malkuth

La Decima Sefirah: Malkuth, il Regno

 

 

Nome Malkuth Mem-Lamed-Kaf-Vau-Tau

Mem, Lamed, Kaf; Malak = regnare; oppure Melek = Re

Appellativo Il Regno    
Valore numerico 496. Triangolo di 31. E’ lo stesso valore di Leviatan, e tzror (mazzo)
Immagine Una giovane donna incoronata seduta sul trono
Albero della Vita Alla base del pilastro dell’equilibrio
Nomi                               La Porta.

La Porta della Morte

La porta dell’Ombra della Morte

La Porta del Pianto

La Porta della Giustizia

La Porta della Preghiera

La Porta della Figlia dei Potenti

Porta del Giardino di Eden

La Madre Inferiore

Malkah la Regina

Kallah la sposa

La Vergine

Nome divino – Atziluth Adonai ha-Aretz o Adonai Malekh
Nome arcangelico – Briah Sandalphon
Nome angelico – Yetzirah Ashim – Anime di Fuoco
Qlipoth Reshaim – I Malvagi
Idea-intelligenza Madre Natura

Demetra

Ade e Persefone

Iside  

Macrocosmo I piedi di Dio
Astrologia Esoterismo: Terra

Crivelli: Plutone

Microcosmo Cholem ha Yesodoth – Sfera degli elementi;

Nel corpo sono i piedi, l’ano e gli organi di senso

Esperienza Spirituale  Visione del Santo Angelo Custode
Virtù Discriminazione  
Vizio      Avarizia e inerzia
Simboli Altare del Doppio Cubo

La croce greca

Il circolo magico

Il triangolo dell’arte

Dieci di Bastoni Signore dell’Oppressione
Dieci di Coppe Successo perfezionato
Dieci di Spade Rovina
Dieci di Denari Ricchezza
Colore in Aziluth Giallo
Colore in Briah Giallo limone, oliva, rossiccio e nero
Colore in Yetzirah Giallo limone, oliva, rossiccio e nero maculato d’oro
Colore in Assiah Nero striato di giallo
X Comandamento Non desiderare la casa del tuo prossimo. Non desiderare la moglie del tuo prossimo, né il suo schiavo, né la sua schiava, né il suo bue, né il suo asino, né alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo.
I° Illuminazione Il caso non esiste; Impara a riconoscere le coincidenze e i segni.

 

Il Regno. Malkuth  è il punto finale di tutte le attività dell’Albero della Vita, l’ultima stazione della discesa del flusso di Luce Infinita attraverso i Sefiroth, subendo innumerevoli restrizioni e condensamenti, fino al Regno della Materia.

In Malkuth la Luce, intesa anche come energia e consapevolezza,  inizia a risalire. 

L’ordine di distinzione tra alto e basso ci viene offerto dalla stessa radice etimologica della parola Malkhut, che deriva dalle lettere Mem  Lamed Kaf che formano la parola “melekh”, che significa “re”, o “malakh” che ha il significato di “regnare”.

Queste tre lettere sono le iniziali delle tre parole: moach (cervello,) lev (cuore) e caved (fegato).

Il cervello rappresenta la sede non solo del pensiero logico e razionale, freddo e analitico, ma anche dell’intuizione. Il cuore è la sede delle emozioni più nobili e intense: l’amore e il timore, la commozione e la speranza, l’afflato creativo e la sensibilità. Il fegato è il luogo ove risiedono l’emotività inconscia, il desiderio di potere, la vitalità fisica, gli istinti, i bisogni più egocentrici, la tendenza alla rabbia e alle emozioni negative.

L‘ordine di successione di queste tre lettere è stato interpretato dai cabalisti come il simbolo della giusta scala gerarchica da stabilire all’interno dell’essere umano: “moach shalit al ha-lev, shalit al ha-caved” = “il cervello controlla il cuore, che controlla il fegato”. Così la differenza tra alto e basso ci viene spiegata dalla stessa struttura fisiologica del corpo.

Invertendo l’ordine delle lettere, si ottiene la parola khelem (Khaf – Mem – Lamed) che significa svergognare, insultare.

Lasciare che gli istinti dominino il cuore, o che a guidare i nostri comportamenti siano le emozioni, quando invece esse ne sono il motore, significa andare incontro ad un sacco di problemi.

