Kether

Kether, la Prima Sefirah. La Corona

Descrizione

Corrispondenze

Kether in Aiziluth

Kether in Briah

Kether in Yetzirah

Kether in Assiah

Qlipoth


Descrizione

Numero

Kether è il Sentiero Numero Uno. In esso vige la Legge dell’Unità: Unico è il principio, unica è la forza, unica è la materia.

Nome

Kether – La Corona – Kaf Tau Resh = 620 = 8

La Corona è qualcosa che viene sovraimposto alla testa, ma non è parte della testa. Ciò fornisce un chiaro indizio sul fatto che Kether non appartenga al nostro Mondo.

Infatti, Kether non ha né forma né tempo, ma è puro Essere. E’ chiamato la non-esistenza ed è ciò che sta dietro alla manifestazione, che la emana, la proietta.

Kether non è manifesto ma, essendo la causa della manifestazione, si trova dietro i Quattro Elementi primordiali (Terra, Aria, Fuoco e Acqua) e ne è la radice. 

Pertanto, è Kether a dare origine e condizione tutte le cose e tutte le cose si evolvono da Kether.

Appellativi

Il Sefer Yetzirah chiama Kether Intelligenza Occulta.

Altri appellativi di Kether nella letteratura Cabalistica, sono: l’Occulto dell’Occulto; l’Altezza Imperscrutabile; Esistenza delle Esistenze; Antico degli Antichi; Antico dei Giorni; il Punto Primordiale; il Punto dentro il Circolo; il Sommo; il Vasto Volto; la Testa che non è; la Testa Bianca; Macroprosopos; Amen; Lux Occulta; Lux Aeterna; Egli.

 

Immagine

L’immagine simbolica d Kether è un Re, vecchio e barbuto, visto di profilo. 

Un re governa tutte le cose secondo la sua volontà suprema e indiscussa, così  da Kether dipende tutto il Creato. Questo Re è vecchio poichè Kether esiste fin dal principio, quando volto non vedeva volto, e tutte le cose si sono evolute da Egli. Perciò è detto l’Antico degli Antichi e l’Antico dei Giorni.

Lo Zoahr dice che questo antico re barbuto è tutto lato destro e noi, infatti, lo vediamo di profilo,  non a viso pieno, perché un aspetto di esso rimane sempre nascosto, come il lato nascosto della Luna, e noi non potremo mai vedere nè comprendere il lato del Volto non manifesto, poichè noi apparteniamo alla manifestazione.

La figura barbuta ha un simbolismo che deve essere associato ai peli della barba del rabbino, di cui ogni pelo ha un significato diverso e particolare. 

Posizione sull’Albero della Vita

L’Origine di Kether è Ayn Sof, il Senza Fine, ed essa è la Prima Sefirah, l’origine di tutte le Sefirot, quindi la radice dell’Albero della Vita. 

Così, l’Albero risulta capovolto, dato che possiede le radici in alto e i rami in basso. 

Come le radici di un albero affondano nel terreno e non sono visibili, così Kether non si manifesta con le altre Sefirot e la decade viene completata dalla Sefirah Da’at (conoscenza).  

Kether è il trascendente, l’ineffabile, e dietro di essa dipendono vi sono i Veli dell’Esistenza negativa. 

Kether ha in sé il segreto del passaggio di stato che va dal Non-Essere all’Essere.

Essendo la radice da cui tutto scaturisce, appartenente a una dimensione diversa, a un diverso ordine di esistenza. Da ciò apprendiamo che l’essenza di ogni cosa non è mai nella manifestazione, ma è sempre la sua base retrostante.

Tuttavia, Kether è anche il Primo Manifesto, cioè la cristallizzazione primaria nella manifestazione di ciò che è stato fin qui non manifesto, ma che da Kether in poi va via via palesandosi: l’inconoscibile diviene conoscibile.

Proprio come la Corona è posta sopra la testa di un re, Kether è la Corona dell’Uomo Celestiale o Adam Kadmon, formato dalle Sefirot: Chesed, Geburah, Tifereth, Netzach, Hod e Yesod, e i cui piedi poggiano su Malkuth.

Con l’esistenza manifesta si creano le coppie di opposti, ma in Kether non esiste alcuna divisione, nè forma, nè tempo, nè divenire: Kether è Uno.  Perciò il suo posto è in cima al Pilastro Mediano dell’Equilibrio.

 

 

Corrispondenze

 

Simboli

La Corona. Altre corrispondenze simboliche di Kether sono: la croce uncinata o Svastica; il Loto dai Mille Petali; il Settimo Chakra.

