zayn

7. Zayn. La Spada dell’Intelletto

Forma

Nome

Numero

Parole con la Zayn

Corrispondenze della Lettera Zayn

Forma

Ideogramma

zayin

L’ideogramma del Sinai rappresenta l’antenata della Zayn come una freccia.

Il geroglifico egiziano rappresenta la freccia che attraversa una pelle di animale. Nel tempo, la freccia si stilizza gradualmente diventando la Z greca e la nostra Z.

Nella consapevolezza umana, Zayn rappresenta un’azione, un movimento dato da una energia così potente che nessuno può fermare. Per mezzo di questa energia tutto è possibile, tutto può avvenire in ogni istante, qualunque cosa può assumere una qualsiasi forma al fine di esistere.

Si tratta dell’energia del desiderio che spinge ad agire, progredire, evolvere.

Per capire il senso e la natura di questa energia, possono essere utilizzate tre immagini:

  1. La freccia scagliata con forza che, fatalmente, raggiungerà il suo obiettivo.
  2. Il lampo che solca il cielo come una freccia centrando il bersaglio e facendo tremare la terra.
  3. Il serpente che striscia a terra e si raddrizza sollevando il capo. Troviamo questo motivo nel bastone del sacerdote-mago dell’Egitto, ma anche in quello di Aronne o di Mosè, che si trasformano secondo il loro volere in serpente, simboleggiando l’energia primordiale domata e il potere che rende possibile ogni vita, rappresentando esso stesso tutte le possibili forme di vita.

 

Arma, pugnale, spada

La Zayn è simile ad un pugnale o una spada, ad ogni modo una lama. Rappresenta la capacità discriminante dell’intelletto, che permette di analizzare i concetti separando il bene dal male, il vero dal falso, il principale dal secondario.

Questa doppiezza è rappresentata dal fatto che la Spada, Zayn, o meglio la lama, ha due tagli. Questi due tagli, nell’ebraico biblico, sono indicati dal sostantivo maschile פֶה peh, che significa bocca, ma anche bordo, porzione o lato, indicando anche le labbra.

Peh è il nome della diciassettesima lettera dell’Alfefabeto ebraico.

La bocca è l’entrata del nostro corpo attraverso cui ci nutriamo. Qui Zayn è l’arma simbolica con cui combattere la lotta per la propria sopravvivenza, da cui derivano anche l’inventiva, il senso del commercio e degli affari. 

E’ qui che Zayn da arma diventa intelletto, senza tuttavia perdere nulla dell’istinto primordiale di aggressione, da cui derivano inevitabili conflitti e scontri per la conquista della supremazia.

Questa lotta implica necessariamente un avversario con cui misurarsi. Questo è il dualismo di Zayn.

La simmetria tra destra e sinistra viene pienamente raggiunta solo al livello di Kether (Corona), ed è una simmetria data da Saggezza e Comprensione, da Amore e Timore, Grazia e Severità.

Solo in questo modo, la relazione diventa di coppia. Se, invece, non c’è equilibrio, il legame di coppia da “duetto” diventa “duello”, trasformandosi in una lotta continua fra i due. 

Tuttavia, Zayn è anche il desiderio delle relazioni, in particolare il bisogno di sapere che esiste nel mondo un’anima gemella. 

 

Nome

 

Nutrire

Il sostantivo maschile זַן zan significa specie, tipo, così la lettera Zayn ha a che fare con la distinzione e la differenziazione. 

Il verbo זוּן zun significa nutrire, per cui Zayn ha a che fare con il cibo e con il nutrimento. 

Entrambe queste parole riportano alla metafora del cibo e della sua assimilazione. Il cibo deve essere ben selezionato per non intossicarsi, inoltre, il processo digestivo, consiste proprio nella separazione dei nutrienti che verranno assimilati, dalle scorie che verranno eliminate. 

E’ da notare che il pane, inteso in senso più ampio come cibo,  in ebraico è il sostantivo maschile לֶחֶם lechem. Queste stesse lettere, però, sono anche il verbo לָחַם lacham, che significa combattere. 

In questo caso, Zayn è l’arma con cui si combatte per procacciarsi il cibo. 

 

Fornicare

Il verbo זָנָה zanah significa commettere fornicazione, oppure essere una prostituta, mentre il sostantivo maschile  זָנוּן zenunim indica esattamente la fornicazione.

Nel linguaggio religioso, la fornicazione è intesa come il rapporto sessuale extraconiugale. 

Nel cristianesimo è sempre stata considerata un peccato molto grave, in quanto l’unione dei sessi può avvenire lecitamente solo nel vincolo del matrimonio e con l’unico scopo di procreare. 

La religione ebraica non è mai stata così bigotta a riguardo, pur dando notevole importanza all’unione tra uomo e donna. 

Nell’Antico Testamento, soprattutto nei Profeti, la fornicazione è paragonata all’idolatria e intesa come simbolo di quest’ultima. 

Nella Cabala, il Peccato è rappresentato dalla lettera Chet, che ha a che fare sia con il Peccato che con il Matrimonio, mentre il Tradimento ha a che fare con la lettera Dalet, simbolo della Porta.

