21 Giugno. Litha, il Solstizio d’Estate

Litha è il giorno più lungo dell’anno e, naturalmente, anche la notte più breve.  E’ il giorno del Solstizio d’Estate, in cui il Sole raggiunge lo zenit, il punto più alto nella volta celeste perpendicolare all’osservatore, ed è dunque al culmine della sua potenza.

Da domani i giorni si faranno via via più corti e le tenebre riprenderanno lentamente il sopravvento.

Il momento dei solstizi ritarda di circa 6 ore l’anno per via del fenomeno della precessione degli equinozi (lo spostamento dell’asse attorno al quale la Terra compie la rotazione giornaliera) e torna artificialmente al punto di partenza ogni 4 anni, quando arriva l’anno bisestile che risistema le cose, un artificio inventato per evitare il progressivo scostamento tra il calendario e le stagioni.

lithaNel giorno del Solstizio d’Estate, un raggio di Sole attraversa una trilite (una struttura composta da due pietre verticali sormontate da un architrave centrale) e cade sull’altare centrale del sito archeologico di Stonehenge. Per questo, nel giorno del Solstizio d’Estate, Stonehenge è ancora oggi una delle mete privilegiate sia dai seguaci delle religioni di origine celtica sia da turisti e curiosi.

Litha cade i uno dei due mesi aggiuntivi del calendario di Coligny, per portare i mesi lunari in linea con l’anno solare. Tuttavia ricordiamo che tale festività è stata introdotta a posteriori.
Il nome Litha appare per la prima volta nel testo De temporum ratione del monaco anglosassone Beda il Venerabile, nel capitolo De mensibus anglorum riguardante le denominazioni dei mesi (Junius Lida, Julius similiter Lida). Per questo motivo la caratteristica principale di Litha è quella di essere “un giorno fuori dal tempo”.

Come ci narra Shakespeare nella sua opera Sogno di una notte di mezza estate (nei paesi anglosassoni, il Solstizio d’Estate è chiamato Midsummer, mezza estate), Litha è un giorno di confusione, in cui le cose possono temporaneamente ribaltarsi, per poi ritrovare il loro equilibrio. E’ ciò che accade quando si aggiunge un mese ad un calendario lunare per adattarlo ai cicli solari, ma del resto il tempo rimane lo stesso. Shakespeare ci ricorda anche le antiche usanze di Litha, cantate dalle fate:

 

Per monti e burroni,
per siepi e giardini,
tra rose e tra spini,
tra flutti e tra tuoni,
più lieve d’un raggio
del sole di maggio
volando viaggio
al comando della divina
che delle Fate è la regina.
D’una primula dorata
nella campanula fatata
troverò nascosta
la stilla incantata.

 

Quando giunge Litha, tutto è già compiuto ma non ancora realizzato: la Dea, che nel suo aspetto di fanciulla ha incontrato il giovane Dio e ha celebrato il matrimonio sacro a Beltaine, adesso è incinta.

Lei è la Terra, lui è il Sole; lui è l’energia e il calore che è entrato in lei per far nascere nuova vita. Lei è l’energia della terra ed esploderà con il raccolto, così che i frutti matureranno e ciberanno persone ed animali. Allora il Dio diventerà un voluto sacrificio, cadendo con il raccolto e diventando seme per la sua stessa rinascita.

La Madre regna come Regina dell’Estate, ed è attraverso lei che si raggiunge la realizzazione e, infine, al sacrificio.

Le usanze prevedono che ci si alzi all’alba per cogliere le erbe che, sotto l’influsso del Sole, sono all’apice del loro potere, ma anche bagnate di rugiada. In particolare si raccolgono l’iperico, che un ottimo antidepressivo; l’elicriso, i cui fiori donano un olio meraviglioso per la cura della pelle; la verbena, che veniva intrecciata in corone e fatta seccare a protezione dell’abitazione. La rugiada raccolta all’alba di Litha è considerata un elisir di giovinezza.

I festeggiamenti rituali di Litha avevano lo scopo di dare maggiore forza al Sole, al dio che, giunto al culmine del suo cammino, si trova ora nel suo ultimo giorno prima del declino. Litha celebra la pienezza, l’amore, il compimento, la gioia, la salute.

Per i Greci il Solstizio d’estate era visto come «La porta degli uomini», mentre quello invernale era la «Porta degli Dei»: elementi di comunicazione, quindi, tra la dimensione spazio-temporale finita dell’uomo e quella priva di spazio e di tempo degli dei. Concetto comune a molti popoli, che si ritrova ad esempio nei riti vedici indiani, anteriori alla civiltà greca.

