Sangue di Drago: il Profumo della Magia

 

Sangue di drago è come un talismano

danza di un ubriaco, lo porterò con me.

Sangue di drago il rosso del cinabro

è diventato un guado, mi porterà da te.

 

sangue di drago
Dracaena cinnabri

DOMINO Eukariota (con cellule dotate di nucleo)

REGNO Plantae

SOTTOREGNO Tracheobionta (piante vascolari)

DIVISIONE Magnoliophyta

CLASSE Liliopsida

ORDINE Asparagales

FAMIGLIA Asparagaceae

GENERE Dracaena

SPECIE D. Cinnabari

CARATTERISTICHE L’albero del drago ha un aspetto unico e strano, con una fronda densamente fitta che ha la forma di un ombrello. Il tronco e i rami sono spessi e robusti e mostrano ramificazioni dicotomiche, dove ciascuno dei rami si divide ripetutamente in due sezioni. La crescita della pianta avviene solo dalla punta di questi steli, che presentano foglie lunghe e rigide, che misurano fino a 60 cm di lunghezza e 3 cm di larghezza, portate in una densa rosetta all’estremità. Questo particolare albero ha anche un’altra caratteristica: il tronco non presenta i tipici anelli concentrici dell’anzianità, dunque l’età di ogni esemplare può essere stimata solo in base al numero di rami. I suoi frutti sono piccole bacche carnose che contengono da 1 a 4 semi del diametro di 4-5 mm. Man mano che si sviluppano queste bacche virano dal verde al nero e diventano arancione quando sono mature. Da esse si ricava la resina rossa nota come sangue di drago. Tuttavia questa resina di colore rosso è presente in tutta la pianta, che ha quindi la caratteristica di sanguinare quando la si taglia. 

FIORITURA L’albero del sangue del drago di solito produce i suoi fiori intorno a marzo, anche se la fioritura varia con la posizione. I fiori tendono a crescere all’estremità dei rami in piccoli grappoli profumati, bianchi o verdi. I frutti impiegano cinque mesi per maturare completamente. 

RACCOLTA RESINA La resina viene ottenuta dalla essudazione di spaccature naturali della corteccia delle piante o anche da incisioni praticate appositamente sul tronco e sui rami, o dai frutti.

PRINCIPI ATTIVI La composizione chimica è complessa: comprende principalmente le proantocianidine o tannini, gli alcaloidi e i lignani. Si registra inoltre la presenza di esteri benzoici e benzoilacetici di resinotannoli e resinoli. Tra le sostanze coloranti sono stati identificati il Dracocarminio (C31H24O5) e il Dracorubino (C32H24O5).

VARIETA’ Con il nome di Sangue di Drago si indicano diversi tipi di resine, ottenute da varie piante più o meno diffuse nelle zone tropicali o subtropicali del globo.  Queste piante sono la Dracaena cinnabri, la Dracaena draco. Si pensa che la resina di D. cinnabari sia stata la fonte originale del sangue di drago fino a quando durante i periodi medievale e rinascimentale furono utilizzate invece altre piante. Il suo nome scientifico è Croton Lechleri.

Tutte le resine conosciute sotto il nome di Sangue di Drago si presentano come masse rosso brune, a frattura vetrosa lucente, che frantumate danno una polvere rosso carminio, praticamente inodore o di aroma leggermente balsamico, di sapore dolciastro, solubile in etanolo e insolubile in acqua. Nel 1883, il botanico scozzese Isaac Bayley Balfour identificò tre gradi di resina; le più preziose erano in apparenza simili a lacrime, poi vi era una miscela di piccole schegge e frammenti, e infine una miscela di frammenti e detriti più economica. 