 

Zayn = זען =Zayn Ayn Nun = 777

Il nome della Zayn può essere letto come ZO’N, che contiene le iniziali delle parole זָכוּר Zakar, che significa maschio, e נְקֵבָה neqevah che significa femmina. 

Ciò ribadisce l’unione tra maschile e femminile, il cui compimento si realizza quando “la sposa diventa la corona del marito”.

E’ interessante considerare le radici di queste due parole: זָכַר Zakar che significa ricordare e indica la memoria, e נָקַב naqab che significa forare, fare un buco, trafiggere. 

Nelle Scritture, ciò viene riferito, ad esempio, al perforare il terreno per trovare una sorgente d’acqua, oppure all’attività di un gioielliere che fora le pietre per farne una collana. 

Inoltre, נָקַב naqab designa anche il nominare nel senso di bestemmiare, di maledire. 

Queste due significati della parola נָקַב naqab, apparentemente inconciliabili, trovano la loro comunione se si considera la ricerca del Nome. 

In questo caso le lettere dell’Alefbet vengono messe in fila in un certo ordine, come si infilano le perle di una collana, per trovare quella che è la nostra fonte di vita: il divino. 

Nella ricerca del Nome, facilmente si sbaglierà. Allora il Nome sarà una bestemmia e avrà l’effetto di una maledizione. Occorreranno molti tentativi e molti errori, prima di ricordare il Nome. 

 

Numero 

Tutta la storia dovrebbe essere ricordo, che obbedisce alla legge archetipica del 7. 

Il settimo giorno della Creazione è il giorno dello Shabbat, che significa cessazione, fermarsi, smettere di fare qualunque cosa.

Questo immobilismo, rispetto alla vita che è movimento, è la morte. Così, essendo il 7 un ritiro, una morte, l’8 rappresenta il superamento della morte, con il simbolo dell’infinito (un otto rovesciato).

Per ricordarsi dello Yod l’uomo deve attraversare delle Porte: il compimento di una tappa costringe a ritirarsi da un piano per entrare nel piano successivo.

Ogni ritiro da un campo completato si opera attraverso il distacco di energie che consentono all’uomo di progredire in un campo superiore.

Dunque, la perfezione di un livello è il germe del livello successivo (il seme muore per rinascere). 

Il Settimo giorno della Genesi è lo Shabbat della Creazione, l’arresto dopo che la perfezione è stata raggiunta. Così Dio si ritira dalla Creazione stessa: anche per Dio la perfezione raggiunta è inseparabile dal cambiamento di piano.

Al ritiro di Dio, segue il dramma della Caduta di Adamo. Ciò avviene quando Adamo giunge ad un nuovo livello di coscienza, cioè dopo essersi cibato del frutto dell’Albero della Conoscenza del bene e del male, in pratica la capacità di discriminare.

Giunto a questo punto, però, Adamo indietreggia, identificandosi nuovamente col mondo animale, il numero 6, la lettera Vau. 

Se Adamo avesse integrato la discriminante femminile, avrebbe superato il limite, la lettera Chet, l’ottava. A quel punto sarebbe diventato immortale.

L’Infinito, per definizione, deve contenere tutto, dunque ha in sé anche il limite.

Tale limite, che viene inflitto ad Adamo per essersi identificato con l’istinto di sopravvivenza, è la morte.

Il 6 è il numero del Cubo della Materia che rappresenta la Creazione.

Se il Cubo rappresenta la Materia, il suo centro è la Coscienza, la consapevolezza di ogni gesto, la capacità di dare un senso alle cose. 

Come il settimo giorno Dio si è ritratto dalla Creazione, così l’uomo deve ritirare i suoi sensi dall’esterno e voltarsi verso l’interno, conquistare un nuovo campo di Coscienza facendo luce nelle tenebre in se stesso. 

Nel suo Centro, l’uomo trova il suo equilibrio, la perfezione, il matrimonio e la morte.

Il numero 1 e il numero 7 hanno in comune due cose: sono numeri primi e, contemporaneamente, non sono un fattore primo per nessun altro numero tra uno e dieci.

In astrologia, la prima e la settima casa sono opposte, sono avversari, e il loro asse rappresenta il rapporto tra l’Io e  l’Altro.

Il numero 7 rappresenta il punto di equilibrio di tre entità poste alla destra (i tre livelli dell’anima maschile) e di tre entità poste a sinistra (i tre livelli dell’anima femminile), come simboleggiato dalle braccia della Menorah, il candelabro del Tempio di Gerusalemme.

Per i popoli gentili, 7 è il numero dei Precetti fondamentali descritti nel patto noachita. Qui, Zayn è la Spada del Giudizio, che torna a discriminare il permissibile dal proibito, com’era nel Giardino dell’Eden prima della Caduta di Adamo.

Per Israele, 7 è anche il numero dei suoi Pastori: Abramo, Isacco, Giacobbe, Mosè, Aronne, Giuseppe, Davide.

 

 

Parole con la Zayn

 

זֶרַע zera – sostantivo maschile – seme, prole. Come verbo significa seminare, spargere semi.

