Geburah, la Quinta Sefirah. La Severità

Descrizione

Corrispondenze

Geburah in Atziluth

Geburah in Briah

Geburah in Yetzirah

Geburah in Assiah

Geburah nelle Qelipoth

Descrizione

Numero 5

Il numero Cinque rappresenta i quattro elementi più l’etere. E’ la materia vitalizzata, la quintessenza. 

La Legge del Quinario esprime l’unione del binario e del ternario, ossia del male e del bene. E’ carattere di tutti gli esseri della natura, che nella loro composizione suppongono il principio della distruzione.

 

Nome

גבורה

 Geburah = Severità; Rigore = Gimel Beth Vau Resh He = 3+2+6+200+5 = 216 = 9

 

Appellativi 

Din: giustizia, giudizio.

Pachad: punizione, paura.

 

Immagine 

Un potente Re guerriero sul suo carro da battaglia.

Geburah è il Re che governa in guerra: con il braccio destro protegge il suo popolo, impugnando la spada del diritto, e assicura che venga fatta giustizia.

Simboli

 

Armi

Tutte le armi in generale, in particolare quelle aventi caratteristiche di Marziali: la spada, la lancia, la frusta e la catena.

 

Il Pentagramma

Figure con un numero variante di aspetti sono assegnate ai diversi pianeti. Nella magia rituale o talismanica vengono usate come il contorno di qualsiasi forma associata a una forza planetaria.

A Saturno, il pianeta più vecchio, il primo a svilupparsi nel tempo in evoluzione, è assegnata la più semplice figura bidimensionale: il triangolo.

La stabilità equilibrata di Chesed riceve una figura a quattro lati, il quadrato. Alla quinta Sefirah, in relazione con il Pianeta Marte, è assegnata la figura a cinque lati. Nel sistema Cabalistico cinque è considerato il numero di Marte e il Pentagono è il suo simbolo.

Qualsiasi altare in onore a Marte deve avere cinque lati, analogamente anche qualsiasi talismano marziano. 

 

 

Corrispondenze

 

Albero della Vita

Questa Sefirah si trova al centro del Pilastro della Severità, ed è opposto e complementare a Chesed.

Geburah potrebbe apparentemente essere considerato come l’aspetto cattivo dell’Albero della Vita, tuttavia, non è affatto il Nemico o l’Avversario.

Esiste un tipo di amore che può incutere soggezione, come il timore di Dio. Questo tipo di amore è di una qualità completamente diversa dalla comprensione Chesed.

Geburah fornisce l’elemento del timore che induce un completo rispetto delle Leggi e che mantiene sulla retta e stretta Via.

Potrà sembrare strano, ma questo tipo di amore è assai più costante e permanente, ed è persino più soddisfacente a livello emozionale rispetto all’amore in cui non c’è traccia di timore.

La funzione principale di Geburah è la distruzione, la decomposizione. Soltanto grazie a questa funzione è possibile liberare energie dalle forme e renderle attive.

Normalmente, siamo abituati a percepire come bene ciò che è costruttivo e che accumula, e come male ciò che è distruttivo e che decompone. Tuttavia, tale percezione cambia a seconda di ciò che si distrugge, ad esempio un agente patogeno, o delle cellule cancerogene.

Dunque, possiamo affermare che la triade costruttiva, conservativa e distruttiva non rientra nel binomio bene-male, ma che tale binomio possa riferirsi solo alle condizioni in cui agisce la triade.

Geburah il Distruttore, il Signore della Paura e della Severità è, di conseguenza, altrettanto necessario all’equilibrio dell’Albero della Vita quanto Chesed, il Signore dell’Amore.

Geburah è il cavaliere dalla lucente armatura, bello come il Sole nella sua forza, che uccide il drago.

Le iniziazioni di Marte, come quelle del rigido Saturno e dell’ingannevole Yesod lunare, sono necessarie all’evoluzione della coscienza quanto i Misteri del Rito sacrificale e della Crocefissione affidati a Tifareth.

Geburah è, appunto, il sacerdote sacrificale nei Misteri.

Il sacrificio non è la rinuncia a qualche cosa che è caro perché un Dio geloso non sopporta interessi rivali nei Suoi devoti ed è lusingato dal loro dolore.

Il sacrificio è una scelta consapevole di un bene maggiore preferibile ad un bene minore, come si brucia la legna nel camino per ottenere il calore del fuoco.

Così il sacrificio è, di fatto, la trasmutazione dell’energia latente del legno offerta sull’altare sacrificale del camino per essere tramutata nell’energia dinamica del fuoco.

