Netzach

Netzach la Settima Sefirah. L’Eternità

Descrizione

Corrispondenze

Netzach in Atziluth

Netzach in Briah

Netzach in Yetzirah

Netzach in Assiah

Netzach nelle Qelipoth


Descrizione

 

Numero 7

Il Numero Sette è correlato alla Legge delle Corrispondenze, mediante cui gli occultisti determinano le correlazioni che esistono tra i fenomeni. 

L’esempio più eclatante è di certo l’assioma ermetico “Ciò che è in alto è come ciò che sta in basso”. Da qui possiamo dedurre molti altri assiomi, come “il morale influisce sul fisico” o ancora “lo spirito muove la materia”.

Non bisogna confondere le corrispondenze con l’analogia, che è somiglinza. Una cosa analoga ad un’altra è simile, ma non le corrisponde. 

La Legge della Corrispondenza, invece, stabilisce che una cosa è in relazione con un altra.

 

Nome

נצח

Netzach = Eternità  = Nun Tzade Chet = = 148. 

E’ lo stesso numero di Pessach, la pasqua ebraica. La parola “pessach” significa “salto”. E’ anche lo stesso valore di Moznaim, il segno zodiacale della Bilancia.

 

Appellativi

Netzach in ebraico significa Eternità. Nel contesto della Cabala il concetto di eternità viene reso con la Vittoria e il Trionfo, anch’essi appellativi di Netzach. Si tratta della vittoria nel senso di perpetuità. Il suo appellativo addizionale è Fermezza, che comporta la stessa idea di energia che persiste.

 

Immagine

Una bellissima donna nuda, molto sensuale.

Simboli

Metallo: Rame; Profumo: Sandalo

I simboli assegnati a Netzach sono la Lampada, la Cintura e la Rosa. 

La Cintura 

La Rosa sono tradizionalmente associate a Venere. 

La Lampada

Corrispondenze

 

Albero della Vita

Alla base del pilastro della Grazia, nel Terzo ternario, di fronte a Hod.

Netzach si trova alla base del Pilastro della Misericordia o Grazia, sotto Chesed (amorevole benignità), che a sua volta ha la sua radice in Chokmah, la saggezza. L’eternità è alla base dell’amore che tutto comprende, che a sua volta è alla base dell’infinita saggezza, da cui deriva.

Netzach è la prima Sefirah del Triangolo Inferiore dell’Albero della Vita, formato da Netzach  Hod Yesod.

A livello psichico, Tifareth è la Sefirah che rappresenta il Sé, talvolta chiamato anche Angelo Custode o Daimon, Netzach è il campo emozionale, Hod è l’intelletto e Yesod il subconsio.

Gli istinti, le pulsioni e le emozioni costituiscono il motore della persona perciò non devono essere repressi, bensì sviluppati, sotto l’influenza di Tifareth, la Volontà.

La peculiarità della sfera di Netzach è che in essa ha origine la pluralità. L’Uno diventa Molti, al fine della manifestazione nella forma. 

Dunque, nella sfera di Netzach non si può parlare di energia, ma di energie, non si tratta di istinto, ma di istinti, non è un’emozione ma l’insieme delle emozioni che muovono l’individuo. Esse, possono sì essere considerate singolarmente, ma è la loro interazione a strutturare quel carattere distintivo che chiamiamo personalità. 

Il raggio di luce bianca che ha origine in Kether, che rappresenta l’energia discendente, si scinde in Netzach nei sette colori, ognuno dei quali rivela e intensifica un aspetto specializzato della manifestazione. Come, ad esempio, un raggio di luce blu mostrerà soltanto i colori che gli sono congeniali e farà apparire neri i colori complementari.

Ogni energia in Netzach è una manifestazione parziale ma specializzata. Di conseguenza, le creature che hanno per propria sfera di evoluzione Netzach, non hanno uno sviluppo completo ed indipendente, ma avranno una funzione singola, semplice, stereotipata, facente parte di un complesso. 