Lasciare che i nostri istinti e le nostre pulsioni influenzino il sentire del nostro cuore, o addirittura i nostri pensieri, significa abbandonarsi ad una vita instabile, inconcludente e, soprattutto, sempre in balia degli eventi.

Nello stabilire la supremazia del cervello sul cuore, si intende che il cuore sia il motore mentre il cervello il conducente. E’ ciò che intendeva anche il noto occultista Aleister Crowley con il motto “Amore sotto il dominio della Volontà”.

Questo concetto è espresso simbolicamente dal settimo arcano dei Tarocchi, il Carro, in cui i cavalli rappresentano il cuore, il cocchiere l’intelletto, e la struttura del carro il fegato che contiene l’energia vitale. 

La stessa Cabala ammette però che il cervello deve dominare solo l’esteriorità del cuore, cioè la sua emotività irrequieta e disordinata. Lo stesso discorso vale sul dominio del fegato. Non bisogna reprimere la nostra energia vitale, gli stati d’animo né gli istinti, bensì governarli, gestirli, incanalarli.

Se venissero represse le emozioni, vi sarebbe un accumulo della propria energia vitale che prima o dopo sfocerebbe in una esplosione; se venissero addirittura rimosse si avrebbe un drammatico calo di energia vitale con conseguenze negative per tutto l’organismo.

Regnare significa governare e gestire, non reprimere o rimuovere.

La parola Regno indica anche un area circoscritta, sulla quale viene esercitato il potere, il governo. All’esterno di quell’area, l’esercizio di tale potere diviene sopruso, prepotenza, sopraffazione del forte sul debole, sfruttamento.

Malkuth è il Regno, la Sfera governata dal Re, dove “Re” è l’appellativo di Microprosopos, che consiste nei sei Sephiroth inferiori, escludendo i Tre Superni.

Questo Re è l’Adam Kadmon, l’Uomo Celeste, che non ha un’esistenza materiale ma riunisce i principi creatori divini che entrano in gioco per creare l’Uomo. Dunque possiamo vedere Malkuth, la Sfera della Materia, come la sfera della manifestazione dei sei Sefiroth inferiori, nonché la manifestazione dell’Adam Kadmon.

L’Uomo prende coscienza si se stesso sul piano fisico subendo la differenziazione individuale, il cui turbine evolutivo è rappresentato dalla Ruota della Vita. Occorre Regnare sul Regno della Materia, ovvero pensare, volere ed agire, per realizzare l’essere in potenza di divenire.

Malkuth è detto  anche la Regina, in questo caso Tifereth è il Re, in quanto all’Adamo Superiore è il Mediatore per eccellenza e unisce l’Infinito al Finito. E’ rappresentato con la corona che tocca l’Assoluto, l’En Soph, e i piedi che sfiorano il mondo materiale.

 

L’Immagine Magica. E’ quella di una donna incoronata seduta sul trono, è dunque una Regina. La donna a cui si fa riferimento è la dea Iside, in particolare ad Iside velata, ad indicare che le forze spirituali sono nascoste dietro la forma esteriore e materiale.

Quest’idea è presentata anche nel simbolismo di Binah, che è riassunto nel concetto di “veste esteriore dell’occultamento“ e, in effetti, Malkuth è Binah su un arco inferiore, come è chiaramente annunciato nel testo Yetziratico.

La Dea Iside, a destra, seduta sul trono (la materia), che tiene nella mano destra lo scettro o bastone del comando, e nella mano sinistra l’Ankh, la croce ansata conosciuta anche come Chiave della Vita, che rappresenta il mistero della vita eterna. Sulla testa la dea ha una corona formata da un uccello (dominio dell’Aria, sui pensieri) con due corna che rappresentano la Luna che sostengono il disco solare.

Binah è chiamata la Scura Madre Sterile, mentre Malkuth è chiamata Kallah, la Lucente Madre Fertile, o anche la Sposa di Microprosopos.

Questi due Sefiroth, Malkuth e Binah, corrispondono agli aspetti duali della dea-luna egizia, Iside e Hathor, dove Iside è l’aspetto positivo della dea e Hathor è l’aspetto negativo. 

