Chesed la Quarta Sefirah. La Grazia

Descrizione

Corrispondenze

Chesed in Atziluth

Chesed in Briah

Chesed in Yetzirah

Chesed in Assiah

Chesed nelle Qelipoth

 

Descrizione

 

Numero 4 

Legge del Quaternario o Tetrade: il numero 4 ingloba il ternario e lo riconduce all’Unità. La generazione del fanciullo avviene per opera dell’uomo e della donna. Tutti e tre insieme formano la famiglia, riconducendo il tre all’Unità.

Il quaternario o tetrade rappresenta il moto e l’infinito donde tutto deriva a cui tutto ritorna. Dalla tetrade dei Quattro Elementi derivano tutte le combinazioni che danno origine alla materia.

 

Nome 

חסד 

Chesed = Grazia, Misericordia =  Chet Sameck Daleth  =  8+60+4 = 72

 

Appellativi 

Gedulah; Grandezza, Magnificenza, Maestà. Amore.

 

Immagine 

Un Re con la corona seduto sul trono.

Il fatto che il re sia assiso significa che governa su un regno di pace. Si tratta dunque di un re benevolo, non di un conquistatore, che ama il suo popolo e la prosperità del suo regno.

Simboli

I solidi in generale: il punto è assegnato a Kether; la linea a Chokmah; il piano bidimensionale a Binah; di conseguenza, il solido tridimensionale spetta a Chesed.

Tetraedro o cubo. Piramide. Croce greca. Globo. Bastone o Scettro. Uncino.

La figura solida usata allo scopo di simbolizzare Chesed è di solito la piramide a quattro lati.

Il Numero 4 è spesso rappresentato come un tetraedro o cubo, simboli del Trono e di Giove.

 

 

Corrispondenze

 

Albero della Vita

Al centro del Pilastro della Grazia.

Nell’Albero della Vita abbiamo i Tre Superni: il Divino (Kether), il Padre (Chokmah) e la Madre (Binah).

Tra questa prima triade e la successiva coppia di Sefiroth, formata da Chesed e Geburah, c’è una sorta di velo che i mistici chiamano l’Abisso.

Questo velo segna il passaggio tra Macroprosopos (formato dai tre superni) e Microprosopos, detto anche il Volto Minore, Adam Kadmon, il Re (formato dai successivi sei Sefiroth: Chesed, Geburah, Tifareth, Netzach, Hod e Yesod).

La Regina, che è anche la Sposa del Re, è Malkuth, il Piano Fisico.

Dunque, l’Abisso segna una demarcazione nella natura dell’essere sui due livelli: il potenziale e il reale. E’ proprio qui, nell’Abiss,o che si trova Da’at, la Sefirah Invisibile, l’undicesima, chiamata Conoscenza, interpretata come Percezione, Apprendimento, Consapevolezza. Talvolta è detta anche la Sefirah del Divenire.

La manifestazione del reale comincia nel Microprosopos ed il primo aspetto è Chesed, la Quarta Sefirah.

Chesed è situato immediatamente sotto Chokmah, il Padre del Pilastro della Grazia, di cui Chesed è la Sefirah centrale. Possiamo dunque affermare che Chesed è Chokmah su un arco minore.

Inoltre, Chesed è emanato da Binah. Dunque, ecco la Grande Madre che emana la sua Grazia, il suo Amore.

Chesed è il Padre amorevole, il protettore che prosegue l’opera di Chokmah, il Padre datore di Vita, preservando tutto ciò che stato generato.

Chesed, la Grazia, è equilibrato da Geburah, la Severità.  Chesed è il conservatore, mentre Geburah è il distruttore.

Le Immagini di questi due Sefiroth sono un Re assiso sul trono per Chesed, e un Re in piedi su un carro da guerra per Geburah.

Il processo vitale è un incessante accumulo e consumo, Gedulah e Geburah, costruire e distruggere per poter costruire il nuovo.

La coppia Gedulah e Geburah forma la Gloria e la Forza, l’Amore e il Potere. 

 

Il Segno della Croce, viene effettuato dai cabalisti con questa dicitura:

dicendo ATEH (Tuo) viene toccata la fronte

dicendo MALKUTH (il Regno) viene toccato il petto

dicendo VE-GEBURAH (il Potere) viene toccata la spalla destra

dicendo VE-GEDULAH (e la Gloria) viene toccata la spalla sinistra

dicendo LE-OLAMH (per sempre) si congiungono le mani difronte al petto

dicendo AMEN (così sia) si alzano le mani congiunte verso il cielo, fin sopra la testa, tenendo lo sguardo sulle mani e alzandolo al cielo.

