Alfabeto ebraico

L’Alfabeto Ebraico

Introduzione

Forma, Suono e Funzione

L’Alfabeto ebraico nella Torah

L’Alfabeto ebraico nel Sefer Yetzirah

L’Alfabeto ebraico nell’Albero della Vita

Corrispondenze con i Tarocchi

 

Introduzione alle lettere ebraiche

 

L’alfabeto ebraico è detto “abjad”, acronimo dato dalle prime quattro lettere che lo compongono. Questa denominazione, però, è usata anche per indicare gli alfabeti arabo e aramaico.

Per distinguerlo dagli altri alfabeti, viene detto Alefbet, nome che deriva dalle prime due lettere che lo compongono e che è anche la traduzione letterale della nostra parola “alfabeto”.

Secondo archeologi e linguisti, la forma delle lettere dell’alfabeto ebraico è l’evoluzione di un alfabeto arcaico, ritrovato su antiche incisioni ad opera degli egizi, degli assiro-babilonesi e dei fenici.

Tuttavia, gli ebrei sostengono che la forma delle lettere da loro utilizzate e studiate sia la stessa fin dalla notte dei tempi e che tale forma sia stata rivelata da Dio stesso, infatti era già presente sulle Tavole che Mosè ricevette sul Sinai. 

Tale forma, per via del suo valore altamente esoterico, fu tenuta gelosamente nascosta dagli stessi ebrei per più di mille anni e, al suo posto, vennero usate altre figure convenzionali, quelle, appunto, ritrovate dagli archeologi.

Solo dopo il ritorno dall’esilio di Babilonia, ai tempi di Ezra e Nehemia, i Maestri ritennero che fosse giunto il momento di rivelare la vera forma delle lettere con cui Dio creò il mondo, al fine di aumentare la discesa di influssi spirituali in un mondo sempre più malato e sempre più bisognoso d’aiuto.

Rivelarono quindi la scrittura, detta “ktav ashurì”, che non significa “scritto assiro”, come ipotizzato dagli studiosi laici, ma “scritto beato”, cioè scrittura benedetta, fonte di piacere e gioia (osher).

Sia come sia, una cosa è davvero fondamentale: l’ebraico si scrive e si legge da destra verso sinistra. Abituati.

 

I Niqqud

L’Alefbet  è composto da 22 lettere, tutte consonanti. A onor del vero, due lettere, Vau e Yod, sono semiconsonanti, ma poco cambia.

Le vocali sono rappresentate dai niqqud, cioè i puntini e le lineette tracciati sopra o sotto le varie lettere e si pronunciano dopo la consonante, cioè la lettera stessa. 

Tuttavia, i Testi Sacri ci sono pervenuti senza niqqud che sono stati inseriti da un gruppo di studiosi detti Masoreti, cioè “tradizionalisti”, che ci lavorarono all’incirca dal secolo VII al secolo XI dC. Ebbene si, quattrocento anni a mettere puntini e lineette. 

Il problema era che l’Ebraico è stato una lingua morta più o meno dal 400 a.C. fino al secolo XIX. Ci sono studiosi che dicono che l’Ebraico non morì mai eccetera eccetera. Sarà anche vero, ma resta il fatto che i niqqud non c’erano e sono stati insieriti per  ricostruire la pronuncia originale, cioè per poter leggere il testo ad alta voce. 

Ora, pur onorando col massimo rispetto il meticoloso lavoro dei Masoreti, darei per scontato che nè tu nè io vogliamo diventare lettori ufficiali in una Sinagoga. 

Inoltre, se ci vollero più di tre secoli per creare una Bibbia massoretica, significa che il lavoro non è stato facile e le incertezze erano molte.

Dunque, con buona pace dei Masoreti, consglio di prendere il testo biblico originale insieme all’onere di passare al vaglia i diversi significati dei vocaboli.

Certo, ma quindi come risolviamo il problema di leggere qualcosa che paere un codice fiscale, ti starai chiedendo. All’italiana. Anzi, alla greca. In mano ai Greci, o forse anche prima, cinque lettere furono promosse a vocali: Alef e Ayin, che non hanno un suono proprio ma servono per appoggiare la vocale seguente, diventano rispettivamente A e O, la He diventa E, la Yod diventa I e la Vau diventa U. 

