universo

XXI. Il Mondo o L’Universo

 

La fine genera l’inizio! 

Tutte le forme dell’evoluzione esistono contemporaneamente,

poiché l’Universo rappresenta la fine

che imprime le sue esperienze del futuro nel passato.

 

 

Corrispondenze del XXI Arcano

Il Mondo di Oswald Wirth

L’Universo di Aleister Crowley

Gli Insegnamenti di Eliphas Levi

Considerazioni sul XXI Arcano

L’Universo nella Divinazione

 

Corrispondenze del XXI Arcano

 

Titoli dell’Arcano: 

Nel mondo divino = ABSOLUTUM = assoluto metafisico = è la più alta manifestazione dell’Archetipo accessibile dalle nostre menti.

Nel mondo umano = ADAPTATIO OPERIS MAGNI = adattamento della Grande Opera 

Nel mondo della Natura = OMNIPOTENTIA NATURALIS = onnipotenza della natura

Nome scientifico = CORONA MAGORUM = corona magica

Evoluzione dei Simboli: nel mazzo Visconti (1450) si vedono due cupidi che sorreggono una sfera con dentro una città circolare in mezzo alle onde, stagliata contro un cielo stellato: si tratta della Gerusalemme Celeste. A partire dal mazzo di Marsiglia (1751) si stabilizza un’immagine completamente diversa, ma comunque derivata. Vengono aggiunti agli angoli della carta i 4 animali dell’apocalisse, che fanno da cornice a una corona floreale centrale nella quale compare una donna nuda, con una stola su una spalla, che le ricade sui fianchi. Nel Grand Etteilla (1887) e in Papus (1904) la corona floreale rimane circolare e si trasforma nell’Ouroboros alchemico, mentre nel mazzo di Marsiglia e in Crowley (1944) assume la forma di mandorla mistica o vescica piscis, (la porta della vita femminile). La donna ha due bacchette in mano, con le gambe incrociate nella posizione del 4 come l’Imperatore e l’Appeso. Solamente in Wirth, non ha le gambe incrociate e tiene le bacchette con una sola mano. Crowley chiama questa carta l’Universo e trasforma la stola in un serpente, proveniente dall’occhio di Dio, che danza insieme alla Donna.

Principio: Il Mondo rappresenta la Dea della vita, insieme ai quattro elementi del cosmo, indispensabili al mantenimento della vita nel mondo. L’individuo rinasce, ed il mondo che lo circonda rinasce con lui, e non esiste altro che per lui. Egli ha il compito di nutrire il mondo, così che esso nutrirà lui stesso, nel ciclo ineluttabile della vita.

Il mondo è in tutti noi, non è inaccessibile, né utopistico né illusorio. In esso sono contenuti tutti gli elementi perché noi stessi possiamo risvegliarci, per fare in modo che si compiano i tempi. I tempi in realtà si sono già compiuti nel “qui ed ora”, ma noi non lo sappiamo poiché in verità noi non viviamo in questo mondo ma nell’illusione del mondo che crediamo, nell’interpretazione che noi gli diamo. Per conoscere il mondo bisogna conoscere se stessi.

Verbo: Compiere, ottenere, riuscire, appagare. Sintesi. Redenzione compiuta. Reintegrazione nell’unità divina. La materia spiritualizzata, glorificata, divinizzata. Regno di Dio Gerusalemme celeste. Profezia realizzata.

Ventunesima porta: tutto è una cosa sola. Il compimento. Questo livello di coscienza impedisce ogni definizione: al di là di questa porta non c’è più né inizio né fine, tutto si compie costantemente. La ricerca dell’individuo va al di là dell’intelletto.

Messaggio: tratta il Tempo e tutte le condizioni di Avvenimenti come Servi della Tua Volontà, destinati a presentarti l’Universo in forma del tuo Piano. Benedizione e adorazione al profeta della Stella piacevole.

Cabala: la lettera Tau, il segno della Croce, che nell’Albero della Vita appare come un’emanazione della Nona Sefirah Yesod, il Fondamento, che rappresenta il processo riproduttivo e l’equilibrio fra il cambiamento e la stabilità. L’influsso del Sentiero di Yesod discende su Malkuth, il Regno, l’ultima Sefirah, che rappresenta la Terra e la Figlia. Qui compare la dottrina di “porre la Figlia sul trono della Madre”: la madre è la Sefirah Binah, che è Malkuth su un piano più alto, e corrisponde al pianeta Saturno.

Runa: Dagaz e Odal. Esse non marcano solo il culmine ma anche l’inizio della decadenza, poiché sono le Rune dell’eterna trasformazione e non cambiano mai.

Pianeta: Saturno, il Vecchio Dio, il Dio della fertilità, il Sole a Sud, ma allo stesso tempo il Grande Mare, la Grande Madre.

Astrologia: Nettuno per l’esperienza dell’unità cosmica, la saggezza spirituale onnicomprensiva, il mondo tra i mondi delle immagini eteriche dell’anima; Plutone per la forza creativa centrifuga, la volontà spirituale, come processo dell’unione attraverso l’eterna trasformazione.