 

Essendo la prima Sefirah del Microcosmo, nonché dell’Adam Kadmon, Chesed rappresenta la formulazione dell’idea archetipale.

Quando pensiamo a qualcosa che potrebbe divenire originando da cause date, stiamo lavorando nella sfera di Chesed. 

Chesed è la consapevolezza di un concetto astratto che viene successivamente portato giù attraverso i piani e via via condensato fino ad essere concretato nel piano fisico di Malkuth.

Egualmente, anche dal punto di vista del macrocosmico Chesed rappresenta la Mente Divina che formula idee archetipali affinché la sostanza possa prendere forma. Senza idee archetipali, la sostanza sarebbe informe e vuota, Tohu wa-bohu (תֹ֙הוּ֙ וָבֹ֔הוּ).

Tutto il lavoro creativo del mondo si svolge in Chesed, il Te assiso sul Trono, che regge lo scettro e il globo, governando e guidando il suo popolo verso la prosperità.

Chesed è anche la sfera dei Maestri Bianchi, il cui punto di contatto con i loro discepoli è in Hod. I Maestri Oscuri, invece, si trovano in Geburah e hanno contatto con il loro adepti in Netzach.

In entrambi i casi, non bisogna mai confondere i Maestri con gli Adepti.

Hod, è Chokmah e Chesed su un arco inferiore, proprio come Netzach è Binah e Geburah su un piano più basso. Dunque, ai Piedi dei Pilastri, vi è un ribaltamento destra- sinistra.

Corpo Umano

Il braccio sinistro

Il braccio sinistro indica un modalità  meno dinamica del potere rispetto a quello del braccio destro che afferra la spada (Geburah).

La mano sinistra regge il globo, che rappresenta la terra, e mostra che tutto è mantenuto al sicuro nel solido pugno del governante.

Chesed, in realtà, denota fermezza, forza tranquilla piuttosto che forza dinamica ed energia.

 

Virtù

Obbedienza

Soltanto tramite la virtù dell’obbedienza l’individuo può trarre profitto dal saggio governo di Chesed. Non esiste evasione da questo sacrificio e da queste restrizioni e la la libertà è solo una illimitata ostinazione.

Occorre sacrificare parte della propria indipendenza e del proprio individualismo al fine di partecipare ad una vita complessa e organizzata.

 

Vizio

Bigottismo, ghiottoneria

Il bigottismo si rifiuta di andare al passo con i tempi e di accettare un altro punto di vista, entrambi vizi fatali nelle relazioni. 

La ghiottoneria ci espone alla tentazione di prendere più della nostra giusta parte della riserva comune, ed è un altro nome dell’egoismo.

 

IV° Comandamento

Ricordati del giorno di sabato per santificarlo: sei giorni faticherai e farai ogni tuo lavoro; ma il settimo giorno è il sabato in onore del Signore, tuo Dio: tu non farai alcun lavoro, né tu, né tuo figlio, né tua figlia, né il tuo schiavo, né la tua schiava, né il tuo bestiame, né il forestiero che dimora presso di te. Perché in sei giorni il Signore ha fatto il cielo e la terra e il mare e quanto è in essi, ma si è riposato il giorno settimo. Perciò il Signore ha benedetto il giorno di sabato e lo ha dichiarato sacro.

 

Illuminazione

Il processo di evoluzione della consapevolezza individuale si esplica in Chesed diventando ricettivi verso la vita.

Il modo in cui certi oggetti o eventi si pongono sul nostro cammino, così come certi pensieri e fantasie ci fanno da guida, non sono casuali o circostanziali. Tutto deriva dalle nostre idee più profonde, che si trovano in Chesed.

Diventare ricettivi in questo senso significa riuscire ad intuire i propri archetipi.

Questa ricettività non si pone tanto nei confronti del mondo esteriore, quanto piuttosto del mondo interiore. Ricordiamo che le nostre percezioni dell’esterno sono selettive, in base a ciò su cui ricade la nostra attenzione. Dunque è sempre la nostra psiche a farci percepire alcune cose e non altre.

La ricettività che permettere di ricordare e comprendere i propri sogni o incubi, permette di accedere a messaggi importanti relativi a sé stessi e alla personale condizione di vita.

