yesod

La Nona Sefirah: Yesod, il Fondamento

 

Nome Yesod Yod+Sameck+Vau+Daleth = Yod-sod: il segreto di Yod
Appellativo Il Fondamento           
Valore numerico 80
Immagine Un bellissimo uomo giovane e fortissimo
Posizione sull’Albero Sintesi delle Sefiroth superiri; terza Sefirah del terzo ternario; Seconda Sefirah del Pilastro dell’Equilibrio
Nome divino – Atziluth Shaddai El Chai, l’Onnipotente Dio Vivente
Nome arcangelico – Briah Gabriel – Arcangelo Gabriele capo dei Cherubini
Nome angelico – Yetzirah Kerubim – Cherubini o Angeli (i Forti)
Qelipoth Gamaliel, gli Osceni – governato dal Lilith
Idea-intelligenza Iside; Ecate; Persefone; Selene; Artemide
Macrocosmo Levanah, la Luna  – Cabala luriana: Nettuno
Microcosmo Organi genitali
Esperienza Spirituale  Visione del meccanismo dell’universo

Yesod è associato alla figura del maestro spirituale, del giusto, dello tzadiq

Virtù Indipendenza 
Vizio              Pigrizia
Simboli Profumi e sandali
Nove di Bastoni Grande forza. Quando l’energia psichica si connette con la volontà (bastoni) cosciente e consapevole, si genera una grande forza.  
Nove di Coppe Felicità materiale. L’energia psichica al servizio della volontà dona la realizzazione del piacere, e di conseguenza la felicità.
Nove di Spade Disperazione e crudeltà.  Le energie libere nella nostra mente (spade), non realizzate, causano ansietà ed inquietudini.         
Nove di Denari Guadagno materiale. Realizzazione materiale.  
Colore in Aziluth Indaco
Colore in Briah Violetto
Colore in Yetzirah Rosso violaceo
Colore in Assiah Giallo limone maculato di azzurro
IX Comandamento Non pronunciare falsa testimonianza contro il tuo prossimo
II° Illuminazione Prospettiva e Consapevolezza

 

Nome. La parola Yesod ha un valore numerico totale di 80 (Yod = 10) + (Samekh = 60) + (Vau = 6) + (Daleth = 4) = 80. Questo valore equivale a quello della parola “klal” (Kaf -Lamed – Lamed ; 20 + 30 + 30 = 80), che significa “totalità”. Yesod, è la somma totale di tutti le verità parziali che la coscienza umana riesce a percepire con la sua congenita tendenza separatrice.

 

Immagine. Abbiamo quindi la percezione di Yesod come fondamento dell’universo stabilito nella forza, e per questo la sua immagine è quella di un bellissimo, giovane uomo nudo e muscoloso. Nella mitologia ellenica è Eracle (Ercole), o anche Atlante, il titano che Zeus condannò a reggere l’Universo sulle sue spalle, che naturalmente rappresentano le due colonne che ritroviamo anche nel mito di Eracle.

 

Fondamento. Pur essendo Yesod al di sopra di Malkhut, esso è chiamato “il fondamento”, poiché è in questa Sefirah che confluiscono tutte le energie provenienti dalle Sefiroth superiori, che in Yesod vengono unificate e concentrate, prima di scendere nel recipiente vuoto di Malkhut. Vista da Malkuth, Yesod è la sfera dell’etere, sintesi dei quattro elementi.  

 

Albero della Vita. Sebbene ciascuna Sefirah emani la successiva, le Triadi sono sempre rappresentate come Coppia di Opposti che si manifesta in un Terzo Funzionale. Nella Triade Inferiore, troviamo Netzah e Hod equilibrati in Yesod, che riceve anche le emanazioni di Tifereth e, per suo tramite, di Kether, formando così il Pilastro centrale dell’Albero. Inoltre, Yesod riceve anche da Netzach e Hod le influenze che questi a loro volta hanno ricevuto dai loro rispettivi Pilastri, pertanto può essere  definito il “ricettacolo delle emanazioni”. Infine, Malkuth riceve da Yesod l’influsso globale delle energie divine.

