I Tarocchi Cabalistici

Questo articolo è tratto dal libro di Oswald Wirth, I Tarocchi, Ed. Mediterranee

Gli Arcani Maggiori si possono dividere in due categorie: non numerati e numerati. La prima comprende un unico arcano, il Matto, che da solo costituisce il contrappeso dei 21 arcani del secondo gruppo. Il numero 21 ha come fattori 3 e 7, perciò studieremo questi Arcani distribuiti in sette ternari e in tre settenari.

 

 

La Legge del Ternario

Tutto procede necessariamente dai tre che formano uno. Così in ogni atto, che in se stesso è uno, si distinguono tre componenti:

  1. Il principio che agisce, causa o soggetto dell’azione – Creatore – Attivo – Spirito
  2. L’azione del soggetto, il suo verbo – Azione del Creare – Neutro – Anima
  3. L’oggetto dell’azione, o effetto o risultato – Creatura – Passivo – Corpo

Questi tre termini sono inseparabili e reciprocamente necessari; ne deriva quella tri-unità che ritroviamo in tutte le cose.

Quando uno di questi termini viene soppresso, scompaiono anche gli altri due: infatti, senza creatore, non si concepisce né l’azione del creare né la creatura. D’altra parte, il creatore è tale solo perché ha creato; al di fuori dell’azione del creare, non esiste neppure la creatura. Senza la creatura, infine, il creatore non ha creato nulla, tanto che non vi è né creatore né azione del creare senza creatura.

Applicando la Legge del Ternario agli Arcani Maggiori, dividendoli in sette sequenze di tre, seguendo il loro ordine numerico crescente, emerge il seguente schema in cui gli arcani 1, 4 e 7 sono tutti particolarmente attivi o spirituali, mentre 8, 11 e 14 sono neutri o animici, e 15, 18 e 21 sono passivi o corporei.

Il carattere di questi Arcani si conferma tanto nella disposizione in ternari quanto nella disposizione in settenari.

 

Primo Triplo Ternario o Prima Enneade


Secondo Triplo Ternario o Seconda Enneade


SPIRITO ANIMA CORPO SPIRITO ANIMA CORPO SINTESI
SPIRITO 1 4 7 10

Spirito dello Spirito

13

Anima dello Spirito

16

Corpo dello Spirito

19
ANIMA 2

Spirito di Anima

5

Anima di Anima

8 11 14 17

Corpo di Anima

20
CORPO 3

Spirito del  Corpo

6

Anima del Corpo

9

Corpo del Corpo

12

Spirito del Corpo

15 18 21

 

 

Le Operazioni Teosofiche

I numeri, nell’occultismo, hanno il loro significato, soprattutto quelli meno complessi. Per determinare la loro natura, si procede con due particolari operazioni, dette addizione e riduzione teosofiche.

La prima addiziona al numero in esame tutti quelli che lo precedono nella serie numerale comune. Ad esempio: 4 = 1 + 2 + 3 + 4 = 10; 6 = 1 + 2 + 3 + 4 + 5 + 6 = 21.

La seconda riconduce ogni numero composto di più cifre alla semplicità dei primi nove numeri. Questo risultato si ottiene addizionando fra loro le cifre di un numero complesso e procedendo con questo sistema d’addizione anche sulla somma ottenuta, fino a quando essa viene rappresentata da una sola cifra. 1899 = 1 + 8 + 9 + 9 = 27 = 2 + 7 = 9

Quando la serie dei numeri degli Arcani Maggiori viene sottoposta alla prova del calcolo teosofico, si osserva che i numeri si raggruppano per tre, e il primo dei tre è sempre riducibile all’unità.

Prendiamo ad esempio il secondo ternario, composto dai numeri 4,5,6. Il Numero 4 da come somma teosofica 1+2+3+4=10 e come riduzione 1+0=1. Il numero 5 da come somma teosofica 1+2+3+4+5=15 e come riduzione teosofica 1+5=6. Il numero 6 da come somma teosofica 1+2+3+4+5+6=21 e come riduzione 2+1=3.

Applicando queste operazioni a tutti i ternari, riscontriamo che i numeri sono tutti riducibili a 1, 3, 6 o 9.

Questo fatto ci rivela l’importanza dell’antica enneade, poiché la serie dei numeri si divide in gruppi di 9, indicati dal costante ritorno dei numeri ridotti 1, 3, 6 – 1, 6, 3 – 1, 9, 9.

