Svadhisthana Chakra

Nome 

Simbolo

Corrispondenze Psicologiche di Svadhisthana

Traumi ed Effetti Traumatici su Svadhisthana Chakra

Svadhisthana Chakra in Breve

Svadhisthana nelle Discipline Olistiche

Nome

La parola sanscrita Svadhisthana è composta da due termini: “sva” che significa “proprio” e “adhisthana” che significa “dimora” o “residenza”. Quindi il nome Svadhisthana indica la “propria dimora”, cioè la dimora del Sè.

Svadhistana viene di solito rappresentato nella parte inferiore dell’addome, tra l’ombelico e il pube. Tuttavia, Svadhistana è molto vicino a Muladhara, che è in corrispondenza del plesso sacrale dunque la sua collocazione più corretta è alla base del pene nell’uomo e in corrispondenza della vagina nella donna.

Questo Chakra è, infatti, strettamente correlato alla sessualità, alle emozioni e al movimento.

 

Simbolo

Svadhisthana può essere sperimentato di colore nero, poiché è la sede dell’ignoranza primordiale, in sanscrito avidya.

Tradizionalmente, però, è rappresentato da un loto con sei petali di colore rosso arancio.

In ogni petalo è inscritta una lettera sanscrita, del colore del fulmine. Così, dal petalo in alto a destra in senso orario, troviamo il seguente mantra: bam, bham, mam, yam, ram, lam. 

Mantra di Svadhisthana

All’interno del fiore di loto c’è una Luna bianca crescente, simbolo dell’elemento Acqua, formata da due cerchi che incorniciano due Yantra.

Quello più grande ha i petali rivolti verso l’esterno e rappresenta la dimensione conscia. Quello più piccolo si trova all’interno della Luna e ha i petali rivolti verso l’interno, a simboleggiare la dimensione inconscia. Quest’ultima è anche una sorta di magazzino dei Karma non manifesti.

I due Yantra sono separati da un coccodrillo, che rappresenta il veicolo che trasporta tutti i fantasmi della vita inconscia e i movimenti sotterranei del Karma.

Sopra il coccodrillo troviamo il bijamantra Vam (वं), anch’esso di un bianco immacolato; all’interno del bindu del bijamantra risiedono le divinità Vishnu e Rakini.

SvadhisthanaVishnu ha la pelle blu e indossa abiti gialli. Ha quattro braccia con le quali regge i suoi attributi: il disco, la mazza, la conchiglia e il fiore di loto.

Il disco o ruota (chakra) ha un duplice significato: la ruota è la ruota solare o carro celeste che trasporta la divinità; il disco è inteso come arma da lancio ed ha il nome di Sudarśana che significa “bello da vedere”.

La mazza (gadā) che ha il nome di Kaumodakī, l’arma con cui Vishnu uccise il demone Gadaa, essa simboleggia anche il potere del tempo che tutto distrugge.

La conchiglia (śaṅka, il tritone lucido) è anch’essa un’arma in quanto soffiandoci dentro procura un suono che atterrisce i demoni e li fa fuggire. Il nome della śaṅka di Vishnu è Pāñcajanya, dal demone a cui la strappò Pāñcajana (Cinque Elementi).

Il fiore di loto (padma) è simbolo della divinità solare.

Vishnu è spesso rappresentato seduto sul Garuda, il re degli uccelli. Garuda è il potere vayu concentrato sviluppato dalla forma più alta di kumbhaka (sospensione del respiro) che è sotto il pieno controllo di Vishnu. Garuda rappresenta i cinque Vayu dentro di noi: Apana, Prana, Samana, Udana e Vyana. 

Dal processo di Garuda si sviluppa la pratica del controllo Uddiyana, cioè il controllo del basso addome. Con questo mezzo il Grande uccello del Prana, la forza vitale, è costantemente costretto a volare verso l’alto, ascendendo lungo Sushumna, la Nadi centrale. Con la concentrazione, il controllo sulle cinque forze prana viene aumentato attraverso il rilascio del potere Kundalini e di conseguenza si sviluppa il pranayama. Quindi il Signore Vishnu inizia a essere risvegliato.

SvadhisthanaL’altra divinità presente nello Yantra di Svadhisthana è Rakini o Chakini Shakti, in pratica la Shakti di Vishnu in Svadhisthana, Kundalini Shakti. Ella ha due teste a simboleggiare la dualità. Nelle quattro braccia tiene in mano una freccia, un teschio, un tamburo e un’ascia. Indossa un sari rosso e gioielli le circondano il collo e quattro braccia ed è seduta su un loto rosso. Rakini è una delle forme di Kundalini Shakti.

