Il Piccolo Popolo (2° parte: L-Z)

 

 

Leanan–shide  (Lan–awn–shee)

Origine: irlandese

Bellissimo spirito femminile che vaga in cerca dell’amore degli uomini.

Chi cede alle sue effusioni diventa suo schiavo, ma respingendola è lei stessa a diventare schiava d’amore.

Lasciarsi andare al suo corteggiamento è pericolosissimo: i suoi amanti avvizziscono perché si nutre della loro linfa vitale, ed infine muoiono.

E’ anche la musa degli artisti: chi viene ispirato da lei, in cambio dell’amore e della devozione, giunge alla follia e, infine, alla morte.

 

 

Leprecauno (Leprechaun)

Origine: irlandese

 E’ il più popolare folletto d’Irlanda, noto anche come Leith Bhrogan. Per lui molti lasciano un bicchiere di latte sul davanzale della finestra. Il suo ritratto c’è in tutte le botteghe ed i negozi, ed è proprio la sua maschera ad aprire le sfilate nel giorno di San Patrizio. E’ un folletto ciabattino, e quando non lavora si dedica solo a fare scherzi: si burla soprattutto degli avari, e costruisce trappole geniali per i ladri. Custodisce molte pignatte piene d’oro, che sposta in continuazione.
scoprirle bisogna trovare trovare l’inizio dell’arcobaleno.Ha il naso a patata lungo e con la punta rossa. La faccia è del colore della terra bruciata, l’occhio è malizioso. Porta i capelli lunghi e la barba a punta. E’ gracile ma molto forte. Molto sospettoso, per avvicinarlo è consigliabile offrirgli una presa di tabacco.

 

 

Lorelei

Origine: germanica

Figlia delle acque, pettina i lunghi capelli biondi cantando con voce melodiosa, attira i naviganti che passano sul Reno, a destra della roccia su cui ella siede. Si dice che si gettasse nel fiume per una delusione d’amore e che fosse trasformata in una sorta di sirena.

Il suo stesso nome ricorda il lato malefico e ingannatore della bella giovane figlia del Reno: Lorelei – si dice anche Lurclei – proviene da antichi termini, il cui equivalente in tedesco moderno è Elfenfels, la Rocca degli Elfi, nome sotto il quale è talvolta designata la rocca del Reno della quale si tratta.

La Lorelei è, nella lingua tedesca, identificata con l’elfo. Questo rinvia a lauern, che viene anch’esso dall’antico germanico luren, “spiare”, ma con l’idea di “imboscata”, idea insita nella parola lure della stessa epoca.

Più precisamente (e questa accezione sussiste nell’idioma svizzero-tedesco g’iurm), la parola suggerisce la vista forzata attraverso le palpebre socchiuse.

 

 

Lurikeen

Origine: Irlandese

Creatura minuscola che molti considerano un Cluricauno errante, alla ricerca del paradiso perduto.

Secondo altri è un discendente degli antichi bardi che nella notte dei tempi girovagavano tra le brughiere cantando e ballando.

 

 

Merrow o Murrough

Origine: irlandese

Sono le Sirene e i Tritoni  scozzesi e irlandesi, dotati di un corpo umano dalla vita in su e dalla coda di pesce dalla vita in giù.

Sono descritti come creature dolci, modeste, affettuose e benevole.

Indossano un cappello rosso chiamato druith cohuleen, che consente loro di tuffarsi sotto le onde; se lo perdono, non hanno alcun potere di tornare sott’acqua.  Se un essere umano riesce a impossessarsene e a nasconderlo in modo che la Merrow non lo trovi più, allora la sua proprietaria è costretta a rimanere a terra; ma se lei lo trova, si sente in dovere di tornare per sempre nel mare, anche lasciandosi intere famiglie alle spalle.

Le femmine sono bellissime, spesso raffigurate con un pettine tra i capelli, appaio prima delle tempeste preannunciandole.

Esse sono in grado di ammaliare gli uomini e di provare affetto nei loro confronti, tant’è vero che ci sono racconti di matrimoni misti e di Merrow vissuti tra gli esseri umani per molti anni; tuttavia, il più delle volte finiscono per tornare alle loro vecchie case sotto il mare; esse hanno la fama di attirare i giovani per portarli sotto le onde, dove li fanno vivere in uno stato incantato.

