malkuth

La Decima Sefirah: Malkuth, il Regno

 

 

Nome Malkuth = Regno 

Mem Lamed Kaf Vau Tau

Mem Lamed Kaf = Malak = regnare; oppure Melek = Re

Valore numerico 496. Triangolo di 31. E’ lo stesso valore di Leviatan, e tzror (mazzo)
Immagine Una giovane donna incoronata seduta sul trono
Albero della Vita Alla base del pilastro dell’equilibrio
Appellativi                               La Porta.

La Porta della Morte

La porta dell’Ombra della Morte

La Porta del Pianto

La Porta della Giustizia

La Porta della Preghiera

La Porta della Figlia dei Potenti

Porta del Giardino di Eden

La Madre Inferiore

Malkah la Regina

Kallah la sposa

La Vergine

Nome divino – Atziluth Adonai ha-Aretz o Adonai Malekh
Nome arcangelico – Briah Sandalphon
Nome angelico – Yetzirah Ashim – Anime di Fuoco
Qlipoth Reshaim – I Malvagi
Idea-intelligenza Madre Natura

Demetra

Ade e Persefone

Iside  

Macrocosmo I piedi di Dio
Astrologia Esoterismo: Terra

Crivelli: Plutone

Microcosmo Cholem ha Yesodoth – Sfera degli elementi;

Nel corpo sono i piedi, l’ano e gli organi di senso

Esperienza Spirituale  Visione del Santo Angelo Custode
Virtù Discriminazione  
Vizio      Avarizia e inerzia
Simboli Altare del Doppio Cubo

La croce greca

Il circolo magico

Il triangolo dell’arte

Dieci di Bastoni Signore dell’Oppressione
Dieci di Coppe Successo perfezionato
Dieci di Spade Rovina
Dieci di Denari Ricchezza
Colore in Aziluth Giallo
Colore in Briah Giallo limone, oliva, rossiccio e nero
Colore in Yetzirah Giallo limone, oliva, rossiccio e nero maculato d’oro
Colore in Assiah Nero striato di giallo
X Comandamento Non desiderare la casa del tuo prossimo. Non desiderare la moglie del tuo prossimo, né il suo schiavo, né la sua schiava, né il suo bue, né il suo asino, né alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo.
I° Illuminazione Il caso non esiste; Impara a riconoscere le coincidenze e i segni.

 

Descrizione

Appellativo: il Regno 

Malkuth è il punto finale di tutte le attività dell’Albero della Vita, l’ultima stazione della discesa del flusso di Luce Infinita attraverso i Sefiroth. subendo innumerevoli restrizioni e condensamenti, fino al Regno della Materia.

In Malkuth la Luce, intesa anche come energia e consapevolezza,  inizia a risalire. 

L’ordine di distinzione tra alto e basso ci viene offerto dalla stessa radice etimologica della parola Malkhut, che deriva dalle lettere Mem  Lamed Kaf che formano la parola “melekh”, che significa “re”, o “malakh” che ha il significato di “regnare”.

Queste tre lettere sono le iniziali delle tre parole: moach (cervello,) lev (cuore) e caved (fegato).

Il cervello rappresenta la sede non solo del pensiero logico e razionale, freddo e analitico, ma anche dell’intuizione. Il cuore è la sede delle emozioni più nobili e intense: l’amore e il timore, la commozione e la speranza, l’afflato creativo e la sensibilità. Il fegato è il luogo ove risiedono l’emotività inconscia, il desiderio di potere, la vitalità fisica, gli istinti, i bisogni più egocentrici, la tendenza alla rabbia e alle emozioni negative.

L‘ordine di successione di queste tre lettere è stato interpretato dai cabalisti come il simbolo della giusta scala gerarchica da stabilire all’interno dell’essere umano: “moach shalit al ha-lev, shalit al ha-caved” = “il cervello controlla il cuore, che controlla il fegato”. Così la differenza tra alto e basso ci viene spiegata dalla stessa struttura fisiologica del corpo.

Invertendo l’ordine delle lettere, si ottiene la parola khelem (Khaf – Mem – Lamed) che significa svergognare, insultare.

Lasciare che gli istinti dominino il cuore, o che a guidare i nostri comportamenti siano le emozioni, quando invece esse ne sono il motore, significa andare incontro ad un sacco di problemi.