עֵזֶר ezer sostantivo maschile – aiuto, aiutante. Zayn nel mezzo opera dalla profondità (Ayn) per mezzo del pensiero (Resh)

זָהָב zahab – sostantivo maschile – oro

פָז paz sostantivo maschile – oro puro e raffinato

כֶּתֶם kethem – sostantivo maschile – oro lavorato, qualcosa di scolpito

כְּתַם katham – verbo – scolpire, incidere, incidere in modo indelebile; essere macchiato

 

 זְמַן zeman verbo concordare insieme; fissare, nominare, prestabilire.

זְמָן zeman sostantivo Maschile  tempo stabilito, appuntamento concordato ( un’ora e un luogo).

 

II concetto biblico di tempo è non è il “cronos” che distrugge l’uomo ma è il “cairos” cioè l’opportunità, l’occasione, che viene vista come una salvezza.

Nella filosofia greca, anche cristiana platonica, soprattutto in Agostino, il presente non esiste, esso è solo una convenzione dove si incontrano il passato e il futuro. In effetti, nel tempo in cui io dico presente, dalla p- alla -e, sono già nel futuro, mentre la p iniziale è già nel passato.

Nella Bibbia, però, il presente non è inteso in questo modo ma è un eterno presente, un’opportunità costante di sperimentare l’adesso, il qui e ora. Così è la Coscienza divina: Io sono colui che era, che è, che sarà.

Riallacciandosi all’evento passato, con la preghiera e il rito (celebrazione della memoria), si rivivono gli eventi vissuti dai padri riattivando la medesima energia e gli stati di coscienza ad essa collegati, proiettandoli nel futuro.

Le formule e le preghiere possono servire e, di fatto, servono a mandare in blackout la mente pensante, ma ciò che conta è la consapevolezza. Mandando in blackout l’affaccendarsi dei pensieri, affiora il ricordo. 

Ecco perché è importante concentrarsi: la formula o la preghiera non servono a niente se pensi a tutt’altro mentre la reciti. È fondamentale essere presenti a se stessi, qualsiasi cosa facciamo.

Attraverso questa presa di coscienza nel presente, si ottiene la libertà in futuro.

La libertà è il dono più grande che possiamo avere, ma anche il più bistrattato e frainteso, poiché diventa liberismo: farsi i propri interessi mentre gli altri si arrangiano.

Libertà non è fare quello che ci pare, ma scegliere cosa fare dopo aver preso coscienza degli effetti all’esterno, sull’altro. Essa consiste, dunque, nel ricordare il passato e inventare un nuovo modo futuro.

Qui sorgono due grandi problemi: il problema del controllo, di dover e voler gestire ciò che è esterno a noi, attraverso le nostre azioni, che hanno origine nel pensiero. Da qui ha origine anche il Pensiero Magico.

Il problema è l’accettazione.

C’è sempre bisogno di spiegazioni, definizioni, mentre la cosa più importante è accettare. La razionalità che analizza continuamente, che vuole spiegare tutto, causa un chiacchiericcio mentale estenuante, debilitante. 

La capacità di accettare è avere fede, e la fede è una certezza, non una speranza. Ecco, questo risolve molte cose. E’ liberatorio. Questa è liberazione. Liberazione soprattutto dal dover controllare gli altri, dal dover controllare l’esterno.  Accettare e avere fede, riduce le proprie preoccupazioni al minimo, ad un piccolo punto nero.

 

 

Corrispondenze della Lettera Zayn

 

Lettera ZaynE’ la prima lettera fissata nei denti

E’ la terza delle lettere semplici

Corrisponde alla lettera greca Zeta Zeta (Ζ, ζ) e alla Zeta del nostro alfabeto latino.

FormaArma, pugnale, spada
NomeNutrimento

Fornicazione

Zayn Ayin Nun = 777

Valore ghematrico nome777
Valore numerico7
Valore di posizione7
MeseShivan
FestivitàShavuot – Festa delle settimane
ZodiacoLuria: Gemelli  –   Donnolo: Gemelli
TribùZevulum o Zabulon
OrganoLuria: Gamba sx   – Donnolo: Milza
SensoLuria: Andare   –  Donnolo: Olfatto-Anosmia
SentieroIl Diciassettesimo Sentiero è chiamato la Coscienza della Sensazione (o Coscienza della Disposizione). Esso fornisce fede ai Compassionevoli (Chassidim) e li veste dello Spirito Santo (Ruach Elohim). Tra i Superni, esso è chiamato il Fondamento della Bellezza (Yesod ha-Tifereth).
TarocchiInglesi: L’Innamorato   –   Francesi: Il Carro

2 pensieri riguardo “7. Zayn. La Spada dell’Intelletto

  1. Mi trovo su un cammino di avvicinamento e studio dell’ Albero della Vita, in questo momento con particolare riferimento alle lettere ebraiche e la loro dimensione simbolica.
    Il tuo sito, con le preziose conoscenze che condividi, è diventato per me punto di riferimento per l’approfondimento degli argomenti che incontro, di volta in volta.
    Grazie di cuore.

Cosa ne pensi?