In base alla legge della polarità alternate, ciò che è negativo nei piani esteriori è positivo in quelli interiori, e viceversa. 

Binah, l’aspetto superiore di Iside, è sterile, perché il polo positivo è sempre datore di stimolo, mai il produttore di un risultato. 

La potenza generatrice femminile è invece in Malkuth, la Lucente Madre Fertile, Hathor la dea della fecondità, il polo negativo, indicando così il risultato finale dell’operazione di Iside sul piano fisico. Malkuth è il femminile per eccellenza, la sposa desiderata, la Shekinah o la parte femminile di Dio.

Sia Binah che Malkuth sono chiamate Madri, rispettivamente Superiore e Inferiore: Binah è il datore di forma primordiale, mentre Malkuth è la sfera della forma materiale.

Malkuth è materia inanimata finché non lo animano i poteri di Yesod. Yesod dunque è il veicolo della vita; dove c’è un qualsiasi tipo di attività elettrica o conduttività c’è in atto una forza yesodica. Yesod è il datore di energia vitale, e qualsiasi forma costruita nella sua Sfera sarà impersonata nella Sfera di Malkuth, a meno che contenga degli incompatibili.

Nel simbolismo greco queste corrispondono alle dee Afrodite e Demetra. Afrodite è l’aspetto positivo della potenza femminile, è la Venere Celeste, è la donatrice di stimolo, ed infatti le viene attribuito come unico figlio Eros, il desiderio. Demetra invece è la dea della fecondità, Madre Natura per eccellenza.

L’Inno a Demetra, verosimilmente antecedente al VI sec. a.C. ed attribuito ad Omero, conosciuto anche come “Il Ratto di Persefone“, rappresenta perfettamente i misteri della Sfera di Malkuth.

Questo Inno è un Carme Liturgico, creato appositamente con lo scopo di diffondere il culto dei Misteri Eleusini, le cui origini sono molto antiche: numerose fonti ne attestano i legami con l’Orfismo, con i misteri di Tracia, con i misteri dell’isola Samotracia, e con l’Egitto.

In questo mito sono presenti tutti gli elementi che costituiscono la sfera di Malkuth: 

la separazione di Persefone dalla madre quale evento drammatico ma necessario allo sviluppo dell’individualità;

il percorso psicologico affrontato da Demetra per far fronte al trauma del lutto, e dunque al dolore della perdita che spesso ci troviamo ad affrontare nelle nostre vite;

il desiderio provato da Ade nei confronti di Persefone, che è il desiderio nella sua forma più violenta e famelica, l’avvento dell’agricoltura quale presa di coscienza da parte dell’umanità dei meccanismi e dei ritmi ciclici che caratterizzano il nostro mondo:

la promessa della rinascita e dunque la prospettiva di immortalità;

il sacrificio come elemento fondamentale per il cambiamento e, infine, la scoperta da parte dell’umanità di possedere il potere concreto di modificare l’ambiente circostante a proprio favore, emancipandosi dall’ambiente stesso, e quindi da Madre Natura.

Lo studio attento dell’Inno a Demetra e dei Misteri Eleusini può di certo far comprendere la sfera di Malkuth fin nei suoi più intimi aspetti.

 

Gli appellativi addizionali assegnati a Malkuth rivelano chiaramente i suoi attributi. Esso è considerato come la Porta in quanto l’utero della Madre è la Porta della vita, ma è anche la Porta della Morte in quanto la nascita sul piano della forma è la morte a cose superiori. La Terra da cui abbiamo origine, che dona i frutti necessari al sostentamento, è anche la stessa che ci accoglie nel suo grembo dopo la morte.

 

Il nome di Dio in Malkuth è Adonai Malekh o Adonai ha Aretz; questi appellativi significano il Signore che è Re, o il Signore della Terra. Qui vediamo chiaramente l’affermazione della supremazia dell’Unico Dio nei Regni della Terra.

Ogni operazione magica, in cui l’operatore prende il potere nelle sue mani, dovrebbe cominciare con l’invocazione di Adonai a risiedere nel suo Tempio di Terra e governarvi, e che nessuna forza possa infrangere la sua devozione all’Uno.