Lasciare che i nostri istinti e le nostre pulsioni influenzino il sentire del nostro cuore, o addirittura i nostri pensieri, significa abbandonarsi ad una vita instabile, inconcludente e, soprattutto, sempre in balia degli eventi.

Nello stabilire la supremazia del cervello sul cuore, si intende che il cuore sia il motore mentre il cervello il conducente. E’ ciò che intendeva anche il noto occultista Aleister Crowley con il motto “Amore sotto il dominio della Volontà”.

Questo concetto è espresso simbolicamente dal settimo arcano dei Tarocchi, il Carro, in cui i cavalli rappresentano il cuore, il cocchiere l’intelletto, e la struttura del carro il fegato che contiene l’energia vitale. 

La stessa Cabala ammette però che il cervello deve dominare solo l’esteriorità del cuore, cioè la sua emotività irrequieta e disordinata. Lo stesso discorso vale sul dominio del fegato. Non bisogna reprimere la nostra energia vitale, gli stati d’animo né gli istinti, bensì governarli, gestirli, incanalarli.

Se venissero represse le emozioni, vi sarebbe un accumulo della propria energia vitale che prima o dopo sfocerebbe in una esplosione; se venissero addirittura rimosse si avrebbe un drammatico calo di energia vitale con conseguenze negative per tutto l’organismo.

Regnare significa governare e gestire, non reprimere o rimuovere.

La parola Regno indica anche un area circoscritta, sulla quale viene esercitato il potere, il governo. All’esterno di quell’area, l’esercizio di tale potere diviene sopruso, prepotenza, sopraffazione del forte sul debole, sfruttamento.

Malkuth è il Regno, la Sfera governata dal Re, dove “Re” è l’appellativo di Microprosopos, che consiste nei sei Sephiroth inferiori, escludendo i Tre Superni.

Questo Re è l’Adam Kadmon, l’Uomo Celeste, che non ha un’esistenza materiale ma riunisce i principi creatori divini che entrano in gioco per creare l’Uomo. Dunque possiamo vedere Malkuth, la Sfera della Materia, come la sfera della manifestazione dei sei Sefiroth inferiori, nonché la manifestazione dell’Adam Kadmon.

L’Uomo prende coscienza si se stesso sul piano fisico subendo la differenziazione individuale, il cui turbine evolutivo è rappresentato dalla Ruota della Vita. Occorre Regnare sul Regno della Materia, ovvero pensare, volere ed agire, per realizzare l’essere in potenza di divenire.

Malkuth è detto  anche la Regina, in questo caso Tifereth è il Re, in quanto all’Adamo Superiore è il Mediatore per eccellenza e unisce l’Infinito al Finito. E’ rappresentato con la corona che tocca l’Assoluto, l’En Soph, e i piedi che sfiorano il mondo materiale.

 

Immagine: Una Una giovane donna incoronata seduta sul trono.

E’ quella di una donna incoronata seduta sul trono, è dunque una Regina. La donna a cui si fa riferimento è la dea Iside, in particolare ad Iside velata, ad indicare che le forze spirituali sono nascoste dietro la forma esteriore e materiale.

Quest’idea è presentata anche nel simbolismo di Binah, che è riassunto nel concetto di “veste esteriore dell’occultamento“ e, in effetti, Malkuth è Binah su un arco inferiore, come è chiaramente annunciato nel testo Yetziratico.

La Dea Iside, a destra, seduta sul trono (la materia), che tiene nella mano destra lo scettro o bastone del comando, e nella mano sinistra l’Ankh, la croce ansata conosciuta anche come Chiave della Vita, che rappresenta il mistero della vita eterna. Sulla testa la dea ha una corona formata da un uccello (dominio dell’Aria, sui pensieri) con due corna che rappresentano la Luna che sostengono il disco solare.

Binah è chiamata la Scura Madre Sterile, mentre Malkuth è chiamata Kallah, la Lucente Madre Fertile, o anche la Sposa di Microprosopos.

Questi due Sefiroth, Malkuth e Binah, corrispondono agli aspetti duali Iside e Hathor, dove Iside è l’aspetto positivo della dea e Hathor, che è l’aspetto negativo. 

In base alla legge della polarità alternate, ciò che è negativo nei piani esteriori è positivo in quelli interiori, e viceversa. 