Profumi: Incenso

Cristalli: Ambra, Quarzo Ialino.

 

Il Mondo di Oswald Wirth

UniversoLa costruzione dei tarocchi in ternari e settenari assegna al numero 21 un valore di sintesi Suprema: corrisponde al complesso di ciò che è manifesto, quindi al Mondo (Universo), risultato dell’azione creatrice permanente.

La realtà che crea questa azione non è circoscritta a ciò che ricade sotto i nostri sensi, che sono strumenti adatti soltanto alla materialità fittizia, nella cui penombra allucinante noi ci dibattiamo. Di tutto ciò che esiste noi percepiamo soltanto il volto morente, composto da scorie che stanno per fissarsi e per immobilizzarsi relativamente, in una materializzazione apparente e illusoria. Noi ignoriamo l’essenza viva delle cose.

Il mondo è un vortice, una danza perpetua in cui nulla si ferma e tutto vi gira incessantemente, perché il movimento è il generatore delle cose. Questo concetto, risale all’età preistoriche, come ci permette di stabilire la venerazione tributata alla svastica, la croce gammata, dalle braccia ripiegate a squadra o incurvate ad uncino. Questo emblema, ricorda il movimento della volta celeste che, agli occhi dei nostri lontani antenati, si comunicava agli esseri e alle cose, animando gli uni e muovendo le altre. Da questo movimento deriva la vita, che i primitivi consideravano divina.

Questo Arcano si ispira a queste idee millenarie quando ci mostra la dea della vita che corre entro una ghirlanda di foglie. Riconosciamo in questa divinità la giovane donna nuda dell’arcano 17 che, questa volta, è pudicamente velata da un leggero drappo rosso, colore dell’attività. Con la sua corsa incessante, questa infaticabile Atalanta, rimane fissa al centro del movimento rotatorio da lei stessa mantenuto.

Questo suo atteggiamento, sia pure in modo meno distinto, è simile all’Imperatore (4),  che ricorda il segno dello zolfo poiché la testa e le braccia tracciano un triangolo sotto il quale la gamba sinistra sollevata dietro alla destra accenna la croce.

Così la animatrice del mondo si apparenta al fuoco centrale che fiammeggia senza riposo nella sua fissità. È l’anima corporea dell’universo, la Vestale del fuoco di vita che arde in tutti gli esseri. Questo suo ruolo spiega le due bacchette che tiene nella mano sinistra e che terminano in sfere, una rossa e l’altra azzurra: con la prima si captano le energie ignee, destinate ad associarsi al Fuoco Vitale che languirebbe se non fosse costantemente rianimato dal soffio aereo della sfera azzurra.

Le forze captate vengono trasmesse dalla mano destra al velo rosso che la giovane donna trattiene.

Se le bacchette fossero tenute ognuna in una mano, indicherebbero l’azione magnetica alternata nella sua polarizzazione, mentre le bacchette riunite in una sola mano indicano un’azione simultanea di opposizione e trasmissione.

La giovane donna che maneggia le bacchette magiche rappresenta la Fortuna Maggiore dei geomanti. Per questa ragione, promette più dei piccoli successi effimeri della Fortuna Minore (10).

Qui la ruota non è più il circuito della vita individuale dominata dalla Sfinge, ma si confonde con l’orbe del mondo, all’esterno del quale si esercita l’opposizione delle attrazioni elementari, rappresentate dal quaternario cabalistico di cui la Sfinge è la sintesi.

Il circuito Vitale che ingloba tutte le cose si traduce nell’Arcano 21 in una ghirlanda ovale a tre file di foglie verdi, trattenute in alto e in basso da nastri d’oro incrociati.

Quattro rose disposte a croce adornano la ghirlanda. Questi fiori abbelliscono e spiritualizzato la vita, grazie al soffio dello spirito rigeneratore che si manifesta attraverso di lei (4 X 5 = 20). Il loro soave profumo incanta le anime, di cui esalta l’ardore generoso pur distogliendo le dalla violenza e dalla ferocia. La Rosa si addice i cavalieri che pongono il loro vigore e il loro coraggio indomabile al servizio di un ideale di Amore puro. Il quaternario cosmogonico della tradizione religiosa riceve nel Arcano 21 la raffigurazione consacrata.

Il Toro di San Luca che rappresenta la terra primaverile e il nero, ma le sue corna sono rosse in considerazione delle energie ignee inerenti alla materia dall’apparenza passiva.

All’animale domestico pesante e paziente che lavora la terra, succede l’impetuoso Leone di San marco, la cui criniera tinta di giallo e di rosso fiammeggia come il fuoco divoratore, simboleggiato dalla belva che, come costellazione zodiacale, ci dà il calore torrido dell’estate, fatale alle piante verdi, che inaridisce, ma indispensabile alla maturazione dei cereali.

In diagonale rispetto al toro terrestre, l’Aquila di San Giovanni si accinge a spiegare le ali che sono esternamente dorate, come il suo becco ed i suoi artigli, mentre tutto il resto del corpo è azzurro, il colore dell’Aria.

