaki. Essi vedono, ascoltano e sentono ogni pensiero, essi lasciano libero ogni essere, Poimandres è la loro divina essenza, forza neutra e sospesa, nello spazio tempo. La mente umana deve entrare nell’energia neutro-unitiva, se vuole fare il salto. Non può permanere nella forza doppia caotica. pena, la sua non vita, se non l’estinzione. Nin Hur Sag.

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