Binah, l’aspetto superiore di Iside, è sterile, perché il polo positivo è sempre datore di stimolo, mai il produttore di un risultato. 

La potenza generatrice femminile è invece in Malkuth, la Lucente Madre Fertile, Hathor la dea della fecondità, il polo negativo, indicando così il risultato finale dell’operazione di Iside sul piano fisico.

Malkuth è il femminile per eccellenza, la sposa desiderata, la Shekinah o la parte femminile di Dio.

Sia Binah che Malkuth sono chiamate Madri, rispettivamente Superiore e Inferiore: Binah è il datore di forma primordiale, mentre Malkuth è la sfera della forma materiale.

Malkuth è materia inanimata finché non lo animano i poteri di Yesod. Yesod dunque è il veicolo della vita; dove c’è un qualsiasi tipo di attività elettrica o conduttività c’è in atto una forza yesodica. Yesod è il datore di energia vitale, e qualsiasi forma costruita nella sua Sfera sarà impersonata nella Sfera di Malkuth, a meno che contenga degli incompatibili.

Gli appellativi addizionali assegnati a Malkuth rivelano chiaramente i suoi attributi. Esso è considerato come la Porta in quanto l’utero della Madre è la Porta della vita, ma è anche la Porta della Morte in quanto la nascita sul piano della forma è la morte a cose superiori. La Terra da cui abbiamo origine, che dona i frutti necessari al sostentamento, è anche la stessa che ci accoglie nel suo grembo dopo la morte.

 

 

Malkuth in Atziluth

 

Nome divino: Adonai Malekh o Adonai ha Aretz. Questi appellativi significano il Signore che è Re, o il Signore della Terra. Qui vediamo chiaramente l’affermazione della supremazia dell’Unico Dio nel Regno terreno.

Ogni operazione magica, in cui l’operatore prende il potere nelle sue mani, dovrebbe cominciare con l’invocazione di Adonai. Dunque, si deve dimorare nel proprio Tempio (il corpo fisico) e governarvi; e che nessuna forza possa infrangere la devozione all’Uno.

Coloro che invocano il nome di Adonai invocano Dio reso manifesto nella Natura, che è l’aspetto di Dio adorato dagli iniziati dei Misteri della Natura, siano essi Dionisiaci o Isiaci.

Colore: Giallo

Tarocchi: Dieci di Bastoni. Il Signore dell’Oppressione, è considerata la carta più spirituale, ma l’energia sottile che rappresenta è altamente corrosiva sul piano materiale, in quanto è un’energia trasformatrice, e trasformare implica “distruggere” ciò che è per modificarlo. E’ quindi un presagio di dolore, ma anche di crescita. 

 

Malkuth in Briah

Nome Arcangelico: Sandalphon. Personifica il movimento e il trasferimento di forze tra i regni superiori e inferiori. Alcune fonti lo identificano come il sovrano angelico di Assiah, il mondo materiale dell’azione. Sandalphon è invocato sugli, amuleti come protezione contro le forze del male.

Moses Cordovero identificò in Sandalphon il nome angelico con cui venne chiamato il profeta Elia dopo che, secondo la narrazione biblica, ascese corporalmente in cielo. Alcune fonti del periodo midrashico descrivono Sandalphon come il fratello gemello o confratello dell’Arcangelo Metatron, la cui origine umana come Enoch sarebbe simile all’origine umana (Elia) di Sandalphon. Per questa ragione, qualche volta, Sandalphon è chiamato dai Cabalisti l’Angelo Oscuro, in antitesi a Metatron l’Angelo del Volto o l’Angelo Lucente.

Entrambi risiedono dietro il Trono di Gloria e, si ritiene, stiano dietro la spalla destra e sinistra della nostra anima nei momenti di crisi.

Colore: Giallo limone, oliva, rossiccio e nero

Tarocchi: Dieci di Coppe. il Signore del Successo Perfezionato, mostra chiaramente l’influsso venusiano, preannunciando piacere, felicità e abbondanza materiale. Tuttavia si tratta si successi illusori, puramente estemporanei, che presto lasceranno il posto ad un sentimento di vuoto e abbandono.

