6. Vau. Il Pilastro della Verità

Vau (anche Waw o Vav), è la sesta lettera nella gamma di lingue protosinaitiche nordoccidentali e viene quindi inclusa nell’alfabeto fenicio, aramaico, ebraico, siriaco e arabo (6° nel tradizionale ordine abjad, 27° nel ordine arabo moderno).

La Vau fenicia sembra una Y ma si pronuncia w. Quella ebraica sembra un trattino (ו).

Corrisponde a cinque lettere latine: F, U, V, W e Y

In arabo e quindi nella maggioranza delle lingue semitiche rappresenta il suono w, sebbene in altre, come l’ebraico moderno e la lingua persiana indoeuropea, rappresenti invece il suono v. In alcune (come l’ebraico e l’arabo) anche la vocale lunga uː.

 

Lettere E’ la seconda lettera che si forma sulle labbra

E’ la seconda delle lettere semplici

 

Ha tre diverse pronuncie:

V (senza puntino)

O (quando c’è un puntino sopra)

U (quando il puntino è in mezzo).

Forma Colonna

Yod Vau = 16

Nome Vau+Vau = 6+6 = 12

Gancio

Congiunzione

Valore numerico 6
Valore di posizione 6
Mese Yiar
Festività Pesach shenì
Zodiaco Luria: Toro  –  Donnolo: Toro
Tribù Issachar
Organo Luria: Rene dx   –   Donnolo: Bile
Senso Luria: Riflessione   –   Donnolo: Udito e Sordità
Sentiero Il Sedicesimo Sentiero è chiamato la Coscienza Eterna (o Trionfante), poiché è il Piacere di quella Gloria al di là della quale Nessuna-Gloria è ad esso simile. E’ anche chiamato il Giardino del Piacere (Eden), preparato per i Compassionevoli (khasidim).
Tarocchi  

Francesi: Gli Amanti  –   Inglesi: Il Papa

 

Forma

 

Ideogramma

L’ideogramma del Sinai, come il geroglifico egiziano, rappresenta una forca. Il greco arcaico lo trasforma nella lettera digamma, che in seguito subisce i rovesciamenti diventando la nostra F e la Y greca che corrisponde alla nostra U.

 

 

Colonna: Pilastro dell’Universo

La Vau assomiglia ad un pilastro o a una colonna; la colonna esprime un’idea di forza e stabilità orientata in direzione verticale, che unisce cielo e terra. Siccome le direzioni dello spazio, tra il cielo e la terra, sono 6, si ritiene che esistano 12 pilastri incaricati di sostenere la realtà fisica e vincerne la tendenza alla disgregazione.

Naturalmente è facile notare il riferimento ai 12 segni zodiacali, 12 canali lungo i quali l’abbondanza e il nutrimento celesti scendono sulla terra.

Ogni segno zodiacale può essere associato ad una delle 12 tribù di Israele: la parola “tribù” in ebraico si dice “shevet”, che significa anche “bastone, appoggio”. Da qui, ecco le 12 tribù intese come pilastri che uniscono la realtà spirituale con quella materiale.

Nel Libro della Formazione tale riferimento viene esteso ai dodici lati del cubo spaziale, un cubo in espansione che rappresenta l’intero universo fisico. Nella filosofia ebraica, lo spazio è inteso come un grande cubo; inoltre, si dice che il cubo sia lo spazio necessario a ciascuno di noi per vivere, in pratica il nostro cubo è il nostro spazio vitale sufficiente (filosofia interessante che ricorda l’Uomo di Leonardo dentro al cerchio).

 

Colonna: Asse di rotazione

Una Colonna fondamentale è di certo l’asse di rotazione terrestre, grazie al quale avviene la rivelazione della bellezza e dell’armonia nella natura. In ebraico la parola “ruotare” ha la stessa radice della parola “rivelare” (Gal).

La rotazione dei corpi celesti intorno al proprio asse e intorno agli assi di orbite più complesse (rivoluzioni) è un fenomeno importantissimo, in quanto permette un’equa ed omogenea distribuzione dell’energia nello spazio, insieme ad un suo equilibrato assorbimento da parte dei pianeti.

L’asse rappresenta il legame con l’immutabile, con il costante, che dà senso e direzione al movimento e al cambiamento.

 

Colonna Vertebrale

La colonna vertebrale suggerisce la figura di una persona eretta, nonché l’asse lungo il quale discende il seme umano, dal cervello all’organo sessuale.