Tra l’Aquila e il Toro, rispettivamente costellazioni dell’autunno e costellazione della primavera, sta l’Angelo di San Matteo, che astronomicamente corrisponde all’Acquario, segno opposto al Leone. E che corrisponde il genio della Temperanza (14).

Vestito di rosso, questo Angelo si cinge di nuvole, al di sopra delle quali tende le Ali d’Oro che lo innalzano alla più pura idealità, di cui si impregnano i vapori sublimi che si condensano attorno a lui, in attesa di risolversi in pioggia spiritualmente fecondante.

L’Angelo e i 3 Animali Sacri sono rappresentati nel cielo dalle stelle di prima grandezza situate ai quattro i punto cardinali: Aldebaran, l’occhio del Toro; Regolo, il cuore del Leone; Altair, la luce dell’Aquila; Fomalhaut del Pesce Australe,  che assorbe l’acqua sparsa dall’Acquario.

Questi astri segnano le estremità di una croce il cui centro è la stella polare che, nella sua immobilità nel bel mezzo della rotazione celeste, corrisponde nell’Arcano 21 alla giovane donna circondata da un ovale di foglie che raffigurano la zona dell’eclittica.

Nessuno può penetrare nel tempio dove risplende la luce pura dello spirito di cui la Papessa (2) tiene le chiavi. Ma quando la materia svanisce davanti alla nostra percezione mentale, nessun ostacolo si oppone alla nostra completa illuminazione.

Il saggio si distingue perché non si fa illusioni sulla falsa realtà che ricade sotto il dominio dei sensi. Davanti alla sua vista spirituale, tutto diventa spirito. Il mondo gli appare come il miracolo della cosa unica degli Ermetisti.

Questa conoscenza diretta è detta Gnosi, ed è la ricompensa suprema degli sforzi dedicati alla ricerca della Verità,  che si manifesta senza riserve come una donna nuda che scosta il velo delle apparenze per comunicare il segreto dell’essenza delle cose.

Possedere questo segreto significa disporre della Scienza Universale e della potenza illimitata che ne deriva: significa realizzare l’ideale dell’adetto perfetto. L’uomo, definitivamente risollevato dalla sua caduta, diviene luminoso e conclude il ciclo della sua reintegrazione.

Cosmo, universo coordinato, Regno di Dio. Tempio ideale compiuto. Totalità, reintegrazione, perfezione. Scienza integrale, sovrana potenza spirituale.

 

L’Universo di Aleister Crowley

Al centro della carta vediamo la dea vergine, Eva, danzare con il serpente del peccato davanti alla Ruota Celeste che rappresenta la rotazione del Piano Creativo divino: l’eterno diventa e muore. 

Lei è la dea nuda Eurinome, di cui raccontano i Pelasgi, che danza all’inizio dei tempi con il serpente Ofione e crea l’uovo del mondo.

Come la sua danza porta delle nuove figure che fanno sparire e sostituisco quelle precedenti, così la vita nell’universo è sottoposta a un continuo processo di cambiamento.

In lei si avvera la via che è cominciata nel Matto e che deve sfociare in una nuova via, perciò la domanda del senso diventa inutile. Il senso sta in sé stesso, nella liberazione dal senso, poiché la meta è la via. Questo è il paradosso di tutto il divenire. 

Sulla carta questo viene rappresentato dalla dea vergine che si unisce nella danza con il serpente che può essere sia simbolo della vita (bastone di Esculapio) che della morte, (serpente del Paradiso).

Il serpente in questo Arcano è interpretato da Crowley come il bambino di Nut e Hadid, il che è un’allusione nascosta alla natura oscura di questo essere.

Il serpente non è una contraddizione di Dio ma il lato oscuro che abbiamo distaccato da Dio per farlo esistere come il bene.

Ricercando il bene, creiamo il problema della rimozione del male, poiché non vogliamo riconoscere che molta luce causa molta ombra. Solo quando capiremo che ogni lato chiaro rappresenta un’unità soltanto insieme al suo polo oscuro e contrapposto, avremmo capito il messaggio di questa carta.

La dea e il serpente rappresentano le polarità nella vita umana che attraverso la loro danza eliminano la divisione tra luce e ombra per partorire lo Spirito Divino e tornare così all’unità. Così si raggiuge il ritorno agli inizi e la meta finale. Io e il padre siamo uno.

Crowley scrive: “In questo senso l’immagine dell’universo corrisponde a quella di una vergine. Nelle sue mani tiene la forza raggiante, a forma di spirali, l’attivo e il passivo, ognuno nel possesso della sua doppia polarità. Il suo compagno danzante viene rappresentato come Heru-Ra-Ha dell’Atu. 

Un ellisse circonda la figura centrale con un anello di stelle composto da 72 cerchi che rappresentano le galassie e le isole di mondo che crescono nell’infinito verso il nulla.

Il numero 72 è un quinto del cerchio, in esso sono dunque impliciti i quinari dello Zodiaco. Allo stesso tempo è simbolo della precessione poiché il cielo delle stelle fisse avanza ogni 72 anni di 1°. Per questo motivo ogni 2160 anni Comincia una nuova epoca.

