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I Quattro Mondi della Cabala

Quattro sono i Mondi che ci circondano, così come quattro sono le forze che operano nell’universo, riconducibili a 4 campi primari (interazione forte, interazione debole, elettromagnetismo, gravità). Lo stesso universo fisico è legato al quaternario: esso si compone di spazio, tempo, energia e materia; lo spazio è identificabile nei 4 punti cardinali, 4 sono gli stati della materia. Anche i tipi caratteriali sono 4 (intuitivo, pensante, sentimentale, materiale). Infine, non possiamo dimenticare il Tetragramma divino Yod- Hey – Vav – Hey, in cui ognuna delle lettere corrisponde ad uno stadio della Creazione.

 


L’Albero della Vita è composto da 10 Sefiroth (le sfere) – al singolare Sefirah – e 22 lettere-numero dell’alfabeto ebraico (i canali che collegano fra loro le 10 sfere).

In esso è rappresentato il processo secondo il quale si è svolta la Creazione, il percorso di discesa della Luce divina, dal Creatore al Creato.

Questo percorso è suddiviso in quattro stadi:

  1. il primo corrisponde alle Sefiroth: Keter Hochmah e Binah;

  2. il secondo corrisponde alle Sefiroth: Hesed, Gevurah e Tifereth;

  3. il terzo corrisponde alle Sefiroth: Hod, Netzah e Yesod

  4. il quarto corrisponde alla sola Sefirah Malkuth, che rappresenta il mondo materiale così come noi lo conosciamo.

Ognuno di questi stadi è un Mondo, e tra un mondo e l’altro vi sono dei veli (mashachim), che fungono da passaggio restrittivo, risultati dallo Tzimtzum originario. Questi veli, filtrano l’energia verso il mondo inferiore diminuendone l’abbondanza, ed occultano il mondo superiore.

La Dottrina delle Emanazioni afferma che tutte le cose esistenti sono successive espressioni di Dio. Quindi Dio, è l’origine che contiene tutto in sé.

Parimenti, l’insieme sefirothico non è composto dalle varie Sefiroth: non è la quantità che forma l’Unità. La totalità sefirothica è l’Unità stessa. Vale a dire che Keter, la prima Sefirah emanata, contiene in sé tutte le altre. Essa è il “Punto”, l’Unità spaziale originaria e senza dimensioni. Le successive Sefiroth (Hochmah e Binah) non sono altro che polarizzazioni del Punto Senza Dimensioni.

Queste tre Sefiroth formano la prima triade che rappresenta il primo Mondo Emanato.

 

Prima Triade 

Keter, Hochmah, Binah – Corona, Saggezza, Intelligenza

Mondo di Atziluth – Mondo delle Emanazioni

Kether = Corona

Rappresenta l’Unità, ed è la prima manifestazione del divino. Essendo il divino inconoscibile, Keter, è la radice della conoscenza.

Da Keter si diramano due principi opposti e inseparabili, uno attivo e l’altro passivo: Hochmah la Saggezza e Binah l’Intelligenza.

Si forma così l’unità dell’essere nella trinità della manifestazione del pensiero, che ha appunto due aspetti: la Saggezza e l’Intelligenza.

Hochmah = Saggezza

E’ il pensiero creatore emanato da Keter, la saggezza universale. Questa Saggezza non è logica né razionale, ma intuitiva.

Binah = Intelligenza

Rappresenta l’intelligenza cosmica che manifesta, cioè che da forma a ciò che è emanato da Hockmah. L’energia manifestante è formativa, dunque limitante, in quanto per dare forma occorre porre dei limiti. Essa però non è ancora una forma, ma è la matrice di tutte le forme. L’Intelligenza è un’energia di tipo logico-razionale.

Mondo di Atziluth. E’ il principio stesso dell’emanazione, ed è equiparabile all’Ain Sof, pertanto è considerato un “non mondo”. In Atziluth esiste soltanto la pura totalità di tutte le individuazioni, dove il flusso della Vita divina inizia il suo corso in una vita “ideale”. E’ qui che s manifesta il divino nei sei Prtzufin, letteralmente “ le espressioni di Dio”, che sono gli archetipi in cui possiamo concepirlo. I sei Partzufim sono: l’Antico dei Giorni, il Volto Infinitamente Lungo, Padre, Madre, Figlio, Figlia.

La parola Atziluth deriva dalla radice Etzel che significa “presso”. Atziluth è il mondo alla massima prossimità con l’Ain Sof, e dunque la sua caratteristica principale è che in esso non vi è coscienza separata.

Come un bimbo neonato non ha coscienza del suo essere separato dalla madre, ma vive in simbiosi con essa pur essendo stato partorito, così i Partzufim sono lo specchio della volontà divina.