Le Merrow si innamorano spesso dei pescatori, il che si spiega con l’incredibile bruttezza dei maschi, rappresentanti come esseri deformi aventi capelli verdi, naso rosso e occhi minuscoli; 

 Alcune storie raccontano di Merrow maschi che catturano le anime dei marinai annegati e le tengono in gabbia sotto il mare.

i quali però hanno molte qualità positive che li riscattano essendo gioviali ed affabili.

Secondo i cronisti bardi, i Merrow furono avvistati per millenni perché, quando i Milesi sbarcarono per la prima volta sulle coste irlandesi, le Suire (ninfe di mare) giocavano attorno al loro passaggio.

Negli Annali dei Quattro Maestri del dottor O’Donovan – scritti nell’887, vi è una storia curiosa riguardante una sirena bianca come un cigno spiaggiata sulla costa scozzese, vicino al paese di Alba, lunga 195 piedi (59 m), avente i capelli di 18 piedi (5,5 m) e le sette dita dei piedi lunghe ciascuna come il naso, cioè 7 piedi (2,1 m).

Un vecchio tratto trovato nel libro di Lecain afferma che un re dei Fomori, in navigazione sul Canale della Manica, rimase incantato dalla musica delle sirene, finché non arrivò alla loro portata… allora loro gli strapparono le membra a pezzi e le dispersero in mare.

Secondo la tradizione, un giorno una Merrow si trasformò in arpa, lo strumento nazionale irlandese; per questo i Merrow sono considerati un’incarnazione della musica; si pensa che la musica Merrow provenga da sotto le onde.

 

 

Nani

Origine: germanica, scandinava

La stirpe dei nani (dvergar, in norreno) si formò sotto terra, dove presero vita come vermi nella carne morta del gigante Ymir, nel suo sangue diventato acqua e nelle sue ossa diventate pietra.

Odino ed i suoi fratelli Víli e Vé, riuniti in consiglio, diedero a queste creature un aspetto antropomorfo e l’intelligenza.

I Nani, da allora, andarono ad abitare nella terra e fra le rocce, temendo la luce del sole che potrebbe trasformarli nuovamente nella pietra da cui sono nati. Per questo motivo, secondo alcune leggende, trascorrono le ore di luce sotto forma di rospi.

La loro dimora è il reame sotterraneo di Nidavellir, uno dei nove mondi, legato, secondo la Cosmologia della mitologia norrena, al Frassino del Mondo Yggdrasill.

Di corporatura bassa e tarchiata, i Nani hanno di solito una lunga barba e l’aspetto anziano, simbolo della loro saggezza, conservata nelle “ossa” del pianeta: le rocce. Questo dunque è il tesoro della terra, custodito dai Nani.

Il Re dei Nani, se così si può chiamare, è un vecchio saggio, il quale ha libero accesso alla saggezza della vita, simboleggiata dai vari tesori custoditi dai suoi simili, risultato dell’esperienza di vita di innumerevoli esseri terreni

I Nani abitano nelle montagne, dove estraggono metalli e pietre preziose con cui poi costruiscono armi, armature e oggetti vari spesso dotati di proprietà magiche di cui ad esempio: Miolnir il martello di Thor, la collana Brisinga-men di Freya, la lancia Gungnir, e moltissimi altri ancora.

 

 Nixie

Origine:scandinava

Sono draghi d’acqua, noti in tutto il nord Europa.

In scandinavia i näcken , näkki , nøkk erano spiriti delle acque maschili che suonavano canzoni incantate sul violino, attirando donne e bambini fino a farli annegare.  Tuttavia, non tutti questi spiriti erano necessariamente malevoli.

Molte storie indicano, per lo meno, che i nøkker erano del tutto innocui per il loro pubblico e attiravano non solo donne e bambini, ma anche uomini. Così un nøkk   accettò persino di vivere con un umano che si era innamorato di lui, tuttavia alla fine tornò a casa sua, attraverso una cascata o un ruscello nelle vicinanze.

 Lyminster, vicino ad Arundel, nella contea inglese del Sussex , oggi si dice che dimorino i “dragoni d’acqua” chiamati knuckers , in una piscina chiamata Knucker-hole .

 

 

Nuchelavee

Origine: scozzese

E’ un cavallo con le zampe ricoperte di piume, una bocca enorme e gli occhi infuocati.

Dalla sua groppa spunta un busto umano le cui braccia arrivano quasi fino a terra, e una testa enorme che ondeggia da una parta all’altra, come se il collo non riuscisse a sostenerlo.

Il Nuchelavee non ha pelle, si può vedere la sua carne con le vene gialle entro cui scorre il sangue nero, i tendini bianchi e i potenti muscoli.