 

Corpo umano 

Kether non ha una corrispondenza specifica nel corpo umano ma la si associa alla sommità del cranio anche se, come il settimo Chakra, è staccato da esso.

 

I° Comandamento

Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d’Egitto, dalla condizione di schiavitù: non avrai altri dei di fronte a me.

 

Virtù

Il Raggiungimento e il Completamento della Grande Opera (terminologia preso in prestito dagli alchimisti).

Senza completamento non ci può essere raggiungimento e senza raggiungimento non c’è completamento.

Le buone intenzioni non servono a nulla ed hanno scarso peso nella bilancia della giustizia: noi siamo conosciuti per la nostra opera completata.

Vero è che abbiamo tutta l’eternità per completarla, ma dobbiamo completarla. Non esiste grazia nella giustizia perfetta, tranne quella che ci dona il permesso di provare di nouvo volte.

 

Vizio

Non essendoci alcuna separazione né dualità in Kether, non vi è alcun vizio complementare alla virtù.

 

Illuminazione

Il Sentiero Luminoso non può essere letto né raccontato, né si può spiegare ciò che Egli insegna. 

A nulla servirebbe cercare di carpirlo ad altri: potresti avere le informazioni riguardo al Sentiero, ma ti sfuggirebbe l’Illuminazione stessa. Dovrai scoprirlo da solo, nel corso della tua esistenza, o delle tue numerose esistenze, una alla volta ed ognuna diversa.

 

Esperienza Spirituale

L’esperienza spirituale assegnata a Kether è l’Unione con Dio.

Questa è la fine e lo scopo di tutta l’esperienza mistica e, se andassimo alla ricerca di qualsiasi altro obiettivo, saremmo come quelli che costruiscono una casa nel mondo dell’illusione.

Abbiamo detto che Kether non è inconoscibile. Infatti, la mente del mago deve abbracciarlo nelle sue visioni, addestrare la mente a concepire lo stato di puro essere senza attributi o attività.

Kether può allora apparire come una luce bianca accecante, non differenziata dai raggi dal prisma della forma, in cui ogni pensiero diviene completamente vuoto.

Tuttavia, non possiamo entrare in una modalità di consapevolezza tranne che riproducendola in noi stessi.

Di conseguenza, per riprodurre in noi stessi il modo di Essere che non ha né forma né attività, dobbiamo liberarci sia della forma che dell’attività.

In questo stato mentale la consapevolezza si dissocia e il pensiero non potrà essere ricostituito dal ritorno alla consapevolezza.

Se aspiriamo alla Visione di Kether in Atziluh, dobbiamo essere preparati ad entrare nella Luce per non fare ritorno.

La Coscienza che ha la visione di Kether in Atziluth viene disintegrata.

Ciò non significa che sia annullata, ma che effettua un cambiamento dimensionale: si tratta, appunto, dell’Unione con Dio.

Questo stato mentale è lo scopo di tutta l’esperienza mistica. Qualsiasi cosa   trattenga dal raggiungimento di questo obiettivo, è avvertita dal mistico come un legame vincolante e, come tale, deve essere spezzato.

Inoltre, per poter essere libero dalla forma, il mistico dovrà prima attenersi ai requisiti dei piani della forma: solo così riuscirà a sottrarvisi.

La forma è la matrice in cui la consapevolezza fluidica viene mantenuta finché acquisisce un’organizzazione e diviene un nucleo di individualità differenziato dal mare amorfo del puro Essere.

Se il mistico produce una qualsiasi forma di dissociazione della consapevolezza, deve tornare alla disciplina della forma, finché non ha appreso la lezione e la sua coscienza non raggiunge un’organizzazione coerente e coesiva.

Secondo la Cabala, Kether contiene una struttura tripartita, che nell’anima corrisponde alle tre esperienze di Fede, Beatitudine e Volontà. Quello della struttura tripartita di Kether, è uno dei segreti più importanti di tutta la Cabala.

 

 

Kether in Atziluth

 

Colore: Brillantezza

Tarocchi: Asso di Bastoni. Radice dei Poteri del Fuoco

 

Nome divino:  אהיה אשר אהיה  Ehyeh Asher Ehyeh   Io sono colui che sono. 

Questa è la traduzione italiana comune della risposta che Elohim diede a Mosè rguardo al Nome con cui da presentarlo agli Israeliti.