Coloro che invocano il nome di Adonai invocano Dio reso manifesto nella Natura, che è l’aspetto di Dio adorato dagli iniziati dei Misteri della Natura, siano essi Dionisiaci o Isiaci, il che riguarda le varie maniere di aprire il superconscio ‘via’ subconscio.

 

L’Arcangelo è il Grande angelo Sandalphon che, qualche volta, è chiamato dai Cabalisti l’Angelo Oscuro, in antitesi a Metatron l’Angelo del Volto, altrimenti detto l’Angelo Lucente.

Questi due Angeli sono ritenuti stare dietro la spalla destra e sinistra della nostra anima nei momenti di crisi. Essi potrebbero essere intesi rappresentare il karma, ed è in riferimento alla funzione di Sandalphon come l’Angelo Oscuro che presiede al Debito karmico, che Malkuth è chiamato la Porta della Giustizia e la Porta del Pianto.

 

L’Ordine degli Angeli assegnato a Malkuth è quello degli Ashim, le Anime di Fuoco, o Particelle Ardenti, a proposito delle quali la signora Blavatsky dice alcune interessantissime cose.

Un’anima di fuoco è, nella realtà dei fatti, la consapevolezza di un atomo; gli Ashim, di conseguenza, rappresentano la consapevolezza naturale della materia, in quanto gli Ashim stessi conferiscono alla materia le sue caratteristiche.

Sono queste Vite Ardenti, queste infinitesimali cariche elettriche, che oscillano perennemente avanti e indietro con tremenda attività nello sfondo della materia e formano la sua base. Tutto ciò che conosciamo come materia si costruisce su questo fondamento, che oggi trova conferma nella fisica delle Particelle.

 

L’Esperienza Spirituale di Malkuth è la visione del Santo Angelo Custode. L’Angelo Custode è in realtà l’Io superiore, il Sé, di ciascuno di noi. Quando l’Io e il Sé si allineano, divengono uniti; si acquisisce così la Grande Iniziazione, l’Unione Divina Minore.

E’ l’esperienza suprema dell’anima incarnata e, quando ciò ha luogo, essa è libera da qualsiasi pulsione di rinascita nella carne. Può quindi risalire i piani della forma o, se preferisce, rimanere nell’ambito della Sfera-Terra e funzionare come Maestro.

Questa, dunque, è l’esperienza spirituale che è assegnata a Malkuth: il portar giù la Divinità nell’Umanità, proprio come l’esperienza spirituale di Tifereth consiste elevare l’umanità a divinità.

 

La virtù di Malkuth è detta essere la Discriminazione.

Quest’idea è ulteriormente sviluppata nel curioso simbolismo degli antichi, i quali affermavano che la corrispondenza di Malkuth nel microcosmo si trova nell’ano. Anche nella Filosofia Orientale il primo Chakra corrisponde alla zona perineale. 

E’ quindi virtù speciale di Malkuth agire come una sorta di filtro cosmico che espelle ciò che è esaurito e conserva ciò che mantiene ancora la sua utilità.

Qualsiasi cosa che nella vita si esaurisca, deve essere espulsa. L’espulsione macrocosmica avviene nelle sfere Qliphotiche, che dipendono da Malkuth. Dunque, esiste nel mondo Qliphotico una Sfera che è un serbatoio di energia disorganizzata derivante da forme infrante, espulse dall’evoluzione.

La tendenza di queste energie è di assumere nuovamente le forme cui erano abituate prima di essere infrante e dato che queste forme erano quantomeno superate, se non attivamente deleterie, ne consegue naturalmente che queste energie non sono adatte ad essere utilizzate se non dopo  una completa purificazione attraverso la Sfera della Terra.

Questa è la ragione per cui sono indesiderabili tutti i culti del sottomondo, come ad esempio l’evocazione dei defunti, in quanto le forme che assumono le energie evocate sono forme che hanno esaurito il loro ciclo e non hanno più ragione d’essere, e potrebbero frenare ed ostacolare il naturale corso dell’evoluzione.  Ricordiamo che, come nello Yoga, trattenere e resistere sono azioni che provocano dolore, mentre lasciare andare e rilassare portano gioia.

 

I vizi caratteristici del funzionamento di Malkuth sono detti essere l’avarizia e l’inerzia. Un’eccessiva stabilità può dare origine alla pigrizia e all’inerzia. Il concetto di avarizia è inteso come una super-ritenzione, l’esatto opposto della discriminazione che espelle gli escrementi della vita.

