Tifereth

Tifereth la Sesta Sefirah. La Bellezza

Descrizione

Corrispondenze

Tifereth in Atziluth

Tifereth in Briah

Tifereth in Yetzirah

Tifereth in Assiah

Qlipoth

 

Descrizione

Numero

La cifra sei è il simbolo della materia animata dallo spirito divino.

Il sei è rappresentato dall’esagramma o doppio triangolo intrecciato, simbolo dell’involuzione dello spirito che discende nella materia e dell’evoluzione della materia prende coscienza. 

Dunque, il primo processo vitale è la caduta dello spirito nella materia.

Il secondo consiste nella polarizzazione della materia che, in seguito, si evolve attraverso i mondi e si spiritualizza sempre di più, per tornare all’Unità.

Il terzo processo vitale è, quindi, l’evoluzione della materia.

La Legge del Senario è la Legge di involuzione e di evoluzione universale, di inspirazione ed espirazione, che si manifesta mediante la luce e l’ombra.

Nome

Tifereth – Bellezza – תִּפְאֶרֶת  Tau Peh Alef Resh Tau    400+80+1+200+400 = 1081 = 10

Tra le numerose definizioni di bellezza, la più soddisfacente è quella che la vede consistere nella giusta proporzione, qualunque possa essere la cosa bella, sia morale che materiale.

Così, è interessante constatare che la Sefirah della Bellezza è il punto centrale del Pilastro dell’Equilibrio e di tutto l’Albero della Vita.

 

Immagine

Un bambino; un dio sacrificato; un re maestoso.

Tifereth è associata all’immagine di un bambino perché essa è il posto dell’incarnazione dell’ideale-dio. Tifereth è il Figlio che ci mostra Kether, il Padre.

Nella Gnosi cristiana, tutti i riferimenti al Padre si riferiscono a Kether, i riferimenti al Figlio si riferiscono a Tifereth, mentre i riferimenti allo Spirito Santo si riferiscono a Yesod.  

Poiché l’incarnazione implica anche la disincarnazione, a Tifereth sono assegnati i Misteri della Crocefissione.

In generale, tutti gli Dei Sacrificati dei vari pantheon trovano il loro posto in Tifereth.

Inoltre, questa Sefirah rappresenta anche il Redentore perché si sforza di redimere il suo Regno (Malkuth) riunendolo ai Sefiroth superiori e mettendo in equilibrio le sei differenti forze che lo compongono.

In quanto trasmutatore tra i piani, Tifereth permette che il trascendente sia espresso in termini di simbolismo e che il simbolismo sia tradotto in termini metafisici.

In tal modo, essa collega lo psichico con lo spirituale per mezzo dell’intelletto, mettendo a fuoco tutti e tre gli aspetti della nostra consapevolezza trinitaria.

Tifereth, non è solamente il centro del Dio sacrificato, ma anche il centro del Dio inebriante, Datore di Illuminazione.

A tal fine vengono sacrificati gli dei incarnati, che muoiono affinché la tremenda forza emozionale messa in atto possa compensare la forza squilibrata del Regno e redimerlo, cioè portarlo all’equilibrio.

Il sacrificio è la trasmutazione dell’energia da una forma all’altra, in quanto l’energia contenuta in una forma non può essere distrutta.

Quando si mette in atto un sacrificio, di qualsiasi sorta, prendiamo una forma statica di energia e, infrangendo la forma che la imprigiona, la mettiamo in libera circolazione.

Ciò che sacrifichiamo in una forma riappare a tempo debito in un’altra.

Applicando questo concetto alle idee religiose ed etiche di sacrificio ed otterrete alcuni indizi preziosissimi.

 

Appellativi

Zeir Anpin. Il volto minore; si distingue da Arik Anpin, Volto Maggiore, che è uno degli appellativi di Kether.

Kether è riflesso in Tifereth. L’Antico dei Giorni vede Sé Stesso riflesso come in uno specchio, e l’immagine riflessa del Vasto Volto è chiamata il Volto Minore, oppure il Figlio.