L’enneade è un insieme di 9 numeri che, raggruppati per tre, formano un Triplo Ternario.

I numeri 4, 7, 10, 13, 16 e 19 riconducono all’unità il ternario che li precede: 4 è l’unità del ternario 1,2,3; 7 è l’unità del ternario 4,5,6; 10 è l’unità del ternario 7,8,9; e così via. 

La Legge del Ternario e le Operazioni Teosofiche hanno una notevole importanza per quanto riguarda i Tarocchi, la cui costruzione è fondata essenzialmente sull’antica scienza dei numeri.

In questi due tripli ternari, i numeri sono equivalenti come somma teosofica. Gli arcani presentano anche una perfetta analogia di significato.

 

 

Gli Arcani Maggiori e i Sefiroth: i Tripli Ternari

Applicando due tripli ternari alle Sefiroth dell’Albero della Vita, otteniamo il seguente schema.

Il primo ternario è di ordine intellettuale e corrisponde al pensiero puro o allo SPIRITO.

1. Kether – Corona

L’unità, causa e punto di partenza di tutte le cose; fonte di ogni attività e di ogni pensiero; centro principale da cui tutto promana e che racchiude tutto in potenza.

1. Il Bagatto

10. La Ruota della Fortuna

19. Il Sole

2. Hockmah – Saggezza

Corrisponde al pensiero creatore, l’emanazione immediata dal Padre, il suo primogenito, Figlio, Parola, Verbo, Logos o Suprema Ragione.

2. La Papessa

11. La Forza

3. Binah – Intelligenza, Comprensione

Si collega alla concezione e alla generazione delle idee, alla Vergine-Madre che partorisce le immagini originali di tutte le cose.

3. L’Imperatrice

12. L’Appeso

 

Il Secondo Ternario, di ordine morale, è relativo al sentimento e all’esercizio della volontà, quindi all’ANIMA.

4. Hesed – Misericordia

Bontà creatrice che chiama gli esseri all’esistenza. Potere che dona e diffonde la vita.

4. L’Imperatore

13. La Morte

20. Il Giudizio

5. Geburah – Forza

PEC’HAD, Punizione, o DIN, Giudizio. Volontà che trattiene o governa la vita donata. Dovere, legge morale.

5. Il Papa

14. La Temperanza

6. Tifereth – Bellezza

Cuore, sensibilità, affetti che determinano la volontà.

6. L’Innamorato

15. Il Diavolo

 

Il terzo ternario è d’ordine dinamico; si collega all’azione realizzatrice e di conseguenza al CORPO.

7. Netzach – Vittoria

Principio coordinatore che governa il mondo, dirige il movimento e presiede al progresso: Grande Architetto dell’Universo.

7. Il Carro

16. La Torre

 

21. Il Mondo

8. Hod – Splendore, Gloria

L’ordine che la Natura apporta nella propria opera: la legge immutabile delle cose.

8. La Giustizia

17. Le Stelle

9. Yesod – Fondamento

Il piano divino. Energie latenti coordinate di ciò che deve divenire. Il corpo astrale.

9. L’Eremita

18. La Luna

10. Malkuth – Regno

E’ l’ultima Sefirah, che sintetizza i tre ternari di Sefiroth precedenti, che si possono riassumere nel ternario pensare, volere ed agire, per realizzare l’essere completo in potenza di divenire. 

La prima enneade (dall’1 al 9) si ricollega all’Adamo celeste (Adam Kadmon), il Mediatore per eccellenza che unisce l’Infinito al Finito. Viene rappresentato con la Corona che tocca l’Inconcepibile Assoluto, mentre i suoi piedi sfiorano il mondo materiale. E’ l’uomo ideale, conforme al piano divino secondo il quale si costruiscono le individualità umane.

La seconda enneade (dal 10 al 18) si riferisce all’Adamo terrestre, all’Umanità differenziata, sparpagliata nella molteplicità degli individui, ma costituita in essere collettivo permanente, animatore dei nostri organismi transitori che stanno al tutto umanitario come ognuna delle nostre cellule organiche sta all’unità della nostra personalità individuale.