La parola “atzil” significa “nobile”, ed anche qui possiamo interpretare il vocabolo per associazione di idee e pensare ad una categoria di persone che sono in prossimità del Re, confermando quanto esplicitato dalla radice Etzel.

Se però consideriamo l’aggettivo “nobile”, per esempio in qualità di attributo di alcuni gas, allora sappiamo anche che significa “inerte”, ovvero che non reagisce con altri elementi in quanto bastante a se stesso. I gas, nobili, infatti sono costituiti da atomi con gusci elettronici completi.

In Atziluth la prossimità col divino, la comunicazione perpetua con esso, la non separazione, rende questo universo completo. In esso non vi è mancanza, né necessità.

Atziluth non è soggetto neppure alla legge dell’entropia, non vi è alcun esaurimento energetico. Come il neonato è allattato dalla madre, così le “creature” di Atziluth assorbono il loro nutrimento direttamente dalla Sorgente Divina.

La vita è eterna, indistruttibile, non vi è alcuna concorrenza, non vi è alcuna necessità. Per dare un altro esempio di questo rapporto di prossimità, possiamo paragonarlo al rapporto della Natura con le creature che vivono in essa. Naturalmente siamo sempre nel campo dell’ideale, non soggetto ad eventi in grado di produrre alterazioni del rapporto stesso.

 

Seconda triade

Hesed, Gevurah, Tifereth – Amore – Severità – Bellezza

Mondo di Briah – Mondo della Creazione

Hesed o Gedulah = Amore, Grazia, Misericordia, Clemenza.

Questa Sefirah riflette la Luce emanata da Hocmah, e manifesta la Saggezza universale generando l’Amore. Ovviamente l’Amore non ha nulla a che vedere con il sentimento romantico, ma ha il significato di unione, di essere una cosa sola.

Nella Cabala le parole amore e unità hanno lo stesso valore ghematrico (numerico) uguale a 13. Pertanto, è l’amore che comprende tutto, indicato perfettamente dalla Misericordia. Questo concetto ha dato adito all’affermazione che Dio sia infinitamente buono e perdoni tutto a tutti, ma è evidente che la comprensione divina non è propriamente quella psico-emotiva, bensì una sorta di appartenenza. “Tutto è una cosa sola”.

Gevurah = Forza, Rigore, Severità, Giustizia.

Riflette la Luce emanata da Binah, manifesta l’Intelligenza generando la Forza della severità e del rigore. Essa pone dunque un limite all’Amore onnicomprensivo di Hesed, al fine di equilibrarlo controllandone l’espansione.

Tiphereth = Bellezza, Armonia.

Questa Sefirah riflette la Luce di Kether, dell’Unità.

E’ anche la Sefirah in cui confluiscono Amore e Severità, generando la Bellezza dell’Armonia.

In questa Sefirah si rivela lo splendore della Merkabah, un campo di luce attivato dalla rotazione di forme geometriche specifiche. L’armonia è dunque intesa come “perfezione geometrica”.

Mondo di Briah. Discende da Atziluth e ne è l’espressione.

La parola Briah deriva dalla radice bar, che significa esterno, da cui deriva la parola “barah” che significa “creare”, ovvero dare vita a qualcosa di nuovo, di completamente diverso e separato. Briah è il primo mondo completamente esterno e separato dal divino. E’ la materia prima della Creazione, è la radice dei 4 elementi che compongono l’Universo fisico.

E’ il mondo della creatività in sé, in uno stato indifferenziato, non caratterizzato.

Nel campo della fisica quantistica, corrisponde alla Teoria del Tutto, che è in grado di spiegare tutti i fenomeni fisici conosciuti collegandoli insieme. La teoria Unificata dei Campi spiega che le 4 forze fondamentali (interazione forte, interazione debole, elettromagnetismo e gravità) erano in origine, quando l’Universo fisico era ancora ai primissimi istanti della sua vita, una sola forza.

Briah è un mondo fatto di oscurità, è la notte primordiale che ha in sé la capacità di creare, di portare alla luce.

Se il mondo di Atziluth è paragonabile alla coscienza di un neonato che vive in simbiosi con la madre, Briah è il bambino che, a pochi mesi di vita, percepisce la differenza tra se stesso e il mondo esterno, ma non sa ancora nulla di sé, in quanto la sua identità non è ancora formata, ma in potenza di divenire. Le basi sono già poste, ma non esiste ancora un Io.

 

Treza Triade

Netzah, Hod, Yesod – Vittoria, Splendore, Fondamento

Mondo di Yetzirah – Mondo della Formazione

Netzah = Vittoria

La Luce riflessa dell’Amore (Hesed) si manifesta nella formazione come Vittoria.

Questo è il principio della scaturigine delle forze vitali, è il trionfo della Vita.