 

Malkuth in Yetzirah

 

Nome Agelico: Ashim, le Anime di Fuoco, o Particelle Ardenti.  Un’anima di fuoco è, nella realtà dei fatti, la consapevolezza di un atomo. Di conseguenza, gli Ashim, rappresentano la consapevolezza naturale della materia, in quanto gli Ashim stessi conferiscono alla materia le sue caratteristiche.

Sono queste Vite Ardenti, queste infinitesimali cariche elettriche, che oscillano perennemente avanti e indietro con tremenda attività nello sfondo della materia e formano la sua base. Tutto ciò che conosciamo come materia si costruisce su questo fondamento, che oggi trova conferma nella fisica delle Particelle.

 

Colore: Giallo limone, oliva, rossiccio e nero maculato d’oro.

Tarocchi: Dieci di Spade. Il Signore della Rovina. E’ detto essere la carta peggiore del mazzo che possa essere girata in una divinazione, in quanto annuncia il sacrificio di tutte le cose materiali, ma tale sacrificio avrà notevoli vantaggi a livello spirituale.

 

 

Malkuth in Assiah

 

Idea-Intelligenza: Noah, la Terra

Nel simbolismo greco queste corrispondono alla dea Demetra. Demetra invece è la dea della fecondità, Madre Natura per eccellenza.

L’Inno a Demetra, verosimilmente antecedente al VI sec. a.C. ed attribuito ad Omero, conosciuto anche come “Il Ratto di Persefone“, rappresenta perfettamente i misteri della Sfera di Malkuth.

Questo Inno è un Carme Liturgico, creato appositamente con lo scopo di diffondere il culto dei Misteri Eleusini, le cui origini sono molto antiche: numerose fonti ne attestano i legami con l’Orfismo, con i misteri di Tracia, con i misteri dell’isola Samotracia, e con l’Egitto.

In questo mito sono presenti tutti gli elementi che costituiscono la sfera di Malkuth: 

la separazione di Persefone dalla madre quale evento drammatico ma necessario allo sviluppo dell’individualità;

il percorso psicologico affrontato da Demetra per far fronte al trauma del lutto, e dunque al dolore della perdita che spesso ci troviamo ad affrontare nelle nostre vite;

il desiderio provato da Ade nei confronti di Persefone, che è il desiderio nella sua forma più violenta e famelica, l’avvento dell’agricoltura quale presa di coscienza da parte dell’umanità dei meccanismi e dei ritmi ciclici che caratterizzano il nostro mondo:

la promessa della rinascita e dunque la prospettiva di immortalità;

il sacrificio come elemento fondamentale per il cambiamento e, infine, la scoperta da parte dell’umanità di possedere il potere concreto di modificare l’ambiente circostante a proprio favore, emancipandosi dall’ambiente stesso, e quindi da Madre Natura.

Lo studio attento dell’Inno a Demetra e dei Misteri Eleusini può di certo far comprendere la sfera di Malkuth fin nei suoi più intimi aspetti.

 

Malkuth, di solito corrisponde al nostro pianeta, la Terra. Tuttavia, alcuni cabalisti, fanno corrispondere Malkuth a Plutone.

Nella mitologia, Plutone corrisponde all’Ade dei greci, che altri non è se l’aspetto ctonio di Zeus. Per i greci, più che una divinità il nome Ade si riferiva al Regno dei Morti, identificato con le profondità della terra.

Ad Ade venne sacrificata Persefone, che divenne, suo malgrado, regina del Regno dei Morti. La coppia Ade-Persefone rappresenta, oltre al ciclo delle stagioni, il profondo mistero della morte e della rinascita.

In conclusione, entrambe le corrispondenze di Malkuth, con la Terra e con Plutone, non sono affatto antitetiche. 

Il periodo di rotazione di Plutone è 248, uno dei numeri più importanti della Cabala.

Esso è il valore numerico della radice Chet-Mem-Resh, una delle sole sette radici che possiedono un significato compiuto per ognuna delle loro permutazioni:

Chet-Mem-Resh (chomer) significa materia. 

Resh – Chet – Mem significa grembo, inteso proprio come grembo materno in cui avviene la fecondazione e la maturazione che precede la nascita. Può essere riferito anche al grembo della Madre Terra che, fecondato con il seme, lo porterà a germogliare e a dare i suoi frutti.