Nell’antica Roma le feste solstiziali erano dedicate a Giano bifronte. Il concetto di solstizio come porta si radica quindi anche nel mondo latino e il dio che li rappresenta non può essere che Giano, protettore delle porte e dei passaggi.
Con l’avvento del Cristianesimo, la festa di Litha è diventata il giorno di San Giovanni Battista, che cade il 24 giugno, giorno della nascita di Giovanni, apostolo di Gesù, precursore della Cristianità e Santo, che morì decapitato tra il 29 e il 32 d.C. Una filastrocca a lui dedicata che conserva molto delle antiche usanze:

 

San Giovanni va nei campi nell’ardor del mezzogiorno
quiete immensa tutt’intorno, sopra il cielo tutto blu
il sorriso suo giocondo, benedice la natura
e ogni specie che matura.


Durante la notte di San Giovanni si rivelano antiche saggezze, si intonano invocazioni sacre ed esorcismi sposati a una medicina popolare, empirica e antica per scacciare paure, vermi, porri, orzaioli; si rivelavano arcane procedure magiche gelosamente custodite in vecchi e polverosi grimori; si confezionavano talismani e filtri d’amore, si eseguono scongiuri e fatture. E chi è alla ricerca di tesori nascosti, può facilmente trovarli durante questa magica notte fuori dal tempo.

 

 

Regolo, la Stella del Sud

Regolo è la stella più brillante della costellazione del Leone.

Si tratta, in realtà, di un sistema stellare formato da quattro stelle, disposte in due coppie che orbitano l’una intorno all’altra; la prima coppia è binaria spettroscopica formata da una stella azzurra subgigante (detta Regolo A) e, probabilmente, una nana bianca. A circa 4200 UA di distanza si trovano una nana arancione e una debole nana rossa, che formano la seconda coppia di stelle, distanti tra loro circa 100 UA. Considerando che Regolo A ha una vita relativamente breve perché piuttosto massiccio, la nana arancione e la nana rossa, Regolo B e Regolo C, sono le stelle con maggiori possibilità di avere pianeti abitabili attorno a sé.
Regolo appare come una stella di colore bianco-azzurro facilmente individuabile per la sua brillantezza e per l’appartenenza a uno degli asterismi più luminosi e caratteristici, quello della Falce: Regolo, la più luminosa e la più meridionale del gruppo, assieme a η Leonis ne costituisce il “manico”; Algieba, Adhafera, Ras Elased Borealis e Ras Elased Australis, che nella costellazione rappresentano il collo e la testa del Leone, nell’asterismo rappresentano invece la lama della falce.
L’asterismo della falce ricorda certamente la mietitura: infatti il periodo del raccolto inizia il 24 giugno con la raccolta delle erbe di San Giovanni, e raggiunge il suo culmine celebrativo con la festività di Lughnasadh, il 1° agosto, quando si celebra la morte del Dio Lugh e la raccolta del grano. 

Il 23 agosto il Sole passa a meno di mezzo grado a sud di Regolo, e ciò rende invisibile la stella. La levata eliaca avviene per la maggior parte delle regioni della Terra nella prima settimana di settembre.

Questo è l’unico periodo di invisibilità di Regolo che, data la sua posizione sulla sfera celeste, è visibile per qualche ora della notte quasi tutto l’anno. Il periodo più indicato per l’osservazione di questa stella è quello in cui il Sole si trova nella parte opposta dell’eclittica, cioè nel tardo inverno e nell’inizio della primavera boreali. 

Regolo è regolarmente occultata dalla Luna e, più raramente, dai pianeti e dagli asteroidi.

L’ultima occultazione da parte di un pianeta risale al 7 luglio 1959, quando Regolo fu occultata da Venere. La prossima cadrà il 1 ottobre 2044,  sempre da parte di Venere. Nei prossimi millenni Regolo sarà occultata da Venere e Mercurio.

Il suo nome deriva dal latino Regolus, che significa “piccolo re”. Fu Copernico a battezzarla così, mentre il suo nome precedente era Rex, equivalente al Βασιλίσκος di Tolomeo.

L’associazione di Regolo con una figura regale è molto antica, risalente almeno al 3000 a.C. Questa associazione deriva sia dall’identificazione del Leone con il re degli animali, sia dal fatto che nell’antica Persia, Regolo, chiamata Venant, era la prima delle quattro stelle regali guardiane del cielo, che sovraintendevano alle altre stelle, le altre tre essendo Aldebaran, Fomalhaut e Antares: Regolo era la sentinella delle stelle del sud, Aldebaran di quelle dell’est, Fomalhaut di quelle del nord e Antares di quelle dell’ovest. Probabilmente questo riferimento culturale trova origine nel fatto che fra il 3000 e il 2000 a.C. queste quattro stelle marcavano i due solstizi e i due equinozi e quindi dividevano il cielo in quattro parti. Regolo, in particolare, marcava il solstizio estivo.