E’ interessante notare che Freud dichiara che l’avaro è invariabilmente costipato e associa alle feci il sogno del denaro.

Una delle cose più importanti che dobbiamo fare per elevarci dalle limitazioni della vita in Malkuth è imparare a rinunciare; come sacrificare il minore al maggiore e in tal modo comprare la perla di gran valore. E’ la discriminazione che ci consente di conoscere il minor valore cui bisogna rinunziare al fine di ottenere il maggiore, in quanto non c’è guadagno senza sacrificio.

 

Malkuth corrisponde ai piedi dell’Uomo Divino. Se i piedi non sono solidamente piantati sulla Madre Terra, non è possibile la stabilità.

La situazione di Malkuth ai piedi del Pilastro dell’Equilibrio, lo mette nella linea retta di discesa del potere di Kether che, tramutato in Da’ath (la Sefirah invisibile), attraversa tutti i piani della forma passando da Tifereth e infine si stabilizza concretizzandosi in Malkuth.

Il Pilastro Centrale è il Sentiero della Consapevolezza, mentre i due Pilastri Laterali sono i Sentieri della Funzione, ed anch’essi convergono in Malkuth. Ogni cosa, dunque, termina in Malkuth.

Noi che siamo incarnati in corpi fisici, ci troviamo nella Sfera di Malkuth e ci incamminiamo nella Strada dell’Iniziazione attraverso il Trentaduesimo Sentiero che conduce a Yesod.

Secondo la dottrina Cabalistica, la Saetta, essendo scesa attraverso l’Albero fino alla sua estremità in Malkuth, è ora sostituita dal simbolo del Serpente della Saggezza, le cui spire si attorcigliano verso l’altro sui Sentieri finchè la sua testa poggia a fianco di Kether.

La Saetta rappresenta la discesa inconscia dell’energia, costruisce i piani della manifestazione, passa da attiva a passiva e viceversa affinché possa essere mantenuto l’equilibrio.

Il Serpente che si attorciglia sui Sentieri rappresenta l’alba della consapevolezza ed è il simbolo dell’iniziazione. Malkuth è l’inizio del cammino di risalita. Incominciare a risalire diventa possibile solo dopo aver scoperto di essere “caduti”, ed essersi resi conto della propria posizione inferiore.

 

Nell’anima individuale è la qualità dell’Abbassamento (Shiflut), senza la quale ogni atto di governo e ogni espressione di potere sono destinati prima o poi a crollare miseramente. E’ il mito biblico della Torre di Babele, che rappresenta l’arroganza e la presunzione umana. 

In Malkuth, l’individuo prende coscienza del suo potere sul mondo che lo circonda, come ad esempio con la scoperta dell’agricoltura, ma tale potere non è affatto assoluto, bensì sottoposto ad un potere più grande, con cui deve agire in armonia, ad esempio rispettando i cicli stagionali per la semina e il raccolto. 

Ecco, dunque, il grande paradosso del rappresentare il potere governante e di trovarsi contemporaneamente nel punto più basso della manifestazione dell’energia. Come espresso nella Filosofia Orientale, occorre sedere ai Piedi del Maestro: ciò implica porsi in uno stato ricettivo, rappresentato dall’inerzia di Malkuth, per ricevere gli insegnamenti.

 

I simboli di Malkuth sono l’altare del doppio cubo e la croce greca, o croce degli elementi.

L’altare del doppio cubo è simbolo del “come in alto così in basso” e insegna che il visibile è riflesso dell’invisibile e corrisponde esattamente con esso. Esso è detto avere la giusta proporzione quando ha l’altezza dell’ombelico di un uomo alto circa m. 1,80 e la sua ampiezza e profondità sono la metà della sua altezza.

L’altare cubico è l’Altare dei Misteri e viene posizionato al centro dello spazio, a differenza dall’altare-tavola, che è l’Altare della Chiesa, che dovrebbe essere sempre posizionato ad oriente, dove nasce il Sole.

 

I Quattro Elementi nella Sfera di Makuth.

La Croce Greca o Croce degli Elementi, rappresenta i quattro elementi in equilibrio stabile, che è la perfezione di Malkuth.