Adamo. Tifereth è l’equilibrio di Chesed e Geburah. Hod e Netzach trovano ugualmente la loro sintesi in Tifereth, essendo sue emanazioni. In fine, Tifereth è Kether su un arco inferiore e Yesod su un arco superiore. Dunque, Tifereth è il centro di queste sei Sefiroth il cui insieme, a volte, viene chiamato Adam Kadmon, l’uomo archetipale.

Melekh. Il Re. Pur essendo una manifestazione minore di Kether e una generazione più giovane quando visto dall’alto, dunque dal punto di vista di Kether esso è un bambino. Tuttavia, quando è visto dal basso, dal punto di vista di Yesod e Malkuth, Tifereth è Melekh, il Re, il marito di Malkah, la Sposa che è uno degli appellativi di Malkuth.

Dal punto di vista della trasmutazione dell’energia, Tifereth è un dio sacrificato.

 

Posizione sull’Albero della Vita  

KetherEsistono tre importanti chiavi della natura di Tifereth:

  1. è il centro di equilibrio dell’intero Albero della Vita, trovandosi al centro del Pilastro Centrale;
  2. è Kether su un arco inferiore e Yesod su un arco superiore; visto da Kether è forma. Visto da Malkuth è energia.
  3. è il punto di trasmutazione dell’energia nei piani della forma, e viceversa.

Si può comprendere Tifereth solo considerandolo il punto centrale di sei Sefiroth, ove governa come un Re sul suo Regno.

Questi sei Sefiroth costituiscono il Regno Archetipale che si trova dietro il Regno della Forma di Malkuth, dominando e determinando la passività della materia.

Ciascuna Sefirah ha i suoi aspetti soggettivi e oggettivi e rappresenta un determinato fattore psicologico, sia individuale che universale.

Così, se Malkuth rappresenta la realtà materiale, Yesod è lo psichismo e il doppio eterico.

Netzach è interessata nelle energie della natura e nei contatti primordiali, mentre Hod nella magia cerimoniale e nella conoscenza occulta.

Tifereth, sostenuto da Geburah e Gedulah (Chesed), rappresenta la veggenza o lo psichismo superiore dell’individualità.

Dunque, non deve essere visto come un fattore isolato, bensì come un nesso, un punto di messa a fuoco, un centro di transizione o trasmutazione, l’intelligenza mediatrice fra macrocosmo e microcosmo.

Inoltre, il Pilastro Centrale è sempre interessato nella consapevolezza, mentre i due Pilastri Laterali riguardano i modi di operare dell’energia nei livelli diversi.

 

Corrispondenze

 

Corpo umano Il petto, il Cuore

VI° Comandamento Non uccidere.

Virtù Devozione. Definito come un amore superiore a noi stessi, l’idealismo.

Vizio Orgoglio

Illuminazione

Quando si ha un’esperienza mistica, la sensazione del proprio corpo è differente: ci si sente più leggeri, i movimenti sono più fluidi, si resta naturalmente e senza il minimo sforzo con la schiena, il collo e la testa perfettamente allineati.

Si ha la sensazione di camminare a fianco del proprio stesso corpo, ed anche di poterne esplorare le varie parti.

Il corpo rimane teso verso l’alto, non si avverte la resistenza della forza gravitazionale ma ci si sente sorretti da una spinta interiore, mentre si sente fisicamente lo spazio che ci circonda sopra la testa e sotto i piedi.

Si comprende la rotondità della Terra non solo come principio concettuale ma come sensazione vera e propria.

Ci si sente parte del paesaggio, come se il proprio corpo fosse esteso a tutto ciò che è possibile vedere, come se l’universo fosse in noi stessi. Ci si sente una cosa sola col tutto.

Allo stesso modo si ha la percezione dell’evoluzione dell’intero universo, comprendendo che all’inizio non vi era coinvolto nulla di solido, ma la materia è solo energia che vibra ad un certo livello, e che all’inizio esisteva solo nella forma più semplice: l’idrogeno.