Yesod è la prima Sefirah che incontriamo nel percorso di risalita (dal basso), e appartiene ad un gruppo di sei Sefiroth (Yesod, Hod, Netzach, Tifereth, Gevurah, Chesed) che costituiscono, tutte insieme, il mondo dell’emotività nelle sue varie tonalità e componenti. In pratica, queste sei Sefiroth esemplificano tutta la possibile gamma delle emozioni umane. In ambito cabalistico, vengono chiamate “midot”, che letteralmente significa “qualità” o “misura”. 

Il Chasidismo afferma che l’emozione connessa con Yesod  è “emet”, Verità. Questa parola è formata dalle lettere Alef, Mem e Tau, rispettivamente la prima, la mediana e l’ultima dell’Alfabeto Ebraico. Narra la leggende che emet è la parola incisa sulla fronte del Golem, e che per annientarlo occorre cancellare la prima lettera, la Alef, ottenendo così la parola “met” che significa morte.

Vi è una relazione tra Yesod e Binah: Binah, simbolo delle acque superiori, è la causa materiale della manifestazione, stimolata da Kether e Chokmah; Yesod, simbolo delle acque inferiori, porta in manifestazione oggettiva le immagini oggettive ricevute da Hod e Nezach. Binah è la Madre Universale, Yesod correlato agli organi genitali, è la Sefirah che mette al mondo.

 

Yesod in Atziluth. Shaddai El Chai. Questo nome può essere tradotto come “l’Onnipotente Dio vivente”, “il Dio Onnipotente Vive” e “l’Onnipotente Dio vive”.

La parola Shaddai (Shin – Daleth – Yod) significa Onnipotente ma può anche essere considerata come le parole Sh DY che significa “è abbastanza”. Queste sono le parole formulate sulle labbra di coloro nei quali scorre il potere di Shaddai El Chai.

El (Alef – Lamed) significa dio. E’ il singolare di Elohim, ed è l’equivalente di Allah ed Elohi. El è usato come suffisso in molti nomi angelici, come ad esempio  Michael che significa “chi è come Dio”, Raphael “guarigione di Dio”, Gabriel “forza di dio”, e Auriel “luce di dio”; inoltre appare anche in altri nomi; inoltre appare anche in altri nomi, quali ad esempio Israel e Emmanuel. In pratica, El è pensato per rappresentare Dio.

Il nome El Chai descrive tutta la vita che anima nell’universo,  dunque sia l’onnipresenza divina, che il potere divino di dare la vita. La relazione di questo nome con il concetto di vita incoraggia i cabalisti a considerare l’applicazione di “lasciare che la terra produca tutti i tipi di creature viventi”.

 

Yesod in Briah. Gabriel גַּבְרִיאֵל. Il nome significa: “uomo di El”, “uomo forte di El”, “forza di El”, “fortezza di El”, “El è stato forte”. Da un lato abbiamo la concezione di Yesod come il fondamento dell’universo, stabilito nella forza, dall’altro lato abbiamo il simbolismo Luna che è assai fluido, in un continuo stato di flusso e riflusso, sotto la presidenza di Gabriel, l’arcangelo dell’elemento dell’Acqua. Ciò spiegherebbe il fatto che Gabriel è sempre ritratto con fattezze delicate e femminee, o piuttosto androgine.

Gabriel è il primo angelo ad apparire nella Bibbia, nel Libro di Daniele, ed è rappresentato come “la mano sinistra di Dio”.

Nello storico contesto della distruzione del Tempio di Gerusalemme e nella cattività babilonese del Regno di Giuda che seguì, il profeta Daniele pensava quale fosse il significato delle diverse visioni che aveva vissuto in esilio, quando Gabriele gli apparve (Daniele 8:16-25). Gabriele è menzionato due volte per nome:

… e egli arrivò per passare, quando io, io Daniele, ebbi la visione, che cercavo per capire; e, vedo, lì davanti a me l’apparire come di un uomo. E io sentii la voce di un uomo tra le rive dell’Ulai, che chiamava, e disse: “Gabriele, fa che quest’uomo possa capire la visione”. Così egli venne vicino dove io ero: e quando arrivò, io ero terrificato, e caddi; ma egli mi disse: “Capisci, figlio dell’uomo; per la visione che appartiene al tempo della fine” … (Daniele 8:15-17).

