Il Malleus Maleficarum

Nel Medioevo, dato che gli uomini erano i soli ammessi al servizio del Signore, le donne, che ne erano escluse, si rivolsero in modo preponderante al suo antagonista tenebroso. Si ebbero così le sacerdotesse del diavolo: le streghe.

Questo, secondo la visione clericale dell’epoca.

Se il disprezzo e l’ostilità verso le donne era una caratteristica radicata nella società umana fin dai tempi remoti, in epoca medievale lo divenne anche la paura del Diavolo e l’ossessione della sua presenza.

Fu così che l’odio nei confronti della donna e la paura del diabolico si unirono in un connubio perverso e generarono la strega. Donna e strega diventarono inscindibili: per essere strega bastava essere donna e una donna era quasi sempre una strega.

Intorno al XV secolo, la Stregoneria era ormai così sviluppata che si iniziava a sentire la necessità di mettere per iscritto in cosa consisteva e come combatterla.

malleus maleficarumFu così che a conclusione di una lunga tradizione letteraria e giuridica, ecclesiastica e non, papa Innocenzo VIII affidò a due inquisitori tedeschi, i domenicani Jakob Sprenger ed Heinrich Kramer (detto “Institor”), la redazione di un trattato contro la Stregoneria.

I due inquisitori non si risparmiarono di certo, anzi. Si incaricarono di redigere un esaudiente manuale per inquisitori, giudici, magistrati e autorità di ogni livello, nonché per eventuali cittadini che per una qualsiasi ragione sospettassero la presenza della stregoneria attorno a sé.

Nacque così il Malleus Maleficarum o Maglio delle Streghe: sei tomi di spessore enciclopedico redatti tra 1486 e 1487, che stabiliscono lo stretto legame fra Stregoneria e femminino.

La pretesa dei due inquisitori fu di redigere 

Nel 1520, dopo appena 34 anni, il Malleus Maleficarum era già alla tredicesima edizione e le ristampe si sono susseguite fino ai giorni nostri visto che, è aberrante dirlo, ci sono persone che lo prendono ancora sul serio.

L’esempio più eclatante è, a mio avviso, Montague Summers (Bristol, Regno Unito, 1880-1948), un eccentrico sacerdote cristiano aspirante esorcista, auto-nominatosi esperto di vampiri e lupi mannari. Costui ha tradotto nuovamente il Malleus in inglese, definendolo uno dei più importanti e poderosi libri del mondo

…un opera che cattura irresistibilmente l’attenzione di tutti coloro che pensano, vedono o stanno cercando di vedere la realtà ultima che sta alla base degli eventi della materia, del tempo e dello spazio.

Il Melleus inizia affermando esplicitamente:

La credenza che le streghe esistano è una parte talmente essenziale della fede cattolica, che sostenere ostinatamente l’opinione opposta sa manifestatamente di eresia.

In seguito si rivela un capolavoro psicoticamente misogino.

Ciò lascia pensare che gli autori, nonostante il coraggio dimostrato nella lotta contro le potenze invisibili, avessero il terrore della femminilità, se non una vera e propria avversione, considerando che definiscono la donna

… un animale imperfetto, che inganna per natura.. …incline a vacillare in fatto di fede religiosa, istintivamente bugiarda, bella a guardarsi, contaminante a toccarsi e mortale a possedersi.. ogni stregoneria deriva dal desiderio carnale che nella femmina è insaziabile.

Secondo il Malleus Maleficarum, lo stesso termine “femmina” deriverebbe da fe (fede) e minus (minore). Dunque, le donne venivano sospettate proprio in virtù del loro sesso.

L’origine di questa opinione si perde nella notte dei tempi, spingendosi fino al Paradiso Terrestre, quando, da una costola di Adamo venne creata la prima donna. O almeno questo è quello che spiegano i due frati domenicani Sprenger e Kramer.