Ha un’avversione per l’acqua dolce e chi è inseguito da lui basta che attraversi un corso d’acqua per mettersi in salvo.

 

 

Peg Powler, Nelly Longarms, Jenny Greenteeth 

Origine: Scozzese

Sono spiriti dell’acqua molto malvagi, caratterizzate dal colore verde e denti aguzzi. Peg ha lunghi e fluenti capelli verdi e vive nel fiume Tees, Jenny Dentiverdi invece vive nello Yorkshire, mentre Nelly Braccialunghe vive in Inghilterra.

Tutte e tre trascinano i bambini in acqua, verso liquide tombe.

Sono considerate dei Bogeyman, ovvero una figura invocata dai genitori per spaventare i bambini e indurli a comportamenti responsabili.

 

 

Picchiettanti

Origine: Scozzese

Sono i Goblin che vivono nelle miniere, in particolare sono famosi quelli delle miniere del Devon, in Cornovaglia.

Stranamente, a differenza di tutti gli altri Goblin, sono benevoli: picchiettano (da qui il loro nome) per indicare le vene ricche di minerali e in genere sono cordiali con i minatori, ma anche loro amano fare scherzi ed esibirsi atteggiando la sua brutta faccia in smorfie ancora più orribili e contorcendosi in danze grottesche.

Le feste e i fischi lo infastidiscono e in genere ricambia con un pioggia di pietre elfiche.

Apprezzano invece che gli venga lasciato un pezzetto di pasticcio, il pasto sotterraneo dei minatori, altrimenti potrebbero portare sfortuna.

 

 

Pixie (Pisgie, Piskie, Pigsey)

Origine: Britannica

 

Folletti verdi e dispettosi, però si commuovono ascoltando le canzoni d’amore.

Hanno una testa voluminosa con folta capigliatura, occhi leggermente strabici e fosforescenti, il naso alla francese e  orecchie a punta.

Spesso assumono la forma di porcospini, di cui la parola equivalente inglese è “urchin”, che significa anche monello.

Golosi e insaziabili, si nutrono di latte di pecora e tutto ciò che riescono a rubare da dispense, orti e frutteti.

Durante l’estate vanno ghiotti di mirtilli alla panna.

Danzano spesso all’ombra di pietre o fanno capriole sugli argini franosi dell’acqua.

Le loro campanelle si sentono suonare dal cuore delle collinette rocciose della brughiera.

Di notte si divertono a rubare cavalli e pony, per cavalcarli in modo selvaggio, intrecciandogli la criniera per farli correre a tutta velocità.

Non si è al sicuro da loro neppure in casa: si divertono da matti a tirare le pentole dietro alle domestiche.

Nonostante questa loro propensione per il divertimento sanno lavorare sodo: spesso trebbiano di notte il mais per avere pane e formaggio come ricompensa.

Quando ci si smarrisce oppure quando si avvertono dei cambiamenti nei luoghi dove ci si trova durante le ore diurne, ad esempio se prima si era sicuri che c’era un cancello che poi non si trova più, si dice che si ha un Pixie come guida.

 

 

Phooka

Origine: Irlandese

 

Dal termine celtico Pok che significa capra, E’ a metà fra una creatura spettrale e un personaggio fiabesco.

Folle e allegro, ma spesso inventa scherzi terribili: strappa le teste per giocarci a palla, corre in mezzo ai mercati e prende a calci le giovani donne, rapisce i bambini per divertirsi a vederli piangere.

Appare quasi sempre in forma di cavallo, toro, capra, asino, aquila o cane, ma sempre nero come la pece. 

Si diverte a fingersi docile per essere cavalcato, ma appena montato parte in un galoppo spericolato affrontando dirupi e fiumi gelati.

Le sue vittime preferite sono in genere gli ubriaconi, che poi lascia liberi all’alba. Vive dappertutto. Il suo cibo preferito sono il bestiame e i bambini, ma risparmia i nani e gli elfi.

 

                                                                                           

Red Cap (Berretto rosso)

Origine: scozzese

 

Elfo così chiamato perché indossa sempre un caratteristico berretto rosso, ma alcuni raccontano che lui lo tinge e ritinge nel sangue umano.

E’ il più malvagio dei folletti del Border, una regione di confine tra la Scozia e l’Inghilterra.

Vive nelle vecchie torri e nei vecchi castelli in rovina, specialmente quelli in cui sono accaduti fatti di crudeltà e sangue.