 

Il Daghesh

Vi sono inoltre cinque lettere che hanno una doppia pronuncia, una dura e una morbida, che viene indicata con un puntino al centro della lettera, detto daghesh:

Bet: forma base V, con daghesh B

Gimel: forma base GH, con daghesh è una G morbida

Dalet: forma base DH, con daghesh D

Kaf: con daghesh K, senza daghesh diventa una X, o CH, ovvero una H molta aspirata, diciamo l’equivalente della J della parola Juan in spagnolo

Peh: forma base F, con daghesh P

Tau: forma base Th, con daghesh T

 

Le Lettere Sofit

Vi sono cinque lettere che cambiano forma quando vengono scritte alla fine di una parola (sofit): Kaf, Mem, Nun, Peh, Tsade.

Queste lettere cambiano anche il loro valore numerico, come riportato nella tabella, tuttavia esse non vengono contate come ulteriori caratteri dell’alfabeto ebraico, che rimane dunque di 22 lettere.

Questo numero è molto importante per i cabalisti, in quanto 22 è la circonferenza, approssimata per leggero difetto, di un cerchio il cui diametro è 7, uno dei numeri-chiave della Creazione.

 

 

Forma, Suono e Funzione

 

Prima di tutto, occorre considerare ogni lettera come forma: partendo dall’ideogramma, ovvero dall’idea che tale forma rappresenta, si giunge al simbolo che rappresenta tale idea, semplificandolo, si ottiene il segno. 

Successivamente, si considra il fatto che ogni lettera ha un nome, anch’esso correlato al simbolo e, pertanto, possiede in sé un valore evocativo peculiare, in quanto esprime un’idea specifica mediante una vibrazione fonetica particolare ad esso associata.

Quindi, possiamo affermare che l’idea rappresentata da ogni lettera si manifesta mediante due principi: la forma e il nome. La forma stabilisce la struttura, il nome indica l’essenza vibrazionale.

Per mezzo del segno (cioè della forma) e del nome (cioè del suono), è possibile identificare ed interferire con l’idea.

Infine, essendo l’alfabeto ebraico un alfabeto alfanumerico, ogni lettera è anche un numero. 

Il numero, prima ancora di essere considerato come valore matematico, ha proprietà rappresentative di una determinata funzione universale, che è esattamente l’idea in azione.

La forma, il nome e la funzione sono dunque tre aspetti dell’idea e, come tali, devono essere considerati simultaneamente.

A questo punto è facile intuire che la meditazione su ogni singola lettera dell’alfabeto ebraico agisce attraverso la vista, l’udito e l’intelletto, la triade più importante dell’apparato conoscitivo umano.

 

 FormaNomeNumero
אUnione degli oppostiAlefBue, Mandria1
בArchetipo dei recipientiBetCasa2
גPersona che corre 

o cammina

GimelCammello

Donare

3
דPersona chinata DaletPorta4
הFenditura, finestraHeEspressione

Ahi;Ohh; Ecco!

5
וEstensione e connessioneVauChiodo

Gancio

6
זSpada o pugnaleZayinArma7
חPortale; 

Letto nuziale

ChetRecinto

Peccato

8
טLuce nascosta

Cambiamento di verso

TethSerpente

Bastone del comando

9
יPuntoYodMano

Pugno

10
כ  ךCorona KafPalmo di mano, Cucchiaio

Copricapo

20 / 500
לTorre che vola in aria; 

Scala di Giacobbe

LamedPungolo

Maestro

30
מ  םOrigine della vita  

Ventre, utero

MemAcqua

Difetto

40 / 600
נ   ןUomo inginocchiatoNunPesce

Caduta

50 / 700
סCerchioSamekPuntello

Sostegno

60
עOcchio AyinOcchio

Colore

Sorgente

70
פ  ףParolaPehBocca80 / 800
  צ  ץ  Albero

Volto in miniatura

TsadeAmo; Cacciare; 

Lato; Il Giusto

90 / 900
קDiscesa negli inferiQofScimmia

Nuca

100
רUomo piegatoReshTesta

Povero

200
שEquilibrio e cambiamentoShinDente

Anno; Ripetizione

300
תSigilloTauCroce, Segno400

 