L’ Amore genera l’impulso incontenibile a vivere.

Hod = Splendore

E’ la Luce riflessa di Gevurah, ed esprime la Forza con cui viene plasmata la Vita, regolando l’espansione generatrice di Netzah.

Yesod = Fondamento, Base (del mondo fisico).

Riflette la Luce emanata da Tiphereth: la Bellezza, armonia tra l’Amore e la Severità, è alla base dell’Universo, ed è anche il centro di equilibrio armonico tra Netzah e Hod, tra la Vittoria della Vita e lo Splendore della sua forma.

Mondo di Yetzirah. Il potere creativo di Briah si manifesta in formazioni ideali. Siamo nel mondo degli archetipi junghiani.

Dal greco “phormos” che indica le sembianze, e dal latino “fero” che significa portare, nel senso di contenere, possiamo intuire il significato intrinseco della parola forma, come indicante l’involucro apparente dell’energia creativa.

La parola Yetzirah deriva dalla radice Tzar, che significa stretto. Affinché la potenza creatrice si manifesti, deve essere incanalata. Formare significa dare forma a qualcosa che già esiste, dunque incanalare l’energia creativa per darle una forma che la contenga, delimitandola. In questo mondo, oltre all’esistenza separata, subentra anche la differenziazione.

L’energia può essere incanalata in vari modi, assumendo così varie forme archetipali che mantengono comunque una radice comune. Sono gli Dei, e tutti gli Dei hanno un unico padre.

Pur essendo già in un mondo di differenziazione, non siamo ancora nel mondo discriminante della materia: le energie, seppur differenziate, mantengono il loro bipolarismo, dunque la loro valenza è duale. Gli Dei infatti potevano avere una valenza sia positiva che negativa.

Nella Cabala, essendo essa parte dell’ebraismo che è una religione monoteista, non vi sono Dei, ma Angeli e ad ogni angelo corrisponde un demone. Bisogna infatti spogliare il termine “angelo” dal suo significato benevolo, e considerare invece il significato suo etimologico: la parola angelo significa messaggero. Essi sono, a tutti gli effetti, dei mediatori tra l’idea creativa e la sua manifestazione concreta nel piano materiale.

La differenziazione tra gli angeli consiste in un compito peculiare e ben preciso assegnato, in modo tale che ognuno abbia una propria sfera di azione.

Le energie che si manifestano nel Mondo della Formazione provengono da Netzah e Hod, e nello Zohar queste due Sefiroth vengono chiamate eserciti, armate, legioni, per la loro estensione e varietà.

Pur essendo esseri “veloci” in qualità di messaggeri, essi sono statici, nel senso che non si evolvono, non cambiano.

Dunque Yetzirah è il mondo degli archetipi, i figli della madre Binah. Questi archetipi sono in sostanza le energie variegate della Vittoria della Vita e dello Splendore della sua Forma. Il mondo archetipale di Yetzirah è facilmente accessibile alla coscienza umana, filosoficamente e artisticamente, ma il metodo maggiormente rappresentativo dal punto di vista umano è il racconto mitologico.

 

Malkuth – Il Regno

Mondo di Assiah – Mondo dell’Azione

Malkuth = il Regno

Malkuth è il mondo della manifestazione allo stato corporeo del principio creativo, ed è costituito dall’insieme delle manifestazioni percepibili dai nostri sensi e ponderabili.

Come campo di energia forma il mondo naturale.

Corrisponde anche al Tempio dell’Uomo, inteso come il corpo umano.

La presenza divina in Malkuth è la Shekinah.

Le Sephiroth operative, chiamate Membra del Dio Manifestato, virtualmente contenute in Binah, dopo la loro esplicazione nei due mondi superiori sfociano in Malkuth, il Dieci, che riassume in sintesi le virtù dei tre ternari precedenti e opera nel mondo di Assiah che è il suo regno, e che non è più trino ma Uno.

Malkuth riassume e chiude l’Albero Sefirothico.

Mondo di Assiah. E’ il mondo dell’Azione.

Un’azione generica può essere indicata con il verbo fare, nel senso di compiere. Portare a compimento un’azione significa farla fruttare, rivelandone la potenzialità. Pertanto Assiah è il mondo del divenire, che implica anche impermanenza e morte. In Assiah si manifesta la discriminazione, vi è competitività tra le polarizzazioni di una stessa energia che tendono ad escludersi a vicenda dando origine alla necessità (compensazione atta a ripristinare l’equilibrio spezzato dalla polarizzazione stessa). La necessità conduce ad una nuova azione, dunque al cambiamento, che però non si stabilizzerà in una fase di equilibrio ma tenderà verso la polarizzazione opposta, da cui avrà origine un altro movimento. È il meccanismo del pendolo, del moto perpetuo, che regge il mondo materiale.

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