I sogni ad occhi aperti, invece, solitamente mostrano una scena possibile e, ponendovi attenzione, è più facile intravedere delle eventuali svolte nella propria esistenza.

Immaginare scenari spaventosi, cioè che hanno a che fare con ciò che temiamo che avvenga, mette in atto la possibilità di affrontare la propria paura, di superare i propri blocchi. Molti ritengono che sia meglio stroncare immaginazioni di questo tipo e sostituirle con altre positive. In questo modo nel giro di breve tempo non si ripresenteranno più e le intuizioni riguarderanno solo avvenimenti favorevoli.

Occorre però prendere in seria considerazione le visioni negative, prima di soppiantarle. Si potranno evitare un sacco di problemi, o almeno ci si potrà preparare.

Pertanto, quando un pensiero si affaccia alla nostra coscienza, chiediamoci perché lo abbiamo avuto proprio in quel preciso momento e in che modo si collega alle questioni della nostra esistenza.

Una coscienza così ricettiva la si può ottenere solo assumendo il ruolo dell’osservatore di se stessi. Grazie a questo ruolo, è anche possibile liberarsi dal bisogno di controllare sempre tutto.

Inoltre, tenendo a mente le questioni della propria vita, si paleseranno sogni e intuizioni che indicheranno la direzione da prendere.

 

Esperienza Spirituale

Visione dell’Amore.

 

 

Chesed in Atziluth

 

Colore: Violetto cupo

 

Tarocchi: Quattro di Bastoni. Lavoro perfezionato.

Rappresenta l’adempimento del Re in tempo di pace, nel suo regno ben governato.

 

Nome divino:  אל  El

Il Nome אל El è ritenuto essere il maschile singolare di Elohim.

Il Nome אלהי Eloha sarebbe la forma femminile singolare.

Il Nome אלהים Elohim sarebbe la forma maschile plurale che, però, potrebbe essere l’equivalente ebraico di un plurale maiestatis. 

Già troppi han detto troppo e non ho alcuna intenzione di discuterne: se ti vorrai cimentare nella traduzione dei Testi Sacri, capirai. E vedrai anche che la parola “el” significa più spesso “verso”, proprio come Uni-Verso.

 

Chesed in Briah

Colore: Blu

Tarocchi: Quattro di Coppe. Il Signore del Piacere. 

Nome arcangelico: צדקיאל Tzadqiel (o Tsadkiel, o Zadkiel, o Sachiel, o Ezechiele)

Questo Arcangelo è detto anche Chesediel che significa Grazia di Dio o Favore di Dio ed è definito l’Angelo della Compassione.

Il nome Tzadquiel, invece, significa Giustizia di Dio. Infatti, si può notare la somiglianza di questo Nome con la parola Tzadiq, il Giusto, correlato anche alla lettera Tzadde.

E’ considerato l’Arcangelo che concede il benessere materiale. Ricordiamo, a riguardo, che “la giusta misura” di ricchezza di riconoscimento sociale, di agi, di piaceri viene riconosciuta dal Giusto, che è misura di sé stesso.

Chesed in Yetzirah

 

Colore: Porpora cupo

Tarocchi: Quattro di Spade. Riposo dalla lotta. In accordo con l’immagine del governante seduto.

 Nome angelico: Chaschmalin. Nella letteratura cristiana sono le Dominazioni.

I Chaschmalin sono detti i Brillanti, epiteto che consolida l’idea dello Splendore regale di Chesed. 

Un’altra traduzione di questo termine è “elettrici”. Il sostantino חַשְׁמַל chasmal potrebbe indicare l’ambra o, per estensione, l’elettricità statica che ne deriva dallo sfregamento. Questa parola è tratta da Ezechiele 1.4

E io vedo וארא ed ecco והנה 

lo spirito רוח della tempesta סערה viene באה a partire dal מן nord הצפון 

una nuvola ענן grande גדול 

e un fuoco ואש si accende מתלקחת 

e illumina ונגה  lui לו intorno סביב e dentro ומתוכה 

come un occhio כעין  di ambra החשמל in mezzo מתוך del fuoco האש

Mechthild Thaller descrive le Dominazioni nei seguenti termini: “Gli angeli del coro delle Dominazioni hanno un abito bianco, ornato di pietre preziose. Essi portano sul petto uno scudo sul quale è scritto il nome di Dio. La loro destra tiene uno scettro. Il loro volto risplende come lo splendore del sole; lo splendore della loro corona è accecante”.