Quando proviamo un’esperienza mistica balziamo ad un livello di consapevolezza superiore, ma non appena termina la consapevolezza discende al livello di origine.

Occorre in seguito conquistare lentamente ciò che si è intravisto.


Esperienza Spirituale

Esperienza della Compassione. Visione dell’Armonia delle Cose.

E’ curioso che due Esperienze Spirituali separate e, a prima vista, senza rapporto tra loro, appartengano allo stesso livello. In effetti, questa è l’unica Sfera dell’Albero in cui ciò si verifica.

La nostra prima esperienza dello psichismo superiore è di solito in termini di interiorità psichica, ovvero dalla Sfera lunare del subconscio (Yesod).

Qui si inizia ad avere visioni con l’Occhio interiore e a udire Voci con l’Orecchio interiore.

Questi fenomeni differiscono dalla ordinaria consapevolezza psichica, in quanto non sono rappresentazioni dirette di forme astrali, ma presentazioni simboliche di cose spirituali in termini di consapevolezza astrale.

Questa è una funzione normale della mente subconscia, ed è importantissimo che debba essere pienamente compresa, in quanto i malintesi su questo punto fanno nascere problemi psichici molto seri.

La prima delle iniziazioni maggiori è detta la conversazione col Santo Angelo Custode. Il Santo Angelo Custode, che altre filosofie chiamano Daimon, è il nostro Io superiore.

La prima caratteristica di questo processo psichico è che esso non consiste affatto in voci e visioni, ma è un’intensificazione della consapevolezza.

Da questo acceleramento della mente, deriva un peculiare potere di visione penetrante, che va al di là delle forme, e che ha la natura dell’intuizione iper sviluppata.

La consapevolezza superiore, infatti, non è razionale ma intuitiva e non ha a che fare con elaborazioni di impressioni sensoriali.

Esiste una certa concentrazione ed esaltazione emozionale che rende disponibili le fasi superiori della consapevolezza; senza tale stato alterato della mente è impossibile raggiungerle.

Le visioni che conservano sempre una forma chiaramente disegnata sono caratteristiche di Yesod.

Tutte le esperienze in cui la visione termina in una luce accecante sono assegnate a Tifereth.

Le illuminazioni che non hanno forma, come quelle descritte da Plotino, sorgono verso Kether.

Nella psicologia trascendentale, Tifereth è il punto in cui due tipi di consapevolezza caratteristici di Kether e Yesod vengono messi a fuoco.

Dunque il dissolvimento della forma nell’irresistibile flusso energetico caratterizza il transazionale modo di consapevolezza di questa Sfera.

Kether è metafisico, Yesod è psichico, e Tifereth è essenzialmente Mistico.

Il misticismo è inteso come tipo di attività mentale in cui la consapevolezza cessa di lavorare in simboliche rappresentazioni subconsce ma comprende mediante reazioni emotive.

In Tifereth vengono ricevute le esperienze mistiche della consapevolezza diretta che illuminano i simboli psichici.

Il Pilastro Centrale dell’Albero è essenzialmente il Pilastro della

Consapevolezza, esattamente come i due Pilastri laterali sono i Pilastri dei poteri attivi e passivi.

Fino a che non arriviamo a Tifereth non possiamo ottenere una consapevolezza ben definita e individualizzata.

Tifereth è l’apice funzionale della seconda Triade sull’Albero, i cui angoli basali sono costituiti da Geburah e Gedulah (Chesed), che emana dalla Prima Triade.

La seconda Triade forma l’individualità in evoluzione, da cui le personalità successive, le unità di incarnazione, vengono emanate.

 

Tifereth in Atziluth

Colore: Rosa chiaro

Tarocchi: Sei di Bastoni. Vittoria

Nome Divino: Yhvh Eloah Ve da’ath

Questo Nome indica la manifestazione del Divino in Conoscenza ed Equilibrio. E’ il nome di Dio nell’immobilità in mezzo al movimento, il silenzio al centro del suono. E’ il punto centrale su cui ruota la Creazione. 