Esodo 3,13-15:

13 Mosè disse a Dio: «Ecco io arrivo dagli Israeliti e dico loro: Il Dio dei vostri padri mi ha mandato a voi. Ma mi diranno: Come si chiama? E io che cosa risponderò loro?».

14 Dio disse a Mosè: «Io sono colui che sono». Poi disse: «Dirai agli Israeliti: Io-Sono mi ha mandato a voi».

15 Dio aggiunse a Mosè: «Dirai agli Israeliti: Il Signore, il Dio dei vostri padri, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe mi ha mandato a voi. Questo è il mio nome per sempre; questo è il titolo con cui sarò ricordato di generazione in generazione.

In ebraico, il verbo היה hayah significa essere, diventare, accadere, mentre la Alef davanti a questo verbo indica il prima persona singolare. Dunque viene tradotto con “io sono” oppure “io sarò” nel senso di “io mostrerò di essere”. 

Il Nome Ehyeh asher ehyeh letteralmente si traduce con “Io sarò quello che sarò”  in quanto la parola אשר asher è il pronome dimostrativo “quello che”. 

Tuttavia, secondo le regole della grammatica ebraica, la forma verbale utilizzata è traducibile col tempo passato, presente e futuro. In questo modo è indicata una verità atemporale, che non nasce, non muta e non muore. 

Dunque, il Nome Ehyeh asher ehyeh apre la nostra mente alla consapevolezza dell’eternità e dell’immortalità. 

In Magia, ogni operazione dovrebbe cominciare con l’invocazione del Nome divino della Sfera in cui ha luogo l’operazione. Ciò dovrebbe garantire che l’operazione sia in armonia con l’Universo.

La risoluzione finale dell’operazione, invece, avviene con il Nome divino di Kether, vale a dire l’affermazione Io Sono, Eheyeh, indicante l’essere puro, eterno, immutabile, senza attributi o attività, che è alla base di tutto, che mantiene e condiziona Tutto il Creato.

Questa è la formula primaria di tutto il lavoro magico.

In Kether troviamo la fonte pura di ogni energia e, per mezzo di Kether, possiamo trarre energia dal Non-Manifesto nascosto dietro i Veli dell’Esisteza Negativa.

L’energia tratta da qualsiasi altra fonte è un’energia limitata e parziale, che viene sottratta a qualcosa per dirigerla altrove, secondo la volontà del magista. 

Di conseguenza, ciò crea uno squilibrio che dovrà essere compensato e le forze della natura si dirigeranno spontaneamente verso la restaurazione dell’equilibrio.

Per questa ragione si ritiene che il magista dovrà pagare ciò avrà ottenuto, per compensare lo squilibrio creato con il suo intervento. 

Tuttavia, se il Mago trae energia Non-manifesta direttamente da Kether in Atziluth mediante il Nome divino, aggiungerà nuova energia alla Manifestazione senza creare scompensi di alcun tipo.

Soltanto, dovrà fare attenzione ad un dettaglio non certo trascurabile: l’energia tratta dovrà restare in equilibrio tra le coppie di forze opposte.

Ottenere ciò in realtà è molto semplice.

La meditazione su Kether dona un’intuitiva percezione del fatto che il risultato di un’operazione non abbia la minima importanza.

Una volta ottenuta tale percezione, si acquisisce anche la padronanza delle immagini astrali, potendo così rivolgerle a proprio piacimento. 

Soltanto quando il magista non ha alcun interesse rispetto al risultato dell’operazione sul piano fisico, egli ottiene la padronanza completa sulle immagini astrali.

Il Mago è interessato unicamente a portare l’energia nella Manifestazione e non si preoccupa di quale forma tale forza assumerà anzi, lascia ciò alle energie stesse.

Esse certamente assumeranno la forma più consona alla loro natura e saranno migliori di qualsiasi disegno che la limitata conoscenza del magista potrebbe assegnare loro.

Io sono quello che sarà.

Impiegando un potere tratto dal Non Manifesto e spingendolo verso il basso nella Mafistazione, fino alla sua espressione nei piani della forma, le operazioni divengono parte del processo cosmico, conformandosi alla Natura, così essa non si rivolterà.

Agli studiosi è di solito insegnato che i tre Sefiroth superni – Kether, Chokmah e Binah – sono oltre il campo di lavoro pratico, prestandosi più alle esperienze mistiche.

Ciò è senz’altro vero, in quanto è impossibile agire all’interno delle Sfere Superne, ma è altrettanto vero – e taciuto – che è da queste Sfere che si trae il potere.