Resh-Mem-Chet (ramach) significa lancia. E’ la lancia che fende l’aria (intelletto, discriminazione) e centra il bersaglio. Bisogna combattere con la lancia della discriminazione. Il seme deve essere lanciato nella terra per germogliare, ma sia il seme che la terra devono essere adatti.

Chet-Resh-Mem (cherem) significa scomunica. Se non si centra il bersaglio il seme non germoglia. Si perde la comunicazione con le energie della materia.

Mem-Chet-Resh  (machar) significa domani, cioè il futuro, trasformato e rigenerato a vita nuova. Il seme che germoglia è una promessa del futuro.

Mem-Resh-Chet (marach) significa espandere, ovvero espandere la propria coscienza oltre i limiti della materia.

 

Colore: Nero striato di giallo

Tarocchi: Dieci di Denari. il Signore della Ricchezza. Annuncia invece ricchezze materiali, ma che avranno un influsso corrosivo sul piano interiore.

 

 

Malkuth nelle Qlipoth

 

Legione: Reshaim. I Malvagi

Elementali violenti: Gibburim (fuoco), Rephaim (Aria), Nephilim (Acqua), Anakim (Terra)

 

Demone: Behemoth, la bestia

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Behemoth – Dizionario Infernale – Collin de Plancy

La parola è probabilmente la forma plurale dell’ebraico בהמה (bəhēmāh – animale). Potrebbe quindi costituire un esempio di pluralis excellentiae, un’usanza ebraica di esprimere la grandezza di qualcosa pluralizzandone il nome. Indicherebbe, dunque, che il Behemoth si distingua dagli altri animali per potenza e forza. Assieme al leviatano e allo ziz è descritta come la creatura più straordinaria della Terra, imbattibile per tutti tranne che per il suo creatore («Egli è la prima delle opere di Dio; solo il suo Creatore lo minaccia di spada» Gb 40,20).

Nel Dizionario infernale redatto da Collin de Plancy Behemoth viene citato, dalla letteratura antecedente, come un edonistico demone gran mescitore, cioè dèdito alla méscita di verità con menzogna, ma anche la méscita degli eccessi dei piaceri del ventre (lussuria e ingordigia), tanto che viene appunto raffigurato come un elefante, un ippopotamo, un rinoceronte, un bufalo d’acqua o comunque una bestia ben pasciuta.

Talvolta come Demone è menzionata Nehemah, un demone femminile menzionato nello Zohar, compagna di Lilith, spesso confusa con un’altra Nahamah, sorella di Tubal-Caino.

 

Corrispondenze

 

Corpo Umano: Piedi

Se i piedi non sono solidamente piantati sulla Madre Terra, non vi è stabilità. I piedi sono le nostre radici: bisogna essere ben radicati nel corpo, bisogna essere consapevoli delle proprie origini, per poter alzarsi verso il cielo.

Secondo la dottrina Cabalistica, la Saetta, essendo scesa attraverso l’Albero fino alla sua estremità inferiore (Malkuth), è ora sostituita dal simbolo del Serpente della Saggezza, le cui spire si attorcigliano verso l’altro sui Sentieri finché la sua testa poggia a fianco di Kether.

La Saetta rappresenta la discesa inconscia dell’energia, costruisce i piani della manifestazione, passa da attiva a passiva e viceversa affinché possa essere mantenuto l’equilibrio.

Il Serpente che si attorciglia sui Sentieri rappresenta l’alba della consapevolezza ed è il simbolo dell’iniziazione. Malkuth è l’inizio del cammino di risalita. Incominciare a risalire diventa possibile solo dopo aver scoperto di essere “caduti”, ed essersi resi conto della propria posizione inferiore.

 

X Comandamento. Non desiderare la casa del tuo prossimo; non desiderare la moglie di lui, né il suo schiavo e la sua schiava, né il suo bue né il suo asino né alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo.

Inizialmente Malkhut è solamente una sensazione di mancanza, di vuoto, di passività. Può consistere in solitudine affettiva, nella durezza della povertà o della malattia, nella vicinanza alla morte. È un senso d’oscurità, di sterilità.

Questo stato è Malkhut, il ricettore per eccellenza, il vuoto disponibile. In esso ha radice il desiderio di ricevere, una delle due forze fondamentali che animano la creazione. E’ la radice di tutti i desideri, dai più egoistici ai più nobili.

