9. Teth. L’Energia Serpentina

Teth o Tet (pronunciata ) è la nona lettera di molti alfabeti semitici, come l’alfabeto fenicio, l’aramaico, l’ebraico, il siriaco.

Corrisponde alla θ greca e alla ط (Ṭāʾ) araba. La Ța viene anche usata nel persiano, ma pronunciata come una “t” dura ed è la 19ª lettera dell’alfabeto persiano moderno.

Questa lttera scompare dall’alfabeto latino.

 

 

Lettera E’la seconda lettera fissata nella gola

E’la quarta delle lettere semplici

Forma Cerchio

Scudo

Serpente

Bastone del comando

Nome Teth = טית = Teth Yod Tau 
Valore ghematrico nome 419
Valore numerico 9
Valore di posizione 9
Mese Av (agosto)
Festività Purim (festività delle sorti cambiate)
Zodiaco Leone
Tribù Shimon
Organo Luria: Rene sx  –  Donnolo: Rene dx
Senso Luria: Udito  –  Donnolo: Nutrizione e Fame
Tarocchi Inglesi:La Forza  –  Francesi:L’Eremita

 

Forma

Origini.

teth

Il nome della lettera fenicia ṭēth significa “ruota”, ma la lettera sembra la continuazione di un glifo dell’Età del bronzo chiamato ṭab “buono”, Tav in aramaico e Tov טוב in ebraico, ṭayyib طَيّب in arabo moderno, basato sul geroglifico nfr “buono”.

Il geroglifico egiziano utilizza lo stesso segno circolare per designare uno scudo.

Successivamente viene interpretato come un serpente che si morde la coda.

 

 

Il Serpente.

La Teth è costituita da due braccia verticali, una piegata su se stessa e l’altra diritta: è il simbolo del passaggio dall’introversione all’estroversione, in quanto l’ebraico si scrive da destra a sinistra, indicando così il predominio dell’Amore (parte destra dell’Albero Sefirotico) sul Giudizio (parte sinistra). La linea diritta della Teth viene dunque dopo la parte piegata.

Teth è la lettera da cui si trae la forza necessaria a vincere la passività e la timidezza che caratterizzano i livelli inferiori della lettera precedente, la Chet, onde guadagnare sicurezza di sé e creatività.

La forma della Teth ricorda anche quella di un serpente che si sta srotolando, e Teth è la “forza del serpente” latente in ciascuno di noi, con l’uso positivo o meno che se ne può fare. Per “forza del serpente” si intende la potenza dei livelli inferiori della personalità, una forza istintuale, frutto delle conoscenze acquisite nei millenni dell’evoluzione umana, indispensabili alla sopravvivenza.

È la spinta sessuale e riproduttiva; è l’entusiasmo e l’eccitazione che mettiamo nelle nostre imprese; è il carisma che ci anima e il rispetto che riusciamo ad ispirare.

Questa energia, pur avendo un’origine bassa, infima, rappresentata biblicamente dall’astuzia del serpente che ingannò Adamo ed Eva, è indispensabile e preziosa per la vita dell’individuo e per il suo personale processo di redenzione. Infatti, la parte ripiegata verso l’interno della lettera Teth, indica anche la scintilla divina nascosta all’interno dei gusci detti Qelipoth.

Se diretta in modo opportuno, questa forza, chiamata anche OM (Alef Vau Mem), sarà il motore della crescita della personalità; in caso contrario essa porterà verso l’inflazione dell’ego, inducendo l’individuo ad un narcisismo autistico che lo indurrà a trovare conforto solo nei piaceri voluttuosi e nel despotismo.

 

 

Il Bastone del Comando.

La Teth contiene il segreto del bastone di Mosè, che si trasformava in serpente (parte piegata) e ritornava ad essere un bastone (parte diritta). Ma non un bastone qualsiasi, si intende, bensì il Bastone del Comando, la Bacchetta del Mago, la Sacra Verga.  Ciò indica il pieno controllo della potenza vitale, oltre che il sapere quando è il momento di piegarsi umilmente o quanto è il momento di restare fermi ed eretti, quando è opportuno ritirarsi e quando è il momento di imporsi. Solo chi ha fatto propria l’umiltà e l’abbassamento può aspirare ad essere un capo e una ­guida.

Quando si parla di “un’energia bassa” non si intende malvagia, ma si allude alla Sefirah Malkuth, il Regno, ed ecco dunque spiegato come l’energia definita bassa sia correlata al Bastone del Comando. Inoltre la forza della Teth, come già notato, è quella che sale dal basso verso all’alto. Ciò significa che da Malkuth si estende verso Yesod e Tifereth, nella Colonna Centrale dell’Albero della Vita.

La parola serpente in ebraico è “nachash”, ed è molto simile alla parola “nachesh” che indica la divinazione, significando qualcosa come il tirare a indovinare. La divinazione è appannaggio di Yesod, Sefirah del subcosciente ma anche delle illusioni dovute alla paure e alle speranze dell’individuo. Ricordiamo che l’ebraismo proibisce la divinazione, ma lo studio della Cabala porta alla Profezia, che è una delle doti del Messia, la cui parola in ebraico ha valore ghematrico 358, proprio come la parola serpente.