Le energie di Netzach costituiscono ed animano le forme mentali definite nella sfera di Hod. Dunque, è proprio in Netzach che, nella risalita della coscienza, avviene lo svelamento.  

Corpo Umano

La corrispondenza di Netzach nel corpo umano sono i lombi e la gamba destra.

I lombi costituiscono la sede degli organi sessuali ma non sono gli organi generativi stessi, che sono in corrispondenza con Yesod. 

In Netzach troviamo le forze primordiali che assumono forme mentali in Hod è si manifestano in Yesod al livello inconscio. Quando riusciamo ad integrare queste forze primordiali, avremo a disposizione una notevole quantità di energia, liberata dalle loro forme. Bisogna però saperle integrare (Tifareth), altrimenti andranno alla cieca e causeranno un mare di problemi.

Nei Misteri viene insegnato che ciascun livello di manifestazione ha la propria etica di ciò che è giusto o ingiusto, e che non dobbiamo confonderci  applicando ad un piano l’etica di un altro. Ad esempio, nel regno della psiche l’etica è “verità”, mentre nel regno del Sè l’etica è armonia. 

L’etica di Hod, lo scienziato che è in noi, non è  la stessa etica di Netzach, l’artista che è in noi. Così, ecco che le regole dell’intelletto non si adattano affatto alla nostra vita emotiva che condurrà l’incedere della nostra gamba destra.

 

Virtù: Altruismo

Vizio: Lussuria, impudicizia.

 

VII° Comandamento

Non commettere adulterio. 

 

 

Illuminazione

La Lotta per il Potere

La violenza deriva dal bisogno di controllare e dominare gli altri. 

Quando un individuo si rivolge ad un altro avviando una conversazione possono avvenire solo due risultati: gli interlocutori si allontaneranno sentendosi deboli o forti, a seconda di cosa è avvenuto durante il contatto. 

Per tale motivo gli individui assumono spesso un atteggiamento manipolatorio, preparandosi a dire ciò che è necessario al fine di avere il sopravvento sugli altri, qualunque siano i particolari della situazione o l’argomento in oggetto. 

Ognuno cerca di acquisire il controllo e, di conseguenza, il dominio, il potere. Così, le relazioni, a prescindere dalla tipologia di rapporto, si trasformano in lotte di potere.

Di solito, per assumere il controllo su un’altra persona, si segue una strategia piuttosto banale.

In un primo tempo ci si finge amico della persona che si vuole manipolare e, solo quando si sarà conquistata la sua fiducia, la sua stima ed il suo affetto, si passerà alla seconda fase: si inizia a trovare qualcosa di sbagliato nel comportamento dell’altro, nelle sue scelte, persino nel suo aspetto fisico, indebolendo al punto da minare la fiducia in sé stesso e rendendolo dipendente. 

Nella terza fase, la “vittima” inizierà ad identificarsi con il suo “carnefice” e, da questo momento in avanti, sarà in suo potere. Tuttavia, anche il “carnefice” sarà dipendente dalla sua “vittima”, in quanto fonte primaria di energia. 

La maggior parte dei rapporti, siano essi di coppia, di amicizia, di lavoro e persino tra famigliari, si basa su questa dinamica. 

Normalmente, un individuo non è solo un carnefice o solo una vittima: può assumere entrambi i ruoli con diverse persone, in diversi ambiti della vita o anche in diversi periori. 

Le cose vanno in modo diverso se si incontra qualcuno che, almeno per un certo periodo, permette volontariamente di usufruire della sua energia. Di solito questi individui sono i cosiddetti empatici. Questa situazione fa sentire molto potente chi riceve l’energia, ma svuota chi le dona. Pertanto, è una situazione che non può durare a lungo.

Oppure, si può incontrare un narcisista. 

Solo gli individui in grado di liberare le energie primordiali racchiuse nelle forme mentali e di integrarle nella loro personalità grazie al Sè, sono in grado di uscire e restare al di fuori da queste dinamiche.

 

Esperienza Spirituale 

Visione della Bellezza Trionfante.

 

 

Netzach in Atziluth

 

Colore: Ambra

 

Tarocchi: Sette di Bastoni. Valore.