Il compito da svolgere in Malkhut consiste nel riconoscere i propri veri desideri, distogliendosi da propositi caduchi. Qui dobbiamo maturare il riconoscimento di ciò che ci manca veramente, della parte più infelice di noi.

Conquistando i propri desideri, si conquista la potenza d’immaginazione.

Malkhut è quindi autocontrollo, è il luogo dove risiedono la capacità e la forza di dirigere i propri desideri e inclinazioni. Le cadute e le sofferenze devono amplificare il desiderio creando in noi un grembo ricettore di notevole portata. Si riceve ciò che si desidera, almeno in certa misura, ed è per ciò che è così importante orientare i propri bisogni verso la giusta direzione.

Il decimo Comandamento insegna a non desiderare le cose di altri, ovvero le cose che non abbiamo. E’ implicito il saper godere di ciò che si ha, senza invidia o rabbia dovuta a sentimenti di ingiustizia. Ma, ad un livello più alto, significa appunto conquistare i propri desideri.

 

Simboli

L’altare del doppio cubo è simbolo del “come in alto così in basso” e insegna che il visibile è riflesso dell’invisibile e corrisponde esattamente con esso. Esso è detto avere la giusta proporzione quando ha l’altezza dell’ombelico di un uomo alto circa m. 1,80 e la sua ampiezza e profondità sono la metà della sua altezza.

L’altare cubico è l’Altare dei Misteri e viene posizionato al centro dello spazio, a differenza dall’altare-tavola, che è l’Altare della Chiesa, che dovrebbe essere sempre posizionato ad oriente, dove nasce il Sole.

 

I Quattro Elementi nella Sfera di Makuth.

La Croce Greca o Croce degli Elementi, rappresenta i quattro elementi in equilibrio stabile, che è la perfezione di Malkuth.

Essa è rappresentata sull’Albero mediante la divisione di Malkuth in quattro quarti, colorati rispettivamente: giallo limone verso Yesod, verde oliva verso Netzach, ruggine verso Hod e nero verso le Qlipoth. Questi sono i riflessi dei Tre Pilastri, oscurati e temperati dal Velo della Materia.

Così tutte le cose sono sommate in Malkuth, sebbene viste oscuramente in uno specchio, per riflesso, e non faccia a faccia.

I quattro spicchi in cui viene suddiviso Malkuth rappresentano i Quattro Elementi.

La classificazione elementale fornisce una chiave preziosa, che permette di identificare prontamente la relazione e la corrispondenza tra il piano fisico e i processi vitali dietro di esso.

La Terra di Malkuth è la materia inerte così come la conosciamo.

L’Acqua e l’Aria di Malkuth sono i tipi di attività della materia, riscontrabili sia nelle molecole che nelle masse, che possono essere classificati sotto le due voci di anabolismo e catabolismo, cioè il processo associativo e dissociativo, e qualsiasi cosa è detta dalla filosofia esoterica o dalla mitologia pagana in relazione a questi elementi, sarà applicabile a questi due processi o funzioni metabolici.

Questi due processi sono riconducibili anche a due diversi approcci mentali, quello analitico che tende a scomporre la realtà in piccole parti per analizzarle singolarmente, che è relativo alla sfera intellettuale rappresentata da Hod, e dunque all’Elemento Aria, e quello simbolico che invece tende ad avere una visione di insieme, di sintesi della realtà, rappresentata dalla sfera emozionale, la Sfera di Nezach, nonché dall’Elemento Acqua.

Soltanto lavorando sugli aspetti più sottili della materia, cui gli iniziati danno il nome di Elemento Fuoco, le forze Yesodiche possono produrre un qualsiasi effetto. Il Fuoco primordiale è una sorta di superstrato della Materia, uno stato di reazioni; l’Acqua primordiale è protoplasma puro; la Terra primordiale è materia inorganica; l’Aria primordiale è la capacità di raggiungere lo stato di relazione.

 

 

Esperienze

 

La virtù di Malkuth è detta essere la Discriminazione.

Quest’idea è ulteriormente sviluppata nel curioso simbolismo degli antichi, i quali affermavano che la corrispondenza di Malkuth nel microcosmo si trova nell’ano.

Anche nella Filosofia Orientale il primo Chakra corrisponde alla zona perineale. 

