James G. Frazer – Il Ramo d’Oro

James G. Frazer - Il Ramo d'Oro

Un'antica leggenda, che, in ricordo del famoso ramo d'oro che Enea colse dietro suggerimento della Sibilla prima di entrare nel regno dell'Ade, voleva "re del bosco" colui il quale si fosse dimostrato capace di uccidere il sacerdote del santuario di Diana a Nemi e di strappare un ramo dall'albero che si trovava nel recinto, incuriosì James Frazer, il quale volle indagarne le origini, prendendo in esame miti, pratiche religiose e magiche, e riti di ogni tempo e luogo.


Sir James George Frazer (Glasgow, 1º gennaio 1854 – Cambridge, 7 maggio 1941) è stato un antropologo e storico delle religioni scozzese.


È fondamentale il suo contributo all'antropologia culturale e alla storia delle religioni.


James Frazer scrisse Il ramo d'oro, opera monumentale in cui espose la sua teoria sulla magia, intesa come inizio di un complesso percorso che la vede evolversi prima nella religione e poi nella scienza. Definisce la magia come un fenomeno di simpatia tra le cose, capace di instaurare legami per omeopatia (cioè similitudine, come nel caso dei riti vudù) o contagio (due cose in contatto fra di loro continuano ad avere un influsso l'una sull'altra anche dopo essere state separate).


Quest'opera, pubblicata per la prima volta nel 1890 in due volumi, si andò progressivamente sviluppando nelle mani dell'autore, venendo a costituire, nell'edizione definitiva del 1911-15, quella monumentale raccolta di studi in dodici volumi sulle culture primitive.


Questo libro propone il compendio concepito dall'autore stesso per una più agevole divulgazione del suo complesso pensiero, motivato fondamentalmente da una teoria evoluzionistica della storia.

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