L’emotività ha un’influenza vitalizzante.

 

Nome divino: Yhvh Tzabaoth

Significa il Signore degli Eserciti, o Dio delle Armate. Fa riferimento a Dio come leader delle schiere celesti. E’ il Nome del Demiurgo espresso nella molteplicità.

 

Netzach in Briah

 

 

Colore: Smeraldo

 

Tarocchi: Sette di Coppe. Successo illusorio.

Le emozioni offuscano la visione.

 

Nome Arcangelico: הניאל Haniel 

Il nome Haniel deriva probabilmente dall’ebraico hana’ah, che significa “gioia” o “piacere”, spesso tradotto come “Lode a Dio”.

Secondo la tradizione, questo Arcangelo appare come un bel giovane con i capelli rosso acceso, lunghi fino oltre le sue spalle. Ha una pelle molto chiara quasi bianca come la neve, il suo volto appare ai più di cristallo, color verde chiaro.

Haneal è vestito con una tunica color pastello impreziosita da smeraldi. Porta sempre con se una colomba bianca che tiene posata sulla sua mano.

Haniel è uno degli arcangeli crittografati nel Sigillum Dei Aemeth del Dr. John Dee e Edward Kelly.

 

 

Netzach in Yetzirah

 

Colore: Verde-giallo vivo.

 

Tarocchi: Sette di Spade. Sforzo instabile.

La forza emotiva è sempre intensa ma di breve durata.

 

Nome Angelico: Elohim 

Gli Elohim, detti anche Dèì o Governatori della Natura, sono influenze formative la cui forza creativa si esprime anche in Natura, ed il loro vero carattere va scorto in Chesed, dove essi vengono descritti come Poteri.

Nella letteratura cristiana, le entità associate alla Sfera di Netzach sono i Principati.

 

 

Netzach in Assiah

 

Colore: Verde oliva maculato oro

 

Tarocchi: Sette di denari; Successo incompiuto.

Ansie turbano la vita quotidiana.

 

Idea: נוגה Nogah Venere

Siamo nella sfera delle Grandi dee, come Inanna, Ishtar, Iside, accomunate dal viaggio negli inferi.

Inanna, prima di partire per il suo viaggio nell’oltretomba, prende con sé sette Me (personificati come accessori e capi di vestiario), quindi discende negli inferi, dove attraversa sette porte. Ad ogni soglia, si spoglia di un ornamento e risponde ad una domanda, fino a rimanere completamente nuda. 

Sette è proprio in numero di Netzach. Si dice, invece, che il numero di Venere sia otto. Si tratta, sempre delle sette energie, più la loro totalità. 

Esistono 7 emozioni universali innate, ognuna delle quali ha una polarizzazione, dunque si esprime tra due estremi, entro i quali si trova una gamma di sfumature. L’insieme delle sfumature di tali emozioni e le oscillazioni, formano l’individualità e la vita peculiare di ciascuno di noi. La spoliazione da queste emozioni, conduce alla messa a nudo dell’Io, alla sua conseguente morte e rinascita nel Sé. 

  1. Gioco: Gioia – Tristezza
  2. Ricerca: Mancanza – Pienezza (Curiosità – Apatia)
  3. Sicurezza: Paura – Tranquillità 
  4. Rabbia: Dominio – Sacrificio
  5. Desiderio: Attrazione – Disgusto 
  6. Potere: Cura – Disprezzo
  7. Volontà: Egoismo – Altruismo

Ciò che viene descritto in termini di energia in Netzach sono solo delle apparenze, rappresentate dall’intelletto (Hod) a se stesso, e proiettate all’indietro (da Hod a Netzach) come forme-pensiero. Questo processo psichico è ciò che propriamente si chiama “illusione”. 

Ogni cosa che l’immaginazione è capace di concepire, trova energia in Netzach, ma qui le forme pensiero non hanno personalità individualizzata, sono piuttosto come un esercito, una legione. In Netzach la mente è mente-gruppo, mentre in Hod ha luogo l’individualizzazione, mediante la rappresentazione mentale.