Questo posto di preminenza fra le sentinelle del cielo trova riscontro in molti dei nomi che sono stati attribuiti a Regolo: come Shurru, “il re”, marcava la quindicesima costellazione zodiacale dei Babilonesi; in India era Maghā, “la potente” e presiedeva all’ottava nakshatra (asterismi in cui era divisa l’eclittica), formata dalle stelle che compongono la Falce; in Persia era nominata Miyan, “il centro”; presso gli accadici era identificata con Amil-gal-ur, il re della sfera celeste; in Arabia era invece chiamata Malikiyy, che significa “regale”.

L’associazione con il solstizio d’estate è all’origine di alcuni degli altri nomi attribuiti a Regolo, quali Gus-ba-ra in ambito mesopotamico, che significa “la fiamma” o “il fuoco rosso”, e Achir in Corasmia, con il significato di “possessore di raggi luminosi”.

Un terzo gruppo di nomi è invece correlato alla posizione di Regolo sul petto del Leone. A questo attributo si deve il nome greco di Kardia Leontos (cuore del Leone) e quello latino di Cor Leonis, tradotto poi in arabo conQalb al-Asad, avente significato analogo, poi corrotto in Kalbelasit, Calb-elez-id, Kale Alased e in altre varianti.

In ambiente cinese il nome Heen Yuen designava una costellazione comprendente molte stelle del Leone, fra cui Regolo, collegata alla famiglia imperiale. Individualmente, Regolo era chiamata Niau, che significa “uccello”, in rappresentanza quindi di uno dei quattro quadranti dello zodiaco cinese: l’Uccello Vermiglio del Sud.

Nell’ermetismo Regolo era una delle 15 stelle fisse beheniane, associata al granito come pietra, all’artemisia come pianta e al simbolo cabalisticoAgrippa1531 corLeonis.png.

In astrologia, Regolo si trova nel trentesimo grado del Leone (29º 50′). Secondo Tolomeo l’astro è della natura di Marte e Giove, ma la maggior parte degli autori successivi la considerano solo marziale. Regolo conferisce caratteristiche che di solito sono attribuite al leone o caratteristiche regali: spirito forte, mente nobile, coraggio, schiettezza, alte cariche sociali, potere e ricchezza. Inoltre rende i suoi nativi magnanimi, liberali, generosi, ambiziosi, amanti del potere, desiderosi di comando, vivaci e indipendenti. Tuttavia alcuni astrologi, ritenendola di natura marziana, gli attribuiscono un carattere negativo: violenza, distruttività, onori militari di breve durata (con fallimento finale), prigionia, morte violenta. 

 

 

Il Regolo nella Massoneria

Da tempi ormai lontanissimi “il regolo” è lo strumento per eccellenza di comparazione tra diverse grandezze e di equilibrio nelle proporzioni. Menzionato anche nei testi biblici, viene indicato quale strumento di misurazione utilizzato dal dio Ptah. Veniva utilizzato per quantificare la crescita delle acque del fiume Nilo: in questa circostanza questo strumento simboleggia la legge. Forse dunque non è così casuale che la stella del cuore del re e questo strumento abbiano lo stesso nome.
Nella Massoneria, il regolo da 24 pollici è uno degli attrezzi da lavoro del I grado. Dal punto di vista simbolico, assume il significato di perfezione e di ordine, risultanti da modi di agire coerenti, giusti ed equilibrati. Dai tempi remoti è lo strumento della comparazione tra grandezze e dell’armonia della proporzione.

Secondo gli studi di Martin Harvey, su alcuni testi Latomici del 1760, nei Regoli graduati ci sono 24 tacche che i gli antichi costruttori facevano corrispondere alle 12 ore del giorno e alle 12 ore della notte.

Dividendo le 24 tacche in gruppi di 6 si ottengono 4 sezioni che rappresentano: da una parte le 4 fasi del Giornata (alba, mezzogiorno, tramonto, mezzanotte) e dall’altra 4 diversi tipi di Lavoro che il Massone deve svolgere in questo arco di tempo. Questa suddivisione prende il nome di «Regola Spirituale dell’Iniziato» e si articola in questo modo1:

  • 6 ore per lavorare
  • 6 ore per servire Dio
  • 6 ore per servire un amico o un Fratello, finché è possibile farlo senza detrimento per sé o per la propria famiglia
  • 6 ore per dormire

Il Regolo utilizzato in modo consapevole porta il Massone a trovare la misura, l’ordine delle cose, la disciplina nel quotidiano, la presenza nell’istante, la costanza in una linea di condotta liberamente scelta per l’edificazione del proprio Tempio interiore.