Verso la fine del potere di Babilonia, Gabriele viene inviato nuovamente per spiegare i problemi relativi alla “Fine dei Giorni”, come quando il regno di Persia, Grecia e Roma stavano perdendo il dominio del mondo.

…E dopo che io ebbi parlato, e pregato, e confessato i miei peccati ed i peccati del mio popolo di Israele, e presentato le mie suppliche davanti al Signore mio Dio per la sacra montagna del mio Dio; e mentre stavo parlando e pregando, l’uomo Gabriele, che avevo visto nella visione all’inizio, stava volando veloce, recandosi vicino a me verso l’ora dell’offerta serale. E lui mi fece capire, e mi parlò, e disse: ‘Daniele, sono ora giunto per renderti capace di capire…Settanta settimane sono dichiarate per la tua gente e per la tua santa città, per porre fine alle trasgressioni, e per porre fine ai peccati, e per perdonare l’iniquità, e per prendere l’eterna virtuosità, e per sigillare la visione ed il profeta, e per raggiungere il più sacro dei luoghi”  (Daniele 9:20-24).

È qui che Gabriele racconta a Daniele riguardo alle misteriose “Settanta settimane” (shavu-im shivim) che sembrano indicare la fine della cattività Babilonese che durò settant’anni quando Ciro il Grande permise il ritorno a Sion e la ricostruzione del Tempio nel suo impero.

Il suo nome ricorre anche nell’apocrifo Libro di Enoch.

Gabriel è dunque un messaggero per definizione, è l’angelo della conoscenza, che permette di comprendere il significato della parola divina e della vita.

Yesod nel mondo dell’Emanazione è Gabriel: egli “purifica le Emanazioni”, controlla e corregge il disegno delle energie superiori emanate dalle altre Sefiroth, che in Yesod divengono quindi duttili e malleabili, al fine di assumere la forma solida in Malkuth.

 

Yesod in Yetzarah.  Kerubim. Rappresentano il potere delle quattro lettere del Tetragramma Yod-He-Vau-He, sono le forme viventi delle quattro lettere, simbolizzate nello Zodiaco dai quattro segni Leone, Toro, Scorpione, Acquario.

 

Idea – Intelligenza. Se consideriamo la Sefirah Malkuth correlata ai Misteri Eleusini, e la Terra rappresentata dalla dea Demetra, la Luna di Yesod non può che essere correlata alla figlia Persefone, correlata alla Luna, alla ciclicità che da vita alla Terra, ai suoi misteri di flusso e riflusso, di sacrificio morte e rinascita. Persefone, divenuta Regina degli Inferi, incontra una preziosa compagna, una guida e protettrice: Ecate. 

Ecate è dunque, essenzialmente, una dea ctonia. Il termine “ctonio” deriva dal greco chtón, “terra”, e designa quell’ambito simbolico legato al mondo sotterraneo e infero e, quindi, alla dimensione caotica e uroborica che prelude alla creazione. Dal punto di vista mitologico, la dimensione ctonia è associata all’idea della generazione e quindi alla figura della Grande Madre, ossia quello a stadio mitico dominato dalla Divinità oscura e femminile della onnipotente e terribile generatrice, che, in quanto tale po’ diventare anche assassina, perché in grado di dare togliere la vita.

 

Astrologia. La Luna. Yesod è la sfera di Levanah, la Luna; Yesod, riflette il Sole di Tifereth – che a sua volta è Kether su un arco inferiore – su Malkuth, la Terra. La Luna e la Terra condividono un doppio eterico e si trovano in un continuo stato di flusso e di riflusso, testimoniato dall’influenza lunare sulle maree, sugli umori, sull’agricoltura. La Luna conferisce ritmo alla vita. E’ così le fasi lunari corrispondono al nostro ritmo psichico, che sarà a pieno regime durante la fase di Luna Piena, mentre durante la Luna Nuova saranno le energie non organizzate o subconscie a prendere il sopravvento. Al pari, la fase di Luna Crescente è adatta alle opere di fecondazione e accrescimento, mentre la fase di Luna Calante alla opere di cessazione o di allontanamento. 