L’Alfabeto ebraico nella Torah

 

Le prime parole della Torah, sono:  בראשית ברא אלהים את BERESHIT BARA’ ELOHIM ET, che tradotto parola per parola: ALL’INIZIO CREO’ DIO IL

Il termine את ET, tradotto con l’articolo determinativo “il”, è scritto con le lettere Alef-Tau che sono la prima e l’ultima lettera dell’alfabeto ebraico. Possiamo interpretare il verso dicendo che, all’inizio, Dio creò le lettere dell’alfabeto dalla prima all’ultima, come dire l’alpha e l’omega. Dunque, tutto è stato creato con le lettere dell’Alefbet.

Il fatto che le lettere siano proprio 22, è dato dalle iniziali delle prime due parole dellaTorah: Bereshit Barà (All’inizio Creò), Bet (che ha valore 2) accanto a Bet, dunque 22.

Il termine את ET è anche il pronome femminile “tu, te”, utilizzato quando Dio contempla la sua Creazione: “Tu, mia diletta”.

La parola אות OT in ebraico significa “lettera (dell’alfabeto)”, scritto Alef Vau Tau: le lettere Alef e Tau, la prima e l’ultima,  sono unite da una Vau, che è simbolo di estensione e connessione.

Questa parola, אות OT, letteralmente significa “battito, pulsazione, segno”, intendendo implicitamente una frequenza molto alta che, una volta pronunciata, va ben oltre la vibrazione fonetica.

 

 

L’Alfabeto ebraico nel Sefer Yetzirah

 

Il testo giudaico più importante che tratta le Lettere dell’Alefbet è il Sefer ha-Yetzirah, un testo tanto breve quanto complesso, di cui esistono diverse versioni, di cui ne vengono maggiormente considerate quattro:

La Versione Breve. Commentata da Donash ibn Tamimnel nel 956.

La Versione Lunga. Di questa versione esiste anche un manoscritto completo, databile a partire dal X secolo. Sebbene vi siano importanti differenze nell’assegnazione del valore delle lettere e dei pianeti, la Versione Lunga è molto simile alla Versione Breve. Della Versione Lunga fu scritto un commento da Rabbi Shabbatai Donnolo nel 946, Chakamoni.

La Versione di Saadia. Si trova anche in alcuni antichi frammenti della Geniza. Fu scritta nel 931 da Saadia Gaon, uno dei filosofi e leader religiosi più importanti della sua epoca. Somiglia molto alla Versione Lunga, tranne per il fatto che le stanze si trovano in un ordine completamente diverso. Questa variante è stata quasi totalmente ignorata dai cabalisti.

La Versione del Gra. Attorno al 1550, Rabbi Moshe Cordovero, leader della scuola di Safed, riordinò i dieci migliori manoscritti disponibili. Una generazione più tardi, il testo venne ulteriormente rifinito dall’Ari (Rabbi Yitzchak Luria), uno dei più grandi Cabalisti di tutti i tempi. Questo testo, noto come Versione dell’Ari, fu pubblicato numerose volte, di solito come parte di qualche altra raccolta. In molti aspetti somiglia alla Versione Breve, ma esistono alcune differenze molto significative nelle designazioni. In generale, la Versione dell’Ari è l’unica che concorda con lo Zohar. Tuttavia, perfino in questa versione furono trovate numerose variazioni, e la redazione di un testo definitivo da ultimo venne eseguita dal Gra (Rabbi Eliahu, Gaon di Vilna) nel XVIII secolo. Questa è nota come Versione Gra-Ari, o semplicemente, Versione del Gra.

Se si contassero tutte le varianti trovate in manoscritto, ci sarebbero letteralmente dozzine di versioni differenti del testo del Sefer Yetzirah. Alcune potrebbero provenire da scuole diverse che non comunicavano tra loro, trattandosi di insegnamenti segreti.

Anche varie note a margine e diversi commenti sembrano essere stati incorporati nel testo, producendo varianti differenti.

Per di più, se in effetti il testo venne tramandato oralmente per un lungo periodo di tempo, potrebbero essersi sviluppate delle varianti anche nell’ordine di disposizione delle sue parti.