Spesso l’uomo adora queste immagini, per mezzo delle quali egli rappresenta a se stesso le grandi forze naturali di importanza essenziale al suo benessere materiale. Le rappresentazioni organizzate e intellettualizzate di tali forze, costruiscono immagini estremamente precise e potenti, generalmente intese come dei, angeli, demoni, santi, eccetera.

Mediante la rappresentazione mentale, l’uomo stabilisce un legame con le energie, per mezzo del quale si sviluppava un canale in cui le forze rappresentate possono essere introiettate. Questo è il fenomeno dell’invocazione.

Ogni essere “spirituale” concepito dalla mente dell’uomo, ha come propria base una forza naturale. Sulla base di questa forza naturale è costruita un’immagine simbolica rappresentativa di essa. Sebbene la forma sotto cui il dio è rappresentato è pura immaginazione, la forza associata ad essa è sia reale che attiva. 

L’immagine simbolica può, dunque, variare, ma le caratteristiche saranno sempre in analogia con la forza stessa. Perciò, le immagini che rappresentano una determinata energia, hanno sempre carattere prescrittivo, e non descrittivo.

Questo fatto è la chiave di tutti gli oggetti consacrati, sia per uso cerimoniale che talismanico. Questo è il fenomeno della proiezione.

Il contatto con la sfera di Netzach non avviene mediante la mente logico-razionale, quindi non è possibile utilizzare il concepimento filosofico, né l’intelletto creatore di immagini. 

Il contatto con Netzach avviene attraverso un “sentire assieme”: così è più facile che avvenga attraverso la musica, la danza, il colore, l’arte, e tutto ciò che può aiutarci a sintonizzarci con quello che è qualcosa di collettivo, di condiviso. 

Tutti i riti caratterizzati da ritmo, movimento e colore, agiscono nella Sfera di Netzach, così come i riti orgiastici, l’ebbrezza, l’uso di sostanze psicotrope, le estasi dionisiache, i Sabba, eccetera. 

Qualsiasi pratica implichi la contaminazione e la fusione del proprio Io, porta lo stato di coscienza alla sfera di Netzach e soddisfa un bisogno dell’anima. 

Il bisogno di fusione induce alla ricerca di situazioni sociali in cui viene soddisfatto il senso di appartenenza. 

Talvolta induce l’individuo all’identificazione di sé con l’appartenenza ad un gruppo, oppure alla ricerca spasmodica di rapporti che tendono al simbiotico. In entrambi i casi, i risultati sono solitamente disastrosi. 

Da qui, però è facile comprendere il senso dell’affermazione che vede nella ricerca di un rapporto di coppia la ricerca del divino. 

Nella psiche di ogni individuo è presente il dualismo conflittuale costituito da un bisogno di fusione (Netzach), che ha il pregio di placare il senso di isolamento e solitudine. Tuttavia, l’isolamento e il distacco sono necessari alla formazione stessa dell’individuo (Hod). 

Tale paradosso si risolve soltanto nell’equilibrio tra i due poli, rappresentato, sull’Albero della Vita, dalla Sefirah Tifareth.

 

 

Netzach nelle Qelipoth

 

Legione: Gharab Tzedek. I Corvi della Morte

Non si trovano molte informazioni relative a questo nome, Garab Tzedek, che possano far comprendere seriamente con chi o cosa abbiamo a che fare.  

Demone: Ba’al

Netzach
Bael – Dizionario Infernale – Collin de Plancy

Ba’al in ebraico significa “signore”, “possessore” o “marito”. In generale, nell’Antico Testamento, Baal è il nome della divinità cananea principale,  consorte della Dea Astarte.

Viene citato dal demonologo olandese Weyer in un suo trattato chiamato Pseudomonarchia Daemonum Si presenta sotto la forma di una creatura a tre teste, di un rospo, di uomo e di un gatto sopra un corpo di ragno.

È caratterizzato dalla sua voce roca e si dice che fosse il demone dell’invisibilità.

 

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