 

Storia 

I documenti più antichi rivelano che il primo Sangue di Drago abbondantemente raccolto e commerciato fu quello derivato dalla Dracaena cinnabari, una pianta endemica dell’isola di Socotra, nell’Oceano Indiano, tra lo Yemen e la Somalia. La resina veniva esportata verso il bacino del Mediterraneo e il Vicino Oriente, lungo la cosiddetta via dell’incenso nella Penisola Arabica, assieme ad altre celebri resine prodotte nella stessa regione, come l’olibano e la mirra.

Presso gli antichi Romani vi era molta confusione a proposito del Sangue di Drago: ad esempio essi spesso confondevano la resina ricavata dalle piante del genere Dracaena con il Cinabro, un minerale che per sublimazione, può risultare velenoso. Comunque il Sangue di Drago utilizzato dai Romani e dai popoli vicini era per lo più quello della Dracaena cinnabari, e come testimoniato nel primo secolo, nel resoconto del Periplus maris erythraei, Socotra fu il più importante centro del commercio di questi prodotti (perciò fu detta l’isola dell’incenso) e lo era sicuramente dal tempo di Tolomeo.

Naviganti del XV secolo, esplorando le isole Canarie, scoprirono una pianta, in seguito classificata come Dracaena draco, endemica di quelle isole e di alcune zone del Marocco secernente anch’essa una resina indicata anch’essa come Sangue di Drago.

Nell’antica Cina non si faceva praticamente distinzione se il Sangue di Drago era ricavato da differenti specie di piante (e tuttora molto spesso le resine derivanti dalle piante del genere Dracaena e quelle derivanti dal genere Daemonorops, vengono normalmente vendute come Sangue di Drago senza distinzione o indicazione della pianta d’origine.

Una fonte storicamente importante di un tipo di Sangue di Drago è il Sud-Est Asiatico (Isole della Sonda spec. Sumatra, Molucche, Indocina, penisola di Malacca), dove viene ottenuto in gran quantità dalla palma di rattan del genere Daemonorops (in Indonesia la resina viene detta jerang o djerang). In questi paesi questo sangue di drago viene raccolto dai frutti (simili a grosse ciliegie in grappoli coperti di scaglie) che a maturità si ricoprono di una resina rossa. Rompendo questo strato resinoso che riveste i frutti e ammorbidendolo in acqua calda, si separa il prodotto finale appallottolandolo e pressandolo in solide palle più o meno sferoidali (dette cuore di drago).

Il Sangue di drago è elencato in un testo 16 ° secolo, Stahel und Eyssen , come ingrediente del bagno per la tempra dell’acciaio,  tuttavia questo testo è vago e scarsamente considerato come descrizione dell’arte del fabbro.

Sin dal XVII secolo, dal Sangue di Drago viene inoltre ricavata una delle tipiche vernici usate dai maestri liutai italiani per rifinire i violini e altri strumenti ad arco.Ancora oggi viene utilizzato per le laccature degli strumenti musicali, nel restauro dei mobili e delle cornici dei quadri e nelle Fotoincisioni.

In Cina viene utilizzato per la laccatura dei mobili in legno, ed inoltre viene usato molto spesso come tintura rossa preziosa da utilizzare per decorare pannelli e cartelloni in occasione di speciali festività (matrimoni, anno nuovo).

Nel corso dell’antichità, nel bacino del Mediterraneo e nel Vicino Oriente il Sangue di Drago venne usato per le sue proprietà medicinali. Ad esempio Dioscoride ed altri scrittori greci descrissero le sue proprietà. Tutt’oggi gli abitanti dell’isola di Socotra usano la resina del sangue del drago come un toccasana per guarire, grazie alle sue proprietà coagulanti, qualsiasi genere di ferita, per lesioni e ulcere dell’apparato digerente, contro la dissenteria e per abbassare la febbre.

 

Utilizzi Ritualistici

Il Sangue di Drago trova da sempre il suo maggiore impiego nei rituali magico-religiosi. 

In generale, nella Magia è associato alla sfera planetaria di Marte e all’elemento fuoco, ed è in stretta analogia con il potere maschile. Viene quindi bruciato del Sangue di Drago in favore di un accrescimento del coraggio, della forza, della determinazione nel superare gli ostacoli e nell’affrontare nemici o situazioni difficili. 