 

Il loka di Svadhisthana è bhuvar, il piano intermedio di consapevolezza spirituale.

Il tanmatra, o senso connesso con questo Chakra, è il gusto.

Il gyanendriya, o senso di conoscenza, è la lingua.

Il karmendriya, o senso di azione, è rappresentato dagli organi sessuali, dai reni e dal sistema urinario.

Il Vayu è Vyana. Insieme a Manipura, Svadhisthana è la sede di Pranamaya Kosha.

Il nettare si Svadhisthana fluisce in parole, il che lo collega al Chakra della gola.

Si dice che colui che medita sulla Kundalini in Svadhisthana Chakra viene immediatamente liberato dai suoi nemici interiori: lussuria, ira, avidità, eccetera. Inoltre, egli diventa simile al sole che illumina l’oscurità dell’ignoranza.

 

 

Corrispondenze Psicologiche di Svadhisthana

 

Stadio Evolutivo: dai 6 ai 24 mesi

Nella fase precedente relativa a Muladhara, Chakra del radicamento e della stabilità, il bambino viveva in simbiosi con la madre ed apprendeva l’equilibrio del corpo.

In questa fase legata a Svadhisthana, il Chakra del movimento, dello scorrere e del lasciarsi andare, il bambino inizia a schiudersi dalla simbiosi con la madre e scopre di essere un’entità separata.

Il bimbo sperimenta la vitalità andando incontro al mondo, ampliando il proprio campo di percezione e aumentando le informazioni sensoriali attraverso cui stabilisce il contatto con l’esterno. Poiché, però, è ancora dipendente, questa scoperta è sia eccitante che terrorizzante.

Sotto ogni aspetto, questa è la prima esperienza di ambivalenza e distinzione che proviamo nella nostra vita e si manifesta come scelta binaria: buono o cattivo, piacere o dolore, vicinanza o distanza, se stesso o gli altri.

Naturalmente, allo stadio infantile, tali distinzioni sono solo percepite e non comprese intellettualmente, quindi tutto passa attraverso lo sviluppo e la percezione dei sensi fisici.

La coscienza del bambino è costituita essenzialmente da sensazioni, necessità e desideri e sono proprio queste cose a determinare le motivazioni della locomozione.

Poiché il linguaggio non si è ancora sviluppato, la comunicazione avviene attraverso l’emozione, che si spera venga soddisfatta in modo accogliente e significativo.

Se il bambino verrà incoraggiato e ricompensato, la vita sarà piacevole, altrimenti si sentirà in colpa per i suoi desideri e le sue necessità.

Se la stimolazione sensoriale sarà eccessiva, ad esempio se verrà sgridato, si sentirà aggredito o in pericolo, l’eccesso di energia verrà scaricato attraverso canali emozionali, come il pianto o la rabbia, poiché, come abbiamo detto, in questa fase le emozioni costituiscono il linguaggio primario.

In conclusione, questo stadio è focalizzato sulla formazione di un’identità emotiva, che è concentrata sull’auto gratificazione.

 

Istinto: Ricerca del Piacere

 

Sviluppo della Personalità: la Coscienza Emotiva 

 Svadhisthana è associato all’inconscio e alle emozioni, che sono i nostri motori.

Le emozioni sono reazioni istintive ai dati sensoriali: i sensi introducono l’informazione, le sensazioni sono la reazione inconscia all’informazione, mentre le emozioni sono il modo in cui organizziamo le nostre sensazioni.

Senza la coscienza, le emozioni governano le reazioni emergendo dall’inconscio o, più precisamente, dal nucleo istintuale del corpo.

Dal momento in cui sviluppiamo l’intelletto, le sensazioni catturano la nostra coscienza facendo concentrare la nostra attenzione finché non ne sveliamo il mistero, dissolvendo così la sensazione stessa.

Dunque, le sensazioni sono la chiave per accedere a ricordi sepolti, ad avvenimenti legati a significati che la nostra mente cosciente può aver negato.

All’inizio della nostra vita, le emozioni sono organizzazioni subconsce di impulsi che si allontanano dal dolore e vanno verso il piacere.

