Calcedonio, la Pietra della Diplomazia.

Il Calcedonio, grazie al suo colore grigio-azzurro, è in analogia con l’Elemento Aria e con Vissudha, il chakra della gola.

FORMULA CHIMICA SiO2

CLASSE MINERALOGICA ossidi 

GRUPPO CRISTALLINO dimetrico

SISTEMA CRISTALLINO trigonale

ABITO CRISTALLINO

COLORE grigio-azzurro, blu, verde, giallo, rosso, bruno o nero

LUCENTEZZA da vitrea a grassa

TRASPARENZA trasparente, traslucido o opaco

FLUORESCENZA Assente

PLEOCROISMO Assente

DUREZZA 7 

FRATTURA concoide

SFALDATURA assente

STRISCIO polvere bianca

GENESI Il Calcedonio si trova come rivestimento di cavità o di fratture aperte nelle rocce ignee o sedimentarie. In esse viene depositato, da soluzioni acquose sature di silice, come minerale secondario, sia in strati o incrostazioni, sia sotto forma di masse concrezionate o stalattitiche. La colorazione dipende dalle impurità presenti nel reticolo cristallino (rame, manganese o ferro) ed è molto variabile, uniforme o zonato, con striature colorate di varie tonalità.

GIACIMENTI Il Calcedonio Blu dalla Turchia, dalla forte trasparenza, continua ad essere estratto senza interruzione fin dall’antichità ed è ancora oggi una gemma molto richiesta. Altri giacimenti si trovano in Brasile, negli Stati Uniti (California), in India, in Madagascar, in Malawi, nella Namibia, nello Sri Lanka e nello Zimbabwe.

UTILIZZI Largamente utilizzato dalle civiltà antiche per produrre intagli, stampi, sigilli e cammei, oggi il calcedonio è usato soprattutto per fabbricare vasellame, utensili e oggetti di vario genere quali posate, tagliacarte, scatole portaoggetti e posacenere. In campo gemmologico il calcedonio viene tagliato a cabochon.

VARIETA’

Tutte le varietà sono considerate pietre dure e utilizzate a scopo ornamentale.

  • Calcedonio. Il calcedonio comune ha un colore grigio azzurrognolo, ma non mancano i campioni di colore bianco-cera o rosa-lilla. Il calcedonio azzurro ha una colorazione azzurro cenerino, azzurro lilla o azzurro violetto vivace, quest’ultima è la varietà più pregiata. Vi è infine il calcedonio giallo, che non presenta mai una colorazione uniforme nei campioni naturali. 
  • Agata. E’ l’insieme di varietà zonate con strie di colorazione variabile (bianco, marrone, blu, nero, verde, rosa etc…). È il tipico prodotto di precipitazione da soluzione idrotermale in rocce magmatiche e si associa frequentemente a quarzo cristallino (quarzo ialino e ametista).
  • Crisoprasio. E’ un calcedonio traslucido in cui è presente del nickel con una colore uniforme tipicamente verde chiaro o verde giallo.  
  • Corniola. E’ una varietà di calcedonio traslucida o semitrasparente con inclusioni di minerali ferrosi da alterazione, come limonite o ematite, caratterizzata da un colore uniforme che va dal rosso sanguigno al giallo arancio. Nell’antichità si chiamava così anche la varietà di calcedonio detta sarda, che poteva assumere nomi simili, come Cornerina, Cornalina o Carnerina.
  • Eliotropio. E’ una varietà di calcedonio di colore verde scuro opaco, con punteggiature microdendritiche di ossidi di ferro di colore rosso vivo dovute a inclusione di idrossidi di ferro. Plinio il Vecchio chiamava questa varietà heliotropium o Prasius.
  • Onice. E’ un calcedonio di colore uniforme che copre le tonalità rosso-bruno e l’intera gamma di grigi fino al nero. Se rinvenibile in forma massiva e stratificata prende il nome di selce: un materiale molto utilizzato dall’uomo nella preistoria per la preparazione di oggetti affilati e monili. Se stratificato si parla invece di calcedonio onice.
  • Sarda. E’ una sottovarietà di corniola più scura ma meno luminosa per via della sua colorazione che varia dal rosso-bruno al bruno-marrone. La distinzione tra corniola e sarda si basa su un’interpretazione del colore, che è puramente soggettiva. Deve il suo nome a Sardi, antica capitale della Lidia.
  • Per analogia si indicano come calcedoni tutti quei vetri che tendono a imitare le diverse varianti della pietra dura, ottenuti mescolando paste vitree di diversa colorazione. Ebbero particolare sviluppo presso la vetraria veneziana fra la fine del sec. XV e gli inizi del XVI, oltre che nei sec. XVIII e XIX.

Storia

Il nome deriva dal greco Chalkedón, l’antica città Calcedonia nella Bitinia, sul Bosforo, che oggi corrisponde al quartiere Kadıköy nella parte asiatica di Istanbul.