Ciò che viene sacrificato è la forma, mentre l’energia in essa contenuta riappare con un’altra forma completamente diversa da quella di partenza, ma sempre sul piano fisico.

Lo stesso vale per le energie mentali e psichiche. Se il taglio è netto, se non ci sono doglianze, un’immensa quantità di energia psichica viene liberata per essere impiegata nel canale scelto.

Ma se il desiderio minore è un’espressione puramente inibita e negata, se la forma prescelta non è realmente posta sull’altare del sacrificio come una libera offerta, la sfortunata vittima avrà fatto il peggio di entrambi i mondi.

E’ qui che abbiamo bisogno che intervenga Geburah, il sacerdote che prende il sacrificio dalle nostre mani, anche se questo è il nostro primo nato, e lo offre a Dio con un colpo netto rapido e pietoso.

Geburah è il coraggio, la risoluzione che libera dalla macchia dell’autocommiserazione.

Ovunque c’è una qualsiasi cosa che è sopravvissuta alla sua utilità, Geburah sarà chiamato a brandire la spada.

Ovunque vi sia egoismo, questo deve trovarsi impalato sulla punta della lancia di Geburah; ovunque c’è violenza contro il debole, o lo spietato uso della forza, è la spada di Geburah, non il globo di Chesed, ad essere il contravveleno più efficace; ovunque c’è pigrizia e disonestà c’è bisogno della sacra frusta di Geburah; e là dove c’è una rimozione delle pietre di recinzione poste a protezione del nostro vicino, è la catena di Geburah che deve stabilire i limiti.

Quando si apprende l’obbedienza e il valore delle esperienze restrittive, si ottiene la prima iniziazione di Geburah. La seconda si ottiene quando si impara a perdere la propria vita al fine di trovarla.

Esiste un certo tipo di coraggio che non teme la disgregazione, perché esso sa che tutti i principi essensiali sono indistruttibili e, finché permangono gli archetipi, ogni cosa potrà essere ricostruita.

Geburah è distruttivo soltanto per ciò che è temporale, ma è pur sempre il servitore di ciò che è eterno.

Binah è chiamato l’apportatore di morte in quanto esso è il datore di forma alla forza primordiale, rendendola statica.

Geburah è chiamato il Distruttore perché l’infuocata energia di Marte disgrega le forme apprese in Binah e le distrugge affinché l’energia primordiale sia di nuovo disponibile.

Binah sta perpetuamente vincolando l’energia nella forma mentre Geburah sta perpetuamente disgregando e distruggendo tutte le forme per liberare l’energia.

Ciò implica il mettere da parte la protettiva e preservatrice influenza di Chesed, in quanto il Sentiero delle Emanazioni tra Binah e Geburah passa da Chesed.

Geburah è il correttivo di Binah, senza il quale Binah vincolerebbe tutta la creazione nella rigidità.

Bisogna però tenere presente che nessuna Sefirah è esclusivamente di un tipo di forza, perché ciascuna emana da una Sefirah di polarità opposta e a sua volta emana una Sefirah di polarità opposta.

Ciò che è rappresentato realmente nella Saetta sono le fasi successive dello sviluppo di una singola energia. I Sefiroth emanano ma non si soppiantano a vicenda, rimangono come piani di manifestazione e tipi di organizzazione. 

Corpo umano: il braccio destro

Virtù: Energia, coraggio. 

Vizio: Crudeltà, distruzione.

 

V° Comandamento

Onora tuo padre e tua madre, perché si prolunghino i tuoi giorni nel paese che ti dà il Signore, tuo Dio.

 

Illuminazione

Riguarda il modo di interpretare gli avvenimenti passati della propria vita.

Pe avere accesso alla fonte di energia primaria, occorre liberarsi completamente dell’abitudine di succhiare energia dagli altri, il che spesso avviene a livello inconscio.

Per prima cosa occorre diventare consapevoli del meccanismo infantile della ricerca di attenzione altrui: il dramma del controllo inconscio.

Esso consiste in una scena familiare di cui noi stessi abbiamo scritto le battute e che ripetiamo più volte nella vita, senza neppure rendercene conto. Sappiamo solo che continuiamo ad incappare in situazioni analoghe, ripetendo le stesse scene.

Tale dramma può essere esaminato in una scala di valori che va dall’aggressivo al passivo.

L’atteggiamento controllante consiste nel trovare errori nel comportamento altrui e nell’intervenire in modo più o meno sottile, fino a sgretolare completamente la personalità dell’altro, al fine di impossessarsi della sua energia.