Per i cabalisti il numero 72 è il numero del nome Divino che consiste in 72 lettere, oppure in 72 forme la cui totalità venne chiamata Shemhamphorasch. 

«Al centro una ruota che mostra i 10 corpi più importanti del sistema solare introduce la forma dell’Albero della Vita. Questo Albero non è visibile se non per quelli che hanno un cuore puro. Noi ne vediamo un laccio intrecciato in sé stesso oppure una bocca, simbolo di ciò che partorisce e dell’incomprensibile che divora. Ciò tende verso la decomposizione, ma con la decomposizione aumenta anche il divenire che cerca di riunire ciò che si sta sgretolando: l’infinito che si forma non si risolve nell’infinito ma si forma in sempre nuovi modelli creativi. Questa energia che si espande e si contrasta continuamente, che è onnipresente e si realizza nell’eterno muori e diventa, è ciò che noi chiamiamo Universo». 

Nella parte inferiore della carta, viene rappresentato lo schizzo per la costruzione di un tempio come espressione del piano creativo e della struttura data, che sta al principio di ogni nuova scoperta. E’ la struttura scheletrica della Casa della Materia che mostra i 92 elementi chimici conosciuti, disposti secondo la loro condizione nella gerarchia. 

I quattro Cherubini negli angoli della carta abbracciano l’universo esistente; essi sono degli esseri alati, portatori dei quattro altari celesti le cui immagini esprimono la presenza di Dio. Nella Papessa, li incontriamo nelle maschere dei principi della vecchia epoca che si erano irrigiditi in dogmi, ma nell’Universo sono pieni di nuova vita.

Al margine superiore della carta, troviamo la vulva cosmica aperta, che è anche l’occhio di Shiva, dalla quale nasce un nuovo cosmo, e la cui chiusura distrugge il creato. La vulva della Dea è un occhio aperto che getta la sua luce sul serpente, o emana il serpente stesso. L’occhio è la legge del Cosmo, e la donna che si concilia con il serpente si libera dal peccato originale.

Quest’ultimo Trionfo ci mostra l’obiettivo che deve passare per ridiventare. Il divenire che si crea da sé stesso, perciò il tempo appartiene al Giudizio (Arcano XX), mentre il Dio invisibile, che determina il tempo perché l’eterno possa avanzare nel tempo e nello spazio, è riservato all’Universo.

La carta descrive l’immagine della più alta energia creativa che agisce nel nascosto, l’oscillazione dello Spirito che, attingendo dal vuoto e fluendo nel nulla, crea il sogno dell’Eterno tempo e spazio. Per questo non c’è né inizio né fine, così ogni nascita porta in sé l’esperienza della morte.

Tutte le forme dell’evoluzione esistono contemporaneamente, divise dalla comprensione di tempo e spazio del nostro conscio, poiché l’Universo rappresenta la fine che imprime le sue esperienze del futuro nel passato. È per questo che si incarna nella conoscenza della fine su un nuovo scorsoio.

Crowley scrive: «Il Matto rappresenta la manifestazione che esce dal negativo. Questa manifestazione è l’Universo, il suo obiettivo raggiunto, che è disposta a tornare all’inizio. Le 20 carte che si trovano tra queste due rivelano la grande opera e le sue forze attive a vari livelli».

Se guardiamo la seconda decade degli arcani maggiori riconosciamo che nella costruzione delle carte che vanno da 13 a 21 sono contenute delle chiare indicazioni sulle stazioni alchimistiche. L’Universo rappresenta, nell’opera alchemica, la liberazione dell’Anima Mundi dalla prima materia. La Morte (13) significa discesa dello spirito nella materia (14) e questo è l’inizio dell’opera alchemica. 

Nello Rosarium Ermete dice di sé stesso: “Io (la pietra) creo la luce ma il buio fa parte della mia natura”. 

Dal 16 al 19 abbiamo le quattro fasi classiche del processo alchimistico, che corrispondono ai 4 colori originali elencati da Eraclito: Melanosis (Nigredo, annerimento), Leukosis (Albedo, imbiancamento), Xanthosis (Citrinitas, ingiallimento),  Iosis (Rubero,  rossore). 

L’annerimento corrisponde allo stato iniziale, l’oscuramento del Mercurius senex, dal quale sono usciti Spiritus e Anima.

Dall’annerimento l’abluzione porta direttamente alla colorazione bianca, oppure l’anima sfuggita durante la morte viene ricongiunta con il corpo per ravvivarlo (17).

La colorazione bianca è il crepuscolo, mentre il rossore corrisponde al sorgere del Sole (19). Il passaggio tra il bianco e il rossore corrisponde alla colorazione gialla (18). Infine, l’ Eone (20) partorisce la Fenice delle ceneri, e così la grande opera è compiuta.

L’Universo è l’espressione dell’integrità nella quale il divino si esprime nei suoi tre aspetti di occhio, vergine e serpente, in armonia con la costruzione del Tempio terrestre, espressione dei quattro cherubini.