Nella Bibbia il Calcedonio è una delle dodici gemme consegnate a Mosè sul Monte Sinai che, obbedendo all’ordine divino  le fece incastonare nel pettorale di Aronne (Esodo 28:15-30).

15 Farai pure il pettorale del giudizio, artisticamente lavorato; lo farai come il lavoro dell’efod: d’oro, di filo violaceo, porporino, scarlatto, e di lino fino ritorto. 
16 Sarà quadrato e doppio; avrà la lunghezza d’una spanna, e una spanna di larghezza. 
17 E v’incastonerai un fornimento di pietre: quattro ordini di pietre; nel primo ordine sarà un sardonio, un topazio e uno smeraldo; 
18 nel secondo ordine, un rubino, uno zaffiro, un calcedonio; 
19 nel terzo ordine, un’opale, un’agata, un’ametista; 
20 nel quarto ordine, un grisolito, un onice e un diaspro. Queste pietre saranno incastrate nei loro castoni d’oro. 
21 E le pietre corrisponderanno ai nomi dei figliuoli d’Israele, e saranno dodici, secondo i loro nomi; saranno incise come de’ sigilli, ciascuna col nome d’una delle tribù d’Israele. 
22 Farai pure sul pettorale delle catenelle d’oro puro, intrecciate a mo’ di cordoni. 
23 Poi farai sul pettorale due anelli d’oro, e metterai i due anelli alle due estremità del pettorale. 
24 Fisserai i due cordoni d’oro ai due anelli alle estremità del pettorale; 
25 e attaccherai gli altri due capi dei due cordoni ai due castoni, e li metterai sulle due spallette dell’efod, sul davanti. 
26 E farai due anelli d’oro, e li metterai alle altre due estremità del pettorale, sull’orlo interiore vòlto verso l’efod. 
27 Farai due altri anelli d’oro, e li metterai alle due spallette dell’efod, in basso, sul davanti, vicino al punto dove avviene la giuntura, al disopra della cintura artistica dell’efod. 
28 E si fisserà il pettorale mediante i suoi anelli agli anelli dell’efod con un cordone violaceo, affinché il pettorale sia al di sopra della cintura artistica dell’efod, e non si possa staccare dall’efod. 
29 Così Aaronne porterà i nomi de’ figliuoli d’Israele incisi nel pettorale del giudizio, sul suo cuore, quando entrerà nel santuario, per conservarne del continuo la ricordanza dinanzi all’Eterno. 
30 Metterai sul pettorale del giudizio l’Urim e il Thummim; e staranno sul cuore d’Aaronne quand’egli si presenterà davanti all’Eterno. Così Aaronne porterà il giudizio de’ figliuoli d’Israele sul suo cuore, davanti all’Eterno, del continuo.

Nelle Rivelazioni (21, 19-21) viene citato un ulteriore gruppo di dodici gemme poste nelle fondamenta delle mura della città di Gerusalemme e, di nuovo, le Calcedonie sono quattro.

 19 Le fondamenta del muro della città erano adorne di ogni sorta di pietra preziosa: il primo fondamento era diaspro, il secondo zaffiro, il terzo calcedonio, il quarto smeraldo,

 20 il quinto sardonico, il sesto sardio, il settimo crisolito, l’ottavo berillo, il nono topazio, il decimo crisopraso, l’undicesimo giacinto, il dodicesimo ametista

21 E le dodici porte erano dodici perle; ciascuna delle porte era fatta di una sola perla. E l’ampia via della città era oro puro, come vetro trasparente.

In epoca classica si credeva che bere in calici di calcedonio potesse prevenire l’avvelenamento.

Anche per i Romani il Calcedonio aveva un significato particolare, essendo la gemma per eccellenza per la fabbricazione di amuleti magici, sigilli, cammei e intagli, oltre che essere incastonata per impreziosire anelli, spille, bracciali, fibule e collane.

Questo utilizzo gemmologico si è protratto durante il Medioevo e nel Rinascimento. Ancora oggi resta comunque una pietra molto amata dai tagliatori di gemme, dai gioiellieri e dai collezionisti come pietra preziosa, che come materiale di applicazione nelle arti decorative.

Nel XVI secolo veniva suggerito dai maghi come antidoto alle false idee e alle fantasticherie e, a tale scopo, veniva forato e portato appeso al collo.

Nel tardo Rinascimento, sempre nella magia rituale e propiziatoria, la pietra calcedonio veniva incisa con la figura di un uomo con la mano destra alzata, come simbolo di successo personale e per la propria salute e incolumità.

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Coppa dei Tolomei – Parte anteriore – Scolpita su onice e misura 8,4 cm di altezza con un diametro di 12,5 cm.