E’ vecchio e tarchiato, con lunghi denti, dita rugose, grandi occhi rossi, capelli folti e ispidi. Burlone e dispettoso, ama dormire sull’erba per intere giornate. 

 

 

Robin Goodfellow

Origine: Britannica

Puck può anche essere chiamato Robin Goodfellow o Hobgoblin, in cui “Hob” può sostituire “Rob” o “Robin”.

Si tratta di un folletto nato da un germoglio di quercia,  alto circa 60 cm, dallo sguardo vivace, orecchie aguzze e un paio di corna sopra la testa. Per questo, talvolta, viene definito un piccolo demone.

Vive nella campagna e nei boschi inglesi, dove costruisce capanne di felci nascondendole fra alberi e rocce.

Come gli altri folletti è di natura schiva e dispettosa, e durante maggio si diverte a pizzicare le ragazze e a suonare la cornamusa.

Odia la cattiveria e l’ingiustizia, e per questo deruba e trafigge con le sue frecce gli uomini di malaffare e gli scellerati.

 

 

Selkie o Roan

Origine: scozzese e irlandese

In Irlanda vengono chiamate Roan, in Scozia Selkies. Nel gaelico scozzese occorre anche il termine maighdeann-ròin, fanciulle-foca, derivato dal termine ròn, foca.

Sono  delle fate-foca che vivono prevalentemente nei mari che circondano le isole Orcadi e le isole Shetland, ma anche in Scozia, in Irlanda, nelle isole Fær Øer dove viene chiamata Kópakonan e, in misura minore, in Islanda e Norvegia.

I maschi provocano tempeste e rovesciano le barche per vendicare lo sterminio indiscriminato delle foche; e femmine, invece, sono capaci di abbandonare la loro pelle di foca e di venire a riva nelle sembianze di splendide fanciulle. Se un uomo riesce a prendere la loro pelle, le Selkies sono obbligate a diventare delle mogli eccellenti ma molto tristi e, non appena ritrovano la loro pelle, ritornano immediatamente in mare.

La leggenda narra che nell’Isola di Kalsoy, un ragazzo di Mikladalur andava sulla spiaggia per vedere le foche mentre assumevano forma umana e danzavano, finché un giorno riuscì a sottrarre il manto di una giovane ragazza che, in questo modo, non potè più tornare in mare. Il giovane la costrinse poi a restare con lui e sposarlo, mentre tenne il manto sotto chiave in uno scrigno.

Un giorno, mentre andò in mare a pescare, si accorse di non aver portato con sé la chiave dello scrigno e quando, tornç a casa, la sua sposa era già fuggita in mare, lasciando al ragazzo il figlio che avevano avuto.

Tempo dopo, durante una battuta di pesca, il giovane ritrovò la selkie e uccise sia suo marito selkie che i loro due figli.

La ragazza-foca allora promise vendetta e lanciò un anatema sugli uomini di Mikladalur:

«Molti di loro annegheranno, altri cadranno dalle scogliere, finché non ci saranno così tanti morti che, se si prendessero tutti per mano, riuscirebbero a circondare l’intera isola di Kalsoy».

Nel folklore delle isole Fær Øer si credeva che le foche fossero persone che si erano suicidate gettandosi in mare e, una volta all’anno, potessero tornare sulla terraferma, rimuovendo il loro manto e assumendo nuovamente forma umana.

Anche nelle isole scozzesi si credeva che le foche fossero esseri umani trasmutati, per questo c’era una certa riluttanza nel far loro del male e si credeva che ucciderle portasse sfortuna. 

 

 

 

Shellycoats

Il nome deriva dal mantello di conchiglie che queste creature indossano e che si agitano nei loro movimenti, producendo suoni tintinnanti.

Gli Shellycoats sono considerati relativamente innocui: possono indurre in errore i vagabondi, in particolare quelli che pensano stiano violando il territorio della creatura, ma senza alcuna malizia o cattiveria.

Uno scherzo comune degli Shellycoats sarebbe quello di gridare come se stesse annegando, per poi scomparire e ridere di chi si è tuffato a salvarli.

Jacob Grimm ha dichiarato nella sua Deutsche Mythologie che il folletto scozzese Shellycoat è lo stesso Schellenrock tedesco, che indossa un mantello con dei campanelli cuciti sopra. Le campane sul vestito di uno sciocco o un giullare attestano ancora la sua affinità con il folletto astuto e allegro.

