gayatri

Il Mantra Gayatri, il Mantra della Conoscenza

La Dea Gayatri

Gayatri Mantra

Storia del Mantra Gayatri 

Utilizzo moderno

 

La Dea Gayatri 

Si ritiene che Veda Mata Gayatri Devi sia la divinità del Gayatri Mantra.

Gayatri è l’incarnazione della dea Saraswati, dea della conoscenza e donatrice dei quattro Veda, che presiede sulla facoltà della parola e del linguaggio.

Gayatri Devi è raffigurata con cinque teste che rappresentano i 5 Prana o forze vitali: prana, apana, udana, vyana, samana. Siede su un loto rosso che simboleggia la ricchezza, è accompagnata da un cigno bianco che significa purezza e tiene un libro in una mano che rappresenta la conoscenza.

In effetti, Gayatri patrocinia lo sviluppo delle facoltà intellettive e dell’intuizione. Tali fattori possono potenziarsi recitando il Gayatri Mantra.

Quando Gayatri assume la mansione di difesa delle forze vitali è chiamata Savitri.

In sanscrito, la parola Savitr può essere interpretata in due modi: può indicare il sole oppure avere il significato di creatore originario.

Per via dei tre differenti ruoli protettivi esercitati da Savitri sulla vita, da Gayatri sull’intelligenza e da Sarasvati sulla parola, la Gayatri è descritta come l’Incarnazione di tutte e tre le Divinità.

Gayatri è dunque una e trina allo stesso tempo.

 

Gayatri Mantra

Il Gayatri Mantra è tratto dal Rig Veda 3.62.10. Fu creato da Maharshi Vishvamitra, uno dei rishi o saggi e venerati dell’antica India.

La recitazione di questo mantra è tradizionalmente preceduta dalla Sillaba Sacra OM, conosciuta come il Pranava mantra (प्रणव मंत्र). Rappresenta la Realtà Assoluta, da cui sorgono i tre stati di veglia, sogno e sonno profondo.

Quindi si recita la formula nota come mahāvyāhti, o grande espressione (mistica):

 

 भूर् भुवः स्वः

bhūr bhuva svaha

 

Sono i nomi di tre dei sette piani o mondi (Vyāhṛti) della cosmologia vedica: – Bhur, il piano terrestre; Svaha, il piano celeste e Bhuvah, il piano astrale o sottile, che fa da collegamento tra terra e cielo.

Questo prefisso del mantra è correttamente descritto nel Taittiriya Aranyaka (2.11.1-8), che afferma che dovrebbe essere cantato con la sillaba o, seguito dai tre Vyahrtis e dal verso Gayatri.

Una versione più lunga del mantra Gayatri si riferisce a questo verso indicando tutti e sette i piani della Creazione, dal più grossolano al più sottile

Om Bhur, Om Bhuvaha, Om Swaha, Om Mahaha, Om Janaha, Om Tapaha, Om Satyam

A questo punto inizia il Mantra vero e proprio:

 

तत्सवितुर्वरेण्यं

भर्गो॑ देवस्यधीमहि।

धियो यो नः प्रचोदयात्॥

tát savitúr váre (i) ya
bhárgo devásya dhīmahi
dhíyo yó na
pracodayāt

 

In conclusione il Mantra della dea Gayatri è composto da cinque versi, che corrispondono ai 5 volti della dea: Il primo è Om, il secondo è bhuh-bhuvaha-suvaha, il terzo è tat-savitur-varenyam, il quarto è bhargho-devasya-dhimahi e il quinto è dhiyo-yo-nah-pracho-dhayat.

Gayatri protegge queste cinque energie presenti nell’uomo.

Considerando che in linea di principio il mantra Gāyatrī specifica tre pāda di otto sillabe ciascuna, il testo del versetto conservato nella Samhita è uno corto, poiché è di sette sillabe anziché otto.

Il restauro metrico consiste nel sostituire la parola tri-sillabica Varenyam con una tetra-sillabica vareiya.

 

ॐ भूर् भुवः सुवः

तत्सवितुर्वरेण्यं

भर्गो॑ देवस्यधीमहि।

धियो यो नः प्रचोदयात

o bhūr bhuva suva

tatsaviturvareya

bhargo devasyadhīmahi

dhiyo yo na prachodayāt

 

Mantra

 

Gayatri di Tina Malia – Tratto dall’album Jaya Bhagavam

 