Fra gli esempi più suggestivi dell’impiego di queste pietre abbiamo la Coppa dei Tolomei, in onice, scolpita ad un certo punto nell’antichità classica (una volta si pensava che risalisse al periodo ellenistico, c. 250 a.C., ma ora è considerato risalente al I secolo d.C.) probabilmente ad Alessandria d’Egitto, oggi custodita presso la Bibliothèque Nationale di Parigi.

La coppa è ricoperta di vignette dionisiache con maschere, vasi, animali santi e ghirlande : simboli del culto stesso. 

Quella che oggi viene considerata la parte anteriore raffigura sei maschere che circondano un anclabris. 

L’ anclabris è raffigurato come se fosse fatto di marmo e due sfingi – esseri che servono come rappresentazioni allegoriche dei misteri della religione dionisiaca – sostengono il tavolo. 

Sul anclabris si erge una piccola statua di Hermes, accanto alla quale è appesa una maschera sopra la quale potrebbe benissimo esserci il corvo di Apollo. Sul lato sinistro del tavolo si vede una capra, circondata dai simboli del culto. Infine, un cestino di vimini si trova alla destra del tavolo, da cui emerge un serpente; questo motivo a canestro si trova spesso nell’opera dionisiaca e apparentemente era un oggetto di grande importanza per la religione. 

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Coppa dei Tolomei – Parte Posteriore

Nella parte posteriore, la maschera di Pan è visibile in alto In basso, una capra sta raggiungendo dell’uva matura. Dietro la capra si trovano un frutto e un tavolo, molto probabilmente un anclabris con cinque vasi cerimoniali in cima. 

Sul lato sinistro del tavolo si trova una piccola figura femminile, le cui torce accese rappresentano le festività e le orge associate ai riti del culto. 

Frédéric de Clarac ha sostenuto che le statue potrebbero benissimo simboleggiare Telete o Cerere , due divinità spesso associate a Dioniso. 

Sopra il tavolo c’è un arazzo e due maschere di baccante. A destra, su un melo, si può vedere un’altra maschera di Pan. Altre due maschere di baccante sono presenti sul fondo, davanti al tavolo. 

Sembra che le origini pagane della coppa furono completamente trascurate quando quest’opera d’arte fu convertita in un calice cristiano durante il Medioevo. 

La classicista Erika Zwierlein-Diehl ha osservato che molte descrizioni della coppa hanno omesso la natura dionisiaca delle sculture e delle immagini, notando semplicemente che la coppa era incisa con “alberi, teste, animali e uccelli”. 

Questa (probabilmente intenzionale) perdita di comprensione iconografica, anche chiamata “non nominazione”, sembra essere stata un modo per riutilizzare artefatti pagani per scopi cristiani.

 

Corrispondenze

Il Calcedonio, grazie al suo colore grigio-azzurro, è in analogia con l’Elemento Aria e con Vissudha, il chakra della gola.

Ha dunque notevoli effetti sulla comunicazione, sia intesa come capacità di esprimersi che come capacità di ascolto.

L’aumentata capacità dialettica e di eloquenza fa si che, talvolta, il Calcedonio sia definito come la pietra della diplomazia.

Tuttavia, l’influenza benefica sull’eloquenza può essere utilizzata con fini manipolatori.

Anche la migliorata capacità di ascolto e una maggiore apertura mentale esaltano l’intuizione e sono validi strumenti per la realizzazione personale. Occorre dunque stare attenti a non strumentalizzare le proprie capacità a scapito degli altri.

A livello psichico. Agisce come calmante per le persone che tendono ad agitarsi o ad innervosirsi facilmente, ma anche per coloro che attraversano un periodo di stress emotivo o di esaurimento nervoso.

A livello fisico. Il Calcedonio azzurro o blu offre benefici all’apparato respiratorio, per questo è particolarmente raccomandato ai fumatori, al fine di attenuare i danni. E’ utile anche in caso di raffreddore e bronchite.

Durante le estati molto calde, aiuta a mantenere bassa la temperatura corporea.

Però, abbassa anche la pressione arteriosa, per cui non è indicata per coloro che tendono ad avere la pressione bassa, mentre lo è per coloro che tendono ad averla alta o ad avere degli sbalzi pressori.

Come si utilizza un Calcedonio

Essendo in stretta analogia con l’elemento Aria e con il Chakra della Gola, si consiglia di portare con sé un ciondolo di calcedonio, a girocollo o sul petto, a diretto contatto con la pelle.

Messo sotto il cuscino durante il sonno, aiuta a dormire serenamente, a ricordare i sogni dopo il risveglio e protegge dagli incubi.

Il Calcedonio può essere scaricato sotto l’acqua corrente, ma trae i maggiori benefici se passato sui fumi dell’incenso sia per purificarlo che per caricarlo.

Inoltre è possibile utilizzare resine ed erbe particolari, al fine di imprimere nel minerale una particolare volontà.

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