Il numero sette che viene così formato dalla somma dei quattro cherubini e dei tre aspetti,  è l’espressione di un limite di tempo contenuto tre volte nel valore numerico della carta (21).

I colori generali della carta sono cupi, rappresentando la confusione e l’oscurità del mondo materiale. Ma il Nuovo Eone ha apportato pienezza di Luce e la Terra non è nera ma di un puro verde brillante. Allo stesso modo l’indaco di Saturno è derivato dal blu vellutato del cielo di mezzanotte e la fanciulla che danza rappresenta l’uscita attraverso questo mondo verso l’eterno.  

 La carta indica la meta raggiunta, il culmine di un’evoluzione, l’obiettivo stesso della vita, il nostro posto in questo mondo al quale apparteniamo.

 

Gli Insegnamenti di Eliphas Levi

Il Dogma e il Rituale dell’Alta Magia

Si tratta ora di rivelare il Grande Arcano, il segreto tremendo di vita e di morte espresso nella Bibbia con le parole simboliche dette dal serpente.

Uno di privilegi dell’iniziato, che tutti gli altri riassume, è la divinazione. Divinare significa congetturare quanto si ignora, ma il vero senso della parola finisce con l’essere ineffabile. Divinare significa esercitare poteri divini.

Essere indovino è essere divino, e i due segni dell’umanità divina sono le profezie e i miracoli.

Essere profeta vuol dire vedere in precedenza gli effetti che nelle cause esistono, leggere nella luce astrale.

Fare miracoli e agire sull’agente universale e sottometterlo alla propria volontà.

Una delle essenziali condizioni della divinazione è quella di non essere mai forzata né messa alla prova. Dare prova della Scienza a coloro che della Scienza dubitano è come iniziare degli indegni, profanare l’oro del santuario, meritare la scomunica dei saggi e la morte dei rivelatori.

L’essenza della divinazione è il Grande Arcano magico, è rappresentata da tutti i simboli della scienza ed è strettamente collegata dal dogma unico e primitivo di Ermete. In filosofia conferisce la certezza assoluta; in religione il segreto universale della fede; in fisica la composizione, la decomposizione, la ricomposizione, la realizzazione e l’adattamento del mercurio filosofale, chiamato azoto dagli alchimisti; in dinamica moltiplica le nostre forze per quelle del moto perpetuo.

La divinazione è contemporaneamente mistica, metafisica e materiale, con corrispondenza di effetti nei tre mondi. Procura carità in dio, verità in scienza e oro in ricchezza giacché la trasmutazione metallica è contemporaneamente un’allegoria ed una realtà: è possibile realmente e materialmente fare dell’oro con la pietra filosofale, che è un amalgama di sale, zolfo e mercurio tre volte combinato in azoto con triplice sublimazione e triplice precipitazione.

L’operazione è spesso facile e può farsi in un giorno, in un istante, mentre altre volte richiede mesi e anni. Ma per riuscire nella Grande Opera è necessario essere divinus nel senso cabalistico della parola, ed è necessario aver rinunciato al vantaggio della ricchezza per interesse personale, di cui così si diventa il dispensatore.

La divinazione è un’intuizione, e la chiave di questa intuizione è il dogma universale magico dell’analogia. Per le analogie il mago interpreta i sogni. Solo, è indispensabile conoscere l’altezza intellettuale del sognatore. Il sonnambulismo, i presentimenti e la seconda vista non sono che una disposizione particolare, sia accidentale che abituale, a sognare in un sogno volontario cosciente, cioè a percepire i riflessi analogici della luce astrale.

Quanto agli strumenti divinatori non sono che un mezzo di comunicazione fra l’indovino e il consultante, e spesso non hanno altro scopo che quello di fissare le due volontà su uno stesso oggetto.

Le figure vaghe, complicate, mobili, aiutano a concentrare i riflessi del fluido astrale, per questo si vedono, nei fondi di caffè, nelle nubi, nei chiari d’uovo ed altro ancora, delle forme fatidiche che esistono solo nell’immaginazione degli operatori. La visione nell’acqua avviene per abbagliamento: si affatica il nervo ottico che cede le sue funzioni al traslucido producendo un’illusione ottica, per cui si vedono come immagini reali i riflessi della luce astrale.

Le persone nervose, dalla vista debole e dall’immaginazione vivida, sono più adatte a questo genere di divinazione, che riesce ancora meglio se fatta da fanciulli. Si vede senza dubbio con l’immaginazione, e in questo sta il lato naturale del miracolo, ma si vedono delle cose reali, ed in questo consiste il meraviglioso.

Il tarocco, libro ispiratore di tutti i libri sacri dei popoli antichi è, a causa della precisione analogica delle sue figure e dei suoi numeri, uno strumento perfetto di divinazione e gli oracoli di questo libro sono sempre rigorosamente veri, almeno in un certo senso. E quando nulla predice, rivela sempre delle cose nascoste, dando saggi consigli. Si può consultare il libro dei tarocchi non solo sulle probabili sorti del destino, ma anche e soprattutto sui problemi della filosofia e della religione, di cui danno sempre una soluzione certa è mirabilmente precisa, se si spiegano nell’ordine gerarchico dell’analogia dei tre mondi con i tre colori e le quattro sfumature che compongono il settenario sacro.