Traduzione letterale 

  • tat: quello
  • savitur: da savitr̥, “ciò che dà alla luce”, “il potere dentro il Sole” o il Sole stesso
  • vareṇiyaṁ: scegliere, selezionare; il più selezionabile, il migliore
  • bhargoḥ- per essere luminoso, quello auto-luminoso
  • devasya: luminoso / radiante, il divino.
  • tatsavitur devasya– “di quell’entità divina chiamata Savit
  • dhīmahi: chi scorre saggezza e conoscenza, come le acque
  • dhiyoḥ: intelletto, facoltà dello spirito all’interno del corpo, attività della vita
  • yoḥ: quale
  • naḥ: nostro, di noi
  • pracodayāt: per spostarsi in una direzione specifica.
  • cod – per spostarsi (qualcosa / qualcuno) in una direzione specifica.
  • pra – il prefisso “avanti, avanti”.
  • pracud – “per spostarsi (qualcosa / qualcuno) in avanti”
  • pracodayāt – “possa avanzare (qualcosa / qualcuno) in avanti”; ispira

Il mantra Gayatri è stato tradotto in molti modi.

Alcune traduzioni letterali sono:

Meditiamo sulla gloria dell’essere che ha prodotto questo universo; possa illuminare le nostre menti. (Swami Vivekananda)

Meditiamo sull’eccellente gloria del divino Sole vivificante, possa illuminare la nostra comprensione. (Monier Monier-Williams, 1882)

Possiamo ottenere quell’eccellente gloria della dea Savitar: così possa stimolare le nostre preghiere. (Ralph TH Griffith, 1896)

Meditiamo sulla gloria fulgente della Luce divina; possa ispirare la nostra comprensione. (Radhakrishnan, 1947)

Scegliamo la Luce Suprema del Sole divino; aspiriamo che possa spingere le nostre menti”.(Sri Aurobindo)

Sri Aurobindo elabora ulteriormente:

Il Sole è il simbolo della Luce divina che sta calando e Gayatri dà espressione all’aspirazione chiedendo che la Luce divina scenda e dia impulso a tutte le attività della mente.

 

Traduzioni interpretative

Om, il Brahm, l’Energia Divina Universale, l’energia spirituale vitale (Pran), l’essenza della nostra esistenza vitale, la Positività, il distruttore delle sofferenze, la felicità, che è luminosa, luminosa come il Sole, la migliore, la distruttrice del male, la divinità che garantisce la felicità, possa assorbirsi la sua Divinità e Luminosità dentro di noi, che possa purificarci e guidare la nostra saggezza sulla retta via.

(Shriram Sharma)

Adoriamo la supremazia del Sole divino, la divinità che illumina tutto, che ricrea tutto, da cui tutti discendono, a cui tutti devono ritornare, che invochiamo per dirigere la nostra comprensione e il nostro progresso verso la sua santa dimora.

(Sir William Jones)

Svela, o Tu che dai sostentamento all’Universo, da cui tutti procedono, a cui tutti devono ritornare, il Volto del Vero Sole ora nascosto da un vaso di luce dorata, affinché possiamo vedere il verità e possiamo fare il nostro dovere nel viaggio verso la tua sacra sede.

(William Quan Judge, 1893)

Meditiamo sul potere dell’adorazione e sulla gloria di Colui che ha creato la terra, il mondo inferiore e il cielo (l’universo) e che dirige la nostra comprensione.

(Sivanath Sastri Brahmo Samaj)

Meditiamo su Isvara e sulla Sua gloria, Colui che ha creato l’Universo, che è fatto per essere adorato, che è il rimedio di tutti i peccati e l’ignoranza. Possa Egli illuminare il nostro intelletto.

(Swami Sivananda)

 

Oh Dio! Tu sei il Datore di vita, liberaci del dolore e della tristezza, dacci il Potere della felicità. Oh! Creatore dell’Universo, possiamo noi ricevere la tua suprema luce che distrugge il peccato, maggio Guidi il nostro intelletto nella giusta direzione.

(Maharshi Dayananda Saraswati)

Sussurrando la sacra sillaba OM sorgi al di sopra delle tre regioni e rivolgi la tua attenzione al Sole dentro di te. Accettando la sua influenza sarai assorbito dal Sole, che ti farà a sua somiglianza (luminoso).

(Kirpal Singh)

 

Storia del Mantra Gayatri 

Il mantra Gayatri è ampiamente citato nei testi vedici e post-vedici, come ad esempio negli elenchi dei mantra della liturgia utarauta, ed è citato più volte nei Brahmana e negli Srauta-sutra.

È anche citato in un certo numero di Grhyasutra, principalmente in relazione alla cerimonia Upanayana, in cui ha un ruolo significativo, tanto che talvolta la cerimonia stessa viene chiamata Gayatri diksha.

Questa cerimonia segna l’inizio dello studio dei Veda per i giovani uomini hindu, ma la strofa RV.3.62.10 è impartita solo ai ragazzi Brahmin.