La costola è ricurva verso l’interno del corpo, rivolta contro il suo petto, contraria all’uomo: come stupirsi se la donna, per sua stessa natura, agisce contro l’uomo, per ferirlo, per trafiggerlo, per dannarlo? Ella ha tentato l’uomo, l’ha travolto nella concupiscenza seducendolo sessualmente, l’ha fatto cacciare dall’Eden, l’ha trascinato in un mondo di sofferenza, dolore, colpa. Adamo, come sostengono gli stessi teologi, non ha peccato perché tentato dal Diavolo, bensì perché corrotto da Eva, tramite i poteri di Satana. Su Adamo, Satana non avrebbe avuto la meglio. Eva, invece, si è messa nelle sue mani. Eva non può che essere una creatura perversa, debole, ottusa, inferiore all’uomo, e naturalmente subdola.

E poi ancora:

Primieramente sono le donne più inclini a credere, e il demonio, che cerca principalmente di corrompere la fede, più facilmente riesce ad aggredirle. In secondo luogo, per natura medesima della loro complessione nervosa, sono più facilmente ricettive delle impressioni che vengono da spiriti separati. In terzo luogo, hanno la lingua lubrica e non riescono a mantenere nascosto alle altre donne loro simili le cose malvagie che hanno appreso e, quando non hanno forze sufficienti per vendicarsi, facilmente cercano di procurarsi vendetta a mezzi di maleficio.

… La donna, cattiva per sua natura, cade presto nei dubbi sulla fede, presto rinnega la fede medesima, nel che è il fondamento dei malefici. In quanto poi alla seconda facoltà dell’anima, ossia alla volontà, la donna, quando è presa da odio contro qualcuno che prima amava, arde d’ira e di impazienza, si agita e ribolle come il bollore del mare.

Dunque, possedendo più credulità e meno fede dell’uomo, la donna è esposta alle tentazioni demoniache, sostengono gli autori del Malleus, che concludono il discorso: 

… e se a questo aggiungiamo che è stupida, come non credere che sia facilmente preda di Satana, lasciva e falsa?

La misoginia espressa da Sprenger e Kramer non era affatto una loro esclusiva, ma apparteneva alla mentalità che per secoli ha permeato e accompagnato la storia dell’umanità.

Solo che l’antifemminismo religioso cristiano fu davvero terribile nella sua virulenza. Gli uomini erano addirittura messi in guardia dagli orrori del matrimonio:

Fuggi la donna, arma del demonio, causa prima della nostra perdizione…

… se la donna è bella tutti gli uomini le corrono dietro, se è brutta è lei a correr dietro agli uomini; se è bella si ha l’ingrato compito di custodire qualcosa che altri desiderano; se è brutta si sopporta il peso di aver vicino qualcosa che nessuno brama.

Nel Malleus Maleficarum, tutte le donne avvenenti suscitavano sospetti per il fatto stesso di avere un aspetto gradevole.

Nel caso di giovani donne sedotte e abbandonate non vi era ombra di dubbio che esse si fossero certamente rivolte al maligno per ammaliare il mal capitato. In tal modo, il seduttore, non era che una povera e innocente vittima di una qualche stregoneria.

Come se ciò non bastasse, questo assurdo quanto pietoso stratagemma, è seguito anche da patetiche spiegazioni spiegazioni razionali atte a lenire l’orgoglio ferito dei mariti traditi.

Dopo aver messo bene in chiaro quale essere abbietto sia la donna, il Malleus Maleficarum si incarica di descrivere tutte le supposte manifestazioni di stregoneria. A tal fine si dedica ad approfondimenti alquanto sinistri e spesso pornografici.

Il testo sancisce che “il demonio concorre sempre, direttamente o meno, al maleficium”. A questo punto l’attenzione  (maniacale) è del tutto focalizzata sulla copula della strega con il diavolo (ritenuta quindi possibile), nonché sui congiungimenti carnali di individui umani con demoni Incubi e Succubi.

Questa illuminante teoria, trovava le sue radici nel trattato “Summa Theologiae”, che Tommaso D’Aquino scrisse tra il 1267 e il 1273.