Ciò significa che l’ascesa dell’energia basilare (che in pratica è l’energia sessuale) della personalità rende possibile la conquista dell’immaginazione, il superamento della divinazione di Yesod sino a ricevere in Tefereth la Ruach ha-Qodesh, lo Spirito Santo, e il dono della profezia.

Infatti, Teth ha a che fare col Pettorale del Grande Sacerdote, sul quale c’erano gli Urim e Tummim. Questi erano uno strumento di divinazione, che tuttavia cessò di venir usato quando il livello morale e spirituale del popolo decadde, e il prevalere delle motivazioni egoiche rese impossibile il leggere la risposta degli Urim e Tummim.

Choshen ha mishpat era lo strumento tramite il quale il Gran Sacerdote poteva trovare risposte a domande e problemi.

Abbiamo visto che questa energia che si innalza è energia sessuale, e naturalmente anche il sesso è coinvolto in questa ascesa. L’esperienza sessuale è, di fatto, una delle occasioni più adatte per imparare come passare dallo stato introverso a quello creativo, se l’energia da essa originata non viene spesa rapidamente all’esterno ma viene innalzata ai centri superiori della coscienza. Le spiegazioni sul come riuscire ad effettuare ciò si trovano negli insegnamenti esoterici dello Zohar.

Naturalmente non sarà sfuggita la similitudine dell’energia della lettera Teth con quella del serpente orientale Kundalini, e delle pratiche del Tantra.

 

 

Lo Scudo.

Cambiare il proprio destino significa conoscere se stessi (introversione) e tale conoscenza viene data dalla sofferenza, poiché la sofferenza è sempre una disillusione (rettificazione di Yesod).

Noi viviamo di illusioni, assolutizziamo le nostre illusioni, le nostre auto-sacralizzazioni, che diventano di fatto degli idoli. Talvolta diventiamo noi l’idolo di noi stessi, quando ci illudiamo di essere come vorremmo e non ci rendiamo conto di come siamo veramente, e questo è l’idolo più difficile da rimuovere, da abbattere. Il crollo inevitabile di queste illusioni provoca sofferenza.

A tal proposito, è possibile interpretare il Secondo Comandamento “non farti altri idoli”, di solito interpretato come l’avversione verso il politeismo in funzione del monoteismo. E’ da notare che gli dei sono parte di un Pantheon, un tutto. Il Comandamento invita dunque a non scambiare una parte per il tutto. 

Ognuno di noi ha una sua propria e personale visione e interpretazione della realtà, una propria verità, che paragonata alla Verità totale è talmente piccola da essere quasi una menzogna. Solo prendendo coscienza di ciò, si conserva l’Alleanza con il Santo (l’unione armonica delle varie parti).

Si è felici solo in quanto si è liberi dai nostri idoli, dagli idoli di noi stessi, dai nostri narcisismi, perché il nostro narcisismo ci fa sentire potenti ma è anche ciò che mina ogni nostra libertà.

Teth esprime la perfezione della Creazione che integra tutte le energie in un sistema chiuso, una chiusura che è anche protezione, la protezione dello scudo innanzi la spada, la quale è l’arma del giudizio che separa il bene dal male.

La Vergine chiamata a diventare Sposa ha indossato vesti sempre più sfarzose: le energie. Al vertice si nasconde dietro il suo scudo di luce, l’imene. Amata dallo Sposo, ricevuta da lui con l’ultimo parto di se stessa, si volta: lo scudo diviene coppa e riceve la spada. Partorisce e divieneיהוה Yod He Vau He.

Il mistero del Serpente è che esso viene confuso con lo scudo. Il serpente che si morde la coda simboleggia i piedi che hanno raggiunto la testa, l’Alpha diventato Omega. La creazione è compiuta. L’uomo ha chiuso il cerchio della sua evoluzione.

Però il disegno del serpente che si morde la coda rappresentato dalla Teth non è chiuso: sarebbe la continua ripetizione dell’identico, all’infinito. Teth, invece, simbolo della perfezione raggiunta, introduce la necessità inesorabile di una distruzione per arrivare ad una perfezione più grande. Per questo la sua forma è a spirale.

La perfezione è quella del mondo futuro, quando i poli opposti dell’albero della conoscenza, bene e male, tov e vara, si saranno riunificati, la luce avrà pienamente sposato la tenebra, l’uomo avrà attualizzato la totalità del suo potenziale di energia.

L’uomo che risale totalmente l’Albero compie l’Opera in Rosso a livello della bocca, che fa nascere il Logos.

 

 

 

Nome

Teth = טית = Teth Yod Tau

Teth può essere concepito come il grande principio femminile, oppure come la cellula primordiale, prima manifestazione di vita sulla Terra, da cui sono derivate tutte le forme di vita differenziate.

Questa lettera rappresenta l’archetipo della femmina primitiva che genera Shamash, il Sole, dunque non solo rende possibile ogni forma di vita sulla Terra, ma anche qualsiasi forma di coscienza.