La divinazione è esercizio del potere divino e realizzazione della Scienza divina. La divinazione e il sacerdozio del mago. Ma, nella credenza generale, la divinazione si riferisce più specialmente alla conoscenza delle cose nascoste. Di tutti i misteri della natura, il più profondo e quello del cuore dell’uomo, eppure la natura non consente che la sua profondità si è inaccessibile. Malgrado ogni dissimulazione, malgrado la politica più abile, essa traccia ed espone nelle forme del corpo, nella luce degli sguardi, nei movimenti del corpo, nella camminata, nella voce, infiniti i segni rivelatori.

La fisionomia del volto del corpo, le rughe, le linee della mano, forniscono agli studiosi di magia delle preziose indicazioni così la chiromanzia e le scienze del volto, del cranio, e anche delle posture e delle espressioni del viso.

Il perfetto iniziato non ha neppure necessità di queste indicazioni, egli prova un’impressione che gli rivela l’uomo nel suo intimo, con uno sguardo legge nei cuori, trovandosi così a fingere e ad ignorare per disarmare la paura o l’odio dei cattivi che egli conosce bene. 

La divinazione degli avvenimenti a venire non è possibile solo per quelli la cui realizzazione è riposta nelle loro cause. L’anima del divinatore, guardando per mezzo dell’apparato nervoso nel cerchio della luce astrale che influenza ed è influenzata da un uomo, legge con una sola intuizione tutti gli odi e tutti gli effetti che quest’uomo ha attirato intorno a sé, e può predire così tutti gli ostacoli, le intenzioni, ed evitare, forse, la morte violenta che lo attende, ma non potrà mai prevedere le private determinazioni, i capricci e le improvvise volontà. 

Ci sono due tipi di veggenti: gli istintivi e gli iniziati. Le previsioni dell’istinto sono spesso sicure quanto quelle della scienza, mentre i meno chiaroveggenti sono coloro che maggiormente ragionano. La visione divinatrice non avviene che in stato di estasi, e per giungervi è necessario rendere impossibile il dubbio e l’illusione, addormentando o incantando il pensiero.

Gli strumenti e della divinazione non sono che mezzi di magnetizzarsi e di astrarsi per concentrare la propria attenzione.

I profumi e le invocazioni assopiscono il pensiero, l’acqua o il colore nero assorbono i raggi vitali, e allora si produce uno sbalordimento, una vertigine che sono seguiti dalla lucidità nei soggetti che vi hanno attitudine naturale o che vi siano stati convenientemente preparati.

La geomanzia e la cartomanzia sono altri mezzi per giungere allo stesso fine: le combinazioni dei simboli e dei numeri danno un’immagine abbastanza esatta delle probabilità del destino, tanto da fornire all’immaginazione una guida per vedere la realtà delle cose nei simboli.

Più l’interesse è eccitato, più grande il desiderio di vedere, più assoluta è la fiducia nell’intuizione, e più la visione è chiara.

Gettare a caso dei punti di geomanzia o tirare le carte alla leggera è un gioco da fanciulli. Le sorti sono oracoli per il solo fatto di essere magnetizzati dall’intelligenza diretta dalla fede.

Il tarocco era il libro unico dei magi. Esso è la Bibbia primitiva che e gli antichi consultavano come i primi cristiani consultarono le sorti dei santi, e cioè i versetti biblici tratti a caso e determinati col pensare un numero.

Quanto più complicate sono le cerimonie che si compiono nell’esercizio della divinazione, tanto più si eccita l’immaginazione: lo scongiuro dei quattro, la preghiera di Salomone, la Spada Magica per scacciare i fantasmi.

Si dovrà evocare il genio del giorno e dell’ora in cui si opera ed offrirgli il suo particolare profumo, poi si stabilirà un rapporto magnetico con il consultante chiedendogli, ad esempio, quale animale gli sia simpatico e quale antipatico, quale sia il suo fiore o colore preferito.

I fiori, i colori e gli animali, hanno relazione con i 7 geni della Cabala.

Coloro che amano l’azzurro sono sognatori e realisti, il rosso è preferito dai materialisti, capricciosi solo coloro che amano il giallo, mentre quelli che preferiscono il verde hanno spesso un carattere astuto e venale. Saturno esercita il suo influsso su coloro che scelgono il nero, mentre il rosa è il colore preferito da Venere. Eccetera eccetera.

Nobili e laboriosi sono coloro che amano i cavalli, ma al tempo stesso sono docili e pieghevoli. Affettuosi e fedeli sono coloro che amano il cane. Il gatto è amato da quelli che hanno un carattere indipendente e libertino. Le persone di indole franca temono il ragno, mentre le anime fiere nutrono un’invincibile antipatia per il serpente.

Le persone prove e di carattere delicato non possono soffrire i topi, il voluttuoso prova orrore per il rospo che è freddo, solitario, triste e ripugnante.