E’ quindi virtù speciale di Malkuth agire come una sorta di filtro cosmico che espelle ciò che è esaurito e conserva ciò che mantiene ancora la sua utilità.

Qualsiasi cosa che nella vita si esaurisca, deve essere espulsa. L’espulsione macrocosmica avviene nelle sfere Qliphotiche, che dipendono da Malkuth.

Dunque, esiste nel mondo Qliphotico una Sfera che è un serbatoio di energia disorganizzata derivante da forme infrante, espulse dall’evoluzione.

La tendenza di queste energie è di assumere nuovamente le forme cui erano abituate prima di essere infrante. Ne consegue che esse non siano adatte ad essere utilizzate, se non dopo una completa purificazione attraverso la Sfera della Terra.

Questa è la ragione per cui i culti del sottosuolo sono indesiderabili, come ad esempio l’evocazione dei defunti, in quanto sono forme che hanno esaurito il loro ciclo e non hanno più ragione d’essere, e potrebbero frenare ed ostacolare il naturale corso dell’evoluzione.  

 

I vizi caratteristici di Malkuth sono l’avarizia e l’inerzia. Un’eccessiva stabilità può dare origine alla pigrizia e all’inerzia.

Il concetto di avarizia è inteso come una ritenzione, l’esatto opposto della discriminazione che espelle gli escrementi della vita.

E’ interessante notare che Freud dichiara che l’avaro è invariabilmente costipato e associa alle feci il sogno del denaro.

Una delle cose più importanti che dobbiamo fare per elevarci dalle limitazioni della vita in Malkuth è imparare a rinunciare; come sacrificare il minore al maggiore e in tal modo comprare la perla di gran valore. E’ la discriminazione che ci consente di conoscere il minor valore cui bisogna rinunziare al fine di ottenere il maggiore, in quanto non c’è guadagno senza sacrificio.

 

Esperienza dell’Abbassamento – Shiflut –

Senza questa esperienza ogni atto di governo e ogni espressione di potere sono destinati prima o poi a crollare miseramente. E’ il mito biblico della Torre di Babele, che rappresenta l’arroganza e la presunzione umana. 

In Malkuth, l’individuo prende coscienza del suo potere sul mondo che lo circonda, come ad esempio con la scoperta dell’agricoltura, ma tale potere non è affatto assoluto, bensì sottoposto ad un potere più grande, con cui deve agire in armonia, ad esempio rispettando i cicli stagionali per la semina e il raccolto. 

Ecco, dunque, il grande paradosso del rappresentare il potere governante e di trovarsi contemporaneamente nel punto più basso della manifestazione dell’energia. Come espresso nella Filosofia Orientale, occorre sedere ai Piedi del Maestro: ciò implica porsi in uno stato ricettivo, rappresentato dall’inerzia di Malkuth, per ricevere gli insegnamenti.

 

La Prima Illuminazione. Riconoscere Segni e Simboli

Consiste nel saper riconoscere il meccanismo dinamico che regola gli eventi, dando così un senso a ciò che accade. Questo modo di sentire permette di avere una visione più articolata e contestualizzata di se stessi e degli altri, nonché del mondo circostante. Permette, inoltre, di riconoscere i segnali che anticipano gli eventi, ma anche i segni e i simboli che operano nel nostro universo interiore. Nulla è un caso, tutto ha una spiegazione.

C’è una curiosa dottrina alchemica che ha peso su questo punto: i segni dei pianeti sono composti di tre simboli: il disco solare, il crescente lunare, e la croce della corrosione o sacrificio.

Questi simboli,  se interpretati correttamente, forniscono la chiave della natura alchemica dell’Astro che rappresentano e dell’utilizzo pratico dell’energia in questione.

Per esempio, Marte, nel cui simbolo la croce sormonta il cerchio, è detto essere esternamente corrosivo ma internamente solare; Venere, il cui cerchio sormonta la croce, è detta essere esternamente solare, ma internamente corrosiva, o, nelle parole della Scrittura, dolce nella bocca ma amara nella pancia.

 

Esperienza della Visione del Santo Angelo Custode o Daimon  

L’Angelo Custode o Daimon è una sorta di Io Superiore in ciascuno di noi. E’ ciò che ci spinge a divenire ciò che siamo. 

Cosa ne pensi?