 

 

Chesed in Assiah

 

Colore: Azzurro cupo maculato di giallo

Tarocchi: Quattro di Denari. Il Signore del Potere terreno.

Idea: צדק Tzadeq – Giove 

L’influenza di Giove, il pianeta dell’espansione e della gioia, è benigna, organizzatrice, ordinatrice. Nella sfera di Chesed rappresenta la realizzazione.

 

Chesed nelle Qelipoth

 

Ozlomoth: I cancelli della morte. Si intende la dispersione o la dilapidazione delle energie vitali utilizzate in maniera anarchica.

 

Legione: ג’הגשבלה Gha Agsheblah I percuotitori o i frantumatori.

Rappresenta l’amore fuorviato e squilibrato che esaurisce, soffoca e annulla il suo oggetto con la sua benevolenza e tenerezza senzasconfinata.

 

Demone: Ashtaroth

chesed
Asmodeo. Collin de Plancy – Dizionario Infernale

Si tratta di un demone molto potente e temuto, a cui la demonologia attribuisce il ruolo di braccio destro di Satana.

Le origini e le varie interpretazioni di questo demone sono oggetto di differenti interpretazioni, spesso contrastanti.

Secondo alcuni, il nome Astaroth deriva dalla distorsione linguistica del nome di Astarte, la Grande Dea fenicia e cananea, sposa di Adon, legata alla fertilità, alla fecondità ed alla guerra. Questa divinità corrisponde alla Ishtar babilonese.

Con il passare del tempo, il culto di Astarte si diffuse in tutta l’area mediterranea e mediorientale, fino ad arrivare, in epoca ellenistica, ad essere accomunata alla dea greca Afrodite come Urania e Cipride.

Dunque, si ritiene che il nome Astaroth sia il plurale maschile del nome singolare femminile Astarte, un po’ come Sefiroth è il plurale maschile di Sefirah, che invece è singolare femminile.

Nelle Scritture, però, sono sovente menzionate le Astarti (femminile plurale) come consorti di Baal, mentre Astarot è menzionato come luogo, precisamente come una città nel regno di Basan, proverbiale per i ricchi pascoli e le folte foreste.

C’è anche un altro nome con cui la dea Astarte viene spesso confusa: si tratta di Asherah (אֲשֵׁרָה) che nella mitologia semitica e cananea è la paredra del dio del cielo El.  

Asherah è generalmente considerata coincidente con la dea ugaritica Athirat. Nella Bibbia viene spesso associata Baal e per questo motivo alcuni studiosi la confondono con altre dee semitiche della fertilità, come Ishtar o Astarte, possibili paredre di Baal.

Il culto di Asherah prevedeva l’installazione di oggetti di culto in forma di pali, pilastri o forse alberi stilizzati, anch’essi indicati col termine “asherot”.

L’affermarsi di Astaroth come importante demone è avvenuto in epoca medievale e moderna e possiamo trovarne traccia nell’opera De praestigiis daemonum scritta da Johann Wier nel 1577, e in particolare, nell’appendice Pseudomonarchia daemonum.

Nella sua opera Wier, in cui elenca una lista di demoni con descrizioni accurate nonché i rituali più appropriati per evocarli, descrive Astaroth come un duca forte e potente che cavalca un drago infernale mentre stringe in mano una vipera.

Un angelo caduto molto intelligente che possiede la facoltà di insegnare al mago che lo ha evocato ogni segreto sulle arti e sulle scienze e rivelare i luoghi dei tesori nascosti.

Pare inoltre che non disdegni di parlare della creazione e della caduta degli angeli ribelli dei quali conosce tutte le vicende.

Può essere evocato soltanto il mercoledì e occorre fare attenzione all’odore fetido che emana.

Gli stessi concetti vengono ripresi ed esplicitati nel ben più celebre (e recente) Dictionnaire Infernal, un libro pubblicato per la prima volta nel 1818 e scritto da Collin de Plancy che ha preso ispirazione da varie opere antecedenti tra cui La Chiave di Salomone. Esistono diverse edizioni del libro ma la più famosa è forse quella del 1863.

Astaroth, infatti, viene descritto come un uomo nudo con principali ali di drago e secondarie ali piumate che cavalca un lupo o un cane, indossando una corona e stringendo in mano un serpente.

E’ inoltre ricordato come uno dei sette principi dell’inferno che hanno visitato Faust, e appare come un serpente con la coda colorata, due piedi piccoli, un collo di castagno, e spine simili a un riccio che possono crescere fino alla lunghezza di un dito.

 

 

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