D’Aquino affermò, sulla scorta di una vasta dottrina che andava da Aristotele a Sant’Agostino, che i demoni non solo possono impedire l’atto sessuale, ma sono in grado essi stessi di avere rapporti sessuali, con le donne sotto forma di demoni Incubi e con gli uomini sotto forma di demoni Succubi.

Secondo San Tommaso, i demoni avevano la facoltà di assumere ora fattezze maschili, ora femminili, a seconda del partner prescelto, in modo da non causare promiscuità omosessuale in quanto:

 è vero che si pecca nel Sabba, ma sempre secondo natura.

A proposito a tali atti sessuali, gli autori del Malleus Maleficarum decisero di aggiungere alcuni importanti dettagli.

Ad esempio, il Maligno, non avendo un corpo fisico, non poteva certo essere fecondo, ovvero emettere sperma. Tuttavia, essendo giust’appunto “il Maligno”, poteva utilizzare degli stratagemmi.

Preoccupandosi molto del problema dello sperma del Diavolo, Sprenger e Institor specificarono molti dettagli clinici, constatando – sarebbe interessante chiedergli come – l’effettiva materialità dell’atto sessuale di un demone con conseguente emissione di sperma.

Sempre su questa spiritualissima questione, i nostri due beniamini si chiesero se lo sperma trafugato agli uomini ed in seguito emesso dai demoni, fosse dunque di sostanza demoniaca o umana.

Ovvero: lo sperma emesso in una polluzione innocente, cioè masturbandosi, può essere raccolto dai demoni e, per così dire, essere riciclato? E, con quale criterio vengono scelti gli uomini a cui trafugare il seme?

Per concludere, gli inquisitori si preoccuparono anche di attribuire la paternità dei figli nati da tali rapporti. Considerando  che i pargoli non mostravano particolari fattezze demoniache, stabilirono che non fossero demoni, non secondo la carne, quanto meno.

Sempre in ambito sessuale, i due inquisitori dovettero turbarsi particolarmente quando si dedicarono ad accertare la veridicità della tesi secondo cui le streghe, con l’aiuto dei demoni, riuscirebbero ad agire sugli organi sessuali maschili, fino ad asportarli del tutto.

Essi accertarono che i danni provocati ai genitali maschili fossero un pericolo concreto poiché, anche qualora si trattasse di una potente illusione diabolica, gli effetti dell’impotenza erano assolutamente reali.

A tratti, questa ossessione espressa nel Malleus Maleficarum è addirittura farneticante.

Ad esempio, si racconta di streghe che raccolgono organi maschili in gran numero, fino a venti o trenta, li mettono in una scatola dove si muovono come vivi e li nutrono con orzo e grano.

Immagini come queste vengono attribuite dagli stessi inquisitori ad un illusione demoniaca, causata “dalla confusione procurata all’organo della vista mediante la trasformazione dell’immaginazione mentale in facoltà visiva”.

Ma la domanda più spontanea è di quali sostanze abbiano fatto uso i due domenicani per concepire tali assurdità.

Oltre e queste accuse raccapriccianti, nel Malleus Maleficarum si afferma che le streghe al massimo del loro potere possono scatenare tempeste, invocare fulmini da far cadere su animali o persone, causare la peste, uccidere neonati per cuocerli e cibarsene, oppure offrirli in sacrificio al diavolo.

Insomma, la demonizzazione della donna, giunta ad attribuirle il ruolo di capro espiatorio della società, non aveva alcunché di rassicurante per gli uomini. 

Ma niente paura: essendo il Malleus Maleficarum un vero e proprio manuale per combattere le streghe, nessuna possibilità è lasciata al caso. 

Come Curare una Strega

Ed ecco, allora, le migliori tecniche di diagnosi e prognosi, nonché ottime procedure riabilitative per curare la strega e purificarla dal Male.

I sintomi medici sui quali si basavano i giudici dell’inquisizione erano:

  • Se la malattia è tale che i medici non possono né scoprirla né conoscerla.

  • Se la malattia aumenta invece di diminuire nonostante che siano state tentate tutte le possibili cure.