Oltre a ciò, esiste un’altra possibilità, suggerita dal fatto che, durante il periodo gaonico (VI-X secolo), i Cabalisti riservarono i loro insegnamenti a società segrete molto ristrette, inoltre veniva data una grande enfasi alla necessità di mantenere la segretezza affinché i loro insegnamenti non cadessero in mani inappropriate.

Pertanto, i leader di queste scuole potrebbero avere deliberatamente divulgato versioni spurie, in modo da confondere chi avesse tentato di penetrare i loro misteri.

Con diverse versioni in circolazione, i non iniziati non avrebbero saputo quale scegliere, mentre i Cabalisti conservarono il testo corretto, nascondendolo agli estranei.

Sul Sefer Yetzirah sono stati scritti oltre ottanta commenti. Alcuni, specialmente i primi, erano principalmente a carattere filosofico.

Quando il Bahir e lo Zohar furono pubblicati, i commentatori si misero all’opera per adattare il Sefer Yetzirah al sistema di questi antichi testi. Lo stesso accadde per gli insegnamenti dell’Ari.

Ad ogni modo, nel Sefer Yetzirah, le lettere dell’alfabeto ebraico vengono suddivise in vari gruppi, in relazione a diversi criteri.

 

La prima suddivisione si basa sui cinque organi coinvolti nell’atto di parlare. Abbiamo quindi:

  • Gutturali: Alef – He – Chet – Ayin
  • Palatali: Gimel – Yod – Kaf – Qof
  • Linguali: Dalet – Teth – Lamed – Nun – Tau
  • Dentali: Zayin – Samek – Shin – Resh – Tsade
  • Labiali: Bet – Vau – Mem – Peh

 

Successivamente, il Sefer Yetzirah suddivide le lettere in tre gruppi, identificando 3 Lettere Madri, 7 Lettere Doppie e 12 Lettere Semplici.

Tale suddivisione corrisponde rispettivamente a:

  • 3 Lettere Madri – Alef, Mem, Shin – corrispondono agli elementi mobili: Aria, Acqua e Fuoco (l’elemento Terra è considerato inerte, inoltre non è associato ad alcuna lettera in quanto il nostro mondo è, di per sé, il mondo della materia, associato con la Sefirah Malkuth).
  • 7 Lettere Doppie – Bet, Gimel, Dalet, Kaf, Peh , Resh, Tav – corrispondono ai 7 pianeti (nell’antica astrologia ancora non erano stati scoperti Urano, Plutone e Nettuno); inoltre, le 7 Lettere Doppie corrispondono anche a 7 coppie di virtù e vizi, e alle 7 porte (orifizi) del nostro corpo.
  • 12 Lettere Semplici – He, Vau, Zayin, Chet, Teth, Yod, Lamed, Nun, Samekh, Ayin, Tsade, Qof – corrispondono ai 12 segni zodiacali, i quali corrispondo a 12 organi del nostro corpo e a 12 sensi ad essi associati.

 

Ciò che varia da una versione all’altra del Sefer Yetzirah e nei commentari, sono proprio tali corrispondenze.  

Ciò non deve essere percepito come uno stato di confusione, ma bensì come l’effetto del principio cabalistico secondo il quale esistono corrispondenze diverse a seconda del piano di realtà.

Le analogie e correlazioni relative ai 22 archetipi dell’AlfeBet non possono essere considerate fisse, e ciascun individuo che si concentra su ognuna di esse potrebbe trovare diverse ispirazioni altrettanto valide.

La cosa fondamentale non è il sistema analogico in sé, ma bensì farlo girare, cioè renderlo funzionale ed operativo.

 

Nella tabella sottostante, sono riportate due versioni del Sefer Yetzirah: su sfondo bianco la versione utilizzata da Luria, mentre su sfondo colorato è stata riportata la versione commentata da Donnolo nel suo Sefer Hakhmoni.

Shabbatai Donnolo fu un rabbino, medico e astrologo italiano, vissuto tra il 913 e il 982 d.C. 

Nel suo Sefer Hakhmoni, riferisce ulteriori corrispondenze oltre a quelle della versione del Sefer Yetzirah da lui utilizzata (la Versione Lunga).