La Vau è, allora, la lettera della fertilità, considerata come il moltiplicarsi della vita umana, nonché la lettera dell’unificazione, considerata come l’incontro armonico degli opposti: maschile e femminile, ma anche altro e basso. Quindi la colonna vertebrale, è simbolo dell’uomo che è collegamento tra il cielo e la terra.

          

La Via del Fuoco

Nel suo significato più alto, la Vau è il Pilastro centrale dell’Albero della Vita, chiamato anche “Il Sentiero d’Oro”. È infatti la via più diretta verso l’unione con la Sorgente della Vita. Inoltre il pilastro centrale unifica le opposte tendenze delle Colonne di Destra e Sinistra.

Il Pilastro Centrale (amuda de emtzaita), è la linea della verità che attraversa l’intera realtà.

 

Yod + Vau

La forma della Vau è data da una Yod in alto e una Vau che si stende verso il basso.

La Yod in alto rappresenta ogni idea astratta, ogni programma teorico completo ma sostanzialmente inespresso, mentre la linea verticale verso il basso è la graduale estensione di tale progetto verso il mondo della forma.  

La forma della Vau rappresenta un’idea (seme) che, da astratta ed elevata, si estende e discende gradualmente all’interno del continuum spazio-temporale. La discesa avviene proprio lungo il pilastro verticale rappresentato dalla Vau.

 

 

Nome

 

 

Vau Vau

Il nome completo della Vau contiene due Vau, che in Cabala rappresentano Tifereth (la Bellezza) e Yesod (il Fondamento).

 

Gancio

Pur essendo una linea diritta, paradossalmente Vau in ebraico significa “gancio”.

Secondo i Maestri, ogni elemento costituente la realtà possiede dei ganci che lo connettono con le altre parti.

Al negativo ciò indica un eccesso di possessività della personalità, che tende ad aggrapparsi a tutto e a tutti. Ogni persona è ricoperta da questi ganci, e nel suo muoversi attraverso le esperienze della vita si attacca a cose e persone. Bisogna stare attenti che ciò non leda la libertà di movimento degli altri, e la possibilità delle cose di raggiungere lo scopo per le quali sono state create.

Al positivo, invece, rappresenta la capacità di stabilire rapporti durevoli e costruttivi.

Nel Tabernacolo costruito da Israele nel deserto ciò era rappresentato dai “ganci dei pilastri” (l’unione dei due significati della Vau), dei ganci posti lungo le estremità superiori delle colonne che costituivano le pareti del Tabernacolo, ai quali venivano agganciati dei tendaggi.

La Vau rappresenta, in questo senso, la fase del Tiqqun (Rettificazione o Redenzione), durante la quale si supera il senso di separazione e solitudine. Secondo la Cabala, alla base della Rettificazione si trova il ricollegare tra loro i vari elementi che si erano spezzati durante i cataclismi delle prime generazioni ed età della Creazione (Mondo del Caos).

 

Congiunzione

Vau è l’anello (gancio) di congiunzione tra l’alto e il basso, tra cielo e terra, che in un certo senso si contrappongono.

Vau implica un libero arbitrio, ovvero la scelta di dirigere le proprie energie verso l’alto o verso il basso, verso l’aspirazione filosofica o la creatività materiale. Tuttavia le due correnti energetiche, sussistono simultaneamente, l’una non esclude l’altra.

La lettera Vau è la congiunzione che unisce concetti molteplici ed anche opposti.

Al pari, nella lingua ebraica, la Vau unisce le parole per formare frasi, unisce le frasi per formare paragrafi, unisce i paragrafi per formare capitoli ed unisce i capitoli per formare libri.

La Vau implica relazione tra eventi e continuità tra le generazioni. L’assenza di una Vau all’inizio di un nuovo capitolo della Torah, indica l’inizio di una nuova era o di un nuovo soggetto.

Quando la Vau appare davanti ad un verbo nelle Scritture, essa cambia il tempo da passato a futuro o viceversa.

Uno degli esempi più classici è la parola vayedaber: yedaber significa “dirà”, mentre vayedaber significa “disse”.

Altri due usi molto frequenti della Vau, sempre di questo tipo, sono nella conversione di

  • hayà che significa “era” in vehayà che significa “sarà”;
  • yehì che significa “sarà” in vayehì che significa “era”.

In questo esempio la Vau non solo cambia il tempo, ma trasforma anche il modo delle parole. Il Talmud dice che vayehì (era) esprime tormento, mentre vehayà (sarà) esprime gioia. (Meghillah 10b).