  • Se, sin dall’inizio, il paziente si presenta con sintomi e dolori violenti, contrariamente alle malattie comuni che aumentano poco a poco.

  • Se la persona è incostante e variabile da giorno a giorno, da ora ad ora, ed inoltre se ha parecchie cose diverse da quelle naturali, sebbene apparentemente si presenti simile a queste ultime.

  • Se non può dire in quale parte del corpo sente il dolore, anche se è molto malata.

  • Se emette sospiri tristi e pietosi senza alcuna causa legittima.

  • Se perde l’appetito e vomita la carne mangiata; se ha lo stomaco contratto e chiuso o se gli sembra di averci dentro qualcosa di pesante.

  • Se sente calori pungenti ed altri spasimi acuti nella regione del cuore, tanto che gli sembra che qualcosa lo roda e lo smembri a pezzi.

  • Se è reso impotente al mestiere di Venere.

  • Se suda leggermente, anche durante la notte, quando il tempo e l’aria sono molto freddi.

  • Se si sente le membra e parti del corpo legate.

  • Se si sente ebete e dice sciocchezze, oppure sia preso da malinconia. Se guarda storto. Se gli sembra di vedere qualche fantasma.

  • Infine, se quando il prete, per guarirlo dal male, gli applica delle unzioni sugli occhi, sulle orecchie, sulla fronte o su altre parti del corpo, tali parti cominciano a far uscire sudore o mostrano qualche altro cambiamento.

Nel caso la descrizione di tale sintomi lasciasse qualche dubbio, il Malleus Maleficarum ritiene che le streghe abbiano un segno particolare di riconoscimento in qualche parte del loro corpo, ad esempio un capezzolo speciale da cui si nutrono i demoni.

Infatti, demoni minori venivano assegnati dal diavolo alle streghe in qualità di servi, di solito sotto le mentite spoglie di gatti, cani, rospi, civette o topi, mai di colombe o di agnelli bianchi.

Inoltre, i demoni serventi potevano cambiare aspetto a loro piacimento. Se, per esempio, la loro padrona fosse stata chiusa in una stanza, essi si trasformavano in minuscoli insetti per raggiungere lo speciale capezzolo da cui succhiavano il sangue, così, giusto per farsi uno spuntino.

Durante tutto il Medioevo comunque, la scoperta di questo segno fu fondamentale per accusare una donna di stregoneria. A tal fine, i cacciatori di streghe esaminavano scrupolosamente i corpi delle accusate, ovviamente senza trascurare le parti intime, poiché è proprio lì che le streghe nascondevano il capezzolo! Infatti, su un campione di 39 casi, i capezzoli risultarono così distribuiti: trenta sui genitali, tre sull’ano, due sui lombi, due sull’addome, uno sulle natiche, uno nell’ascella.

Dopo aver denudato, rasato ed esaminato l’accusata, ogni minimo segno, fosse esso porro, cicatrice, verruca o neo, veniva guardato con sospetto e quindi sottoposto alla “prova” pungendolo con uno spillone: l’assenza di dolore o di sangue confermava il patto con il diavolo. Un vero specialista di questo metodo fu il famoso Hopkins che, con i suoi assistenti, fece uccidere almeno 230 persone fra il 1645 e il 1646, usando probabilmente aghi retrattili che simulavano la puntura ritraendosi nel manico.

Una volta scovata una strega, bisognava cercare di redimerla, sempre se ciò fosse possibile.

Ovvero, il Malleus Maleficarum insegna una vasta gamma di astuzie psicologiche e umiliazioni, ma soprattutto di atroci torture, anche (ovviamente) di natura sessuale, atte a reprimere la concupiscenza femminile.

preoccupandosi di rassicurare gli inquisitori che, per timore di vendette da parte del demonio, fossero stati eccessivamente prudenti nel punire le streghe, le quali invece “non possono causare ingiuria agli inquisitori o ad altri funzionari poiché essi sono i depositari della pubblica giustizia. Si potrebbero addurre molti esempi come prova, ma il tempo a disposizione non lo permette”.

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