Ad esempio, Donnolo riconosce che, anche se Saturno, Sabato, la bocca, la vita e la morte sono state create tutte con la lettera Bet iniziale e combinata con le altre sei lettere doppie, Saturno non domina né la vita e la morte né la bocca, bensì la ricchezza e la povertà e la narice sinistra. Lo stesso vale per tutte le altre lettere, doppie e semplici.

Per fare un altro esempio, Donnolo spiega che anche se la milza, l’olfatto e l’anosmia furono creati con la lettera Zayin, il riso e il pianto vengono generati dalla milza, così come la rabbia viene generata dal fegato, pertanto il fegato ha il potere di rendere l’uomo cieco e sordo a causa dello stato di agitazione prodotto dalla rabbia.

 

 MONDO

(SPAZIO)

ANNO

(TEMPO)

ANIMA

(COSCIENZA)

VIRTU’ – VIZIO 

oppure SENSO

 

LETTERE MADRI

AlefAriaTemperatoToraceNorma
MemAcquaFreddoVentreIndulgenza
ShinFuocoCaldoTestaIntransigenza
 

LETTERE DOPPIE

BetLuna1° giornoOcchio dxSaggezza
SaturnoSabatoBoccaVita-Morte
GimelMarte2° giornoOrecchio dxRicchezza
GioveDomenicaOcchio DxPace-Guerra
DaletSole3° giornoNarice dxFertilità
MarteLunedìOcchio SxSaggezza-Follia
KafVenere4° giornoOcchio sxVita
SoleMartedìNarice DxRicchezza-Povertà
PehMercurio5° giornoOrecchio sxDominio
MercurioMercoledìNarice SxFertilità-Sterilità
ReshSaturno6° giornoNarice sxPace
VenereGiovedìOrecchio DxBellezza-Bruttezza
TauGioveSabatoBoccaBellezza
LunaVenerdìOrecchio SxSovranità-Schiavitù
 

LETTERE SEMPLICI

HeArieteNisanGamba dxParlare
ArieteNisanFegatoVista-Cecità
VauToroYaarRene dxRiflessione
ToroYaarBileUdito-Sordità
ZayinGemelliSivanGamba sxCamminare
GemelliSivanMilzaOlfatto-Anosmia
ChetCancroTamuzMano dxVista
CancroTamuzStomacoParlare-Mutismo
TethLeoneAvRene sxUdito
LeoneAvRene dxNutrizione-Fame
YodVergineElulMano sxFare
VergineElulRene sxAttività-Inerzia
LamedBilanciaTishreiCistifelleaAccoppiamento
BilanciaTishreiIntestinoCopula-Impotenza
NunScorpioneCheshavanIntestino tenueOlfatto
ScorpioneCheshavanIntestino tenueAndatura-Claudicanza
SamekSagittarioKislevStomacoDormire
SagittarioKislevMano dxRabbia-Misericordia
AyinCapricornoTevetFegatoRabbia
CapricornoTevetMano sxRiso-Pianto
TsadeAquarioShvatTracheaMangiare
AquarioShvatPiede dxSpensieratezza-Preoccupazione
QofPesciAdarMilzaRidere
PesciAdarPiede sxSonno-Veglia

 

 

L’Alfabeto ebraico nell’Albero della Vita

Anche la disposizione delle lettere sull’Albero della Vita è piuttosto variabile.

Albero della Vita nell’ebraismo
Albero della Vita di Athanasius Kircher

Per i cabalisti che considerano la versione dell’Ari, sull’Albero della Vita le 3 Madri corrispondono ai tre canali orizzontali le 7 Doppie ai 7 canali verticali, e le 12 Semplici ai 12 canali diagonali.

Tuttavia, nelle maggiori scuole esoteriche (ad esempio la Golden Down), viene usato l’Albero della Vita ideato da Athanasius Kircher, un gesuita, filosofo e storico tedesco del XVII secolo, in cui la disposizione dei tre gruppi di lettere sui Canali orizzontali, verticali e diagonali viene totalmente ignorata.

La differenza fondamentale tra queste due rappresentazioni dell’Albero della Vita è che nell’Albero “ebraico” vi è l’isolamento della Sefirah Malkuth, collegata solo tramite il Sentiero di Tau, mentre gli altri due Sentieri che nell’Albero “esoterico” collegano Malkuth a Hod e Netzah, nell’Albero ebraico collegano le Sefiroth Binah-Hesed e Chochmah-Geburah.