Il ternario sintetico (19, 20, 21). L’Adamo terrestre, creato ad immagine dell’Adamo celeste, è destinato a risollevarsi dalla caduta che lo ha sottomesso alla schiavitù materiale. Questa redenzione ci appare nell’ultimo ternario dei Tarocchi. 19.Il Sole. Spirito. Redentore. Ragione divina che illumina la creatura per rigenerarla e divinizzarla. 20.Il Giudizio . – Anima. Azione redentrice. Spirito santo o soffio divino che feconda le intelligenze. Vita eterna. 21. Il Mondo. -Corpo. Redenzione compiuta. Reintegrazione nell’unità divina. La Materia spiritualizzata, glorificata, divinizzata. Regno di Dio: Gerusalemme celeste. Perfezione realizzata . È utile inglobare a questo punto il complesso dei sette ternari in un unità suprema raffigurata dal Matto, simbolo dell’ENSOPH, Senza Fine, Infinito, Ignoto degli Ignoti, Mistero dei Misteri. Questa Notte originaria, Vuoto, Nulla, Abisso da cui tutto proviene ed a cui tutto ritorna, sembra non essere niente, sebbene possieda la sola esistenza eterna e immutabile. È l’Essere-non-Essere che confonde la ragione con il suo aspetto assurdo e contraddittorio, ma le si impone come ineluttabile e necessario. Gli viene assegnato, come geroglifico, un occhio chiuso, un disco nero o lo zero, O, della nostra numerazione. In rapporto al nostro sapere, abbiamo qui l’Unità indifferenziata, ciò che è, sebbene ci appaia come se non esistesse affatto. L’uniformità assoluta non offre, infatti, la minima presa alle nostre percezioni, subordinate alle leggi dei contrasti. Percepire è quindi sinonimo di distinguere. Ma ciò che noi distinguiamo è infinitesimale di fronte a ciò che rimane confuso nell’UNITÀ indiscernibile. Tutta la nostra scienza si perderà sempre come un atomo nell’immensità della nostra ignoranza; così il dominio del Matto deve avvolgere e quasi sommergere quello di tutti gli altri arcani.

Nei sette ternari, costituiti dai primi 21 arcani, i primi tre si oppongono ai tre seguenti, e l’ultimo riconduce il tutto all’unità.

 

 

La Legge del Settenario

Ci viene così rivelata la legge del settenario, che è inoltre messa in luce dal sigillo di Salomone, come dimostra la figura seguente, in cui le somme dei numeri opposti sono sempre eguali a 7 (1 + 6 =7, 2 + 5 = 7, 3 +4 = 7).

I due triangoli intersecati rappresentano l’unione feconda dei due fattori d’ogni generazione: Maschio e Femmina, Attivo e Passivo, Fuoco e Acqua, Spirito e Materia, ecc. A questo doppio fattore, che genera e concepisce, si ricollegano i primi sei termini di ognuno dei settenari dei Tarocchi, nei quali il settimo termine è sintetico, e indica il ritorno all’Unità, e non soltanto il risultato prodotto.

Dopo ciò che è stato detto del ternario, non si deve esitare nell’attribuzione di questi tre settenari, che corrispondono alle seguenti trilogie.

Il primo settenario (dall’1 al 7) accoppia i due primi ternari dei Tarocchi, la cui sintesi, rappresentata dall’Arcano 7, raffigura lo spirito animico che comanda gli organi. 

Il secondo settenario (dall’8 al 14) fa risultare la vita universale (14) dai seguenti fattori.

Fattori attivi:

  • 8.Giustizia. Legge primordiale di ogni attività.
  • 9.Eremita. Energie latenti accumulate in vista del lavoro costruttivo degli esseri.
  • 10. Ruota della Fortuna. Principio generatore che dà il suo impulso primo all’esistenza individuale.

In passivo:

  • 11.Forza. Espansione dell’individuo.
  • 12.Appeso. Verbo individuale convertibile in vitalità.
  • 13.Morte. Rinnovamento incessante degli esseri.

14.Temperanza. Sintesi del secondo settenario.

 

Il terzo settenario (dal 15 al 21) inizia ai misteri della sostanza eterna (21), che è successivamente condensata e poi eterizzata.

Fattori attivi:

  • 15. Diavolo. Istinto tentatore, fonte dell’egoismo restrittivo, corporizzante.
  • 16.Torre. Caduta, rivolta, isolamento, corporietà.
  • 17.Stelle. Produzione delle forme concrete. 

Fattori d’eterizzazione subiti passivamente:

  • 18.Luna. Elaborazione della Materia da parte dello Spirito caduto. Condanna al lavoro.
  • 19.Sole. Unione dello Spirito con la Materia purificata.
  • 20.Giudizio. Spiritualizzazione finale.

21. Mondo. Sintesi del terzo settenario

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