In seguito, però, le sensazioni pervasive di paura, frustrazione, vergogna o ansia, segnano l’inizio della ricerca del cambiamento e della trasformazione. Sfuggendo da queste emozioni per favorire la ricerca del piacere si sfugge dalla propria trasformazione.

Nello studio dell’età evolutiva, abbiamo visto come le emozioni siano correlate al movimento. Al pari, è difficile provare emozioni senza qualche tipo di movimento. A riprova di ciò, tutti abbiamo certamente sperimentato quanto sia difficile mantenersi immobili quando si è arrabbiati o eccitati.

Di conseguenza, sappiamo che controllando le emozioni irrigidiamo i movimenti e, viceversa, controllando i movimenti possiamo gestire le emozioni. Se il corpo è rigido, incoraggiare il movimento aiuta a liberare le emozioni e a ristabilire la vitalità e la mobilità.

Questo principio è presente anche nell’Hatha Yoga: l’allungarsi può liberare tristezze e desideri sepolti. Ma anche dare pugni contro un cuscino può dare accesso a livelli più profondi di ansia. Le emozioni, infatti, non devono mai cristallizzarsi ma devono scorrere e fluire insieme al movimento.

In conclusione, il rapporto esistente tra il movimento e l’emozione permette di accedere a livelli di coscienza profondi.

Inoltre, anche se le emozioni nascono nella psiche in maniera autonoma in base alle informazioni dei sensi, possiamo sempre scegliere le nostre azioni anziché reagire istintivamente possiamo autodeterminarci.

 

L’Ombra

La scoperta di essere entità separate rappresenta la prima esperienza del binomio, del dualismo e della polarità insita nel numero due. 

Dunque, uno dei compiti dell’individuo adulto è di integrare gli aspetti opposti e polarizzati creando l’unità in se stesso.

Ciò è possibile solo reclamando la propria ombra.

L’ombra rappresenta energie istintuali represse, tenute bloccate nell’inconscio. Esse non muoiono né cessano di funzionare, ma non vengono espresse dalla nostra attività cosciente. Di conseguenza sono agite inconsciamente, talvolta con grande forza.

L’ombra ci perseguita nei nostri sogni, sabota il nostro lavoro e le nostre relazioni e viene sublimata in attività compulsive.

L’Ombra ha origine nella separazione, quando il bambino inizia a fare le prime esperienze autonome e stabilisce cosa gli da piacere e cosa provoca dolore e, siccome la simbiosi materna non è del tutto terminata, le reazioni della madre al distacco sono determinanti. Una madre apprensiva e limitante piuttosto che incurante e distratta, oppure arrabbiata e ostile, inficerà per sempre la percezione che il bambino avrà del mondo.

Secondo Freud, dal punto di vista dello sviluppo evolutivo, il bambino in questa fase si trova nello Stadio Orale, in cui l’attenzione primaria è concentrata sul nutrimento e sul contatto fisico.

La deprivazione può consistere sia nel poco contatto con la madre che nel troppo, in caso di un contatto avvinghiante e opprimente che impedisce il movimento. 

Il Carattere Orale si sviluppa quando il bambino non riceve il giusto nutrimento, sia fisico che emotivo. Pertanto, possiamo considerare il Carattere Orale come un bambino denutrito.

Il problema del Carattere Orale non riguarda tanto la sopravvivenza, quanto piuttosto l’essere voluto, desiderato, accettato, perché fondamentalmente egli stesso non ha contatto con le proprie emozioni che ha relegato nell’ombra per poter essere accettato.

 

Demone: Colpa

Man mano che il secondo Chakra si apre alla natura duale della realtà, nasce un sentimento di colpa che polarizza la personalità attraverso la distinzione tra buono e cattivo.

Una personalità polarizzata è caratterizzata da un atteggiamento estremista, del tipo bianco o nero.

Nel bambino questa fase è necessaria, essendo l’inizio dei processi intellettivi di separazione e discriminazione, ma si tratta comunque di un processo cognitivo immaturo.

Un bambino che viene fatto sentire in colpa per le sue necessità o i suoi desideri, frenerà il libro scorrere del movimento, privandosi del piacere.

Desideri e impulsi verranno relegati nell’ombra, per poter ottenere reazioni favorevoli ai suoi comportamenti, rifiutando aspetti istintivi di se stesso.

Più sarà drastico il rifiuto di questi aspetti, più la colpa sequestrerà l’ombra nel regno oscuro dell’inconscio. L’ombra, presa in trappola, diverrà ancora più insistente e, per difendersi, la personalità tenterà di assumere comportamenti impeccabili. Ecco cosa si intende quando si dice che più splende la luce, più oscura è l’ombra. 