 

 

Regolo nella Teosofia

Il 23 Agosto, il Sole si allinea con la Stella Regolo, il Cuore del Leone, che coincide perfettamente con il percorso eclittico del Sole (apparente).

Il Sole dunque sfolgora sotto l’egida del Carro della Vita, l’Orsa Maggiore, e imprime nel Tempio del Cuore, il sito celeste della coscienza umana, il retto sentiero, “la via di salvezza e liberazione che sale diritta allo Zenith”, secondo la Legge creatrice e unitaria del Cielo.

In tale Giorno, l’aureo fuoco del Sole irradia e sovrasta una delle 4 Porte del Tempio Solare dei Misteri, custodite dalle quattro Stelle Regali, potenze ed energie che distribuiscono sul Piano solare la “vita più abbondante” stabilendo, tra le vie del Cielo e della Terra, la magistrale “quadratura del cerchio”.

Nelle 4 date stellari, l’Universo chiama, mediante le pulsazioni del Cuore quadripartito dello Ierofante solare, ad ancorare e stabilizzare il Tempio umano.

Regolo guida il Sole, attraverso il Cuore, al Mistero della Legge o Necessità: a quella rettitudine e conoscenza-diretta che è il Volere solare, e risuona in ogni cuore, irradiandosi in Leggi regolatrici dell’attività o intelligenza creativa delle sue creature, secondo le Leggi.

 

Regolo, il Regolatore, il Legislatore, esprimendo con questo termine l’idea che l’uomo può essere ora legge a se stesso [nel Segno di Leo si acquisisce la coscienza di sé e, avanti nell’evoluzione, il dominio di sé da parte del Sé superiore], poiché entro di lui vi è il re, il governatore”. “Regolo, la legge dell’individuo…”. (A. A. Bailey, Le Fatiche di Ercole, Collezione Lucis).

 

Regolo, è segnalato dall’Astrologia esoterica quale Centro primario del Segno di Leo, il quale è governato “in senso cosmico e a prescindere dal sistema solare” da Sirio, il Magnete, il Fuoco distributore dell’Amore cosmico, il Cuore cosmico ed Ego primario del nostro Logos solare: “Le virtù di Sirio, che sono tre, si concentrano in Regolo, stella di prima grandezza sovente chiamata “il cuore del Leone”. I nomi dati alle stelle nel corso dei millenni contengono più verità esoterica di quanto finora si creda, e questo ne è un esempio.” (A. A. Bailey, Astrologia esoterica, Collezione Lucis).

 

Conclusioni

Litha e Lughnasadh sono, nella Ruota dell’Anno, due festività comparabili, in quanto rappresentano entrambe il periodo del raccolto a livello mondano, mentre a livello spirituale svelano il Mistero della Legge, ovvero della Necessità, che si manifesta nell’auto-regolazione.

I momenti rilevanti di questo periodo sono:

  • 21 giugno: ingresso nel periodo estivo con il Solstizio d’Estate, di cui Cancro è il segno Cardinale, Leone il segno Fisso, e Vergine il segno del mutamento.
  • 24 giugno: S. Giovanni, che tradizionalmente si festeggia con la raccolta delle erbe.
  • 1 agosto: Lughnasadh o festa della mietitura, in conformità all’asterismo stellare della Falce; coincide con la levata eliaca di Sirio, che nell’epoca pre-cristiana avveniva nella seconda metà di Luglio, in epoca attuale avviene nella prima metà di Agosto (alla latitudine di Roma esattamente l’11 agosto); coincide anche con l’attuale festività di Ferragosto.
  • 23 agosto: allineamento Sole-Regolo: a livello astrologico gli insegnamenti iniziatici riguardano la conoscenza di sé e l’auto-regolazione.

Regolo e Sirio sono dunque correlati, ed entrambi trovano analogie con l’Arcangelo Michele, detentore della Bilancia come mezzo di regolazione e comparazione, e della spada, che recide il superfluo, oppure recide ciò che è necessario prendere. 

Il Segno del Leone, in cui si trova Regolo, è un segno fisso, che segna il periodo estivo, correlato all’Elemento Aria nella Ruota dello Zodiaco. L’Elemento Aria è in relazione con il simbolo della Spada e con l’intelletto, inteso come pensiero logico-razionale, deputato alla funzione analitica.

Infine, benché si festeggi san Giovanni, il Leone è simbolo dell’Evangelista San Marco. La festa liturgica di S. Marco cade il 25 aprile, tuttavia, a Venezia, dove il Santo è patrono, gli si dedica anche il 25 giugno, giorno del ritrovamento (nel 1904) delle reliquie occultate, secondo la leggenda, dentro un pilastro. 

 

 

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