A proposito dello Schellenrock, si narra che una di queste creature visse per trent’anni in un monastero del Meclemburgo, aggirandosi in cucina, nella stalla e altrove; era di buon carattere, e lo si riconosceva per “tunicam de diversis coloribus, e tintinnabulis plenam” cioè un cappotto fatto di varie parti in diversi colori con dei campanelli tintinnanti.

 

 

Sheoques

Origine: Irlandese

Folletti che infestano i cespugli di biancospino e le piante rampicanti delle vecchie fortezze irlandesi.
Sono generalmente spiriti benevoli, ma hanno una pessima abitudine: rapiscono i bambini e lasciano al loro posto un folletto decrepito vecchio di mille anni.

 

 

Spriggan

Origine: irlandese

Tetri, brutti e dall’aspetto grottesco, sono i guardiani dei tesori delle colline. 

Sono piccoli, ma riescono a gonfiarsi moltissimo, al punto da essere creduti spettri di antichi giganti.

Il più grande desiderio del popolo fatato è quello di possedere e allevare un bambino umano e, soprattutto gli Spriggan, spesso scambiano i loro neonati, brutti e deformi, con i bei figli degli umani.

I sostituti, detti Changelings, nonostante tutto, si affezionano molto ai genitori umani. 

 

 

Trow (anche Trowe o Drow o Dtrow )

Origine: iralandese

Sono simili ai Troll scandinavi e, come loro, hanno una spiccata avversione per la luce del giorno.

Vivono nelle isole Orcadi e delle Shetland. sono generalmente di bassa statura, brutti e timidi. 

Si avventurano fuori dalle loro ‘trowie knowes’ (abitazioni di tumuli di terra) solo di sera, e spesso entrano nelle case quando gli abitanti dormono. 

I Trow tradizionalmente hanno una predilezione per la musica e le fiabe narrano spesso della loro abitudine di rapire i musicisti o di attirarli alle loro tane.

Spesso li si può vedere esibirsi in una strana danza sbilenca chiamata Henkingh.

Sir Walter Scott ci svela:

«Il possesso di saggezza soprannaturale è ancora imputato dai nativi delle isole Orcadi e Zetland, alla gente chiamata Drows, che può, per molti altri aspetti, essere identificata con le fate caledoniane».

 

 

Troll

Origine: scandinava

Nel folclore e nella mitologia scandinava sono esseri malvagi e nemici degli uomini.

Secondo le leggende più antiche, i Troll vivevano sulle vette delle montagne, in caverne o castelli, derubando e uccidendo i viaggiatori che si addentravano nel loro territorio una volta calate le tenebre.

Immortali e invincibili durante la notte, si trasformavano in pietra se sorpresi dalla luce del sole.

Nel folclore più tardo, i Troll divennero più benevoli: pur continuando a commettere atti malvagi, si riteneva fossero dotati di poteri magici non necessariamente negativi, come la capacità di mutare forma e di formulare profezie.

Nella letteratura nordeuropea i troll ricorrono in numerose opere, fra cui l’opera teatrale Peer Gynt (1867) di Henrik Ibsen, dove rappresentano il Male, e Lo Hobbit di J.R.R. Tolkien, che li presenta come creature gigantesche, malvagie e piuttosto stupide.

 

 

Urisk

Origine: Scozzese

E’ un elfo solitario che frequenta gli stagni isolati.

Ha un aspetto umano con zampe di capra al posto delle gambe; ricorda molto i Satiri greci.

Cerca spesso di farsi tenere compagnia dagli uomini; ma il suo strano aspetto terrorizza quelli che lo avvicinano.

 

 

Voghee Lyno

Origine: irlandese

Alto 30 cm, è carino d’aspetto ma quasi completamente calvo, ha con un corpo asciutto con una piccola pancetta.

Si nutre di carne, birra e alcool in genere.

Passeggia ubriaco lungo le strade sempre in compagnia, ma il suo aspetto è sempre molto curato.

Esegue incisioni sulla roccia e sa scrivere, ma passa le giornate a chiedere in prestito pignatte d’oro ad altri folletti, per poi non restituirle e fuggire dai derubati.

Si nasconde in anfratti di roccia, dove non è difficile sorprenderlo mentre sorseggia birra e legge libri smarriti dall’uomo. E’ il nemico giurato del Dukko.

 

 

Weisse Frau, la Dama Bianca

Origine: germanica

Il termine wise woman indicava in origine la Donna Saggia, ovvero la donna che svela le sorti del destino umano.