Le attività impulsive e compulsive sono spesso istinti del principio del piacere portati alla ripetizione perché la colpa che li accompagna non ne permette la soddisfazione. Un esempio molto banale di è il mangiare compulsivamente.

Naturalmente esiste anche un sano senso di colpa, che permette di esaminare il proprio comportamento, che avverte dove sono i limiti e dove occorrono dei cambiamenti.

Nel suo posto appropriato di retroazione, la colpa non è un demone ma una guida. La colpa è maestra quando ci guida, ma un demonio quando ci lega.

 

Conflitto: separazione vs attaccamento

 

Diritto fondamentale: percepire e provare piacere

 

 

Traumi ed Effetti traumatici su Svadhisthana

 

Deprivazione e Evitamento

Un’appropriata stimolazione dei sensi accresce l’intelligenza, il coordinamento e l’attenzione, favorendo nel bambino una sensazione di adeguatezza che consolida il sistema nervoso.

In pratica, le sensazioni sono i mattoni dell’intelligenza emozionale e ci permettono di andare d’accordo con gli altri.

Senza questo tipo di esperienze, invece, nasce un senso dominante di desiderio e l’attenzione dei sensi si estende al di là di se stessa, alla ricerca dell’esperienza perduta. In seguito a troppe delusioni, anche il desiderio si spegne.

I bambini privati del contatto fisico si organizzano paradossalmente prendendo le distanze dagli altri, negando la loro necessità di intimità. Se vengono abbracciati, spesso sono rigidi e legnosi, incapaci di ricevere completamente l’abbraccio.

Quando l’identità fisica non viene affermata attraverso il contatto, viene sostituita da un’immagine cristallizzata di separazione. Ciò potrebbe sfociare in un disturbo della personalità (personalità evitante) caratterizzato dalla convinzione radicata di valere poco. 

Ciò porta la persona a provare una solitudine incolmabile, un profondo senso di inadeguatezza nella vita di relazione, un enorme timore delle critiche e della disapprovazione altrui, un senso di esclusione e di emarginazione.

 

Irretimento e Narcisismo

Lo sviluppo del secondo Chakra inizia in uno stato di fusione delle identità del bambino con la madre e termina con l’emergere dell’autonomia.

Durante questo processo, il bambino impara inizialmente che le sue emozioni sono un’estensione di quelle della famiglia, ma in seguito impara a provarne di sue.

Quando, però, al bambino non viene permesso di emergere ed esprimersi come un individuo unico, viene irretito.

Ciò accade essenzialmente quando il bimbo manifesta emozioni non gradite dalla madre (ad esempio rabbia, dipendenza o paura) e riceve una punizione o un rifiuto, che gli fa provare un senso di vergogna.

In tali situazioni il bambino impara che può provare solo emozioni che corrispondono ai desideri o agli stati emotivi dei suoi genitori. In questo modo non gli sarà permesso di sviluppare un’identità separata e si sentirà colpevole ogni volta che perseguirà le sue personali necessità e i suoi interessi.

Inoltre, se un bambino viene fatto vergognare per le sue necessità naturali, percepirà che i suoi sensi abbiano fallito nel fornire l’informazione. Dunque, non potendo fidarsi delle sue sensazioni finirà con l’ignorarle, fino a dissociarsi, perdendo la risposta istintiva all’esperienza e il collegamento tra la sua interiorità e il mondo esterno.

Assumendo le informazioni dall’esterno, definendo i suoi stati emotivi in base alle reazioni degli altri, il bambino creerà una personalità esteriore in profondo contrasto con le sue necessità interiori.

Al bambino irretito viene dato un falso senso del Sé, in quanto l’Io senziente, più profondo ma anche vulnerabile, sarà ignorato, mentre l’Io esteriore e apparente sarà lodato e gratificato. Questa è l’origine del disturbo narcisistico.

Tuttavia, un bambino irretito sarà altamente consapevole dei sentimenti degli altri. La capacità di percepire le emozioni altrui è detta chiaro-sentenza. Non è da confondere con l’empatia.

 

Abuso Sessuale

Quando l’esperienza sensoriale è dolorosa e negativa, i sensi si chiudono e il mondo diventa definitivamente più piccolo. Il bambino si ritira in un mondo interiore di fantasia e di immaginazione.