 

Corpo Umano. Organi genitali. La sfera di Yesod è la sfera del subconscio, dove troviamo la nostra energia sessuale, legata all’istinto di sopravvivenza e dunque alla fecondazione e alla riproduzione.

Yesod è anche la Sefirah della purificazione. Estendendo il dominio della propria coscienza al livello di Yesod, è possibile ottenere il dominio sui propri istinti sessuali, che riguardano l’accoppiamento, ma anche la ricerca del piacere. Questo istinto non deve affatto essere represso, infatti è così importante da essere il Fondamento del mondo. Non a caso il versetto (Proverbi 10,25) recita: “tzadiq yesod olam” che significa: il giusto è il fondamento del mondo. Dunque la sfera di Yesod è correlata anche alla figura dello Tzadiq, il Giusto. 

Il valore ghematrico della parola Yesod (fondamento) è 80, che è anche il valore numerico della parola KEHUNÀ “sacerdozio” (Kaf – Hey – Nun – Hey ; 20 + 5 + 50 + 5).

Questo ovviamente non significa che bisogna farsi preti o suore, né reprimere in alcun modo i nostri desideri sessuali, ma conoscerli, comprenderli, e governarli. La stessa Cabala riconosce la santità dell’energia sessuale, e qualsiasi culto, religione, educazione o moralismo impedisca a questa energia di operare, è senz’altro un ostacolo ad una vita serena.

Gli organi sessuali vengono sono canali tramite i quali il seme vitale arriva a fecondare Malkhut, il recipiente femminile che lo deve accogliere. Yesod ha quindi un grande potere di fertilità, di crescita e di sviluppo. Questi tratti sono estesi anche alla figura dello Tzadiq, in quanto egli diventa colui che getta i semi nel terreno fertile della mente e della psiche.

La parola Yesod può essere letta come “Yod-sod” letteralmente: “il segreto della lettera Yod”. Il segreto del fondamento, il seme nascosto da cui nascono le radici dell’albero, della base su cui si fonda la nostra personalità è dunque la sessualità proprio come riteneva Freud.

Yesod rappresenta la pulsione all’unione per generare e procreare. Yesod è il luogo dove si concentrano tutte le emozioni, le aspirazioni, gli ideali, le attrazioni.

C’è però anche un altro mistero, relativo ai processi seminali. Riguarda una pratica molto conosciuta nel tantrismo della tradizione Hindu. Se durante l’atto sessuale, anziché raggiungere l’orgasmo si arriva fino al culmine e poi ci si trattiene, il liquido seminale (il processo è descritto al maschile, ma vale anche per le donne), anziché fuoriuscire, è possibile canalizzarlo lungo la colonna vertebrale fino all’encefalo, dove diviene energia spirituale.

 

Simboli. Profumi e Sandali. Per sandali si intendono proprio le calzature leggere che indossiamo ai nostri piedi, e che separano o collegano (dipende dai punti di vista) la nostra persona dalla terra su cui viviamo. Questi sandali sono chiamati a simboleggiare il ponte tra il nostro mondo interiore e il mondo esterno. Essi sono quindi veicolo della corrente elettromagnetica (magnetismo) tra Tifereth, il Sé, e Malkuth, il mondo. 

Un esempio di calzature simboliche sono i sandali dell’Antico Egitto: un significato speciale e il materiale di cui erano fatte le calzature indicava la ricchezza del proprietario. I sandali usati dal sacerdote funerario dovevano essere bianchi, poiché erano simbolo di purezza. I sandali dei faraoni erano d’oro e rituali, ma probabilmente non erano usati spesso, poiché non erano comodi e potevano provocare ferite. Sulle suole dei sandali reali erano disegnati prigionieri, così, appoggiando i piedi, il faraone “calpestava” i propri nemici. I sandali erano conosciuti già dall’Antico Regno (2686-2173 a.C.), ma vennero usati soprattutto a partire dal Nuovo Regno (1552-1069 a.C.). Il disegno era semplice, con la pianta piana più una lista che usciva tra le dita e altre due collocate attorno alla caviglia. Soltanto i sandali del faraone avevano la punta della suola alzata e girata indietro.