Altri versi del Gayatri sono usati nella cerimonia Upanayana per i non Brahmani: RV.1.35.2 nel metro tristubh per un ragazzo kshatriya e RV.1.35.9 o RV.4.40.5 nel metro jagati per un Vaishya.

Sarvepalli Radhakrishnan descrisse il Mantra Gayatri come l’essenza della cerimonia stessa, ovvero come fosse un’iniziazione allo stesso mantra Gayatri.

Gayatri japa, cioè l’uso ripetitivo del mantra Gayatri, è usato come metodo di espiazione (prāyaścitta). I praticanti credono che recitare il mantra conferisca saggezza e illuminazione attraverso il veicolo del Sole (Savitr), che rappresenta la fonte e l’ispirazione dell’universo.

Nel 1827 Ram Mohan Roy pubblicò una tesi sul mantra Gayatri analizzandolo nel contesto di varie Upanishad. In seguito prescrisse a un bramino di pronunciare sempre la sillaba om all’inizio e alla fine del mantra Gayatri.

Dal 1830, il mantra Gayatri fu usato per la devozione privata di Brahmos .

Nel 1843, la prima alleanza di Brahmo Samaj richiese il mantra Gayatri per il culto divino.

Dal 1848 al 1850 con il rifiuto dei Veda, i Brahmini Adi Dharma usarono il mantra Gayatri nelle loro devozioni private.

Nel tardo XIX secolo, i movimenti di riforma indù diffusero il canto del mantra Gayatri a tutte le caste della popolazione e nel 1898 Swami Vivekananda affermò che, secondo i Veda e la Bhagavad Gita, una persona poteva diventare brahmana imparando dal suo Guru e non per diritto di nascita.

Questo mantra hind è stato reso popolare, al di fuori della cultura brahminica, attraverso registrazioni audio e finte pergamene.

Vari Gayatri yajñas organizzati da All World Gayatri Pariwar su piccola e grande scala alla fine del XX secolo, hanno contribuito a diffondere il mantra Gayatri alle masse della popolazione.

 

Utilizzo mederno del Mantra Gayatri

 

Il Gayatri Mantra costituisce la prima delle sette sezioni del Trisandhyā Puja (sanscrito per “tre divisioni”), una preghiera usata dagli indù balinesi e da molti indù in Indonesia .

Viene pronunciato tre volte al giorno: le 6 del mattino, il mezzogiorno e le 18 di sera.

Questi tre momenti sono chiamati “sandhya kàlam”, i tempi che corrispondono a quella fascia oraria durante la quale la notte si fonde nell’alba, il mattino con il pomeriggio e il pomeriggio con la notte.

Come per l’uomo, così per il tempo esistono tre caratteristiche: l’equilibrio, sattva, la passione, rajas, e l’inerzia, tamas.

Il giorno è suddiviso in quattro fasce orarie. Le quattro ore che vanno dalle 4 alle 8 e dalle 16 alle 20 sono contrassegnate dalle qualità satvviche, ossia dall’equanimità la purezza.

Le otto ore che scorrono dalle 8 alle 16 possiedono le caratteristiche proprie di rajas, quindi la passionalità, l’operosità, l’attivismo.

Le rimanenti otto ore fra le 20 e le 4 del mattino seguente sono principalmente impiegate per il sonno e quindi sono tamasiche, ossia inattive, inerti.

Le otto ore diurne, dalle 8 alle 16, sono utilizzate da tutti gli esseri, compresi gli animali e gli uccelli, per svolgere i doveri quotidiani, e quindi sono considerate ore produttive o rajasiche.

Quando si impegnano le quattro ore sattviche del mattino, brhamamurtha, dalle 4 alle 8, in attività virtuose, quali la meditazione, lo Yoga, la buona compagnia dei sat-sang, lo studio delle Scritture, si può star certi di ascendere dal livello umano a quello Divino. E’ proprio durante questo lasso di tempo sattvico che il mantra della Gayatri dovrebbe essere recitato.

Al mattino, è dedicato a Lord Brahma e si chiama Gayatri, a mezzogiorno, è dedicato a Lord Vishnu e si chiama Savitri; mentre di sera, è dedicato a Lord Shiva e si chiama Saraswati.

Il Gayatri Mantra è cantato per il raggiungimento della coscienza universale e il risveglio dei propri poteri intuitivi. conferisce saggezza e illuminazione e guida verso la Verità ultima, la realizzazione suprema di Dio. Gayatri Mantra ha il potere di rimuovere gli ostacoli, scongiurare le malattie e proteggersi dai pericoli.

La recitazione regolare (Japa) di Gayatri Mantra eccita Prana Shakti (Forza vitale), conferendo buona salute, intelligenza e prosperità.

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