Se l’ambiente familiare è saturo di rabbia, il bambino può abituarsi all’alto tasso di adrenalina che andrà ricreando nei suoi legami affettivi, ma probabilmente assocerà la rabbia al senso del potere personale.

L’abuso sessuale implica l’irretimento, l’alto tasso di eccitazione e il senso di colpa. Inoltre influisce sul senso di fiducia, sull’esperienza del potere o della mancanza di esso (che vedremo nel terzo Chakra) e infine, poiché la cosa spesso rimane segreta, sulla capacità di comunicare.

Quando l’abuso è perpetrato su un bambino, occorre considerare il fatto che la stimolazione delle zone erogene è volta a dissolvere i confini. Se per gli adulti questa è, in genere, un’esperienza piacevole e ricercata, è deleteria per il bambino poiché la sua situazione originale è già priva di confini.

L’ evoluzione della prima infanzia è orientata verso lo sviluppo di un ego che crei dei confini e delle distinzioni, più che verso la loro dissoluzione. Per questo, gli individui che subiscono abusi durante l’infanzia spesso lottano tutta la vita contro le difficoltà dovute a dei confini non adeguatamente formati. Potranno non essere in grado di individuare e difendersi dalle influenze esterne e non proteggersi da ulteriori invasioni.

L’esperienza dell’abuso può persino danneggiare il sistema immunitario, che non è in grado di riconoscere in modo appropriato organismi invasivi.

L’abuso sessuale può produrre intorpidimento emozionale, dissociazione, dipendenze, disordini alimentari, fobie, disfunzioni sessuali, senso di colpa e di vergogna, depressione, ostilità, disturbi del sonno, disturbi psicosomatici e molte altre difficoltà nella vita.

Anche molti anni dopo, gli effetti dell’abuso subito devastano le relazioni in cui sono in gioco aspetti di fiducia e di intimità.

Molte vittime di un abuso scelgono il celibato e l’isolamento piuttosto che correre il rischio di ulteriori tradimenti. Altri possono diventare altamente sessualizzati o promiscui, alla continua ricerca della forte carica erotica che era stata loro imposta da bambini.

Per tale motivo, alcuni di coloro che hanno subito un abuso sessuale potrebbero perpetrarlo, in quanto incapaci di rispettare i confini propri e altrui.

 

 

Svadhisthana Chakra in Breve

 

Caratteristiche equilibrate

Quando il secondo Chakra è equilibrato, l’individuo sa come auto-gratificarsi, conosce il piacere fisico, sa raggiungere la soddisfazione sessuale e il generale godimento della vita, è a suo agio con l’intimità ed è in grado di accettare volentieri il cambiamento e il movimento, inclusi movimenti fisici aggraziati.

Gli stati emotivi sono stabili e chiari. È possibile sentire profondamente senza manifestazioni eccessive.

L’equilibrio comprende la capacità di prendersi cura di se stessi e degli altri, mantenendo tuttavia dei confini sessuali ed emotivi sani.

Poiché il secondo chakra ha a che vedere col movimento, eccesso e carenza hanno un immenso impatto sulla quantità di movimento interno ed esterno del corpo, ma anche sull’identificazione emotiva e sull’espressione sessuale.

Qualunque cosa blocchi lo sviluppo del secondo chakra recide due collegamenti essenziali: il collegamento interno tra mente e corpo e il collegamento esterno che unisce il mondo interno a quello esterno, l’io e l’altro, l’anima e l’ambiente.

Persi i contatti con le nostre sensazioni, siamo ovviamente fuori contatto con le emozioni degli altri e ci mancano le basi per l’empatia e la compassione.

Ciò che viene rifiutato, viene poi proiettato. La rigidità può portare a esprimere veementi giudizi, alimentati dalla passione che viene proibita nel regno delle emozioni.

 

Carenza

La carenza energetica nel secondo Chakra causa una limitazione del movimento, sia fisico che emotivo.

L’individuo è introverso, sente di avere poca energia, ha movenze goffe e articolazioni rigide. Quando cammina muove poco le anche e avrà problemi a piegare le ginocchia e le pelvi. Anche emotivamente avrà difficoltà a sciogliersi e a lasciarsi andare. Spesso esiste un’analoga mancanza di flessibilità e di apertura alle nuove idee, a stili di vita alternativi, a nuove avventure o possibilità.