Le energie tratte dalle Sfere inferiori e manipolate, creano scompensi per i quali il magista non troverà pace né riposo, né le sue opere saranno stabili. Egli dovrà continuamente barcamenarsi per mantenere in equilibrio le tensioni che mantengono in essere le forme astrali.

 

Kether in Briah

Colore: Pura brillantezza bianca

Tarocchi: Asso di Coppe. Radice dei Poteri dell’Acqua

Nome Arcangelico: Metatron

ketherMetatron è uno dei due arcangeli il cui nome non finisce con il suffisso –el, che significa “di Dio”; l’altro arcangelo è Sandalphon.

Metatron e Sandalphon, prima di diventare Arcangeli, erano esseri umani, rispettivamente i profeti Enoch ed Elia, entrambi assunti nel Regno dei Cieli quando ancora erano in vita.

Questi due Arcangeli trasmettono gli ordini di Dio direttamente agli Angeli Gabriel e Samael.

Attraverso Metatron, conosciuto anche come il Principe dei Volti, si manifesta il mondo della mente archetipale, la cui influenza è la Sorgente di illuminazione di tutte le luci dell’Universo. 

Quindi, non soltanto lo spirito fluisce nella manifestazione e, di conseguenza, nella materia, ma anche la materia, mediante la propria energia, attrae energia nella manifestazione.

Questo è un punto importante per il magista, in quanto gli insegna che egli è giustificato nelle sue operazioni e che all’uomo non è richiesto di attendere la parola del Signore ma che egli può rivolgersi a Dio perché lo ascolti.

 

Kether in Yetzirah

Colore: Bianco brillante

Tarocchi: Asso di Spade. Radice dei Poteri dell’Aria

Nome angelico: Chayoth ah-Qadesh. Le Sante Creature Viventi. Valore Ghematrico 833.

 Il Nome Chayoth ah-Qadesh porta la mente alla Visione del carro di Ezechiele e alle Quattro Sante Creature davanti che reggono il Trono di Dio.

Essi corrispondono ai Quattro Elementi e sono guidati dall’Arcangelo Metatron.

La Sefirah Kether nel Mondo della Formazione Yetzirah è dunque la Sorgente o Radice dei Quattro Elementi.

L’intero problema degli angeli, degli arconti e dei primordiali è assai dibattuto e importantissimo nell’occultismo perché la sua applicazione alla magia è immediata.

L’iniziato conosce le legioni degli esseri spirituali che sono gli agenti della volontà di Dio e i veicoli dell’attività creatrice.

Egli lavora tramite questi mediante la grazia del loro arcangelo governatore. Ma un arcangelo non può essere evocato tramite un incantamento, anche se potente.

Accade piuttosto che quando effettuiamo un’operazione in una particolare Sfera, l’arcangelo lavori tramite noi per l’adempimento della sua missione.

L’arte del mago consiste quindi nel mettersi in linea con la forza cosmica affinché l’operazione che egli desidera effettuare possa risultare come una parte del funzionamento delle attività cosmiche.

Se egli è veramente purificato e consacrato, questo sarà il caso in tutti i suoi desideri; e se non è veramente purificato e consacrato, egli non è un adepto e la sua parola non è una parola di potere.

 

Kether in Assiah

Colore: Bianco maculato oro

Tarocchi: Asso di denari. Radice dei Poteri della Terra.

Idea: Rashith ha Gilgalim. Primi Vortici. Primum mobile.

Nei grandi sistemi del pensiero umano, Kether si equipara al concetto primario che si può simboleggiare nella figura del Padre degli dei.

Se consideriamo che l’Universo abbia avuto origini nello spazio, allora Kether è il Dio in Cielo. Se, invece, stabiliamo che ha le sue origini nell’Acqua, allora Kether è l’Oceano Primordiale.

Comunque la si veda, kether è l’Abisso da cui tutto è sorto e in cui tutto ricadrà alla fine della sua epoca.

Gli dei di Kether sono terribili e divorano i loro figli poiché Kether, sebbene genitore di tutti, alla fine riassorbe tutto l’Universo in sé. Di conseguenza, nei miti associati a Kerher, troviamo l’implicazione della Non-Esistenza.

Nei concetti esoterici, però, apprendiamo che tale implicazione è erronea.

Abbiamo già detto che in Kether non vi né forma né tempo.

Kether, puro essere non limitato da forma o reazione è, in realtà la più intensa forma di esistenza, ma un’esistenza differente dalla nostra.