Vi è persino una teoria che vede nel laccio dei sandali egizi l’Ankh. Questa interpretazione (la parte circolare circonda la caviglia, il laccio orizzontale si collega alla tomaia e la parte verticale è collegata con la punta della scarpa) può essere interpretata in senso mistico, tenendo presente che la saggezza egizia vedeva la vita come un sentiero da percorrere, ricco di negatività alternate alle positività, che ogni uomo percorre per giungere alla propria meta, alla propria realizzazione, intesa anche dal punto di vista spirituale: si collega al concetto di Andare, portato dalle divinità del pantheon in simbolo di energia eterna, si collega alla circumambulazione del Cerchio nella Magia rituale egizia;

I profumi sono il modo più efficace per giocare sulle nostre emozioni e cambiare conseguentemente il nostro fuoco di consapevolezza. Non si tratta di una mera supposizione, ma di una verità scientifica. Per farla breve, percepiamo gli odori con la membrana situata nella parte alta della cavità nasale, dove si trovano i peli olfattivi, collegati ad una fibra nervosa a sua volta in contatto col sistema nervoso centrale. Si dice che esistono solo sette odori primari percepiti dall’uomo: etereo, canforaceo, muschiato, floreale, mentolato, pungente e putrido. Tutti gli altri sono derivati da questi.

 

Esperienza Spirituale. Abbiamo quindi il concetto delle fluide acque del caos, precedentemente formulate in Hod, che in yesod vengono plasmate. Da qui nasce l’esperienza spirituale di comprendere il “Meccanismo dell’Universo”, ovvero come modificare il mondo materiale agendo nel mondo astrale, che altro non è che il mondo psichico inconscio.

 

IX Comandamento: Non pronunciare falsa testimonianza. 

Yesod è connesso con la Verità, Emet, in quanto riceve tutti gli influssi delle Sefiroth superiori nella loro totalità. La Verità è dunque la totalità. Non bisogna imporre la propria verità, ma essere consapevoli che la propria verità personale è solo una piccola parte e che, presa singolarmente, è così piccola da essere equiparabile ad una falsità.

E’ la storia dei tre ciechi che cercavano di capire come era fatto un elefante: ognuno di loro toccava una parte diversa e ne coglieva un’impressione diversa. Nessuno di loro diceva il falso, eppure nessuno di loro aveva compreso la verità.

Yesod rappresenta il nostro inconscio: diventare consapevoli dei contenuti inconsci della nostra psiche, intesa come energia creatrice (sessuale) che ci emoziona, cioè che ci muove (e-mozione), significa trovare la verità su se stessi. 

 

II° Illuminazione – Prospettiva e Consapevolezza

Fin’ora la razza umana si è occupata quasi esclusivamente della sopravvivenza materiale, sforzandosi di mantenere il controllo della propria posizione nell’Universo.

La Seconda Illuminazione consacra la Coscienza delle coincidenze: comprendere che le energie psichiche e spirituali sono reali, e determinano la realtà, così che ogni forma materiale è determinata dall’energia in essa condensata.

Questa apertura sarà una forma di risveglio che renderà inevitabile una nuova consapevolezza. Da questo momento ti è impossibile tornare alle tue antiche preoccupazioni: per mantenere la consapevolezza che hai acquisito, devi necessariamente andare avanti.

 

 

Yesod: Chiaroveggenza, Divinazione e Magia.

Yesod è la quintessenza della materia: dopo i Quattro Elementi di Malkuth, con cui è formata la materia, risalendo lungo il sentiero di Tav, troviamo in Yesod l’Elemento in grado di animare la materia. Yesod è dunque l’anima della materia.