Si può avere addirittura l’impressione che non provi emozioni ed in effetti l’individuo con una carenza del Secondo Chakra ha represso le proprie emozioni ma è ipervigile nei confronti di quelle degli altri. Anzi, si può affermare che sia talmente consapevole di ciò che provano gli altri, da avere delle difficoltà a mettersi in contatto con le proprie personali sensazioni.

Questa consapevolezza delle emozioni altrui è chiamata chiarosentenza.

Per le stesse motivazioni, l’individuo è caratterizzato da una sorta di rassegnazione e di apatia.

In altre circostanze, la rigidità emotiva rende fragili e per proteggere questa fragilità i confini devono essere mantenuti saldi, fino all’ostilità emotiva e al fanatismo ideologico.

Una persona del genere tende ad evitare il piacere, spesso a causa di una dura critica interna, che non può ammettere il divertimento senza condanna. Poiché il piacere si traduce in una parte rifiutata del sé, il piacere degli altri viene giudicato severamente.

Una carenza a livello emotivo può essere il risultato di una  mancanza di programmazione (come il crescere in un ambiente familiare emotivamente freddo) o, al contrario, della soppressione delle emozioni per poter tollerare una situazione intensa.

In entrambi i casi, la mancanza di emozioni e la corrispondente mancanza di sensazioni fisiche, sono delle strategie di fuga. Il che produce una sensazione di vuoto, un senso di piattezza nei confronti della vita, la sensazione di essere immobilizzati (nessun movimento interno) e un senso di isolamento. Paradossalmente, sono convinti che l’amore risolva tutto.

 

Eccesso

Quando vi è un eccesso nel secondo Chakra, l’individuo si sente vivo solo quando si trova in stati emotivi intensi.

Vi è anche la tendenza ad identificarsi nelle emozioni che si provano. Così, ad esempio, la frase “sono arrabbiato” implica letteralmente che si è quell’emozione, più che provarla in quel momento. Il campo può variare dalla rabbia alle lacrime, dall’eccitazione alla paura, ma ciascuna diventa un centro attorno a cui tutti devono danzare.

In una famiglia, coloro che provano emozioni forti dettano il comportamento agli altri membri, che avvertiranno in loro una carenza emozionale, poiché privati del diritto alle proprie emozioni. In questo modo, il dittatore emotivo produce forme di dipendenza in chi lo circonda. La dipendenza può essere sociale, emotiva o sessuale.

Per persone come il dittatore emotivo è difficile discernere quello che provano dalla realtà della situazione. Essi hanno confini fragili e ben poco rispetto per i confini altrui. 

Queste persone possono imporre le proprie necessità agli altri con una disperazione che impedisce loro di vederle soddisfatte. Quindi alterneranno con il rifiuto, creando un circolo vizioso.

L’eccesso si riversa al di fuori senza posa nel tentativo di veder soddisfatte le proprie richieste, mentre il calderone interno viene svuotato e non sviluppa mai un vero senso pienezza.

La persona con un Secondo Chakra in eccesso prova un intenso e continuo bisogno di contatto con gli altri e tenta di mantenere lo stato di fusione che non è stato soddisfatto nell’infanzia. Per questo motivo può diventare un vero e proprio vampiro psichico.

 

Strategia di Guarigione

L’attività fisica che più si addice a questo centro energetico è la danza, in particolare la danza di coppia. Per colore che praticano Hatha Yoga, è molto utile eseguire delle sequenza di Asana, evitando di stazionare nella medesima posizione per più di 5 o 10 respiri.

A livello psichico, è utile lavorare con il senso di colpa iniziando a porsi domande sulla propria autocoscienza, come ad esempio:

Quali emozioni tendono a prendere il controllo? Di cosa ho davvero bisogno e cosa cerco di ottenere? Quali comportamenti causano danni e sono dunque disfunzionali e su quale emozione si basano?

 

 

Svadhisthana nelle Discipline Olistiche

 

Elemento: Acqua

Colore: Arancione

Corrispondenze fisiche: organi sessuali, bocca, lingua, reni, apparato urinario

Sistema Endocrino: Gonadi

Profumi: Arancio dolce, Benzoino, Bergamotto, Cisto ladanifero, Legno di Siam, Mandarino verde, Neroli, Petit grain bigaradier, Ylang-ylang.

Cristalli: Acqua Marina, Pietra di Luna, Quarzo Ialino, Calcite arancio, Avventurina, Occhio di Tigre, Occhio di falco.

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