La forma aggressivo-passiva consiste nell’assumere un atteggiamento vittimistico e di eccessiva riservatezza, fino alla completa esclusione dell’altro che si sentirà rifiutato e sbagliato.

A grandi linee il comportamento può essere classificato come intimidatorio, inquisitore, riservato o vittimistico.

Di solito questi atteggiamenti, abbiamo detto, trovano origine nell’ambito familiare.

Le persone troppo chiuse in se stesse creano degli inquisitori, mentre degli inquisitori creano delle persone troppo chiuse in se stesse.

Gli intimidatori causano un atteggiamento vittimistico, o se ciò non funziona, otterranno in risposta lo stesso atteggiamento intimidatorio.

In questo modo i drammi si susseguono, avvicendandosi.

Chiarire il passato è un accurato procedimento grazie al quale si diventa consapevoli dei propri metodi personali di controllo, appresi durante l’infanzia nell’ambito della propria famiglia.

Diventando consapevoli del proprio dramma si è liberi di diventare qualcosa di più della parte che inconsciamente recitiamo. Si diventa in grado di autodeterminarsi e di attribuire un senso alla propria vita.

 

 

Esperienza Spirituale

 

Visione del Potere

La corretta manipolazione del potere è una delle maggiori prove che possa essere imposta ad un essere umano.

Fino a questo punto nel suo progresso attraverso le sfere dell’Albero della Vita, l’iniziato impara le lezioni della disciplina, del controllo e della stabilità. Egli acquisisce ciò che Nietzsche chiama moralità da schiavo, cioè una disciplina necessaria all’impenitente natura umana, così fiera del suo orgoglio. Nella Sfera di Geburah, però, egli deve acquisire le virtù del superuomo e imparare ad esercitare il potere e sottomettersi ad esso.

Dunque, neanche in Geburah l’individuo è una legge per se stesso, in quanto è sempre il servo del potere che esercita e deve adempiere ai suoi scopi, non servire i propri.

Un mago può pronunciare la parola di potere che scatena il vento, ma deve essere preparato a cavalcare il turbine. La sua è una grande libertà, ma anche grande sforzo.

 

Geburah in Atziluth

 

Colore: Arancione

Tarocchi: Cinque di Bastoni. Lotta

Nome divino: Elohim Gibor. Dio Possente o Dio di Potenza.

Questo Nome divino indica un’energia violenta che mira al controllo e alla distruzione.

E’ il Dio che punisce, che infligge i castighi.

 

Geburah in Briah

Colore: Rosso scarlatto

Tarocchi: Cinque di Coppe. Perdita nel Piacere

Nome arcangelico: Khamael o Camael.

E’ detto La mano destra di Dio, oppure l’Angelo Punitore. Il suo compito è amministrare la Giustizia Divina ed è inflessibile nel compierlo.

Il Nome Camael deriva probabilmente dall’ebraico chammah חַמָּה che significa calore, ma anche rabbia. Così questo nome riporta all’ira divina.

Un altro termine simile è Qemuel קְמוּאֵל  che deriva da qum קוּם, che significa sorgere, alzarsi. Così il Nome Camael ricorda il ” Dio risorto ” oppure “sollevato da Dio” o ancora “colui che vede Dio” oppure colui che sta davanti a Dio.

Il nome Camaele talvolta è trasformato in Camillo, col quale viene citato l’Arcangelo, ma i due nomi hanno origine diversa. Tuttavia, vi si ritrova una piccola assonanza con la Sefirah Geburah.

Camillo deriva dal nome dato al giovane che si occupava delle cerimonie sacre, detto ‘kadmel’ in ebraico, ‘kadmilos’ in greco, ‘camillus’ in latino. In pratica significa ministro di Dio.

Camael non mai citato nella Bibbia, né ebraica né cristiana. Il Vaticano lo ha incluso nel divieto sulla venerazione degli angeli non menzionati nella Bibbia nel Direttorio della Pietà pubblica (2002).

Camael è citato nel libro di Enoch, un libro apocrifo e non incluso nelle Sacre Scritture.

Ad ogni modo, si dice che Camael sia il capo delle forze che hanno espulso Adamo ed Eva dal Giardino dell’Eden con in mano una spada fiammeggiante. Nell’iconografia, però, è spesso raffigurato con in mano un calice.

Camael è incluso anche nel Pseudo-Dionigi del V o VI secolo d.C., Corpus Areopagiticum come uno dei sette Arcangeli insieme a Michael, Gabriele , Rafael , Uriel, Jophiel e Zadkiel.