Di conseguenza, ci appare come non-esistenza, in quanto non si conforma a nessuno dei requisiti che siano abituati a pensare come determinatori di esistenza.

I rabbini lo chiamano Yechidah, la Scintilla Divina; gli Egiziani lo chiamano Sah; gli Indù lo chiamano il Loto dai Mille Petali.

Sotto tutti questi nomi, troviamo sempre la stessa idea: il nucleo di pura esistenza che emana, ma non immette le sue numerose manifestazioni nei piani della forma.

 

Kether nelle Qelipoth

Kether dei Qlipoth è il Regno del Caos.

Se ci s’imbarca prematuramente sul Sentiero Mistico, si finisce qui e non nel Regno della Luce.

I Qliphoth non sono l’opposto dei Sefiroth, ma l’ombra. Sono forze caotiche che si scatenano quando una Sefirah non è in equilibrio con le altre.

Legione: Thaumiel o Thamiel. I falsi dei avversari.

Thaumiel significa “gemelli di Dio” e rappresenta le due forze contendenti, in lotta, rappresentate da due teste giganti con ali da pipistrello.

La Sefirah opposta e complementare a Kether è Malkuth. Senza le forze di  Malkuth a bilanciarla, Kether esisterebbe come qualcosa di separato dall’En Sof, cioè Dio nella sua totalità. 

Poiché tutte le forze paradossali e contrapposte scatenate attraverso Kether trovano riposo e risoluzione in Malkuth, l’equilibrio e l’unità di Dio vengono mantenuti.

Abbiamo visto che Kether è interessato all’Unità, e che in essa non vi è separazione.

Tuttavia Kether partecipa al binomio spirito-materia, il binomio più discusso di sempre. Per tale ragione, si ritiene che il sovrano di Thaumiel sia Satana, in qualità di Capo degli Angeli Caduti.

Demone: Moloch (o Molech o Molekh o Molok o Mal’akh).

Moloch. Dizionario Infernale. Collin De Plancy

In ebraico la parola מלך mlk significa re; nella Bibbia è sia il nome del dio Moloch o Molech, sia di un particolare sacrificio correlato al fuoco.

Oggi il termine moloch viene usato in senso figurato per designare una persona (un’organizzazione) che domanda o richiede un enorme sacrificio.

Il Molech era un’antica divinità fenicia o cananea, venerata anche dagli Israeliti durante il periodo dell’idolatria, dal regno di Salomone (ca. 970-930 a. C.) a quello di Giosia (640-609 a. C.).

A essa venivano offerte in sacrificio vittime umane, soprattutto i figli primogeniti.

Chiamata anche  Milcom o Malcam, questa divinità era legata al culto del Sole.

Tra le fonti classiche che ci raccontano di questa divinità, la principale è offerta da Diodoro Siculo il quale, presentando il dio di Cartagine nella veste greca di Kronos (che nel mito esiodeo divora i suoi figli), aprì senz’altro la strada a un’interpretazione cruenta del rito punico.

I cartaginesi avevano una statua bronzea di Kronos, con le mani tese e piegate verso terra, con la palma volta in alto, di modo che il fanciullo che vi veniva posato sopra rotolava, precipitando in un baratro pieno di fuoco. (XX, 14).

Possiamo dunque immaginare la grande statua di bronzo del dio Moloch, con una grande testa di toro a rappresentare l’Uomo-Bestia. L’interno della statua doveva essere cavo e, al suo interno, ardeva costantemente un fuoco che la rendeva di un rosso incandescente. La statua aveva braccia umane tese, pronte ad accogliere i bambini, vittime sacrificali. Con un ingegnoso sistema di catene, le braccia venivano sollevate verso la bocca (come se il dio stesse mangiando) e il bambino veniva lasciato cadere all’interno, dove bruciava vivo tra le fiamme.

Nel medioevo, nei posti e nei periodi in cui l’antisemitismo era più forte, gli ebrei furono spesso accusati di rapire bambini cristiani per bruciarli vivi in rituali in qualche modo legati alla venerazione di Moloch.

Nella Torah, Moloch compare per la prima volta nel Levitico 18,21 e 20,1-7.

In seguito, Moloch non compare più nella Torah, ma è ancora presente nel Tanakh, esattamente nel Primo Libro dei Re, capitolo 11, paragrafi 1-4, in cui si narra delle numerose concubine straniere di Salomone, che gli fecero deviare il cuore verso i loro dèi.

L’ultima citazione riguardante Molock è nel Secondo Libro dei Re, 23 1-28.

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