Secondo diverse cosmogonie, la Madre Terra o Grande Madre, crea il mondo a partire dalla propria sostanza, generando così i cieli, le stelle, gli astri e il Sole, il quale diventa vero dispensatore di vita padrone dei cieli e signore della Luce, ma può essere anche devastante, distruggendo con il proprio calore, bruciando, rendendo arida e deserta la terra.

L’Uomo deve proteggersi dai dardi del Sole quando questo è al suo Zenit, e questo è proprio ciò a cui allude Teth: la protezione, un tetto, un cappello, uno scudo, tutto ciò che permette all’uomo di preservare la propria sicurezza, di mettersi al riparo dai casi della vita, per riflettere, meditare, vedere chiaro in se stesso.

Per adempiere al suo nome l’Uomo deve discendere nelle tenebre e diventare cieco. A livello del corpo umano la risalita delle energie si localizza nella colonna vertebrale, fino a quando raddrizza la testa, in segno di piena coscienza. Non a caso, la Luce che brilla all’interno di se stessi si chiama lucidità mentale.

 

 

 

Numero 9

 

Nessuno può conoscere il 10 se non giunge al 9, la perfezione del Creato, segno del serpente che si morde la coda.

Nove è il numero dei mesi della gestazione, che è il raggiungimento della consapevolezza di se, conoscere il proprio verbo e comunicarlo, è la generazione del verbo interiore, la generazione del Figlio.

Nel mondo fisico 9 è il numero dei mesi della gravidanza, del generare un figlio, ed è dunque il numero della sessualità.

A livello emozionale è il numero della forza di attrazione-repulsione, che si esprime a livello più basso come attrazione sessuale, è la base del magnetismo personale, che genera anche il carisma.

Nove è il numero di Yesod, il Fondamento, la nona Sefirah dell’Albero, sede e sorgente della potenza sessuale e della capacità di unirsi sinceramente con gli altri piuttosto che sfruttarli narcisisticamente. È infatti il numero della Verità (si pensi alla “prova del nove”), che è l’integrazione armoniosa delle varie parti, e non la supremazia di una parte eletta.

Nell’ebraismo, il giorno 9 del mese di Av succedono cose terribili, che generano situazioni di dolore. Per questa ragioni il giorno 9 di Av è ancora oggi un giorno di lutto e digiuno per gli Ebrei.

Ad esempio, fu distrutto per la prima volta il Tempio di Gerusalemme nell’anno 420 a.C., e poi la seconda volta nell’anno 70 d.C. Nello stesso giorno, nel 1492, gli ebrei furono cacciati dalla Spagna.

I Saggi insegnano che in quei giorni il popolo fu chiamato a dimostrare al Santo la propria capacità di accettare la sofferenza e di crescere grazie ad essa, trasformando la sofferenza in consapevolezza di sé, affrontando dunque la propria esistenza nelle sue situazioni positive e negative, sempre come un’occasione per accrescere la propria consapevolezza e migliorare se stessi.  

In questo senso il numero 9 diventa simbolo del “cambiamento delle sorti” celebrato nella Festa dei Puryim, durante la quale viene acceso il candelabro ebraico a 9 braccia, anziché quello a 7 braccia che era acceso nel Tempio.

 

 

 

Utilizzi della Teth

Nella Torà si incontra per la prima volta la lettera Teth in Genesi 1,4.  Si tratta di quel testo che noi traduciamo: “e Dio vide che era cosa buona”, dove la parola buona traduce la parola ebraica “tov”, Theth Vau Beth (non avendo la Beth il dagesh, il puntino al centro, si pronuncia tov e non tob).

La traduzione letterale di questo verso biblico è: “Elohym gridò: quale bellezza!”. La parola tov esprime questo grande grido del Creatore.

Il vocabolario dice che “tov” significa, come aggettivo: buono, benigno, bello, giocondo, soave, gustoso, grato, ilare, felice; come sostantivo: la parte migliore di una cosa, bellezza, ricchezza, felicità, salute, godimento, allegrezza di cuore, bontà.

In seguito, nel Giorno Uno della Genesi, incontriamo di nuovo la parola “tov”, ma questa volta è tradotta con il sostantivo “luce”.

E poi ancora, il verbo “tov” qualifica la luce che incorpora la tenebra.

 

Tobel = Teth+Beth+Lamed = è l’immersione in acqua che ha dato nome al battesimo.

Tov per rinascere dev’essere sepolto e morire nel suo contrario vara, Vau Resh Ayin.  Tov e Vara sono il bene e il male, la luce e la tenebra.

Ecco che la Teth rappresenta “La luce nascosta”, l’idea delle scintille divine nascoste nelle Qelipoth, che può essere trovata mediante l’introversione e, in seguito, liberata mediante l’estroversione. Questo è il segreto del “Potere del Serpente”, cioè della libido presente alla radice del desiderio di Unione. La canalizzazione di questa energia lungo la colonna vertebrale fino alla testa, è il processo di conquista della capacità di immaginazione, che permette di acquisire il potere di dare il giusto giudizio circa la realtà.

 

Teth è anche la lettera più importante del nome Metatron, il più importante di tutti gli angeli, simbolo del massimo potere celeste, ad esclusione di quello di Dio.

 

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