Essa è rappresentata sull’Albero mediante la divisione di Malkuth in quattro quarti, colorati rispettivamente: giallo limone verso Yesod, verde oliva verso Netzach, ruggine verso Hod e nero verso le Qlipoth. Questi sono i riflessi dei Tre Pilastri, oscurati e temperati dal Velo della Materia.

Così tutte le cose sono assommate in Malkuth, sebbene viste oscuramente in uno specchio, per riflesso, e non faccia a faccia.

I quattro spicchi in cui viene suddiviso Malkuth rappresentano i quattro Elementi, il che fornisce una chiave preziosa, ovvero la classificazione in quattro modi sul piano fisico che permette di identificare prontamente la relazione e la corrispondenza tra il piano fisico e i processi vitali dietro di esso.

La Terra di Malkuth è la materia inerte così come la conosciamo.

L’Acqua e l’Aria di Malkuth sono i tipi di attività della materia, riscontrabili sia nelle molecole che nelle masse, che possono essere classificati sotto le due voci di anabolismo e catabolismo, cioè il processo associativo e dissociativo, e qualsiasi cosa è detta dalla filosofia esoterica o dalla mitologia pagana in relazione a questi elementi, sarà applicabile a questi due processi o funzioni metabolici.

Questi due processi sono riconducibili anche a due diversi approcci mentali, quello analitico che tende a scomporre la realtà in piccole parti per analizzarle singolarmente, che è relativo alla sfera intellettuale rappresentata da Hod, e dunque all’Elemento Aria, e quello simbolico che invece tende ad avere una visione di insieme, di sintesi della realtà, rappresentata dalla sfera emozionale, la Sfera di Nezach, nonché dall’Elemento Acqua.

Il Fuoco di Malkuth è il sottile aspetto elettromagnetico della materia, che è il legame con i processi della consapevolezza e della vita, a cui si applicano tutti i miti-vita.

  • L’Elemento della Terra corrisponde al Temperamento Flemmatico, al seme dei Denari; si segni del Toro, della Vergine e del Capricorno; e ai pianeti di Venere e Luna. Il dominio sull’elemento terra corrisponde anzitutto nel dominio sul proprio corpo fisico e sulle sue funzioni, quindi anche sui propri beni materiali necessari al sostentamento.
  • L’Elemento dell’Acqua corrisponde al Temperamento Biliare; al seme delle Coppe; ai segni del Cancro, dello Scorpione e dei Pesci; e al pianeta Marte. Il dominio sull’elemento Acqua consiste principalmente nel dominio sulle proprie emozioni, sugli istinti e sulle pulsioni, non certo reprimendole o ignorandole, bensì gestendole. Questa capacità di autogestione influenza il proprio magnetismo, dunque la capacità di attrarre e respingere ciò che è presente nel mondo intorno all’individuo.
  • L’Elemento dell’Aria corrisponde al Temperamento Collerico; al seme delle Spade; ai segni della Bilancia, dei Gemelli e dell’Acquario; e ai pianeti Saturno e Mercurio. Il dominio su questo Elemento si acquisisce controllando la propria respirazione e i propri pensieri. Ciò fornisce la capacità di relazionarsi con l’esterno.
  • L’Elemento del Fuoco corrisponde al Temperamento Sanguigno; al seme di Bastoni; ai segni dell’Ariete, del Sagittario e del Leone; e ai pianeti del Sole e Giove. Il dominio sul Fuoco rappresenta la propria capacità di cambiamento e trasformazione. Questo permette non solo di adattarsi all’ambiente ed alle svariate situazioni della vita, ma anche di saperle utilizzare a proprio vantaggio, e non si parla di vantaggi materiali ma di capacità di apprendimento ed evoluzione personale.

Soltanto lavorando sugli aspetti più sottili della materia, cui gli iniziati danno il nome di Elemento Fuoco, le forze Yesodiche possono produrre un qualsiasi effetto. Il Fuoco primordiale è una sorta di superstrato della Materia, uno stato di reazioni; l’Acqua primordiale è protoplasma puro; la Terra primordiale è materia inorganica; l’Aria primordiale è la capacità di raggiungere lo stato di relazione.