L’iniziato, avendo percorso il terribile Trentaduesimo Sentiero della Croce (Tau), penetra in Yesod, che è una sorta di  Tesoreria delle Immagini, Sfera di Maya l’Illusione, corrispondente al subconscio, pieno di cose antiche e dimenticate, di paure e di speranze. 

Sono queste le immagini che, prima o dopo, si manifesteranno nella realtà, ovvero si realizzeranno. Ecco perché la percezione delle immagini inconsce contenute in Yesod è detta chiaroveggenza. Ecco da dove arrivano i sogni, talvolta (quando si riesce a comprenderne il significato) premonitori, o comunque sempre rivelatori della nostra condizione psicologica. 

Ogni cosa o evento del piano fisico, materiale, denso, ha origine in Yesod, la sfera del subconscio, che racchiude le correnti di energia che stanno “dietro le quinte”. Così ogni evento del piano materiale si prepara nella sfera subconscia di Yesod. Ad esempio, chi teme ossessivamente un qualche accadimento, immaginando continuamente scenari in cui si potrà avverare, non potrà che andare incontro al manifestarsi concreto delle proprie paure. 

Tuttavia, le immagini di Yesod non sono immutabili, anzi: qualsiasi trasformazione o trasmutazione che si vuole effettuare sul piano materiale, viene preparata nella sfera di Yesod. 

Solo non è possibile intervenire direttamente su Yesod da Yesod: occorre aver raggiunto una consapevolezza più elevata, occorre essere nella sfera di Hod, l’intelletto. Governando i propri pensieri e la propria immaginazione, attraverso oggetti, gesti e parole simboliche, è possibile intervenire attivamente nel proprio subconscio riplasmando le immagini assunte dalle energie provenienti da Netzach. 

Ricapitolando, l’unico modo di influire su Malkuth, la sfera materiale, è tramite Yesod, il subconscio, e l’unico modo per influire sul subconscio è tramite Hod, l’intelletto, dove le rappresentazioni sono immaginate. Riuscendo a correggere le rappresentazioni mentali (che in pratica è ciò che avviene durante la psicoterapia) è possibile mutare la propria condizione di vita e la propria sorte. 

Togliamoci dalla testa, una volta per tutte, l’idea che lo spirito possa agire direttamente sulla materia: non lo fa mai. E smettiamola di considerare in modo superstizioso il “potere magico” inteso come capacità di agire sulla materia. Si può agire mediante l’intelletto (Hod) sul subconscio (Yesod) che determina gli eventi, ma sempre nei limiti della natura (Netzach), e dell’energia veicolata (Tifereth). Questo processo si può chiamare magia, in quanto modifica la realtà, oppure psicodinamica, in quanto si interviene direttamente sulla propria psiche attraverso l’utilizzo simbolico di oggetti, gesti e parole.  

Yesod, dunque, è essenziale per qualsiasi “magia” destinata ad avere effetto nel mondo fisico. Tutti gli accadimenti nel mondo fisico avvengono tramite la manipolazione delle energie del mondo psichico. Non è la forma a limitare l’energia, ma l’energia a determinare la forma. La prima proprietà dell’energia psichica è di essere forgiata della mente; la seconda è la capacità di condensarsi fino a manifestarsi concretamente.

I gradi dei Misteri Minori ascendono direttamente il Pilastro Centrale fino a Tifereth e non seguono la linea della Saetta. In Tifereth, l’iniziato assume il primo grado di adepto, e questo consiste nell’allineamento della propria personalità al Sé Ciò implica anche il portare i contenuti inconsci a livello di coscienza (illuminazione del sole-Tifereth).

Solo a questo punto è possibile intraprendere la via di coloro che vengono considerati maghi, ritornando in Yesod e imparando la tecnica del mago relativa alla Personalità, tramite Hod e Netzach. Se invece si vuole divenire liberi dalla ruota della Nascita e della Morte, si procede sul Pilastro Centrale, che è chiamato dai Cabalisti anche il Sentiero della Freccia, per giungere fino alla Sefirah fantasma Da’at, la massima conoscenza a cui si possa pervenire. Supera l’abisso di Da’at, si giunge in Kether, ma colui che penetra in questa luce non fa più ritorno.

 

 

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