Tifereth è il punto di equilibrio di tutti gli aspetti della natura umana che consente all’individuo di connettersi con il Divino.

Il Nome divino Eloah Ve Da’ath associa intimamente Tifereth alla Sefirah Invisibile (Da’at) della Conoscenza, che si trova tra Tifereth e Kether.

Il Tetragramma, che racchiude in sé i Quattro Elementi, ma anche il binomio Maschile e Femminile, unito al Nome Eloah Va Da’ath indica Dio reso manifesto nella sfera della mente.

Nel microcosmo Tifereth rappresenta è L’Io superiore e il modo della consapevolezza dell’individualità. E’ essenzialmente la sfera del misticismo, distinguendosi dalla magia di Yesod.

E’ in Tifereth che l’iniziato opera ed è qui che incontra i Maestri. Mediante il Nome e la comprensione del Nome di Eloah Va Da’ath, egli si apre alla consapevolezza superiore.

Si ritiene comunemente che i Nomi di Potere esercitino diretta influenza sugli spiriti, sugli angeli, sui demoni e cose del genere, ma non è così.

Soltanto in proporzione al significato che una parola ha per noi, questa diviene una Parola di Potere. As esempio, il nome della vittima è per l’assassino una parola di potere.

Il Nome di Potere esercita la sua influenza sul magista e, esaltando e dirigendo la sua consapevolezza, lo mette nelle condizioni di entrare in contatto col tipo di energia scelta ed esserne influenzato. 

Se il Magista ha già avuto esperienza di quel particolare tipo di energia, la Parola di Potere desterà potenti ricordi subconsci.

Se invece non ne ha mai fatto esperienza e affronta la materia con lo spirito privo di immaginazione e incredulo dello studioso, i barbari Nomi di Evocazione saranno per lui soltanto un inganno.

Dunque, finché un individuo non ha fatto una determinata esperienza, non è “iniziato” e se non si è iniziati ad una determinata Sefirah, non ci si può servire dei suoi Nomi di Potere, anche se si conoscono.

Inoltre, secondo la Tradizione, non è sufficiente conoscere un Nome di Potere, bisogna anche sapere come farlo vibrare.

Si ritiene generalmente che la vibrazione di un Nome di Potere sia la nota giusta su cui cantarlo, ma la vibrazione magica è assai più di ciò. Quando uno è profondamente commosso e, al tempo stesso, devozionalmente esaltato, la voce scende di parecchi toni sotto il suo tono consueto.

 

Tifereth in Briah

Tifereth
Raphael Con Tobia e Sara

Colore: Giallo chiaro

Tarocchi: Sei di Coppe. Gioia

Nome Arcangelico: Raphael

 

Il Nome Raphael significa “Guarigione del Divino”. Si tratta infatti dell’Arcangelo della Guarigione e dell’Insegnamento.

E’ spesso raffigurato con la bacchetta del caduceo di Esculapio, talvolta anche quello di Ermete, oggi utilizzato per simboleggiare la medicina e la farmacia. 

Raphael guarisce creando equilibrio ed armonia.

 

Tifereth in Yetzirah

Colore: Rosa salmone

Tarocchi: Sei di Spade. Successo meritato

 Nome Angelico: Melechim, Potenze.

 

Melechim significa Re, Sovrani o Maestri. Essendo nel Mondo della Formazione, i Melechim sono i formatori di equilibrio e centralizzazione. In pratica sono le Leggi che mantengono insieme i sistemi, dalle galassie alle molecole.

Se il centro è sano, la disposizione periferica continua la sua progressione ciclica per un buon periodo con risultati equilibrati.

Se il centro è sbilanciato, il sistema periferico si interrompe.