 

Divinazione. Nella Sfera di Malkuth vengono effettuate tutte le divinazioni. Lo scopo divinazione , qualunque sia il metodo utilizzato, consiste nel trovare una serie di “segni” sul piano fisico che corrispondano accuratamente e complessivamente alle energie invisibili in atto, più o meno nella stessa maniera per cui i movimenti delle lancette di un orologio corrispondono al passare del tempo. Un mazzo di Tarocchi di per sé serve a ben poco se non c’è la conoscenza necessaria a costruire le corrispondenze astrali di ciascuna carta.

 

Le quattro carte dei Tarocchi.

Il Dieci di Spade, il Signore della Rovina, è detto essere la carta peggiore del mazzo che possa essere girata in una divinazione, in quanto annuncia il sacrificio di tutte le cose materiali, ma tale sacrificio avrà notevoli vantaggi a livello spirituale. 

Il Dieci di Denari, il Signore della Ricchezza, annuncia invece ricchezze materiali, ma che avranno un influsso corrosivo sul piano interiore.

Il Dieci di Bastoniil Signore dell’Oppressione, è considerata la carta più spirituale, ma l’energia sottile che rappresenta è altamente corrosiva sul piano materiale, in quanto è un’energia trasformatrice, e trasformare implica “distruggere” ciò che è per modificarlo. E’ quindi un presagio di dolore, ma anche di crescita. 

Il dieci di Coppe, il Signore del Successo Perfezionato, mostra chiaramente l’influsso venusiano, preannunciando piacere, felicità e abbondanza materiale. Tuttavia si tratta si successi illusori, puramente estemporanei, che presto lasceranno il posto ad un sentimento di vuoto e abbandono.

Le carte appartenenti a semi di natura primariamente spirituale sono esternamente corrosive sul piano fisico, mentre le carte dei semi che sono di natura primariamente materiale sono esternamente solari, o benefiche, sul piano materiale. Questo insegna un’utilissima lezione, offrendo una chiave importantissima per discernere le influenze spirituali che operano in una certa situazione.

Tutti gli affari mondani si alzano e si abbassano come le onde del mare, la cresta segue il ventre dell’onda e il ventre segue la cresta in un progresso ritmico; di conseguenza, quando qualsiasi condizione mondana è al suo Zenit o al suo Nadir, sappiamo che dobbiamo attenderci nel prossimo futuro un mutamento di flusso.

Queste quattro carte forniscono una chiarissima visione interiore nella natura dell’operazione delle forze in Malkuth e, quando appaiono in una divinazione, uno si aspetta sempre che l’oro esterno si trasformi in corrosione mentre l’esterna corrosione, presto o tardi, si trasformerà in oro. Sapendo ciò, si possano ammainare o issare le proprie vele di conseguenza.

C’è una curiosa dottrina alchemica che ha peso su questo punto: i segni dei pianeti sono composti di tre simboli: il disco solare, il crescente lunare, e la croce della corrosione o sacrificio.

Questi simboli,  se interpretati correttamente, forniscono la chiave della natura alchemica dell’Astro che rappresentano e dell’utilizzo pratico dell’energia in questione.

Per esempio, Marte, nel cui simbolo la croce sormonta il cerchio, è detto essere esternamente corrosivo ma internamente solare; Venere, il cui cerchio sormonta la croce, è detta essere esternamente solare, ma internamente corrosiva, o, nelle parole della Scrittura, dolce nella bocca ma amara nella pancia.

 

Malkuth nell’Astrologia. Il glifo dell’Albero della Vita può corrispondere, con le sue 10 Sefiroth, al nostro sistema solare.  Vi sono varie scuole di pensiero a riguardo, e non sempre le corrispondenze coincidono, tuttavia queste possono completarsi vicendevolmente.

Malkuth, di solit,o viene fatto corrispondere al nostro pianeta, la Terra, e con ciò si intende come l’anima-Terra, l’aspetto sottile, psichico, della materia, da cui originano tutti i fenomeni fisici. 

Tuttavia alcuni cabalisti fanno corrispondere Malkuth a Plutone. Nella mitologia, Plutone corrisponde all’Ade dei greci, e tale divinità rappresenta all’aspetto ctonio di Zeus. Per i greci, più che una divinità il nome Ade si riferiva al Regno dei Morti, identificato con le profondità della terra. Ad Ade venne sacrificata Persefone, che divenne, suo malgrado, regina del Regno dei Morti. La coppia divina Ade-Persefone rappresenta, oltre al ciclo delle stagioni, il profondo mistero della morte e della rinascita, nonché dell’immortalità.