La spiegazione di queste due forme diverse dell’Albero della Vita, viene data da un Maestro contemporaneo, Nadav Crivelli, il quale spiega che vi è un Albero della vita attuale (quello “ebraico” con Malkuth isolata) ed uno futuro (quello esoterico con Malkuth integrata), che però sarà applicabile dopo la rettificazione. Anche in questo caso comunque, la disposizione delle Lettere ebraiche sull’Albero della Vita è piuttosto variabile.

 

 

Corrispondenze con i Tarocchi

 

Per terminare il discorso sull’Alfabeto ebraico e le corrispondenze delle varie Lettere, non si può fare a meno di citare l’analogia del sistema cabalistico con i Tarocchi.

Ovviamente anche in questo caso vi sono delle discrepanze, e possiamo distinguere due scuole di pensiero fondamentali:

  • la scuola inglese, che fa riferimento essenzialmente alla Golden Down e ad esoteristi quali Aleister Crowley, Mc Gregor Mathers, Dion Fortune, Israel Regardie, Arthur Edward Waite;
  • la scuola francese, che conta tra le sue schiere personalità del calibro di Elifas Levi, Oswald Wirth, Mouni Sadhu, Papus, ed altri ancora.
Scuola IngleseScuola Francese
Arcani MaggioriCorrispondenza AstrologicaArcani MaggioriCorrispondenza Astrologica
1.Alef0. Il MattoAriaI. Il MagoAria
2.BetI. Il MagoMercurioII. La PapessaLuna
3.GimelII. La PapessaLunaIII. L’ImperatriceVenere
4.DaletIII. L’ImperatriceVenereIV. L’ImperatoreGiove
5.HeIV. L’ImperatoreArieteV. Il PapaAriete
6.VauV. Il papaToroVI. L’InnamoratoToro
7.ZaynVI. L’AmoreGemelliVII. Il CarroGemelli
8.ChetVII. Il CarroCancroVIII. La GiustiziaCancro
9.TethXI. La ForzaLeoneIX. L’EremitaLeone
10.YodIX. L’EremitaVergineX. La Ruota della FortunaVergine
11.KafX. La Ruota della FortunaGioveXI. La ForzaMarte
12.LamedVIII. La GiustiziaBilanciaXII. L’AppesoBilancia
13.MemXII. L’AppesoAcquaXIII. La MorteAcqua
14.NunXIII. La MorteScorpioneXIV. La TemperanzaScorpione
15.SamekXIV. La TemperanzaSagittarioXV. Il DiavoloSagittario
16.AynXV. Il DiavoloCapricornoXVI. La TorreCapricorno
17.PehXVI. La TorreMarteXVII. Le stelleMercurio
18.TzadeXVII. Le StelleAcquarioXVIII. La LunaAcquario
19.QophXVIII. La LunaPesciXIX. Il SolePesci
20.ReshXIX. Il SoleSoleXX. Il GiudizioSaturno
21.ShinXX. Il GiudizioFuoco0. Il MattoFuoco
22.TauXXI. Il MondoSaturnoXXI. Il MondoSole

La differenza sostanziale tra queste due scuole è che quella francese mantiene l’ordine di numerazione delle carte dei Tarocchi associato al numero di ogni Lettera ebraica, fatta eccezione per il Matto che, essendo senza numerazione, viene associato, non in sequenza, alla 21esima lettera, e di conseguenza slitta anche l’ultima corrispondenza numerica tra la lettera Tau e l’Arcano numero 21.

La scuola inglese, invece, pone il Matto associato alla lettera Alef, di conseguenza slitta tutta la numerazione che non ha più alcuna corrispondenza con quella delle lettere ebraiche. Inoltre, vengono invertite le carte della Giustizia e della Forza. 

Per quanto riguarda le corrispondenze astrologiche, queste restano invariate in entrambe le scuole per le Lettere Madri e per le Lettere Semplici, in quanto adottano le attribuzioni del Sefer Yetzirah nella versione dell’Ari.

Invece, per le Lettere Doppie corrispondenti agli Astri vi sono notevoli divergenze tra le due scuole, che differiscono completamente anche dalle versioni del Sefer Yetzirah.

Cosa ne pensi?