 

Tifereth in Assiah

 

Colore: Ambra dorata

Tarocchi: Sei di Denari. Successo materiale

Idea: Shemesh. Il Sole.

 

Tifereth è simboleggiato dalla sfera del Sole, Shemesh per i cabalisti, che è il punto centrale della nostra esistenza.

Senza un Sole Interiore, senza un cuore forte e splendente, perdiamo la vita nel caos e non siamo in grado di comunicare con il nostro Sé Superiore.

Unire il più possibile la nostra coscienza quotidiana con Tifereth, porta equilibrio non solo nella nostra vita ma anche in questo mondo.

Contattando questo punto comprendiamo la nostra connessione con Kether, il Padre.

E’ interessante notare che tutti gli dei-sole sono guaritori e tutti i guaritori sono divinità solari.

Il simbolo del Sole nel regno minerale è l’oro, conosciuto da sempre e ovunque come “il metallo del Sole” poiché è l’unica sostanza sulla Terra ad essere incorruttibile.

Dunque, l’oro è l’unico simbolo adeguato a Dio Padre, che può essere chiamato il Sole dietro il Sole, essendo Tifereth il riflesso immediato di Kether.

E’ tramite la mediazione del Sole che la vita viene alla terra ed è mediante la consapevolezza di Tifereth che prendiamo contatto con le fonti della vitalità.

In Tifereth, il Centro Sole, lo spirituale si manifesta nel naturale. Così, fin dall’antichità, gli esseri umani hanno riverito il dio-Sole come simbolo naturale di ciò che è spirituale.

 

 

Qlipoth

Bershoat: I Pozzi dell’Abisso

 

Legione: Thagirion. I Disputatori; I Fomentatori. Poteri dell’Aria.

Essendo Tifereth la Sefirah dell’armonia e dell’equilibrio, più precisamente tra la Grazia di Chesed e la Severità di Geburah, è implicita anche l’idea di tensione e oscillazione tra due forze opposte e complementari.

Si potrebbe dire che Thagirion sia l’aspetto negativo di questo dogma.

 

Demone: Belphegor (o Beelphegor) בַּעַל-פְּעוֹר 

 

Tifereth
Belphegor – Dizionario Infernale – Collin de Plancy

Belphegor nacque come Baal-Peor, il Moabita , il padre di Dio a cui gli israeliti si affezionarono a Shittim, associato con licenziosità e orge. Fu adorato sotto forma di fallo

 

1Israele si stabilì a Shittìm e il popolo cominciò a fornicare con le figlie di Moab. 2Esse invitarono il popolo ai sacrifici offerti ai loro dèi; il popolo mangiò e si prostrò davanti ai loro dèi. 3Israele aderì a Baal-Peor e l’ira del Signore si accese contro Israele. 4Il Signore disse a Mosè: «Prendi tutti i capi del popolo e fa’ appendere al palo costoro, davanti al Signore, in faccia al sole, e si allontanerà l’ira ardente del Signore da Israele». 5Mosè disse ai giudici d’Israele: «Ognuno di voi uccida dei suoi uomini coloro che hanno aderito a Baal-Peor». (Numeri 25,1-4)

 

Nella demonologia, Belphegor è uno dei sette principi dell’inferno e che aiuta le persone a fare scoperte e invenzioni ingegnose, che le renderanno ricche. Tuttavia, il suo ruolo di demone è quello di seminare discordia tra gli attraverso la ripartizione della ricchezza. 

Il vescovo e cacciatore di streghe Peter Binsfeld credeva che Belphegor tentasse per mezzo della pigrizia. Infatti, secondo la Classificazione dei demoni di Binsfeld di Peter Binsfeld, Belphegor è il principale demone del peccato mortale noto come Bradipo nella tradizione cristiana. 

Secondo il Dictionnaire Infernal di De Plancy, Belphegor è l’ambasciatore dell’Inferno in Francia. Di conseguenza, il suo avversario è Santa Maria Maddalena, una delle sante patrone della Francia.

 

 

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