Quando avviene qualcosa di piacevole nel passato e si spera che si ripeta in futuro, si usa Hayà (era) e lo si converte in vehayà (sarà).

Viceversa, se qualcosa di triste deve avvenire, qualcosa che non si può modificare ma che si spera sia già passato, le Scritture usano il futuro yehì (sarà) e lo converte in passato vayehì (era).

 

Yod He Vau He

Vau lega i due fendenti della spada, i polmoni, le braccia, le mani, i due lati del corpo e il corpo intero alla testa: le due He si uniscono, si sposano, per raggiungere al vertice l’unità, lo Yod. 

E’ a livello della colonna vertebrale (Vau) che si risolvono le contraddizioni e i disaccordi dell’individuo, con dolorose contratture. L’uomo deve gestire le

He, farne di due una cosa sola, integrare le loro energie in se stesso e lasciare che diano il loro frutto. Il Vau è unione feconda, a condizione che sia un rapporto giusto.

 

 

Numero 6

Stella di Davide o Sigillo di Salomone

In analogia con l’esagramma o stella a sei punte, la stella di Davide o Sigillo di Salomone rappresenta la perfetta unione tra maschile (triangolo discendente) e femminile (triangolo ascendente).

 

Sesto Giorno della Genesi

Dio crea gli animali terrestri e, in seguito, l’Uomo (Adam) che riunisce in sé tutte le energie: ciò che l’Uomo deve fare è dominarle entrando dentro di esse.

Elohim = Uomo dell’alto (Mi)

Adam = Uomo del basso (Ma)

Sei è il numero che rappresenta il completamento: il mondo fisico è stato completato in sei giorni e così un oggetto fisicamente definito ha sei lati: sopra e sotto, destra e sinistra, davanti e dietro.

La prima parola della creazione, bereshit, possiede sei lettere, che corrispondono ai sei giorni della creazione. Inoltre può venir letta come barà shit, “creò il sei”, che diventa così il primo numero menzionato dalla Scrittura, la base sulla quale si appoggia il Creato, il suo asse e pilastro portante.

In tutto, nel primo versetto ci sono sei Alef (Alef = Elef = Mille), che alludono ai sei millenni della storia del mondo.

Sei è anche il numero delle emozioni fondamentali dell’essere umano, che corrispondono alle sei Sefiroth sotto il triangolo superno: Amore (Chesed), Timore (Ghevurah), Compassione (Tifereth), Sicurezza (Netzach), Semplicità (Hod), Verità (Yesod). Esse sono chiamate “misure”, in quanto la Vau, il cui aspetto ricorda quello di un’asta per misurare, è la lettera che dà la capacità di valutare esattamente dove ci troviamo nella nostra scala di sviluppo, misurando oggettivamente la nostra emotività.

Le sei Sefiroth corrispondono anche alle sei ali possedute da ciascuno degli angeli Serafini che compaiono nella visione di Isaia.

 

666

Secondo un’altra opinione, 6 è il numero dell’imperfezione, perché solo con il sette, nel settimo giorno, si raggiunge la perfezione. Quindi il 6 è simbolo della Natura. Basta pensare ai cicli terrestri ed astronomici per capire che il 666 è la ripetizione ossessiva e senza via d’uscita di un ciclo perpetuo. E’ un’energia potentissima, quella della vita, ma selvaggia, indomita, finché non riesce ad indirizzarla, a canalizzarla, per poter passare al livello superiore, il 7, e somigliare al divino.

Perciò la Natura, con i suoi cicli perpetui, è ritenuta imperfetta. Tuttavia, la parola ebraica hatéva che significa natura, ha lo stesso valore numerico, 86, del nome divino Elohym, che ricordiamo essere una forma plurale.  

Creatore e Creatura hanno, dunque, lo stesso valore numerico, perciò attraverso l’occhio e l’orecchio che permettono all’uomo di ascoltare e di vedere qualsiasi manifestazione della natura, egli potrà riconoscere la visione e la voce della Divinità, quando essa gli si manifesta.

 

Utilizzi della Vau

 

Or = Alef Vau Daleth = Luce

Bo = Beth Vau Alef = Penetrare, entrare, coricarsi insieme, compiersi

Dod = Daleth Vau Daleth = l’amato, l’uomo che sta tra due porte.

Dad = Daleth Daleth = mammella, fontana.

Quando l’uomo beve alla fonte delle due mammelle (luce e tenebra, cielo e terra) unisce la totalità delle proprie contraddizioni e vive le sue differenti matrici; allora egli è l’Amato.

Awwaah = Alef Vau He = desiderio = 12


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