E’ facile comprendere che queste le due corrispondenze di Malkuth, con la Terra e con Plutone, non siano affatto antitetiche. 

Il periodo di rotazione di Plutone è 248, uno dei numeri più importanti della Cabala.

Esso è il valore numerico della radice Cheit-Mem-Resh, una delle sole sette radici che possiedono un significato compiuto per ognuna delle loro permutazioni. Cheit-Mem-Resh significa “materia” (chomer).

Resh – Chet – Mem significa “grembo”, inteso proprio come grembo materno in cui avviene la fecondazione e la maturazione che precede la nascita. Può essere riferito anche al grembo della Madre Terra che, fecondato con il seme, lo porterà a germogliare e a dare i suoi frutti.

Ma è anche il grembo della consapevolezza, dove l’intelletto fecondato acquista consapevolezza di sé. Affinché ciò accada, bisogna combattere con la Lancia in ebraico “ramach” (Resh-Mem-Chet) della discriminazione.

Chi non ci riesce, rischia il Cherem (Cheit-Resh-Mem),  la Scomunica, cioè di perdere il contatto, la comunicazione, con gli aspetti più sottili della realtà.

Chi invece riesce nella battaglia entra nel Machar (Mem-Cheit-Resh), nel domani, cioè nel futuro, trasformato e rigenerato a vita nuova. In questo futuro egli potrà MARACH (Mem-Resh-Cheit) = “espandersi”, ovvero espandere la propria coscienza oltre i limiti della materia.

 

Il Decimo Comandamento. Inizialmente Malkhut è solamente una sensazione di mancanza, di vuoto, di dipendenza e di passività. Può consistere in solitudine emotiva, o nel cuore spezzato da un amore non corrisposto, nella durezza della povertà o della malattia, nella vicinanza alla morte. È un senso d’oscurità, di sterilità. Questo stato è Malkhut, il ricettore per eccellenza, il vuoto disponibile; il suo colore è il marrone, il colore della terra. In essa ha la sua radice il desiderio di ricevere, una delle due forze fondamentali che animano la creazione. Qui c’è il concentrato di tutti i nostri desideri, dai più egoistici ai più nobili.

Il compito da svolgere in Malkhut consiste nel riconoscere i propri veri desideri, distogliendosi da propositi caduchi. Qui dobbiamo maturare il riconoscimento di ciò che ci manca veramente, della parte più infelice di noi.

Il livello più alto di Malkhut consiste nel riuscire a conquistare i propri desideri, la propria potenza d’immaginazione. Malkhut è quindi autocontrollo, è il luogo dove risiedono la capacità e la forza di dirigere i propri desideri e inclinazioni. Le cadute e le sofferenze devono amplificare il desiderio creando in noi un grembo ricettore di notevole portata. Si riceve ciò che si desidera, almeno in certa misura, ed è per ciò che è così importante orientare i propri bisogni verso la giusta direzione.

Il decimo Comandamento insegna a non desiderare le cose di altri, ovvero le cose che non abbiamo. E’ implicito il saper godere di ciò che si ha, senza invidia o rabbia dovuta a sentimenti di ingiustizia.  Inoltre il desiderio in sé, come espresso nelle filosofie orientali, è la radice del dolore e della mancanza. Non desiderare è anche l’atteggiamento mentale corretto per acquietare i pensieri e le emozioni, ottenendo così una visione chiara, non fuorviata da paure e speranze. Questo atteggiamento mentale favorisce enormemente il saper essere coscienti  di se stessi nel presente, nel qui ed ora.

 

L’illuminazione in Malkuth consiste nel saper riconoscere il meccanismo dinamico che regola gli eventi, dando così un senso a ciò che accade. Questo “modo di sentire” permette di avere una visione più articolata e contestualizzata di se stessi e degli altri, nonché del mondo circostante. Permette altresì di riconoscere i segnali che anticipano gli eventi, ma anche i segni e i simboli che operano nel nostro universo interiore. Nulla è un caso, tutto ha una spiegazione.

 

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