 

 

Geburah in Yetzirah

Colore: Scarlatto vivo

Tarocchi: Cinque di Spade. Sconfitta

Nome angelico: שרף Seraf, al plurale Serafim. I Serafini, i Serpenti di Fuoco.

Un passo notevole per comprendere i Serafini è quello del serpente di bronzo.

Gli Israeliti partirono dal monte Or per la Via del Mar Rosso, per aggirare il territorio di Edom. Il popolo, però, mal sopportò il viaggio ed espresse il suo disagio contro Dio e Mosè più o meno in questo modo: «Perché ci avete fatto salire dall’Egitto per farci morire in questo deserto?» Il Signore allora, mandò contro il popolo dei serpenti serafim (brucianti) i quali mordevano la gente, così un gran numero d’Israeliti morì. 

Allora il popolo ando da Mosè, a chedere venia, e Mosè pregò per il popolo. Al che il Signore disse a Mosè: «Fatti un saraf (serpente) e ponilo su un’asta; chi sarà stato morso lo guarderà e guarirà». Mosè allora fece un saraf di rame (serpente di bronzo) e lo mise sopra l’asta; avveniva che se il serpente aveva morso qualcuno, questi guardava il serpente di rame e guariva. 

Questo serpente innalzato su un’asta lo ritroviamo ancora oggi come simbolo delle farmacie e della medicina in generale. Lo conosciamo come il Caduceo di Esculapio, figlio del dio greco Apollo.

Nel Vangelo di Giovanni è scritto:

Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo.  E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna.

Nella letteratura cristiana, gli angeli associati alla Sfera di Geburah sono le Virtù, mentre i Serafini sono associati a Kether.  Questo non è un errore, in quanto gli Esseri angelici associati alle prime due Sefiroth nella letteratura cabilistica, sono entità mobili.

 

 

Geburah in Assiah

 

Colore: Rosso maculato di bianco

Tarocchi: Cinque di Denari. Afflizione mondana

Idea: Marte

 

Geburah nelle Qelipoth

 

Legione: Gol achab (abbreviato Gol’ab): corpi che bruciano.

 

Demone: Asmodeo

chesed
Asmodeo. Collin de Plancy – Dizionario Infernale

Asmodeus è detto il Distruttore. E’ chiamato anche Chammadai, Sydonai, letteralmente “colui che fa perire”. 

La sua origine probabilmente deriva dalla contrazione dell’iranico Aeshma Daeva, che letteralmente significa “demone irato”. Asmodeo è citato per la prima volta in antichissime tradizioni mitologiche babilonesi e caldaiche del parsismo e dello zoroastrismo.

Nel’ebraismo è menzionato in numerose leggende talmudiche e nella tradizione demonologica giudaica, secondo cui Asmodeo fu vinto dal Re Salomone, che lo avrebbe costretto ad edificare per lui il celebre Tempio.

Asmodeo è particolarmente noto come per la sua parte nel Libro di Tobia, in cui è responsabile del mancato congiungimento coniugale di Sara, che uccide ben sette mariti prima di trovare il famigerato uomo giusto per lei, Tobia appunto.

 Nel celebre libro scritto da Collin de Plancy, Dictionnaire Infernal, è descritto con tre teste, la prima con le sembianze da toro, la seconda di uomo e la terza di un ariete. E’ seduto in sella a un dragone e brandisce una lancia e uno stendardo.

Giordano Berti ne “I mondi ultraterreni” fa menzione di un grimorio intitolato “Il Testamento di Salomone”. Secondo quest’opera, Asmodeo si presenta dinanzi a chi lo evoca con sembianze per metà angeliche e per metà umane. Inoltre, la sua principale occupazione è distruggere l’armonia matrimoniale oppure la bellezza delle fanciulle ancora vergini.

Lo stesso Berti riporta un documento, conservato alla Biblioteca Nazionale di Parigi, datato 19 maggio 1629, che recherebbe la firma di Asmodeus. In questo documento il demone promettere di abbandonare il corpo di suor Jeanne des Anges, monaca nel convento di Loudun. 

Tuttavia. la falsità del documento è nota. Il testo pare sia stato redatto dalla stessa Jeanne ma dietro suggerimento del Consigliere di Stato che, grazie a questo e ad altri documenti contraffatti, riuscì a mandare al rogo il prete libertino Urbain Grandier che, a sua volta, aveva stipulato un patto col diavolo. 

Tale evento è descritto nell’articolo Il Diavolo e la Stregoneria

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