Simpatia analoghe a quelle dei colori e degli animali valgono per i fiori. Ma basterà un solo gusto di una persona a far conoscere e indovinare tutti gli altri.

In seguito è necessario interrogare il consulente circa i suoi sogni abituali: i sogni sono, infatti riflesso della vita sia interiore che esteriore dell’individuo. I filosofi antichi vi davano molto importanza, i patriarchi vi vedevano delle sicure rivelazioni, e la maggior parte delle rivelazioni religiose sono state fatte nel sogno.

Per mezzo dei sogni si manifesta il temperamento, e siccome si esercita sulla vita una continua influenza è necessario conoscerli per scoprire con certezza i destini di una persona. I sogni di sangue, di piacere, di luce, sono indice di temperamento sanguigno; i sogni di acqua, di fango, di pioggia e di lacrime, indicano una disposizione piuttosto flemmatica; il fuoco notturno, le tenebre e i fantasmi compaiono nei sogni dei biliosi e dei melanconici. Infine è prudente diffidare delle persone che in sogno vedono abitualmente cose orribili.

L’uomo con cattiva coscienza crederà sempre che lo si sospetti o lo si accusi. Diffidente ma curioso quanto malvagio, teme soprattutto di riconoscere i suoi torti. Il passato lo tormenta e il futuro lo spaventa. La sua vita è un’eterna lotta tra le buone aspirazioni e le cattive abitudini.  Non è una persona determinata, e tende a essere uno sfruttatore. Millanta qualità che non possiede, ma spesso crede di possedere, almeno nel momento in cui si esprime. In linea di massima ignora qualsiasi verità poiché non è neppure in grado di comprenderla pur credendosi intelligentissimo.

Naturalmente un indovino può anche decidere di fare il furbastro, facendo avverare le sue previsioni: ad esempio predicendo ad una donna che desidera maritarsi che andando ad un determinato ritrovo, incontrerà un uomo che la noterà e, nel susseguirsi degli eventi, ne verrà fuori un matrimonio. La donna di sicuro andrà all’evento, di sicuro incontrerà qualcuno, ma anche se il matrimonio non ci sarà tornerà di certo dall’indovino, sempre più spesso, per alimentare la sua illusione a cui non vuol rinunciare.

 

Il Rituale Magico del Sanctum Regnum

Comprendete ora l’enigma della Sfinge? Conoscete i pensieri che si agitano nella sua testa d’Uomo? L’amore che pervade il suo petto di donna? La fatica indicata dai suoi lombi di Toro? La lotta che possono sostenere i suoi artigli di Leone? La sapienza e la poesia delle sue ali d’Aquila? 

Si, già lo sai: la Sfinge si riferisce all’uomo: non è anch’esso una sfinge, magari di differente sintesi? In alcuni abbiamo una testa di Leone, altri di Toro, o di Aquila o di Ibis. Ciascuno di essi ha la sua controparte divina, ed è questa che i saggi dell’Antico Egitto dipinsero nei loro geroglifici che gli studiosi profani trovano così ridicoli e ingannatori.

A causa di queste diverse ispirazioni divine, e dei loro differenti influssi sulla volontà umana, i saggi hanno tracciato talismani e pentacoli dalle forme diverse. Ma tutti gli iniziati hanno fede nell’efficacia di simboli ed emblemi.  E così ognuno può fare differenti talismani o pentacoli.

Ogni saggio deve avere il suo talismano, ed ogni maestro la sua chiave.

Vi sono i talismani di Ermete, altri di Salomone, vi sono segni usati da Paracelso, altri da Agrippa, e altri ancora da Alberto Magno, e tutti incarnano le stesse idee, ma secondo la forma speciale della loro consacrazione, parlano idiomi diversi del linguaggio dei geroglifici.

Quando sarai iniziato, potrai presto realizzare e adattare i tuoi stessi talismani e pentacoli. Sceglierai le ore appropriate, impiegherai profumi idonei e comporrai da solo le invocazioni, sul modello di quelle che potrei trovare fra le numerose Clavicole di Salomone. 

Ricorda inoltre che chiunque consulti un oracolo, abdica al proprio libero arbitrio e indirizza un appello alle forze fatali. Il vero saggio dirige e corregge l’oracolo, ma non lo consulta mai.

Nelle difficoltà della vita, si consulti la Sfinge. Se è necessaria una decisione, la si chieda alla testa d’uomo. Se si desidera affetto, lo si chieda al petto di donna. Se si vuole aiuto lo si chiedano agli artigli del leone, e se si è poveri ai lombi di toro. Quindi si faccia il lavoro necessario. La sfinge divora solo coloro che non riescono a comprenderla, ma obbedirà a chiunque abbia compreso la risposta al suo enigma. Tutte le forze della natura corrispondono a forze umane, e dipendono dalla volontà nella propria sfera di azione e quest’ultima si ampia col costante impiego della forza di volontà stessa. L’uomo è degno di qualsiasi cosa creda di esser degno, può fare qualsiasi cosa desideri fare, può diventare tutto ciò che desidera diventare.