Fin dall’antichità, si crede che bruciando questa pregiatissima sostanza rossa, si possa esorcizzare il male, annullare le negatività, attirare l’amore e la buona sorte, e per questo oggi si usa fare delle fumigazioni su carboncino con Sangue di Drago per avere protezione durante i rituali e le invocazioni, oppure semplicemente durante il sonno. Il Sangue di Drago è quindi adatto all’uso durante le purificazioni e gli esorcismi, ed è adatto anche a purificare gli ambianti come ad esempio la propria casa, oppure il luogo in cui si intende eseguire un rituale.

Nella stregoneria  intesa come magia popolare, viene utilizzato per incrementare la potenza degli incantesimi d’amore e sessualità, è quindi un agente di attrazione, ma paradossalmente è utilizzato anche nei composti destinati ad un utilizzo abortivo. Ancora oggi, alcuni i guaritori come ad esempio gli sciamani, uniscono rituali magici con un sapiente uso di piante medicinali, e tra queste troviamo proprio il sangue di drago.

Nell’Hoodoo, che è un tipo di magia popolare afro-americana, come anche nel Voodoo di New Orleans, il Sangue di Drago viene utilizzato nelle mani mojo per attirare denaro ed amore, inoltre viene usato come incenso per ripulire i luoghi dalla presenze ed influenze negative.

Nella Magia Cerimoniale viene aggiunto nell’inchiostro rosso detto “Sangue di Drago”, utilizzato per scrivere sigilli magici e talismani. 

In India viene ancora usato come incenso cerimoniale.

Si ritiene inoltre che, se aggiunto ad altri incensi e erbe, il  Sangue di Drago rende i loro poteri magici più forti, pertanto è in grado di supportare e potenziare qualsiasi tipo di rituale o incanto.

 

 

Utilizzi in Fitoterapia

Sull’isola di Socotra il Sangue di Drago ricavato dalla Dracaena cinnabari viene considerato tuttora una sorta di panacea, infatti viene usato per far guarire le ferite, contro eczemi, herpes, orticaria, per lenire il prurito provocato dalle punture di insetti e altri disturbi della pelle. La cicatrizzazione avviene grazie alla proantocianidine che conferisce un’impressionante velocità di cicatrizzazione, e alla taspina, un componente che ha la capacità di richiamare i fibroblasti, cellule molto importanti nel processo di cicatrizzazione, producendo un nuovo tessuto.

Il Sangue di Drago è dunque un ottimo alleato nella cosmesi: utile per riparare e rigenerare le pelli danneggiate da cicatrici  e smagliature, mentre sintetizzato in forma oleosa o inserito in altri prodotti, forma sulla pelle una pellicola impermeabile che impedisce all’acqua contenuta nella nostra cute di evaporare. Dunque è un ingrediente consigliato per nutrire la pelle senza appesantirla, migliorandone tono, idratazione e attenundo i danni provocati dai raggi UVB.

Viene inoltre utilizzato per far abbassare la febbre, come antivirale per le vie respiratorie, per curare le ulcere della bocca; e a tal proposito è nota anche la sua presenza del Sangue di Drago nella ricetta di un dentifricio del XVIII sec.

Il Sangue di Drago è utile anche per l’apparato gastro-intestinale,avendo proprietà anti-diarroiche, mentre le foglie della pianta sono carminative, e trovano quindi un utile impiego nelle soluzioni di problemi di flatulenza.

C’è una cosa a cui bisogna prestare molta attenzione: il Sangue di Drago ricavato dalla Dracaena cinnabari ha notevoli capacità coagulanti, mentre paradossalmente il Sangue di Drago ottenuto dalle piante del genere Daemonorops nel Sud-Est Asiatico ha invece proprietà opposte, cioè anticoagulanti.

 

Cosa ne pensi?

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.