Il nome olandese Witte Wieven risale almeno al 7 ° secolo e la traduzione in “donne bianche” anziché “donne sagge” può essere spiegata dalla parola olandese che significa anche bianco.

Nel folklore tedesco , la Weiße Frauen (che significa donne bianche ) sono spiriti simili agli elfi, descritte come creature belle e incantate, dotate di un portamento estremamente dignitoso e verecondo, che appaiono a mezzogiorno e possono essere viste sedersi al sole lavarsi i capelli o fare il bagno in un ruscello.

In generale, le Dame Bianche sono spiriti di  donne morte per eventi tragici o dolorosi e la loro apparizione è tradizionalmente presagio di eventi nefasti.

Secondo alcuni racconti, le dame bianche si aggirerebbero portando candele accese da cui lascerebbero cadere gocce di cera sulla criniera dei cavalli, per poi intrecciarla e pettinarla.

Secondo altri, laverebbero la propria biancheria in luoghi appartati, chiedendo ai passanti di aiutarle e rompendo loro le braccia se non soddisfatte. 

Possono custodire tesori o infestare i castelli, per questo numerose famiglie nobili europee sono legate a leggende su diverse Dame Bianche, spesso documentate negli annali delle casate.

 

Negli annali della casata degli Hohenzollern  è documentata la presenza di una Dama Bianca identificata con la contessa Kunigunde von Orlamünde, vedova del conte Otto von Orlamünde, si era innamorata di Albrecht il Bello , figlio del borghese Norimberga Federico IV . Quest’ultimo sparse la voce che l’avrebbe sposata se non ci fossero stati quattro occhi sulla strada. Ciò significava i suoi genitori, che rifiutarono tale unione. Tuttavia, Kunigunde fraintese la notizia e la riferì ai suoi due figli, una bambina di due anni e un bimbo di tre. Kunigunde uccise i suoi figli infilzando loro un ago nella testa.

Albrecht allora le disse addio e Kunigunde intraprese un pellegrinaggio a Roma dove fu perdonata per il suo peccato dal Papa stesso, a condizione che fondasse un monastero e vi si stabilisse. Come penitenza, Kunigunde camminò in ginocchio dal Castello di Plassenburg fino alla valle del Berneck dove fondò il monastero di Himmelkron e divenne badessa.

Sia lei che i suoi due bambini furono sepolti nel monastero.

La sua prima apparizione documentata è nel 1486 nel castello di Bayreuth, continuando poi negli anni in altre dimore degli Hohenzollern, in occasione ad esempio delle morti del principe Giovanni Giorgio di Brandeburgo (Berlino, 1598) e di Federico Guglielmo IV di Prussia (1861).

La leggenda più famosa in Austria è la Dama Bianca di Bernstein, un castello vicino al confine ungherese, che sarebbe il fantasma di Giovanna de’ Frescobaldi, appartenente alla nobile famiglia fiorentina dei Frescobaldi, coniugata nel 1485 con il feudatario Lorenzo von Ujlaky.  Al tempo delle guerre turche , il marito, che era tornato dai combattimenti, scoprì la sua infedeltà, dunque uccise l’amante con cui l’aveva sorpresa e di lei si perse ogni traccia. Si vocifera che sia stata murata viva dal marito.  Il suo spirito apparve all’uomo in una notte d’autunno tempestosa, poco prima della sua morte. Più di recente, la figura velata bianca è apparsa nel 1912 durante la fiaccolata del festival dei vigili del fuoco e allo scoppio della guerra nel 1914.

Un’altra dama bianca risiederebbe nel castello di Levoča, in Slovacchia: in tal caso si tratterebbe dello spettro della nobildonna Juliana Korponaiová-Géciová, condannata a morte per aver indicato ai ribelli guidati da Francesco II Rákóczi una via d’accesso segreta al castello.

Anche Biancamaria Martinengo (1466-1480), che morì precipitando nel fossato del castello di Padernello, diede vita alla leggenda della Dama Bianca che, ogni dieci anni il 20 di luglio, la stessa notte della sua morte, il suo fantasma ricompare nel castello vestito di bianco, con in mano un libro aperto dorato contenente il suo segreto.

 

 

 

Wichtlein

Origine: germanica

Sono assai simili ai Coboldi, sia come aspetto che come comportamento.

Annunciano la morte di un minatore battendo tre colpi, oppure li si sente scavare battere, insomma imitare il lavoro dei minatori quando sta per accadere un disastro.

 

Cosa ne pensi?