Il Mondo rappresenta il trionfo finale del Mago, la piena assunzione dei suoi poteri. Egli ha compiuto la Grande Opera, ha raggiunto e messo a frutto il risveglio, è pervenuto allo stato superiore dell’Essere e può dominare sia la natura fisica che quella spirituale, sia in se stesso che fuori di se stesso, il microcosmo e il macrocosmo. Ha raggiunto il polo centrale, è ormai colui che ha coabitato con gli Elementi, dominato la natura, dato la scalata al più alto dei cieli, elevandosi al di sopra degli Angeli fino all’archetipo col quale diviene cooperatore, è nulla gli è più impossibile.

 

Considerazioni sul XXI Arcano

La scuola francese pone questo arcano al ventiduesimo posto della sequenza, preceduto dal Matto, che assume la ventunesima posizione dopo il Giudizio. In questo caso il Matto corrisponde alla Lettera Ebraica Shin, mentre il Mondo corrisponde comunque all’ultima lettera Tau.

La scuola inglese non pone alcuna variazione rispetto alla sequenza numerica degli Arcani Maggiori, assegnando al Matto la posizione numero zero, l’Universo corrisponde alla lettera ebraica Tau, mentre il Matto è correlato alla lettera Alef. Insieme, queste due lettere che sono la prima e l’ultima dell’Alfabeto ebraico, formano la parola “Ath” che significa essenza. Tutta la realtà è quindi compresa tra queste due lettere e quindi tra questi due Arcani, che formano l’inizio e la fine.

 

 

Il Mondo nella Divinazione

L’universo o Mondo indica spesso uno stato d’animo, i sentimenti che collegano gli individui gli uni agli altri, le preoccupazioni di ordine collettivo, le aspirazioni elevate, le motivazioni nobili; oppure indica la cristallizzazione della materia implicata nella domanda stessa, la fine della materia, la fine di un ciclo ed un nuovo inizio.

LUCE OMBRA
Persona Felice, soddisfatta, realizzata, generosa e dolce, che ha grandi possibilità, ricchezza  e potere. Uomo di stato, ministro o funzionario. Persona ostile.
Carattere

 

 

Incorruttibilità, integrità, assoluta determinazione, pazienza, perseveranza.

Virtù, talento, amore per il bello, apertura verso il mondo, idealismo, spirito illuminato. Assorbimento contemplativo. Estasi.

Dipendenza da influenze esterne, ambizioni smisurate e utopistiche, mondanità, dispersione, mancanza d’applicazione e concentrazione, distrazione, inerzia.

Ostinazione persistente nelle difficoltà. Avidità. Brevi collere.

Comportamento amoroso Uomo: l’amore è il contrario dell’attaccamento, della dipendenza e della possessività. Ama completamente ogni volta che si innamora, senza porsi domande sul futuro, né preoccuparsi delle eventuali conseguenze. Donna: appare come se il suo cuore fosse troppo grande, i suoi desideri troppo idealistici, i suoi sentimenti utopistici. O sogna l’amore più di quanto non lo viva, o fa l’esperienza dell’amore assoluto, forse perfino mistico.
Salute Benessere, buona salute. Liberazione dal dolore mediante la morte.
Situazione Beneficio tratto dalla collettività, collaborazione, comunione, protezione divina. Scarsa considerazione sociale.

Ambiente ostile.

Apoteosi, culmine di un ciclo, coronamento dell’opera, felicità totale, compimento, successo completo, desideri appagati.

Ricompensa, premio.

Eventi non ancora conclusi, contrattempi che causano ritardi, timore del cambiamento, incompletezza, imperfezione.
Vittoria sugli ostacoli, intervento decisivo, evento miracoloso.

Circostanze favorevoli, ambiente propizio. Grandi prospettive, possibilità di espansione.

Rovescio di fortuna, rovina.

Contrarietà, ostacolo, temporanea necessità di lotta, sacrificio necessario.

Unione felice e duratura, fecondità. Incomprensioni di coppia. Omosessualità.
Esame superato a pieni voti.

Attività redditizia, ricchezza, possedimenti.

Professione legata alla campagna o alle finanze.

 

Fallimenti in ambito professionale.
Consiglio Non temere, la via intrapresa è decisamente la migliore.
Luoghi Banche, uffici di borsa, terreni agricoli.
Tempi Lunedì e venerdì, maggio, piena primavera, segni del Toro e del Leone.
Combinazioni Dopo la Giustizia o vicino all’Imperatore: vittoria in una lite.

Preceduto dalla Luna e seguito dal Diavolo rivela il chiarimento di situazioni ambigue e la capacità di dominare i nemici nascosti.

Preceduto dalla Torre e seguito dall’Innamorato segnala la ripresa felice di un’unione dopo una separazione.

Circondato da più carte che danno tendenzialmente un responso negativo, come la Torre, l’Appeso, la Luna, la Morte.

A seconda delle carte vicine, può indicare anche la morte di qualcuno o dell’animale domestico.

Vicino a uno dei quattro cavalieri: ottima notizia.

Vicino al re di coppe: dignità.

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